Mappe

Il bello della vita è la sua imprevedibilità.
Il bello della mia vita è che ho deciso di non avere limiti.
Mi lascio andare come un granello di sabbia nell’oceano ,non sapendo mai verso che riva sosterò.
Non è sempre stato così .
Se mi avessero detto solo qualche tempo fa cosa mi sarebbe accaduto non ci avrei creduto e forse avrei inventato qualche slogan al riguardo del tipo:” Col dito, col dito, orgasmo garantito”.
Non è che odiassi gli uomini solo non li reputavo essenziali, soprattutto nell’ ambito sessuale.
Spesso per queste mie idee mi sono sentita chiamare “lella” o “lesbicaccia nata nel periodo sbagliato”.
Mai stata lesbica, mai posta il problema.
Solo che pensavo che una donna dovesse affermarsi prima nella sfera sessuale e poi sociale etc.
L’idea che un uomo per avere piacere dovesse starmi sopra mi nauseava e la possibilità di invertire la posizione l’avevo sempre considerata un escamotage per l’uomo di avere  una massima resa con la minor spesa possibile.
No, il sesso non aveva proprio nulla di paritario fino a quel momento.
Fino a quando incontrai lui.
Un uomo che mi seppe incuriosire con il suo modo di usare le parole. Non saprei neanche dire se fosse bello o meno ma riusciva con i suoi discorsi a coinvolgermi facendomi porre delle domande.
E man mano che le cose andavano avanti quelli che reputavo punti fermi , iniziarono a diventare  macchie di colore sfuocate.
Ho impiegato tanto tempo prima di uscire da qualsiasi stereotipo e finalmente osare, senza perdere il rispetto per me stessa in quanto essere umano e non come genere .
Così, finalmente, ho potuto sentirmi un oggetto sessuale.
Fanculo le femministe frigide che storcono il naso.
Svegliatevi e capite che una donna può decidere anche questo.
Io ho deciso ,ho scelto di affidare a un uomo la mia sorte.
Restando all’oscuro di tutto ,ma con un unica certezza….che avrei goduto.
Non stiamo parlando di master-slave,padroni e succubi del cazzo.
Staccatevi dalle definizioni .
Si parla della libera scelta di dare il proprio corpo in mano a qualcun’altro.
Finalmente  smettere di pensare perché pensare è superfluo e ostacola il piacere.
In piedi senza poter vedere, senza potermi muovere davanti a lui, ma amplificando tutti gli altri sensi e facendo in modo che la pelle diventasse gli occhi ,il naso,le mani ,le orecchie,la bocca.
La mia pelle vedeva ,annusava, toccava, sentiva ,gustava.
Ero la mia pelle.
Ancora oggi, non so cosa mi abbia fatto quell’uomo ma la mia pelle si.
La osservo ora,lucida e bagnata nella vasca.
Vedo il percorso del piacere sulla mia epidermide.
Qui c’è stato un morso,il livido è evidente.
Qui ha succhiato fino a creare una piccola ferita.
Qui ha graffiato e riesco a intravedere distintamente i segni delle sue unghie.
La mia pelle è la mappa del piacere che quest’uomo ha deciso di farmi percorrere.
E’ grazie a questa mappa che ora so esattamente dove sono senza timore di perdermi.
Basta seguire le indicazioni ,i punti tracciati per avvicinarmi sempre di più a me stessa.

Sono la fottuta consapevolezza.
Sono le scelte fatte.
Sono la possibilità
Cogito,ergo sum?
-No

Godo,dunque sono