s(ea)rth

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Sicuramente è casuale che amicizia ed amore inizino allo stesso modo (am) per poi continuare in modo diverso perché tutto ha un percorso e non ci sono due cose esattamente uguali. Al limite saranno simili così come potrà esserlo il Tempo ma, anch’esso, non uguale. L’amicizia, come l’affetto, come il bene o l’odio, non sono sentimenti a se stanti rispetto all’amore, ma ne sono parte. Hanno una propria identità, un proprio valore, un inizio, un’eventuale fine ed un Tempo. Sono sentimenti reciproci ma non identici, tante volte nemmeno simili. L’amore, in particolar modo, ha una reciprocità estremamente soggettiva e, troppo spesso, proprio per la soggettività con cui lo si vive, diventa carnefice di se stesso. Il Tempo ha una soggettività che, invece, viene trascurata perché siamo portati a considerarlo qualcosa al di sopra delle parti. Come qualcosa di estremamente oggettivo ed immodificabile pur essendo quello più soggettivo di ogni altro sentimento.
“Anche il Tempo è un sentimento?”

Si erano ritrovati dopo qualche anno. Era autunno. Quando le foglie virano dal giallo al rosso ed accompagnano i passi con lo stesso rumore dei ciottoli che rotolano trascinati dall’onda. Un’amicizia che avrebbe potuto essere qualcosa di più ma non lo era. Forse per discrezione, forse per timore o, forse perché il Tempo di lei e quello di lui, a differenza di loro stessi, non s’incrociava mai. Era un’amicizia che in termini di punteggiatura non s’interrompeva con il punto; non si perdeva dopo i punti sospensivi, ma era l’impercettibile pausa del respiro che ti da la virgola. Il Tempo della virgola non stravolge il prima in un dopo in cui non ci si riconosce dopo solo uno sguardo. Loro due si sarebbero riconosciuti sempre ma, ogni volta, in un Tempo che – per dispetto o per cattiveria, per ironia o per gioco – si divertiva ad unirli separandoli.
“Ci sto pensando, sai, sul Tempo-sentimento. E’ un punto di vista che non ho mai preso in considerazione. Quante volte l’ho dilatato per far durare qualcosa più di quanto potesse o l’ho ristretto per troncare qualcosa che non volevo che durasse, ma faccio fatica a pensare al Tempo come a un sentimento. Devo convenire però che, non a volte, ma proprio sempre, ce lo modelliamo addosso. Altre volte viviamo il tempo che gli altri ci concedono e, quello, non possiamo modellarlo. E’ a loro discrezione.”
Avrebbe voluto spiegarle che quella è fisica quantistica ma temeva di perdersela. La sua voglia di dilatare il Tempo pur di trattenerla avrebbe potuto avere l’effetto di far passare a lei la voglia di dilatare il suo. I am non sempre è we are e, loro due, per tutti quei forse non avevano mai provato a farne un noi. Due singolari con un plurale occasionale tenuto assieme solo dalle parole. Quelle il cui respiro appannava il vetro invisibile che li separava.

Nevicava ed i fiocchi venivano giù ondeggiando in traiettorie imprevedibili, forse per aggrapparsi alla vita in quell’apparente disordine solo per dilatarne la durata.
“Mi stai facendo pensare al Tempo non come una linea continua come ce lo mostra la Storia in una progressione geometrica che va dal passato al futuro, ma come piani separati nei quali passato, presente e futuro non hanno per forza una collocazione regolamentata. Un po’ come nella fisica quantistica. Del resto, individualmente, non è forse vero che viviamo in epoche culturalmente diverse?”
L’aveva detto lei. Un altro colpo alla sua presunzione ed in perfetta linea con la sua media: con le donne, non ne azzeccava una.
“Il medioevo stesso, ad esempio, è uno stato temporale o culturale? Quel burka mentale che ci fa prendere la distanza dall’indumento ma, intanto, parliamo di castrazione chimica come quella che fu comminata per omosessualità nel 1952 d.C. ad Alan Turing. Guardiamo con ribrezzo alla lapidazione ritenendo più gentili la sedia elettrica o l’iniezione letale. Come portare qualunque pena di morte dall’estetista”.
Guardarsi intorno scoprendo una realtà nella quale passato, presente e futuro non sono tempi diversi, ma convivono assieme nello stesso identico Tempo. Mancava ancora cos’aveva a che fare il Tempo col sentimento ma non stava a lui imboccarla o convincerla. Chiederle perché si ha più attenzione per la propria donna che per un’altra. Perché si ascoltano con più attenzione i propri figli che gli altri. La risposta sarebbe stata ‘per amore’. Chiederle se era meglio ieri o oggi. Se abbiamo più rispetto per le cose passate che quelle attuali o future. Se la scuola era meglio ieri o oggi. Se siamo o eravamo più sicuri. Domande che coinvolgono il Tempo: passato, presente, futuro. Le risposte saranno differenti e non saranno ‘per amore’ ovvero un sentimento. Quanto però, nelle risposte, il Tempo non sarà uno stato d’animo o un’emozione? Quanto il Tempo, nel nostro quotidiano, non è un’attesa nella quale i minuti non hanno lo stesso peso e durata? Perché le ore passano troppo in fretta o non passano mai? Perché lo stesso Tempo trascorso assieme può essere per uno un piacere e per l’altro no? Quanta parte del Tempo è rappresentabile in ore o minuti piuttosto che in stati d’animo? Il passato ha lo stesso colore per tutti? Il presente? Il futuro? Certo, i colori non sono un sentimento,  ma siamo sicuri che non useremmo il sentimento per colorare il passato, il presente ed il futuro ovvero non useremmo gli stessi colori (rosa o sfumature di grigio) per colorarli?

L’ombra di un olmo li proteggeva da un sole indiscreto che s’intrufolava inutilmente fra le sue foglie rendendo tiepida una primavera ormai inoltrata.
“L’amicizia o l’amore, singolarmente, se e quando finiranno non lo faranno assieme, da entrambe le parti, ma in un Tempo diverso. Non importa se è giusto o meno che sia così, ma è così. Come un sentimento anche il suo Tempo si dilata o si restringe con esso. Individualmente.”
Parlando, al lato del vetro le loro dita si toccavano con l’automatismo col quale ci si tocca la  collana o la cravatta. Proprio quello che intendeva lui. Un amore non ha un Tempo ma ciascuno degli amanti ha un suo amore e ciascun amore ha un suo Tempo. Ciascun amante conosce il proprio e immagina di conoscere l’altro. Due sentimenti, ciascuno col proprio Tempo che fanno solo un percorso assieme. Così anche l’amicizia.

Lei si accarezzò le labbra col bordo del bicchiere. Rinfrescarle e inumidirle. Era d’estate ed il sole aveva percorso tutta la sua schiena, prima di scomparire all’orizzonte.
“A differenza dell’amicizia però, ci si può anche innamorare ed amare senza che l’altro o l’altra lo sappiano o, addirittura, senza che lo sappiano mai. Un sentimento che cammina da solo col proprio Tempo.”
Anche questo può chiamarsi amore?
“Cosa importa? Se ciascuno degli amanti è proprietario del proprio sentimento, è padrone di chiamarlo come gli pare. Se un amore è il percorso comune che fanno due sentimenti, quello sarà un amore che fa un percorso non condiviso. Saranno pure affari suoi.”
Sorrisero.
Inizio e fine, ciascuno conosce il proprio. La fine generalmente non coincide mai. Un’amicizia o un amore, finiscono sempre prima da una parte e poi dall’altra. L’inizio, invece, può coincidere.
“E cogliendone l’inizio, sorprendersi”.
Le parole, non più protette dal vetro dell’amicizia, smisero di appannarlo. Da vapore si fecero saliva. Il Tempo aveva smesso di giocare con loro. La virgola, da pausa di un respiro, si prese tutta l’apnea che riuscì a durare.

Chissà perché l’hanno chiamato Earth.
“Invece che?”
Sea. C’è più mare che terra. Siamo acqua. Come il divenire assieme.

s(ea)rthultima modifica: 2019-05-15T23:18:06+02:00da arienpassant

5 pensieri riguardo “s(ea)rth”

  1. “l’impercettibile pausa del respiro che ti da la virgola”, c’è un tempo più breve di questo? non lo so e non mi importa perché sistemate in quest’ordine, queste sillabe sono poesia.

  2. Un racconto d’amore che per delicatezza e profondità lascia poco spazio al lettore perché, ammesso che abbia voglia di confrontarsi verbalmente con quanto appena letto, difficilmente ha qualcosa da aggiungere. Va da sé che certe narrazioni necessitano di lettori dotati di particolare sensibilità perché il rischio di perdersi tra i continui sbalzi di logica discorsiva è forte. Detto ciò, se un uomo mi parlasse così me ne innamorerei subito (la seduzione parte dal cervello), ma se c’è una cosa che ho imparato dai trascorsi d’amore è che i tempi non coincidono mai…mi fermo qui, il vino non mi permette di essere molto lucida.

    1. Più lucida di così? Guarda che se quel vino non ti fa essere lucida, il tuo fornitore ti imbroglia perché è annacquato. Il mio, invece, è vino buono infatti ne abuso perché “il rischio di perdersi tra i continui sbalzi di logica discorsiva”, succede a me. Poi quando sono sobrio e mi rileggo mi riattacco alla bottiglia per dimenticare 🙂 🙂 🙂
      Comunque è vero, “la seduzione parte dal cervello” ed “i tempi non coincidono mai”. Non faccio a tempo a pensarlo che lei mi dice “già fatto?”, ma non sono io ad essere veloce, è lei troppo lenta.

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