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Statine per l’orbitopatia di Graves: studio STAGO

Un’azione protettiva delle statine sullo sviluppo dell’orbitopatia di Graves suggerisce che le statine potrebbero essere utilizzate per il trattamento della malattia.
È stata valutata l’efficacia dell’aggiunta di una statina, Atorvastatina ( Torvast ), ai glucocorticoidi per via endovenosa ( ivGC ) sugli esiti dell’orbitopatia di Graves nei pazienti con ipercolesterolemia.
È stato condotto uno studio clinico randomizzato, in aperto, di fase 2, adattivo, in un singolo ospedale terziario di riferimento a Pisa, in Italia.
I pazienti con orbitopatia di Graves attiva da moderata a grave, con una concentrazione di colesterolo LDL compreso tra 2.97 e 4.88 mmol/l erano eleggibili per l’inclusione.
I pazienti sono stati assegnati in modo casuale al gruppo statine o al gruppo no-statine.
Il gruppo statine ha ricevuto i glucocorticoidi per via endovenosa ( Metilprednisolone 500 mg una volta a settimana per 6 settimane seguiti da 250 mg una volta a settimana per altre 6 settimane ) per 12 settimane e Atorvastatina orale ( 20 mg una volta al giorno ) per 24 settimane.
Il gruppo no-statine ha ricevuto solo il regime a base di glucocorticoidi per via endovenosa.
L’endpoint primario era l’esito dell’orbitopatia di Graves ( valutazione composita di esoftalmo, punteggio di attività clinica, apertura palpebrale e diplopia ) a 24 settimane nella popolazione intent-to-treat ( ITT ) modificata ( pazienti che hanno partecipato alla visita della settimana 12 ).
I pazienti sono stati considerati responder quando almeno due dei seguenti criteri erano soddisfatti nell’occhio più colpito, senza peggioramento in nessuna delle stesse misure in entrambi gli occhi: riduzione dell’esoftalmo di 2 mm o più, senza aumento di 2 mm o più nell’altro occhio; riduzione del punteggio dell’attività clinica di due o più punti; riduzione dell’apertura della palpebra di 2 mm o più, senza aumento di 2 mm o più nell’altro occhio; scomparsa o miglioramento ( cambiamento da costante a incostante, intermittente o assente, o da incostante a intermittente o assente ) della diplopia; miglioramento dell’acuità visiva di 0.2 decimali o più.
Tra giugno 2020 e novembre 2020, 119 pazienti sono stati selezionati per l’inclusione, di cui 88 ( 74% ) sono stati arruolati e assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi di trattamento ( 44, 50%, al gruppo statine e 44, 50%, al gruppo no-statine ).
In tutto 8 pazienti ( 9% ) non hanno partecipato alla visita a 12 settimane; 80 pazienti ( 91% ) ( 18 uomini, 23%, e 62 donne, 78% ) sono stati inclusi nella popolazione ITT modificata ( 41, 51%, nel gruppo statine e 39, 49%, nel gruppo no-statine ).
La proporzione dei pazienti che hanno risposto alla valutazione composita dell’orbita di Graves a 24 settimane è stata più alta nel gruppo statine ( 21 su 41 pazienti, 51% ) rispetto al gruppo no-statine ( 11 su 39 pazienti, 28%; rischio attribuibile 0.23, P=0.042 ).
Si sono verificati 26 eventi avversi in 21 pazienti su 88 ( 24% ) nella popolazione di sicurezza.
1 paziente su 44 ( 2% ) in ciascun gruppo ha richiesto l’interruzione del trattamento, senza eventi avversi gravi e senza differenze tra i gruppi.
L’aggiunta di Atorvastatina orale a un regime a base di glucocorticoidi per via endovenosa ha migliorato gli esiti dell’orbitopatia di Graves nei pazienti con malattia oculare attiva da moderata a grave che erano ipercolesterolemici.
Per confermare questa associazione sono necessari futuri studi di fase 3, che potrebbero potenzialmente reclutare pazienti indipendentemente dalla concentrazione di colesterolo LDL. ( Xagena2021 )
Lanzolla G et al, Lancet Diabetes & Endocrinology 2021; 9: 733-742

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Terapia con pompa insulinica precoce versus tardiva nei bambini con diabete di tipo 1 di nuova diagnosi

Sebbene la terapia di infusione continua di Insulina sottocutanea ( ossia, la terapia con pompa di Insulina o microinfusore ) sia associata a un migliore controllo metabolico rispetto alle iniezioni multiple giornaliere di Insulina nei bambini con diabete mellito di tipo 1, non è chiaro quando sia meglio iniziarla dopo la diagnosi.
In uno studio, sono stati confrontati i risultati tra l’inizio precoce e tardivo della terapia con microinfusore in giovani pazienti con diabete di tipo 1.
L’attuale studio si è basato sui dati del Registro di follow-up multicentrico e prospettico del diabete ( Diabetes-Patienten-Verlaufsdokumentation, DPV ).
Il Registro DPV raccoglie i dati di 501 centri per il diabete in Germania, Austria, Svizzera e Lussemburgo.
Sono stati inclusi pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 tra il 2004 e il 2014, di età compresa tra 6 mesi e 15 anni al momento della diagnosi, che avevano iniziato la terapia con microinfusore entro i primi 6 mesi ( gruppo di trattamento precoce ) o dal secondo al terzo anno ( gruppo di trattamento tardivo ) dopo la diagnosi di diabete e che sono stati trattati con terapia con microinfusore per almeno 1 anno.
I parametri di esito includevano l’emoglobina glicata ( HbA1c ), il profilo di rischio cardiovascolare e i tassi di complicanze acute e di ricoveri ospedalieri associati al diabete ( ospedalizzazione ) durante l’anno di trattamento documentato più recente con la terapia con microinfusore.
I modelli statistici sono stati aggiustati per l’età alla diagnosi del diabete, l’anno della diagnosi, il sesso, il background di immigrazione, l’uso del monitoraggio continuo della glicemia, la dimensione del centro e i terzili del German Index of Socioeconomic Deprivation 2012.
Il campione di studio ha compreso 8.332 pazienti provenienti da 311 centri per il diabete in Germania, Austria, Svizzera e Lussemburgo.
Il gruppo di trattamento precoce consisteva di 4.004 su 8.332 pazienti ( 48.1% ) e il gruppo di trattamento tardivo era costituito da 4.328 pazienti ( 51.9% ).
La durata mediana del diabete durante il follow-up è stata di 6.7 anni ( IQR 5.1-8.7 nel gruppo precoce; 5.0-8.7 nel gruppo tardivo ) in entrambi i gruppi.
I pazienti con inizio precoce della terapia con microinfusore rispetto a quelli con inizio tardivo della terapia con microinfusore hanno avuto valori medi stimati di HbA1c significativamente più bassi ( 7.9% e 62.6 mmol/mol vs 8.0% e 64.1 mmol/mol; P=0.0006 ) e tassi più bassi di coma ipoglicemico ( risk ratio di incidenza 0.44; P=0.0064 ) e ospedalizzazione ( 0.86; P=0.0016 ).
È stato osservato un profilo di rischio cardiovascolare migliore nei pazienti con inizio precoce della terapia con microinfusore rispetto a quelli con inizio tardivo: una pressione arteriosa sistolica media stimata di 117.6 mm Hg rispetto a 118.5 mm Hg, P=0.0007; e colesterolo HDL di 62.8 mg/dl rispetto a 60.6 mg/dl, P minore di 0.0001.
Tuttavia, pressione sanguigna diastolica, concentrazioni di colesterolo LDL, colesterolo non-HDL e trigliceridi, e i punteggi stimati della deviazione standard dell’indice di massa corporea ( BMI ) durante il follow-up non sono variati significativamente tra i due gruppi.
I risultati hanno fornito prove di migliori esiti clinici associati all’inizio precoce della terapia con microinfusore di Insulina nei bambini con diabete mellito di tipo 1. ( Xagena2021 )
Kamrath C et al, Lancet Child & Adolescent Health 2021; 5: 17-25

Aggiornamento in Diabetologia: Diabete di tipo 1 pediatrico di nuova diagnosi

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Diabete di tipo 1 pediatrico di nuova diagnosi: terapia con pompa insulinica precoce versus tardiva

Sebbene la terapia di infusione continua di Insulina sottocutanea ( ossia, la terapia con pompa di Insulina o microinfusore ) sia associata a un migliore controllo metabolico rispetto alle iniezioni multiple giornaliere di Insulina nei bambini con diabete mellito di tipo 1, non è chiaro quando sia meglio iniziarla dopo la diagnosi.

In uno studio, sono stati confrontati i risultati tra l’inizio precoce e tardivo della terapia con microinfusore in giovani pazienti con diabete di tipo 1.

L’attuale studio si è basato sui dati del Registro di follow-up multicentrico e prospettico del diabete ( Diabetes-Patienten-Verlaufsdokumentation, DPV ).
Il Registro DPV raccoglie i dati di 501 centri per il diabete in Germania, Austria, Svizzera e Lussemburgo.

Sono stati inclusi pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 tra il 2004 e il 2014, di età compresa tra 6 mesi e 15 anni al momento della diagnosi, che avevano iniziato la terapia con microinfusore entro i primi 6 mesi ( gruppo di trattamento precoce ) o dal secondo al terzo anno ( gruppo di trattamento tardivo ) dopo la diagnosi di diabete e che sono stati trattati con terapia con microinfusore per almeno 1 anno. ( CONTINUA SU DIABETOLOGIA.NET )

 

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Aggiornamento in Endocrinologia: Ormoni tiroidei anormali durante la gravidanza

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Problemi comportamentali nei ragazzi ma non nelle ragazze con ormoni tiroidei anormali durante il periodo della gravidanza

I dati di uno studio hanno mostrato che i livelli anormali di ormone tiroideo durante la gravidanza sono associati a un aumentato rischio di problemi comportamentali nei ragazzi in età prescolare, ma non nelle ragazze.
Lo studio ha riguardato 1.860 donne incinte che hanno avuto il loro primo controllo prenatale al Ma’Anshan Maternal and Child Health Hospital in Cina nel periodo 2013-2014.
Tutte le persone partecipanti non avevano, entro 14 settimane dalla gravidanza, al loro primo controllo. malattie mentali.
Campioni di sangue sono stati raccolti durante ogni trimestre di gravidanza per misurare gli ormoni tiroidei.
Le donne sono state inserite in un gruppo a livello alto, moderato o basso per l’ormone stimolante la tiroide ( TSH ), la tiroxina libera ( FT4 ) e gli anticorpi antiperossidasi tiroidea ( anti-TPO ) in base alle traiettorie durante la gravidanza.
All’età media di 4 anni del bambino, i caregiver hanno completato l’Achenbach Child Behavior Checklist per valutare i problemi comportamentali.
La checklist comprendeva tre scale riassuntive: problemi di internalizzazione, problemi di esternalizzazione e problemi totali.
I problemi interiorizzanti includevano reattività emotiva, ansia / depressione, e ritiro sociale. I problemi esternalizzanti includevano problemi di attenzione e comportamento aggressivo.

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Aggiornamento in Diabetologia: Efpeglenatide

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Diabete mellito di tipo 2: esiti cardiovascolari e renali con Efpeglenatide 

È stato dimostrato che quattro agonisti del recettore di GLP-1 ( glucagon-like peptide 1 ) strutturalmente simili al GLP-1 umano riducono il rischio di eventi cardiovascolari avversi tra le persone con diabete di tipo 2.
L’effetto di un agonista del recettore GLP-1 a base di exendina, Efpeglenatide, sugli esiti cardiovascolari e renali nei pazienti con diabete di tipo 2 che sono anche ad alto rischio di eventi cardiovascolari avversi è incerto.
In uno studio randomizzato, controllato con placebo condotto in 344 centri in 28 Paesi, è stato valutato l’Efpeglenatide nei partecipanti con diabete mellito di tipo 2 e una storia di malattia cardiovascolare o malattia renale in corso ( definita come una velocità di filtrazione glomerulare stimata [ eGFR ] da 25.0 a 59.9 ml per minuto per 1.73 m2 di superficie corporea ) ….

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Il feocromocitoma non-riconosciuto e non-trattato è associato a un rischio sostanzialmente più elevato di complicanze materne o fetali

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Feocromocitoma nelle donne in gravidanza: esiti materni e fetali 

Il feocromocitoma o paraganglioma ( noto collettivamente come PPGL ) nelle donne in gravidanza può portare a gravi complicazioni e morte a causa dell’eccesso di catecolamine associato.
Sono stati identificati i fattori associati agli esiti materni e fetali nelle donne con PPGL durante la gravidanza.
È stato condotto uno studio multicentrico e retrospettivo su pazienti con PPGL e gravidanza tra il 1980 e il 2019 nel Registro IPPR ( International Pheochromocytoma and Pregnancy Registry ), ed è stata eseguita una revisione sistematica degli studi pubblicati tra il 2005 e il 2019 su almeno 5 casi.
I criteri di inclusione erano la gravidanza dopo il 1980 e PPGL prima o durante la gravidanza o entro 12 mesi dopo il parto……….

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Le concentrazioni più elevate di omentina sono associate a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete

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Alti livelli circolanti di omentina associati a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari primari nei soggetti con diabete

Concentrazioni più elevate della adipochina omentina sono associate a livelli più bassi di fattori di rischio cardiometabolico negli studi sperimentali e trasversali, ma con un rischio più elevato di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari negli studi di coorte basati sulla popolazione.
Tuttavia, non è noto se elevate concentrazioni di omentina siano associate a un aumentato rischio di eventi cardiovascolari nelle persone con diabete mellito accertato.
Pertanto, uno studio ha valutato l’associazione tra le concentrazioni sieriche di omentina e il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti affetti da diabete.
Lo studio prospettico si è basato sui partecipanti alla coorte tedesca ESTHER affetti da diabete e senza precedenti eventi cardiovascolari.
La coorte ESTHER è composta da individui di età compresa tra 50 e 75 anni, al basale, che sono stati reclutati dai medici di medicina generale.
Dopo l’esclusione degli individui con proteina sierica C-reattiva maggiore o uguale a 10 mg/l ( maggiore o uguale a 95.24 nmol/l ), la popolazione dell’analisi finale era composta da 933 individui. ………..

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Trattamento dell’orbitopatia di Graves: Teprotumumab

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Teprotumumab per i pazienti con malattia oculare tiroidea attiva

La malattia oculare tiroidea manifesta infiammazione e proptosi e diplopia resistenti al trattamento.
Teprotumumab ( Tepezza ), un anticorpo monoclonale che inibisce il recettore del fattore di crescita 1 insulino-simile ( IGF-1R ), è stato approvato negli Stati Uniti il 21 gennaio 2020, sulla base di due studi randomizzati.
In una analisi è stata valutata la risposta aggregata a breve e lungo termine a Teprotumumab dai due studi, concentrandosi su proptosi e diplopia.
Sono stati analizzati gli esiti integrati e i dati di follow-up di due studi randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, multicentrici, condotti in 28 centri specializzati di riferimento accademici per la malattia oculare tiroidea o cliniche orbitali, o entrambi, in Europa e negli Stati Uniti.
I partecipanti erano pazienti adulti con diagnosi di malattia di Graves e malattia oculare attiva della tiroide da moderata a grave ( punteggio di attività clinica CAS maggiore o uguale a 4 ).
I pazienti hanno ricevuto 8 infusioni endovenose di Teprotumumab ( 10 mg/kg di peso corporeo per la prima infusione, 20 mg/kg per le infusioni successive ) oppure placebo ogni 3 settimane.
La visita finale dello studio è stata alla settimana 24, 3 settimane dopo l’infusione finale.
Nella analisi, l’esito primario prespecificato era la differenza tra i gruppi dal basale alla settimana 24 nella proporzione di pazienti con una risposta della proptosi ( riduzione di 2 mm o più nell’occhio dello studio senza deterioramento simile nell’altro occhio alla settimana 24 ) stratificando per assenza di uso di tabacco e uso attuale.
Gli endpoint secondari alla settimana 24 erano la percentuale di pazienti con diplopia migliorata ( grado Bahn-Gorman 1 o superiore ) ……
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Diabete mellito di tipo 2 in età giovanile e complicanze a lungo termine

 

Endocrinologia – Feocromocitoma & Gravidanza

Il feocromocitoma o paraganglioma ( noto collettivamente come PPGL ) nelle donne in gravidanza può portare a gravi complicazioni e morte a causa dell’eccesso di catecolamine associato – Sono stati identificati i fattori associati agli esiti materni e fetali nelle donne con PPGL durante la gravidanza

È stato condotto uno studio multicentrico e retrospettivo su pazienti con PPGL e gravidanza tra il 1980 e il 2019 nel Registro IPPR ( International Pheochromocytoma and Pregnancy Registry ), ed è stata eseguita una revisione sistematica degli studi pubblicati tra il 2005 e il 2019 su almeno 5 casi.

I criteri di inclusione erano la gravidanza dopo il 1980 e PPGL prima o durante la gravidanza o entro 12 mesi dopo il parto.

Gli esiti di interesse erano la morte materna o fetale e gravi complicanze cardiovascolari materne dovute all’eccesso di catecolamine.
Le potenziali variabili associate a questi esiti sono state valutate mediante regressione logistica.

La revisione sistematica ha identificato 7 studi ( riferiti a 63 gravidanze in 55 pazienti ) che soddisfacevano i criteri di ammissibilità ed erano di qualità adeguata.
Ulteriori 197 gravidanze in 186 pazienti sono state identificate nell’International Pheochromocytoma and Pregnancy Registry.

Dopo aver escluso 11 gravidanze a causa di una potenziale sovrapposizione, la coorte finale ha incluso 249 gravidanze riguardanti 232 pazienti con PPGL.

 

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La supplementazione di Vitamina-D non previene la progressione …

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