Monolocali: tutte le mattine del mondo

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Monolocale 11, Odor di basilico

Vanni Cuoghi è un artista onirico con la vocazione da storyteller; interessato alle case molto piccole, i monolocali della serie, ne immagina gli spazi angusti e le persone che ci abitano. Benché in qualche caso disturbanti, sono un riflesso del nostro immaginario: chi non si è mai spinto a immaginare cosa accade nell’appartamento di fronte, magari quello con le finestre sempre perfettamente schermate?

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Monolocale 18, La lettera

Tutte le mattine del mondo - Domus

Monolocale 12, L’astice

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Monolocale 34, Venere del Gheto Novo

Vanni Cuoghi, Monolocale 21, La Vergine Cuccia, 2015, acrilico e olio su tela, 21 x 30 cm | Antonio Colombo Arte Contemporanea

Monolocale 21, La Vergine Cuccia

Monolocali: tutte le mattine del mondo

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Monolocale-11-Odor-di-Basilico-anno-2014-tecnica-mista-cm-21x30-courtesy-Vanni-Cuoghi

Monolocale 11 (Odor di basilico)

Vanni Cuoghi è un artista onirico con la vocazione da storyteller, ma in lui non è assente una vena capace di illustrare il dolore attraverso scene microscopiche tratte da scatole di psicofarmaci, su cui disegna lotte tra draghi e uomini.

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Monolocale 11 (Discorsi da salotto)

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Monolocale 34 (Venere del Gheto Novo)

Monolocali: tutte le mattine del mondo” è una serie di racconti visivi dedicati ad ambienti molto piccoli, i monolocali del titolo, dove ogni cosa, amplificandosi, assume una consistenza diversa, a tratti disturbante.

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Monolocale 21 (La vergine Cuccia)

Cuoghi indaga anche il rapporto con i vicini, inevitabile in un cotesto condominiale: che persone sono? cosa staranno facendo? che cosa mangiano?

Al di là del discorso artistico, i vicini indagatori sono una bella rogna; immaginate quanto possano essere intollerabilmente insopportabili agli occhi di una persona che della discrezione fa la propria cifra. Per far sì che tornino ad occuparsi delle loro cose, bisogna rasentare la maleducazione, negare zucchero e prezzemolo. Oppure fingersi sordi a ogni scampanellata.