8 Marzo

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8 MarzoGiornata internazionale della donna, ricorre ogni anno per ricordare le conquiste, i successi e i diritti acquisiti dalle donne e per non dimenticare le discriminazioni e le violenze, che hanno subito e ancora subiscono in ogni parte del mondo.

Nata negli Stati Uniti d’America nel 1909, oggi è comunemente conosciuta come Festa della donna.

Oggi l’uomo esce di casa, per qualche euro compra una mimosa (simbolo della festa) e la dona alla propria compagna di vita, alla moglie, alla fidanzata, alla sorella, alla madre, all’amica, per onorare una parola “Donna” e ricordare a se stesso quanto speciale sia chi ha affianco.

Ieri in un programma Mediaset, si è discusso della riapertura delle case chiuse, ne ho già parlato in un precedente articolo.

Quel che lascia perplesso, è, come sia protesa la società verso un concetto che solca un divario tra, ciò che è giusto e ciò che è necessario.

La donna che vende il suo corpo, non infrange nessuna legge, non è illegale, lo sfruttamento è il reato e la società lotta per abbattere la criminalità che lucra dietro la prostituzione, una scelta, ed ieri di scelte si è parlato.

Ho sentito definire la professione del sesso, dalle “escort” (questo il termine che le professioniste, chiedono di usare per definirle, prostituta, put…a, non è certo un termine onorevole), una libertà, una scelta di libertà verso un pensiero bigotto e ipocrita.

La prostituzione non potrà mai essere figlia della libertà, è e sarà sempre figlia dell’oppressione, oppressione sociale, oppressione sessuale, oppressione economica.

La prostituzione c’è, è sempre esistita e sempre ci sarà, un’altra frase, che è bandiera di chi vuole riaprire e statalizzare la prostituzione.

Ho la sensazione che molti non si rendono conto, che dietro la prostituzione c’è un ideologia radicata nella cultura, che plagia e forma, un modo di esistere, di pensare intrinseco e sotterraneo, che plagia le menti delle bambine, le future donne. Creando un velo che rende giustificabile, una pretesa di forza, diventata nel tempo, una richiesta persino agli occhi di chi nell’oppressione, ha ceduto a quella pretesa. É possibile che la massa, non veda questo plagio?

É questa cultura che va combattuta (e in questo giorno vale ancor di più), la cultura del cliente, egualmente colpevole, alla pari di chi sfrutta per ricavare denaro. Questo l’altro punto importante, la prostituzione è un modo facile per fare sordi. Ma a quale prezzo?

Se è dunque segno di una libertà piegata, la scelta di lasciare secreto e libero ciò che accade tra le mura della propria casa, legalizzando la scelta di alcune, che nella facilità di fare soldi, vivono una presunta vittoria verso l’uomo. É ancor più vitale per la libertà e la GIUSTIZIA, non sacrificare in nome del decoro, che non vuole oscenità, in nome del cliente, che vuole legittimità, chi è stata vittima, è vittima e sarà vittima dello sfruttamento sessuale.

A chi dice, che legalizzare è giusto perché la prostituzione è sempre esistita e sempre esisterà, IO dico la prostituzione va combattuta, perché esiste ed esisterà sempre una vittima sfruttata.

ORA, la civiltà dalla rivoluzione industriale ha cavalcato una crescita sociale e scientifica, scoprendo a volte una morale tale, da abbattere muri che umiliavano la dignità dell’essere umano, relegandola ad un’imitazione opaca di rispetto e compassione, arrivando ad incatenarla ad una catena di disprezzo ed esilio sociale. Oggi la politica che guida quel treno di scoperte e rivoluzioni, sta rialzando e ricostruendo mura che la storia aveva decretato come figlie di un passato violento e analfabeta. Il DDL Pillon, il mancato abbassamento dell’iva per gli assorbenti, le tante mozioni comunali contro l’aborto, ed infine il DDL per legalizzare la prostituzione, sono segni di un passato che vuole tornare prepotentemente a dominare la DONNA e risolcare barriere che erano state abbattute, confini che delimitavano ghetti sociali di disuguaglianza e discriminazione. Un percorso politico che non riesce a vincere i suoi limiti. Promesse nuove e vecchie, che non riescono a liberarsi dalla morale maschilista di potere e sottomissione.

Le differenze salariali che non riescono a dare parità di mansioni con gli uomini, proclami e ideologie che accusano e condannano, la ribellione verso l’autodeterminazione. L’8 Marzo, per la festa che ne è simbolo, la Lega, nella sua sezione giovane di Crotone, diffonde un volantino che cita, è nemico della donna: chi ne promuove l’autodeterminazione sempre più marcata, suscitando un atteggiamento rancoroso nei confronti dell’uomo –  offende la dignità della donna chi contrasta culturalmente il suo ruolo naturale volto alla promozione e al sostegno della vita e della famiglia»”.

Il MESSAGGIO è chiaro e riporta in mente vecchi pensieri, cosa vuole l’uomo? cosa vuole la vecchia e nuova generazione di maschi dalla donna? cosa ha progettato per il suo futuro, per il suo riscatto? Non c’è posto nella società moderna, per chi alza la voce, per chi con il suo fare arrogante, con il suo atteggiamento sprezzante, sfida la muscolarità del maschio, donne colpevoli di cercarsi le botte, gli schiaffi, le bastonate. La donna deve rispettare ed onorare e promuovere il suo ruolo a sostegno della vita e della famiglia, deve essere madre e moglie.

Questo vuole la nuova generazione della LEGA, questo vuole la nuova politica, la nuova società civile.

Qualunque donna esce da questo ruolo, da questo progetto è nemica. E sapete che fine fa chi si ribella, al ruolo di moglie, chi si ribella al ruolo di oggetto del desiderio, chi non vuole essere solo stereotipo della donna provocatrice, che nel gioco della seduzione, crede di avere lo stesso potere di dire NO, del maschio che ha il potere di prendere il SI.

Questa la fine delle donne che hanno detto NO.

Lin Suqing – Uccisa il 4 gennaio 2018

Sara Pasqual  – Uccisa il 10 gennaio 2018

Esther Eghianruwa – Uccisa il 20 gennaio 2018

Arietta Mata – Uccisa il 21 gennaio 2018

Anna Carusone – Uccisa il 22 gennaio 2018

Nunzia Maiorano – Uccisa il 22 gennaio 2018

Chen Aizhu – Uccisa il 24 gennaio 2018

Pamela Mastropietro – Uccisa il 31 gennaio 2018

Jessica Valentina Faoro – Uccisa il 7 febbraio 2018

Francesca Citi – Uccisa il 13 febbraio 2018

Federica Ventura – Uccisa il 16 febbraio 2018

Azka Riaz – Uccisa il 24 febbraio 2018

Claudia Priami – Uccisa il 4 marzo 2018

Fortunata Fortugno – Uccisa il 16 marzo 2018

Laura Petrolito – Uccisa il 18 marzo 2018

Immacolata Villani – Uccisa il 19 marzo 2018

Leila Gakhirovan – Uccisa il 2 aprile 2018

Roberta Felici – Uccisa il 4 aprile 2018

Fulvia Maria Baroni – Uccisa il 6 aprile 2018

Angela Jenny Reyes Coello – Uccisa il 7 aprile 2018

Valeria Bufo – Uccisa il 19 aprile 2018

Monika Gruber – Uccisa il 20 aprile 2018

Antonietta Ciancio – Uccisa il 28 aprile 2018

Maria Clara Cornelli – Uccisa il 7 maggio 2018

Maryna Novozhylova – Uccisa l’8 maggio 2018

Marina Angrilli – Uccisa il 20 maggio 2018

Silvana Marchionni – Uccisa il 21 maggio 2018

Elisa Amato – Uccisa il 26 maggio 2018

Elca Tereziu – Uccisa il 27 maggio 2018

Fjoralba Nonaj – Uccisa il 30 maggio 2018

Monica Gondos – Uccisa il 30 maggio 2018

Allou Suad – Uccisa il 3 giugno 2018

Sorina Monea – Uccisa il 4 giugno 2018

Fernanda Paoletti – Uccisa il 4 giugno 2018

Sara Luciani – Uccisa l’8 giugno 2018

Mora Alvarez Alexandra del Rocio – Uccisa il 10 giugno 2018

Anxhela Meçani – Uccisa il 10 giugno 2018

Donatella Briosi – Uccisa il 13 giugno 2018

Nicoleta Loredana Grigoras – Uccisa il 22 giugno 2018

Roberta Perosino – Uccisa il 26 giugno 2018

Ines Sandra Augusta Sachez – Uccisa il 5 luglio 2018

Maria Carmela Isgrò – Uccisa il 6 luglio 2018

Paola Sechi – Uccisa il 6 luglio 2018

Adele Crosetto – Uccisa il 12 luglio 2018

Sabrina Malipiero – Uccisa il 14 luglio 2018

Teresa Russo – Uccisa il 16 luglio 2018

Zeneb Badid – Uccisa il 22 luglio 2018

Immacolata Stabile – Uccisa il 22 luglio 2018

Giustina – Uccisa il 24 luglio 2018

Manuela Bailo – Uccisa il 29 luglio 2018

Maria Dolores Della Bella – Uccisa il 5 agosto 2018

Elena Panetta – Uccisa il 6 agosto 2018

Maila Beccarello – Uccisa il 8 agosto 2018

Rita Pissarotti – Uccisa il 14 agosto 2018

Rosa Maria Schiaffino – Uccisa il 27 agosto 2018

Tamiya o Tanja Dugalic – Uccisa il 7 settembre 2018

Paola Bosa – Uccisa il 7 settembre 2018

Angela Ferrara – Uccisa il 15 settembre 2018

Maria Grazia Innocenti – Uccisa il 16 settembre 2018

Alexandra Riffeser – Uccisa il 24 settembre 2018

Ragazza rumena – Uccisa il 26 settembre 2018

Loredana Lopiano – Uccisa il 27 settembre 2018

Paola Adiutori – Uccisa il 28 settembre 2018

Luisa Valli – Uccisa il 29 settembre 2018

Dina Mapelli – Uccisa l’1 ottobre 2018

Maria Tanina Momilia – Uccisa il 7 ottobre 2018

Maria Zarba – Uccisa il 11 ottobre 2018

Donna suicida dopo 30 anni di violenze – Uccisa il 20 ottobre 2018

Desirée Mariottini – Uccisa il 25 ottobre 2018

Gina Riccò – Uccisa il 25 ottobre 2018

Maria Rusu – Uccisa il 27 ottobre 2018

Antonietta Musacchio – Uccisa il 3 novembre 2018

Violeta Senchiu – Uccisa il 4 novembre 2018

Marianna Pepe – Uccisa il 7 novembre 2018

Antonella Laurenza – Uccisa il 15 novembre 2018

Roxana Karin Zenteno – Uccisa il 17 novembre 2018

Anna Filomena Barretta – Uccisa il 20 novembre 2018

Anna Bertuzzi – Uccisa il 27 novembre 2018

Caroline Campinho – Uccisa il 29 novembre 2018

Cinzia Palumbo – Uccisa il 9 dicembre 2018

Michela Fiori – Uccisa il 23 dicembre 2018

M. P. – Uccisa il 23 dicembre 2018

Francesca Petrolini – Uccisa il 23 dicembre 2018

Rosaria Sara Parisi – Uccisa il 28 dicembre 2018

Concetta Salomone – Uccisa il 28 dicembre 2018

Maria Magdalena Oberhollenzer – Uccisa il 28 dicembre 2018

Luisa Zardo – Uccisa l’08 Gennaio 2019

Luisa Minghè – Uccisa il 09 Gennaio 2019

Augusta Brunori –  Uccisa il 14 gennaio 2019

Palma Agostino – Uccisa il 21 Gennaio 2019

Anna Piccato – Uccisa il 23 Gennaio 2019

Marisa Sartori – Uccisa il 02 Febbraio 2019

Ubaldina Mantovani – Uccisa il 03 Febbraio 2019

Ghizlan El Hadraoui – Uccisa il 06 Febbraio 2019

Neda Vannoni – Uccisa il 18 Febbraio 2019

Claudia Bortolozzo – Uccisa il 22 Febbraio 2019

Norina Matuozzo – Uccisa il 03 Marzo 2019

Alessandra Immacolata Musarra – Uccisa il 06 Marzo 2019

Fortuna Bellisario – Uccisa il 07 Marzo 2019

Questa lista cancella ogni significato di questa festa. Oggi volevo entrare in questo portare e augurare a tutte le donne un buon 8 Marzo.

Ma non lo farò, perché è ipocrita.

Perché oggi ci sarà un uomo, uno sconosciuto, forse un marito, o un fidanzato, che comprerà una mimosa e la donerà a quell’unica donna, che considera il suo amore, e quell’uomo un giorno, un domani, sarà pronto ad  ucciderla.

La più grande sfida che aspetta l’uomo, non sarà con l’universo, o la tecnologia, sarà con la sua umanità, e la donna sarà la sua salvezza se solo riuscirà ad accettare la sua vera essenza.

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Legittima difesa

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Il 6 Marzo, la Camera ha approvato il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti.

Il 26 Marzo il provvedimento passerà al Senato per la conferma finale.

Cori di vittoria hanno accompagnato l’approvazione, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega gli artefici del tifo.

“Non sono mai stato contrario all’inasprimento delle pene, la giustizia fin troppo spesso si è dimostrata, vittima di un sistema fallibile, prigioniera di una retorica politica, che dilunga le vie, che dovrebbero essere garanzia per ogni cittadino, che ricerca, che chiede, che esige giustizia e sicurezza. Seppur nel DDL appena approvato è stato dato un giro di vite alle condanne, la direzione che ha preso, per quel che concerne, l’argomento che più di tutti ha tenuto alto il dibattito fino ad oggi, non è positiva. La legittima difesa è stata trasformata, in una pericolosa strada verso la chiamata alle armi.

Si è visto molto spesso, imprenditori e lavoratori vittime della giustizia, perché nell’atto della difesa della propria casa o del proprio posto di lavoro, hanno tolto la vita a chi ha tentato di violare la loro proprietà, suscitando nell’opinione pubblica, la disapprovazione verso un giudizio sbagliato.

Certo moralmente non si può non essere solidare con chi è vittima, e subisce la giustizia. Ma forse è giusto chiedersi qual’è sia il compito della legge? Le lezioni della scuola, mi ricordano, che la legge è garante dei diritti e doveri del cittadino.

É giusto quindi piagare la legge, il diritto affinché, si metta una pezza, ad un sistema che dovrebbe puntare alla prevenzione, allo sviluppo e rafforzamento dei sistemi di controllo territoriali, alla bonifica sistematica delle tante zone a rischio, piuttosto che lasciare al cittadino, l’onore di offendere la vita con la morte.

Questo decreto legittima ogni azione violenta verso chi fa un’effrazione, nella logica del occhi per occhi, il deterrente al furto, alla rapita, sarà l’omicidio. É giusto questo modo di pensare? 

La povertà incrementa inesorabilmente le menti e le vite che vivono nella disperazione e nell’oscurità, quell’ombra nell’animo umano, che trasforma la giustizia in illegalità, la compassione in crudeltà, l’empatia in indifferenza, la generosità in disprezzo. La povertà che ieri chiedeva aiuto, che oggi grida vendetta, domani in silenzio entrare in una casa e ancor prima di dare respiro al silenzio sparerà.   

Mi chiedo dunque e vi chiedo, la civiltà oggi per essere di diritto, può esigere una mano armata, come simbolo della giustizia?”

Mi viene in mente una frase di Einstein: “L’uomo ha creato la bomba nucleare, ma nessun topo si sognerebbe mai di creare una trappola per topi.”

“Noi la nostra trappola l’abbiamo creata.”

Natodallatempesta0

La lega da il via alla legalizzazione della prostituzione

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Per alcuni argomenti è giusto e civico divulgare le opinioni, qualunque esse siano, per poter dare voce, a tutte quelle anime distratte, che hanno bisogno di un impulso per ricordare, che la strada giusta a volta è nascosta, da proclami e ideologie.

Queste le parole del vicepremier Salvini: “Ero e continuo a essere favorevole alla riapertura delle case chiuse. Non c’è nel contratto di governo, perché i 5S non la pensano così, però io continuo a ritenere che togliere alle mafie, alle strade e al degrado questo business, anche dal punto di vista sanitario”, sia la strada giusta e “che il modello austriaco sia quello più efficiente”.  Dopo il via libera al decreto che vuole regolarizzare la prostituzione.

“La prostituzione non è mai stata, per la donna una scelta di vita, ma una sconfitta, un’umiliazione che mette in catena l’ultimo barlume di speranza per essere DONNA, pari in diritti e sogni all’uomo, e non un oggetto da vendere, all’immoralità e impotenza del vile maschio.

La donna non merita questo trattamento.

La prostituzione è stata per la donna una scelta facile, frutto di una difficoltà sociale, che passo dopo passo, ha tolto ambizione, virtù e anima, lasciandole solo, quell’unica cosa che il maschilismo non potrà mai sottrargli, l’essere femmina, l’essere il desiderio del proprio uomo. Oggi lo stato vuole trasformare quest’unico possesso in merce. Anzi, fa di più, le dice: cara DONNA, non c’è possibilità che la prostituzione, non sia più un ripiego, alla mancanza di opportunità e speranza, è la tua unica strada, accettala, non hai altre possibilità.”

Io non potrò mai essere d’accordo.

LEGALIZZARE LA PROSTITUZIONE NON É e NON SARÁ MAI LA SOLUZIONE.

natodallatempesta.

Poesia – Scontri all’arma parlata.

Poesia unica e bella, quando in rima canta di amori e contese.
Quando le parole offendono con la grazie dell’eleganza.
Leggete come un tempo si dialogava prima che la rete la mente fiaccava.

Dal CYRANO DE BERGERAC di EDMOND ROSTAND

Il Duello

IL VISCONTE: Ah……avete un naso troppo grande.

CIRANO: Grave. Infatti!

IL VISCONTE: Ridendo. Ah!

CIRANO: Imperturbabile. Questo è tutto?….

IL VISCONTE: Ma…

CIRANO: È assai ben poca cosa!
Se ne potevan dire…. ma ce n’erano a josa,
variando di tono. — Si potea, putacaso,
dirmi, in tono aggressivo: «Se avessi un cotal naso,
immediatamente me lo farei tagliare!»
Amichevole: «Quando bevete, dée pescare
nel bicchiere: fornitevi di
un qualche vaso adatto!»
Descrittivo: «È una rocca!…
È un picco!.. Un capo affatto!
Ma che! l’è una penisola, in parola d’onore!»
Curioso: «A che serve quest’affare, o signore?
forse da scrivania, o da portagiojelli?»
Vezzoso: «Amate dunque a tal punto gli uccelli,
che vi preoccupaste con amore paterno
di offrire alle lor piccole zampe un sì degno perno?»
Truculento: «Ehi, messere,
quando nello starnuto
il vapor del tabacco v’esce da un tale imbuto,
non gridano i vicini al fuoco nella cappa?
Cortese: «State attento, che di cotesta chiappa
il peso non vi mandi per terra, a capo chino!»
Tenero: «Provvedetelo di un piccolo ombrellino,
perchè il suo bel colore non
se se vada al sole!»
Pedante: «L’animale che Aristofane vuole
si chiami ippocampelofantocamaleonte
tante ossa e tanta carne
ebbe sotto la fronte!»
Arrogante: «Ohi, compare, è in moda quel puntello?
Si può infatti benissimo
sospendervi il cappello!»
Enfatico: «Alcun vento, o naso magistrale,
non può tutto infreddarti, eccetto il Maestrale!»
Drammatico: «È il Mar Rosso, quando ha l’emorragia!»
Ammirativo: «Oh, insegna da gran profumeria!»
Lirico: «È una conca? Siete un genio del mare?»
Semplice: «Il monumento si potrà visitare?»
Rispettoso: «Soffrite vi si ossequii, messere:
questo sì che vuol dire qu
alcosa al sole avere!»
Rustico: «Ohè, corbezzole!
Dàgli, dàgli al nasino!
È un cavolo gigante o un popon piccolino?»
Militare: — «Puntate contro cavalleria!»
Pratico: «Lo vorreste mettere in lotteria?
Sarebbe il primo lotto!» O in fin, parodiando
Piramo, tra i singhiozzi: «Eccolo, l’esecrando
naso che la bellezza del suo gentil signore
distrusse! Or ne arrossisce,
guardate, il traditore!»
Ecco, ecco, a un di presso, ciò che detto mi avreste
se qualche po’ di spirito e di lettere aveste.
Ma di spirito, voi, miserrimo furfante,
mai non ne aveste un’oncia, e di lettere tante
quante occorrono a fare
la parola: cretino!

Aveste avuto, altronde, l’ingegno così fino
da potermi al cospetto dell’inclita brigata
servirmi tutti i punti di questa cicalata,
non ne avreste nemmeno la metà proferito
del quarto d’una sillaba, chè, come avete udito,
ho vena da servirmeli senz’alcuna riserva,
ma non permetto affatto che un altro si permetta.

IL DUELLO

 

CIRANO: Chiudendo un poco gli occhi.

Aspettate… che scelga le mie rime… Ci sono!

 

Ecco, ed io gitto con grazia il cappello,

poscia comodamente, pian pianino,

mi libero del mio vasto mantello

che mi attabarra, e lo spadon sguaìno.

Di Celandone più gentil, più fino

di Scaramuccia al gioco dello stocco,

vi prevengo, mio caro paladino,

che giusto in fin della licenza io tocco.

Meglio v’era tacer, signor mio bello!

Dove t’infilzerò, dimmi, tacchino?

Sotto il giubbetto, al fianco, ti sbudello?

nel cuor, sotto l’azzurro cordoncino?

— Volteggia la mia punta: un moscerino!

Tintinnano le cocce, odi che schiocco!

Sì, certamente… in mezzo del pancino,

giusto alla fin della licenza io tocco!

Mentre io vò in cerca

di una rima in ello….

tu rompi, bianco come un pannolino!

Vuoi forse darmi la parola: agnello?

— Tac! e la punta io paro onde il festino

ti pensavi di farmi, o malandrino! —

Ecco: t’apro la via,

— chiudo lo sbocco…

Su, reggi bene, guattero, l’uncino!

Giusto alla fin della licenza io tocco.

LICENZA

Raccomàndati a Dio, bel principino!

Ecco: io m’inquarto, io par

o, io fingo, io scocco…

Eh, là! prendi, piccino!

Giusto alla fin della licenza, io tocco.

Chicago Shakespeare Theater: Cyrano de Bergerac
Chicago Shakespeare Theater: Cyrano de Bergerac

 

Arte e vita

Devo ammettere che l’ispirazione che inizialmente mi spingeva a costruire i miei Post, si è molto ridimensionata in questo ultimo periodo.

Una cara amica mi scrisse che l’arte è aggregazione! Ed è vero, cerca sempre se stessa. Un artista ha bisogno di stimoli, se non ci sono, per quanto si liberi l’immaginazione, egli ridimensionerà il suo spazio.

E inizierà a svuotare quell’immensa sala giochi che la mente ha costruito da bambino. La mia ha anche costruito un musuo.

E i musei vanno sempre riempiti. Perché?

Perché.

L’Arte è quel romantico accento,
che ti porta fuori dal tempo,
è quello specchio infranto,
che ti mostra l’anima in ogni frammento.
L’Arte è un’albero che ti ripara,
quando una lacrima ti rende la vita amara.
L’arte è quella compagna,
che ti ricorda che c’è una speranza,
che si chiama fantasia.

Nato dalla tempesta 

Salvador Dali - Paesaggio con farfalle - 1956
Salvador Dali – Paesaggio con farfalle – 1956

Tradizioni – Statue parlanti

Un tempo a Roma quando il potere sbagliava o nel senno disordinato al passante veniva provocata silente ilarità, dal bianco marmo secolare giungeva la satira beffarda.
Era il tempo in cui le statue parlavano.

Pasquino

Statua di Pasquino
Statua di Pasquino

Si racconta che aveva bottega vicino una piazzetta un certo Pasquino sarto, famoso tra le vie di Roma del 1500 per le battute satire di straordinaria arguzia, egli era abile nel taglio quanto nel far ridere e riflettere, i potenti erano il suo passatempo, che derideva mostrandone con parole le smodate azioni. Grande popolarità avevano le sue satire, tanto che persino paura suscitata il punirlo.
Finché morte non venne, sospiro di sollievo per nobili e clero, era finito il canto del cigno satiro.

Nel corso di lavori di demolizione nell’area dove il sarto aveva bottega, venne rinvenuto un antico busto marmoreo, collocato proprio nella piazzetta dove si dice aveva la sua bottega.
La statua inizio a parlare attraverso epigrammi satirici, Pasquino sembrò esser resuscitato per tornare nelle di via di Roma a schernire nuovamente i potenti.
Nei secoli la voce di Pasquino non si silenzio mai, ad ogni evento di tragica ilarità la statua lasciava le sue “pasquinate”.
In realtà il popolo o spesso illustri letterati, erano gli artefici dei componimenti che, in segreto e in modo anonimo, venivano pubblicati, affiggendole sopra la statua di Pasquino.
Tra le più famose e recenti pasquinate, una è quella che fu scritta contro la visita di Hitler a Roma del 1938:
Roma fu allestita con grandiose scenografie di cartongesso, per onorare il talento del dittatore per la pittura, Pasquino scrisse:
“Povera Roma mia de travertino
te sei vestita tutta de cartone
pe’ fatte rimira’ da ‘n imbianchino”.

Tradizioni – Racconti dal passato

Sarà la Notte Nera…

Saranno le favole che oniriche imperversano nel cielo di questa rete.

Sarà il sole e la terra che han dato scena ai poemi…

Ma son evocato ed evocare battaglie e assedi, amori e tradimenti. Scene che nella mente ricreano suoni e colori. Le corde governano, la vita della storia che voce racconta.

Boom Boom, il legno risuona al battere degli stivali. La spada è sguainata lo scudo attende, il mantello manifesta il potere.

Signori e signore.

I Pupi siciliani 

 

25 Aprile

Oggi si festeggia la liberazione dal male sociale, dai regimi che rubano la libertà, ma si onorano anche le vittime della guerra, i partigiani e tutte le anime coraggiose cadute per la libertà.

Immaginate d’esser in una piazza d’un piccolo paese della nostra Italia, attorno gente, tanta gente, che urla, sorride, corre, ti tocca ma solo per abbracciarti e tra le grida una parole emerge fra tutte “é finita“.

Aprile 1945

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio,
tutti sono diventati pazzi, ridono, si abbracciano,
i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte
che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori
le case non saranno mai più cosi ‘ immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno
qua uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell’aria,
notte e dì, capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici

D. Buzzati

Come mia consuetudine nessuna immagini verrà inserita, esiste già Dino l’ha descritta voi immaginatela.

Arte – Riflessione

Sapevo che navigare in questo oceano, non sarebbe stato un viaggio mistico, ma speravo questa volta di vivere, l’arte come un viaggio di emigranti che fuggono dalla fame e dall’ignoranza…

Ma come accede nel nostro mare fame e ignoranza si imbarcano sulle navi che sfidano il mare.

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Tanti post uno dopo l’altro buttati nell’etere, ed io cerco tra questi fogli digitali, le parole che sanno di colore, le rime che risuonano nelle miei orecchie come poetica evocazione, ma su decine e decine solo sei, su centinaia e centinaia poco più di poche decine, è questa l’arte del web? E non mi riferisco solo a libero.

Dopo tanti post, tante osservazioni, dopo tanti sbarchi in Isole sconosciute chiamate Blog, il mio diario di bordo, registra tristemente ciò che annotai più di un lustro fa, “l’arte è osservata, a volte commentata, ma non è seguita, non è capita, ne cercata“.

Ovviamente ho incontrato l’arte, nelle sue rare apparizioni.

Non cito nessuna eccellenza, non è mia intenzione fare elenchi. Tra le oniricità e i misteri dell’evocazioni, ho incontrato chi con eccelsa virtù divulga l’arte o chi ne compone come collage le parole e i suoni.
Ma sono pochi rispetto alla ricchezza di pensieri che proliferano nelle comunità.

Pablo Picasso disse:
“L’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”

L’arte è l’unica vera fede dell’uomo. Si sono accettate le divinità per un’infinita varietà di motivi, la salvezza, la paura, il controllo, si cerca nel luogo più lontano, la fonte per salvare o elevare la più vicina delle nostre virtù, l’anima. Se c’è eresia è nel affidare i nostri fallimenti e i nostri peccati in figure che sono solo capro espiatorio delle nostre paure.

Dio è la scelta di essere migliori e si è migliori, se si vive in virtù della bellezza della vita, nel rispetto della creazione.

E nella creazione vi è la nostra salvezza, come esseri umani, nella preghiera della poesia, nei sermoni della filosofia, nelle prediche delle pittura o della scultura e nei salmi della commedia teatrale della vita.

E per questi motivi continuerò a scrivere di arte.

Nato dalla tempesta - MLK in preghiera
Nato dalla tempesta – MLK in preghiera