Storia della Chiesa by Libreria Aiace Roma Montesacro

Vaticano San Pietro

Il Digiuno nella Chiesa Antica

Ha ancora senso parlare di digiuno? o – forse ancora più radicalmente – quando si parla di digiuno che cosa si intende? Il digiuno è solo privazione e mortificazione? Per capire il digiuno che la Chiesa da sempre indica come strada verso l’Essenziale e come imitazione del Signore Gesù, è necessario sgombrare la mente da modelli mentali che si sono sedimentati e che spesso non permettono di scorgerne il nucleo essenziale. Scrivono i curatori nella presentazione dell’opera: “Se si pone attenzione alla centralità crescente occupata dalle tematiche legate alla rinuncia e persino al rifiuto del cibo – fenomeni in buona parte speculari a quelli della sovrabbondanza e dell’abuso di cibo, anch’essi tipici del nostro Occidente – si comprende come un’antologia patristica sul digiuno possa svolgere il compito prezioso di fare ascoltare ‘voci lontane’ in un dibattito di strettissima attualità e dai molteplici risvolti. In questa antologia di testi patristici il digiuno è presentato nel suo alto significato individuale e collettivo; nella sua portata spirituale, aperta tanto al cristiano impegnato in una via di particolare ascesi quanto a quello ancora pienamente mescolato nelle faccende del mondo; nella sua indole penitenziale e in quella “imitativa”, pezzo non esclusivo ma comunque importante della sequela di quel Maestro che ha lasciato l’esempio e le motivazioni del digiuno del battezzato. ( Edizioni Paoline )

Link a eBAY: IL DIGIUNO NELLA CHIESA ANTICA, TESTI SIRIACI, LATINI E GRECI

Storia dell’Ateismo

… al Rinascimento, alla gioiosa riscoperta della natura, della grecità e del pensiero classico, che spalanca nuovi orizzonti all’incredulità, in contesti politici e socio-culturali sempre meno propizi alla fede cieca delle masse. È l’epoca della rivoluzione copernicana, dei grandi viaggi e delle scoperte geografiche, di nuovi continenti e popoli atei o animisti, che pongono fine alle certezze e al mito della verità unica, della religione vera. Ma si consolida anche il diabolismo, supporto perenne del teismo, che stavolta rafforza l’incredulità e lo scetticismo popolare, innescando la repressione inquisitoriale. Contro le forze schiaccianti della dogmatica e dell’apologetica ecco affermarsi le prime grandi voci del libero pensiero, da Dolet a Gruet, da Serveto a Giordano Bruno.

Quasi un preludio dell’imminente rivoluzione illuministica è il periodo tra le due crisi della coscienza europea ( 1600-1730 ), che vede emergere lo scetticismo dei libertini: è il tempo dei «falsi devoti», della moda di Epicuro diffusa a livelli popolari, ma anche dei vertici della filosofia di Cartesio, di Spinoza «principe degli ateisti», di Hume maestro di scetticismo totale. È il secolo dell’incredulità ostentata, specie in Olanda e in Inghilterra. Ormai tutte le strade portano all’ateismo: viaggi, scoperte, diffusione della stampa e alfabetizzazione crescente producono dubbio e incredulità in misura esponenziale, in tutti i Paesi e in tutti i ceti sociali. Con la propagazione del sapere, del libero esame e del metodo sperimentale, specie nel mondo anglosassone, nasce la scienza moderna, e con essa le scienze nuove: esegesi biblica, etnologia, storia comparata, sia politica sia religiosa. Fattori potentissimi d’incredulità nel clima antecedente l’Illuminismo: nasce in Inghilterra il libero pensiero ad opera di coraggiosi «deisti» quali Collins, Toland e Shaftesbury, i quali distruggono i dogmi delle religioni positive lasciando sopravvivere soltanto vagamente due sole vaghe aspirazioni: immortalità dell’anima ed esistenza di Dio. Istanze di generica trascendenza, omaggio alla storia, nostalgia dell’infanzia: ultimi capisaldi d’una fortezza ormai espugnata. Montano dovunque, in tutte le classi sociali, indifferentismo e apatia: ciò significa fine delle religioni positive, con le loro pretese d’assolutezza e di perennità.

… in pieno Settecento, quando scoppia lo scandalo del Testamento ( 1729 ), il manifesto ateista dell’abate Jean Meslier, che svela dall’interno del magistero clericale la falsità intrinseca dei misteri della fede: critica della rivelazione e smascheramento dell’«arcifanatico» Gesù. Sulla sua scia riaffiora timidamente il libro che non c’è, il clandestino e mitico ( dai tempi di Federico II di Sicilia ) Liber de Tribus Impostoribus, il Libro dei tre impostori, ormai tradotto in tutte le lingue eppur sempre irreperibile. Certo, è anche il libro maledetto per definizione: come permettere che siano così vituperati Mosè, Gesù e Maometto, i laudatissimi fondatori dei monoteismi vincenti ? Oramai, solo l’arte potrà nobilitarne la caduta, grazie all’immortale parabola dei tre anelli nel Nathan di Lessing, insuperabile vertice della saggezza illuministica.

Con la Rivoluzione Francese, l’era napoleonica e la susseguente Restaurazione – simboleggiata dalla Santa Alleanza fra trono e altare – si apre la seconda parte di questa storia: la più ricca e fitta di opere, autori, citazioni, movimenti, manifesti, eventi storici e ideologie che, nell’intrico della cultura contemporanea, testimoniano la durissima e rischiosa lotta per la libertà e la liberazione dalle catene dell’assolutismo/dogmatismo. Occorre dire che è lo stesso cammino della democrazia, accettata prima o poi da tutti gli Stati, volenti o nolenti, ma tenacemente avversata, oggi come allora, da tutte le Chiese? Così debutta il secolo XIX, il secolo della morte di Dio: iniziatosi con la scristianizzazione rivoluzionaria, con l’irruzione dell’ateismo popolare (non solo in Francia), con la diffusione dell’ateismo pratico a tutti i livelli, l’Ottocento finisce – in Europa e in America – col trionfo del positivismo scientifico e con le ideologie dette appunto della «morte di Dio», dal nichilismo a Nietzsche. ( UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti )

Link a eBAY: GEORGES MINOIS, STORIA DELL’ATEISMO, ED, RIUNITI, 2003

 

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Storia della Chiesa by Libreria Aiace Roma Montesacroultima modifica: 2021-01-21T17:44:36+01:00da tiberis1

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