fotogrammi

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Osservando meglio la foto presa in prestito da un altrove che come l’ermo colle mi è sempre caro, noto la sigaretta spenta e penso che anche un fotografo bravo può perdersi in un dettaglio nel metterla fra le dita della modella, poi – fra luci, postura, esposizione – dimenticarsi di accenderla per renderla ancora più vera.
“Hai da accendere?”, mi chiede togliendo il tacco dalla parete e facendo un passo verso di me.
“Aspetta”, le rispondo.
Prendo l’accendino e, abbassando il finestrino, metto fuori la mano e accendo.
“No, ti ho chiesto solo se hai da accendere, non di farmi accendere.”
“Non capisco…”
“Lo so. Non hai capito neanche il fotografo. Vedi, per chi guarda, io ti ho chiesto se hai da accendere oppure tu hai rallentato per chiedermi se volevo accendere o per chiedermi una sigaretta. Nessuno può dire che ti stia adescandoo o lo stai facendo tu.”
“Ah, capito. Però la cosa cambierebbe se adesso tu salissi in macchina con me…”
“E perché cambierebbe? Parlavamo e avresti potuto invitarmi a prendere un caffè o avrei potuto farlo io… Mi trovi indecente?”
“Indecente se m’invitassi a prendere un caffè?”
“Certo che sei di coccio. Intendevo indecente per come sono vestita.”
“Assolutamente no. Anzi, stai bene. Ti veste bene il rosso.”
“Provocante?”
“No, direi appariscente. Ti si nota, ma non è certo colpa tua. Semmai è tutto merito di mammà”
“Allora me lo offri questo caffè?”
“Va bene, ma non sono pratico di Cassina, mi indichi tu un bar?”
“Oltre che di coccio, anche imbranato… son proprio tempi duri…”, ed entrando in macchina aggiunge “… speriamo non siano duri solo i tempi”.
Non comprendo cosa intenda e mentalmente mi scuso col fotografo perché non sempre le cose sono come appaiono.
fotogrammiultima modifica: 2021-04-28T22:40:57+02:00da arienpassant

11 pensieri riguardo “fotogrammi”

  1. Ho letto, in ritardo, questo spaccato di vita notturna con interesse. Anche lo scambio di battute che ne è seguito. Sorvolando che mi sento sempre un’intrusa (ma forse è solo un problema mio) ci tenevo a dirti che l’ho apprezzato ed ha allietato la mia colazione domenicale.

    1. Non capisco perché ti senti un’intrusa. Forse, più che un problema tuo, il problema sono io… asp… mi sono annusato le ascelle… no è tutto okkey :))
      Mi fa piacere averti fatto iniziare bene la domenica. Spero sia durata 🙂

  2. Et voilà, un altro post 🙂 sono d’accordo con te, e spero che quelli che verranno dopo di noi potranno essere ancora in grado cogliere non solo l’ironia o il sarcasmo di una frase, ma anche quello che aleggia tra le righe, perché se sarà così significherà che le macchine non avranno preso il sopravvento, e che il cervello umano avrà mantenuto le sue potenzialità. P.S. Ma lo sai che il sistema mi consente di visualizzare il “commento” che ti ho chiesto di non pubblicare? mah!

  3. 🙂 sapevo che non mi avresti delusa. Ora dovremmo inviare questo racconto, che a pieno titolo è uno spaccato di vita, alla sindaca di Cassina. Credi che ne coglierebbe il senso o insisterebbe con le sue affermazioni senza senso? Domande oziose, “son proprio tempi duri”.

    1. No, perché continuerebbe a leggere il pensiero altrui soltanto con le orecchie bypassando il cervello. Hai presente i 5 sensi? Sono solo ricettori passivi che funzionano in modo identico in tutti. Quello che cambia, è il filtro (cultura) col quale ognuno di noi decodifica l’informazione che ci arriva da quei cinque sensori. Quel filtro che rende ognuno di noi unico. Il vedere, il sentire, il gustare, il toccare, l’odorare. Oggi ci sono centinaia di software capaci di tradurre da una lingua all’altra non solo lo scritto (vista), ma anche il parlato (udito). Sembra straordinario, ma è solo un pappagallare che rientra in quella stronzata bellissima, ma che non ha nulla a che vedere con l’intelligenza, perché nessun traduttore digitale potrà distinguere e, quindi, tradurre per bene, l’ironia o il sarcasmo di una frase. E pur ammettendo che possa riuscirci, non potrà mai farsi coinvolgere emotivamente da una voce o da uno scritto. Nessuna Alexa o Cortana potrà inserire un sorriso o una pausa d’imbarazzo rispondendo ad una domanda che le poni.
      L’intelligenza artificiale è qualcosa di meccanico che ha un limite culturale insormontabile. Proprio come in questo caso.

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