Lettura & Salute: i Libri stimolano le Facoltà Mentali

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La lettura migliora le capacità mentali e mantiene giovani

Vivere un’esperienza speciale attraverso un libro ?

E’ possibile: parole come gelsomino o cannella attivano aree del cervello dedicate al riconoscimento degli odori, come se i profumi si sprigionassero direttamente dalle pagine, mentre le frasi che indicano azione attivano la corteccia motoria.
Risultato: leggere stimola le facoltà mentali, potenzia la comprensione del linguaggio e rallenta l’invecchiamento.

Ovviamente, non tutte le letture sono uguali

La narrativa è utile per imparare a comprendere meglio le emozioni altrui, il romanzo per aiutare i ragazzi a superare i pregiudizi. « Ci sono già state ricerche su lettura e superamento dei pregiudizi, la novità è che per la prima volta abbiamo usato libri veri e non testi scritti appositamente», spiega lo psicologo Loris Vezzali del dipartimento educazione e scienze Umane dell’università di Modena e Reggio, « Il vantaggio per esempio del genere fantasy, rispetto a storie scritte con l’intento di combattere specifiche forme di discriminazione, è che propone categorie che non esistono – gli elfi, gli orchi – e quindi il tema della tolleranza del rispetto è affrontato in modo più generale, e può essere applicato a situazioni diverse.

Questo è solo un piccolo esempio, che tuttavia è emblematico di come la lettura possa davvero risultare uno strumento per la crescita individuale. Da questo poi, si sviluppa la questione della sensibilità di ciascuno che condiziona l’esperienza della lettura: quello che per un bambino è una favola ( ad esempio ), per un adulto può essere un importante spunto di riflessione.

La lettura può dunque far maturare e risultare anche divertente ! Ma spesso si trascura il fatto che è un impegno e richiede allenamento. ( Tratto da Vita & Salute )

 

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La libreria Aiace di via Ugo Ojetti 36, Roma, è un punto speciale per i lettori e le lettrici di Roma. Ci potete trovare saggi, romanzi, riviste, raccolte di poesie a prezzi incredibili, perché la caratteristica comune a tutti questi libri è che sono usati. Nessun imbarazzo, quindi: aprendo a caso una pagina o iniziando a divorare il testo non si ha la sensazione di profanare qualcosa di sacro che andrebbe conservato così com’è, bianco, immacolato e senza orecchie laterali. Qualcuno prima di voi ha già letto quel libro e lo ha già arricchito di quella patina antica che lo rende così prezioso.

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Libri Perduti nel Tempo – Il Piacere della Lettura

Svetonio Vite dei Cesari

Le vite dei Cesari

Le Vite dei Cesari o Vite dei dodici Cesari ( in latino De vita Caesarum ) sono un’opera storiografica di Svetonio. Essa comprende la biografia di Gaio Giulio Cesare ( 101 a.C.- 44 a.C .), Pontifex maximus dal 63 a. C. e dittatore dal 49 al 44 a.C., e undici imperatori romani a cominciare da Ottaviano Augusto, nipote, figlio adottivo ed erede designato da Cesare stesso nel proprio testamento, che fu il primo imperatore; si conclude con la morte di Domiziano ( Roma, 24 ottobre 51 – Roma, 18 settembre 96; imperatore dal settembre dell’81 ), coprendo così un arco temporale di quasi due secoli.

Le fonti a cui l’opera attinge sono i materiali contenuti negli Archivi di stato, cui Svetonio aveva accesso nella sua qualità, prima, di segretario “a studiis” sotto Traiano ( imperatore dal 98 al 117 ), poi “a bibliothecis” e infine “ab epistulis”, sotto Adriano ( imperatore dal 117 al 138 ).

Nell’analisi di ciascun imperatore, Svetonio segue uno schema che, anche se modificabile a seconda delle esigenze dell’autore, rimane sempre lo stesso: descrizione delle origini familiari, carriera prima dell’assunzione del potere, vita pubblica e provvedimenti relativi a Roma, vita privata, aspetto fisico e ultimi giorni prima della morte.
Come membro della corte imperiale, Svetonio utilizzò gli archivi imperiali per ricercare le testimonianze oculari e non, decreti, senatus consulta, verbali del Senato, le perdute opere di Gaio Asinio Pollione e Cremuzio Cordo e le Res Gestae Divi Augusti. Ebbe, quindi, a disposizione fonti di prima mano, anche se si servì anche di fonti non ufficiali, come scritti propagandistici e diffamatori e anche testimonianze orali, al fine di alimentare quel gusto per l’aneddoto e il curioso a cui egli dedica ampio spazio e che alcuni gli ascrivono come difetto e altri come pregio.
Sebbene, inoltre, non fosse mai stato un senatore, Svetonio sposò il punto di vista del Senato romano che aveva avuto molti conflitti con i primi imperatori. Ciononostante la sua opera riveste un ruolo importante: ad esempio, è la fonte principale per la vita di Caligola e su altri aspetti in cui mancano altre fonti, come Tito Livio o Tacito.
La sua opera funse anche da modello per le biografie imperiali scritte nel II secolo da Mario Massimo, che, sebbene sia andata perduta, sembra essere stata una delle principali fonti per la successiva Historia Augusta, che è considerata una sorta di continuazione delle Vite di Svetonio, in quanto narra degli imperatori e degli usurpatori romani del II e III secolo.
Ancora, nel IX secolo Eginardo prese a modello proprio Svetonio per la sua Vita di Carlo Magno. ( Wikipedia )

Svetonio 

Svetonio nacque attorno al 70 d.C. in un luogo imprecisato del Latium vetus, forse a Ostia, dove ebbe la carica religiosa locale di pontefice di Vulcano ( solitamente conferita a vita ). Non si conosce, tuttavia, con precisione l’anno di nascita: alcuni, facendo riferimento ad una lettera inviata da Plinio il Giovane a Svetonio nel 101 collocano la data al 77, anno in cui avrebbe potuto ricevere un tribunato militare, se avesse intrapreso la carriera militare. Altri anticipano la data al 69, altri ancora, esaminando altre lettere indirizzate all’autore del De vita Caesarum, la collocano al 71 o al 75.
Ugualmente incerta è l’origine sociale di Svetonio: non si può stabilire con precisione se la sua famiglia appartenesse al ceto equestre o fosse plebea, anche se l’autore stesso riferisce che il padre, Svetonio Leto, era tribuno angusticlavio della XIII legione, che servì Otone nella prima battaglia di Bedriaco contro Vitellio. Nonostante le origini non patrizie, Svetonio studiò non solo grammatica e letteratura, ma anche retorica e giurisprudenza, divenendo avvocato e corrispondente di Plinio il Giovane, che lo considerava un suo protetto e che diede un impulso alla carriera di Svetonio. Prima di morire, nel 113 d.C., infatti, lo affidò alla protezione di Setticio Claro, che, divenuto prefetto del pretorio dell’imperatore Adriano, ottenne per lui la carica di segretario dell’imperatore (procurator a studiis e ab epistulis, ovvero sovrintendente degli archivi e curatore della corrispondenza imperiale), ed in tale qualità aveva accesso ai documenti più importanti degli archivi imperiali. Svetonio ricoprì, dunque, cariche importanti sotto l’imperatore Adriano e forse già sotto Traiano, entrando a far parte del personale a più stretto contatto con l’imperatore: tuttavia, il suo allontanamento da parte dell’imperatore Adriano nel 122 ( assieme al prefetto del pretorio Setticio Claro, con la motivazione ufficiale di aver trattato con eccessiva vicinanza l’imperatrice Sabina ), per motivi non chiari (nel contesto di una epurazione dei quadri dirigenti voluta forse dall’imperatrice stessa per conferire gli incarichi ai suoi protetti) segnò la fine della sua carriera. Anche la data di morte non è del tutto sicura, ed è posta da alcuni attorno al 126, da altri una quindicina di anni dopo, intorno al 140 o addirittura al 161, anno della morte dell’imperatore Antonino Pio. ( Wikipedia )

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