hash2ash. Esistenze digitali disintegrate

 

hash2ash – everything saved will be lost, è l’installazionefirmata dal collettivo polacco Pangenerator; commissionato dal Museo Etnografico di Varsavia in occasione della mostra Teen Age, il progetto incarna una delle  paure più grandi della nostra epoca: quella di perdere i propri dati, vedendo scomparire in un momento tutti i propri ricordi.

Non vogliamo che le nostre esistenze digitali scompaiano. E se vogliamo preservarle, dobbiamo fare in modo che gli oggetti che creiamo oggi possano ancora essere leggibili nel lontano futuro”.

La discrepanza su cosa è un ricordo testimoniato da un documento, foto, album, immagini digitali, ritagli, eccetera,  è sottolineata nell’opera dai pixel digitali che si disintegrano in sassolini di ghiaia;   una cascata che cade rumorosamente al di sotto del monitor, dopo un selfie che lo spettatore è stato  invitato a scattare che compare e  scompare dallo schermo.

 

Una metafora avvincente del rapporto controverso tra bit e atomi, della volatilità degli artefatti in formato digitale leggiamo su ART TRIBUNE, e aggiungo, dell’insostenibilità dell’identità digitale ancorata ad un reale.

Mescolare l’ identità virtuale, in fondo non fa che replicare il reale coi rischi esposti.  Ogni cosa salvata sarà perduta e se non trasformata in pietruzze, quelle identità multiple che “Luther Blisset” ambiva, in un delirio digitale, a registrare come un unico segno  della blogosfera: almeno ciottolio, se non ambient, suono.

Una metafora efficace del rapporto controverso tra bit e atomi e della volatilità degli artefatti in formato digitale.

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hash2ash. Esistenze digitali disintegrateultima modifica: 2018-03-05T12:50:19+01:00da misteropagano

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