COVID: l’efficacia dell’antivirale Lagevrio è solo del 30% non del 50% come comunicato in precedenza

Molnupiravir.2

MERCK ( MSD ) HA ANNUNCIATO CHE IL FARMACO CONTRO IL COVID LAGEVRIO CHE DOVEVA RIDURRE RICOVERI E DECESSI DEL 50% HA UN’EFFICACIA SOLO DEL 30% – I DATI SONO STATI AGGIORNATI DOPO UN ULTERIORE STUDIO SU 1.400 PERSONE: DEI PAZIENTI TRATTATI CON MOLNUPIRAVIR, IL 6.8% E’ STATO RICOVERATO E UNA PERSONA E’ MORTA CONTRO IL 9.7% DI OSPEDALIZZAZIONI DEI MALATI TRATTATI CON PLACEBO

Merck & Co ha dichiarato che i dati aggiornati dello studio sull’antivirale Molnupiravir per il COVID-19 hanno mostrato che il farmaco è meno efficace nel ridurre i ricoveri e i decessi rispetto a quanto riportato in precedenza.

Molnupiravir ha mostrato una riduzione del 30% dei ricoveri e dei decessi, sulla base dei dati di oltre 1.400 pazienti.

I dati su 775 pazienti presentati ad ottobre avevano mostrato un’efficacia di circa il 50%.

Merck aveva richiesto l’autorizzazione negli Stati Uniti per il farmaco Molnupiravir l’11 ottobre, a seguito dei dati provvisori.

Un’analisi provvisoria pianificata dei dati il mese scorso ha mostrato che il 7.3% di coloro che avevano ricevuto Molnupiravir 2 volte al giorno per 5 giorni era stato ricoverato in ospedale e nessuno era morto entro 29 giorni dopo il trattamento, contro a un tasso di ospedalizzazione del 14.1% per i pazienti trattati con placebo.

Nei dati aggiornati, il 6.8% dei pazienti trattati con Molnupiravir è stato ricoverato in ospedale e una persona è morta, mentre il gruppo placebo ha avuto un tasso di ospedalizzazione del 9.7%.

Fonte: Wall Street Journal ( LINK: https://www.wsj.com/articles/fda-to-disclose-staff-review-of-merck-covid-19-pill-11637922600 )

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Antivirali nel trattamento precoce del COVID: EMA ha avviato la rolling review di Lagevrio

COVID-19 experimental antiviral drug MOLNUPIRAVIR, two white pills with letters engraved on side, potential experimental WHO Coronavirus cure, pandemic outbreak crisis, isolated on blue background

COVID-19: EMA ( European Medicines Agency ) ha avviato la rolling review di Lagevrio a base dell’antivirale Molnupiravir

Il Comitato per i medicinali per uso umano ( CHMP ) dell’EMA  ha avviato la rolling review dell’antivirale orale Molnupiravir ( noto anche come MK 4482 o Lagevrio ), sviluppato da Merck Sharp & Dohme in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics per il trattamento di COVID-19 negli adulti.

La decisione del CHMP di avviare la rolling review si basa sui risultati preliminari di studi di laboratorio ( dati non-clinici ) e di studi clinici, che suggeriscono che il medicinale può ridurre la capacità del SARS CoV 2 ( il virus che provoca COVID 19 ) di moltiplicarsi nell’organismo, prevenendo pertanto l’ospedalizzazione o il decesso nei pazienti affetti dalla malattia.

L’EMA valuterà ulteriori dati relativi alla qualità, alla sicurezza e all’efficacia del medicinale. La rolling review proseguirà fino a quando non saranno disponibili sufficienti prove a sostegno della presentazione di una formale domanda di autorizzazione all’immissione in commercio da parte dell’Azienda produttrice.

L’EMA valuterà inoltre se Molnupiravir rispetta gli usuali standard di efficacia, sicurezza e qualità dell’Unione Europea. Sebbene non sia possibile prevedere la tempistica complessiva, la procedura dovrebbe essere più breve rispetto a quella ordinaria, grazie al lavoro già svolto durante la rolling review.

L’Agenzia europea per i medicinali fornirà un aggiornamento nel momento in cui sarà presentata la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per il medicinale.

Molnupiravir è un antivirale che può essere assunto per via orale. Si tratta di un inibitore dell’RNA polimerasi virale che interferisce con la produzione del materiale genetico ( RNA ) dei virus. Interferendo con la produzione dell’RNA del SARS CoV 2, si prevede che Molnupiravir impedisca la replicazione del virus. ( Fonte: AIFA )

 

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DCGI: l’antivirale di Merck & Co Molnupiravir è poco efficace contro la forma moderata di COVID e può essere utile solo nella forma lieve

 

COVID-19 experimental antiviral drug MOLNUPIRAVIR, two white pills with letters engraved on side, potential experimental WHO Coronavirus cure, pandemic outbreak crisis, isolated on blue background

REUTERS – DCGI: l’antivirale di Merck & Co Molnupiravir è poco efficace contro la forma moderata di COVID, potrebbe essere utile per la forma lieve. Questo potrebbe avere conseguenze sul costo della terapia ( 700 euro secondo il Corriere della Sera )

Il farmaco antivirale sperimentale Molnupiravir di Merck & Co non ha mostrato “un’efficacia significativa” contro il Covid-19 moderato, ha riferito Reuters citando come fonte il Drug Controller General of India ( DCGI ).

Aurobindo Pharma sta interrompendo uno studio in fase avanzata dell’antivirale di Merck & Co Molnupiravir nei pazienti affetti da COVID-19 in forma moderata

In un’analisi ad interim di uno studio clinico in fase avanzata, Molnupiravir ha ridotto il rischio di ospedalizzazione o morte del 50%, aveva annunciato in precedenza Merck e il partner Ridgeback Biotherapeutics.

Merck all’inizio del 2021 aveva annunciato di aver firmato accordi di licenza volontaria non-esclusivi per il farmaco con cinque produttori generici in India nel tentativo di accelerare la disponibilità in oltre 100 paesi a basso e medio reddito a seguito di approvazioni o autorizzazioni di emergenza da parte delle Agenzie di regolamentazione locali .

Merck & Co ha dichiarato che richiederà un’autorizzazione per l’uso di emergenza alla Agenzia regolatoria statunitense FDA per l’antivirale Molnupiravir.

FONTE: https://www.reuters.com/business/healthcare-pharmaceuticals/merck-drug-less-effective-against-moderate-covid-india-regulatory-source-2021-10-08/

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Molnupiravir il primo antivirale per os per forme non-gravi di COVID

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COVID: l’ antivirale Molnupiravir riduce del 50% i ricoveri e i decessi nei pazienti non-gravi

Merck & Co ( MSD ) e Ridgeback Biotherapeutics ha annunciato che Molnupiravir, un antivirale per os, ha mostrato di ridurre di circa il 50% il rischio di ricovero e morte nei pazienti con forma lieve o moderata di COVID.

Sono stati presentati i risultati di una analisi ad interim di uno studio di fase III MOVe-OUT.

Le due Società hanno espresso l’intenzione di richiedere l’autorizzazione all’uso di emergenza ( Eua ) negli Stati Uniti nel più breve tempo possibile e, allo stesso tempo, richiedere l’autorizzazione ad altre Agenzie regolatorie a livello mondiale.

Se approvato, Molnupiravir potrebbe essere il primo farmaco antivirale per il trattamento del COVID-19.

In base ai dati della analisi ad interim, il 7.3% dei pazienti che hanno ricevuto Molnupiravir sono stati ospedalizzati o sono deceduti entro il 29esimo giorno dal momento della randomizzazione ( 28/385 ), contro un 14.1% per i pazienti trattati con placebo ( 53/377 ). Inoltre, fino al 29esimo giorno di somministrazione, nessun decesso è stato riportato nei pazienti che hanno ricevuto la somministrazione di Molnupiravir, a fronte di 8 pazienti deceduti trattati con placebo.

In base a questi risultati il reclutamento dei pazienti è stato interrotto anticipatamente, seguendo la raccomandazione di un Comitato indipendente di monitoraggio dei dati e in consultazione con l’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ).

L’analisi ad interim pianificata ha valutato i dati di 775 pazienti inizialmente coinvolti nello studio di fase III entro il 5 agosto 2021.

I criteri di eleggibilità hanno previsto che tutti i pazienti avessero una diagnosi di COVID-19 lieve o moderata confermata in laboratorio, con la comparsa dei sintomi entro 5 giorni dalla randomizzazione nello studio.

Molnupiravir ha ridotto il rischio di ospedalizzazione e/o di decesso in tutti i sottogruppi principali dello studio; l’efficacia non è risultata influenzata dalla data di comparsa dei sintomi o dai fattori di rischio sottostanti.

Inoltre, sulla base dei partecipanti arruolati con dati di sequenziamento virale ( circa il 40% ), Molnupiravir ha dimostrato un’importate efficacia nelle varianti virali Gamma, Delta e Mu.

L’incidenza di qualsiasi evento avverso è risultata comparabile nei gruppi trattati con Molnupiravir e con placebo ( rispettivamente 35% e 40% ).

Allo stesso tempo, l’incidenza di eventi avversi correlati al farmaco è risultata comparabile ( 12% e 11%, rispettivamente ).

Un numero di pazienti inferiore ha interrotto la terapia nel gruppo di controllo trattato con Molnupiravir ( 1.3% ) rispetto al gruppo trattato con placebo ( 3.4% ). [ Fonte: Merck & Co ]

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Israele potenzia il sistema sanitario in attesa della quarta ondata: garantiti 2400 posti letto in Terapia Intensiva

Terapia intensiva.3

THE JERUSALEM POST: ISRAELE SI STA PREPARANDO ALLA QUARTA ONDATA. GREEN PASS ED ALTRE RESTRIZIONI NON IN GRADO DI FERMARE LA DIFFUSIONE DELLA VARIANTE DELTA. POTENZIATO IL SISTEMA SANITARIO CHE SARÀ N GRADO DI GESTIRE 2400 PAZIENTI GRAVI

Il Primo Ministro del Governo israeliano, Bennett, ha annunciato un piano per investire 2.5 miliardi di NIS ( nuovo shekel israeliano ) nel sistema sanitario. Si ritiene che il Green Pass e altre restrizioni simili non siano in grado di fermare efficacemente la diffusione della variante Delta.

” Ci stiamo preparando per un aumento significativo del numero di pazienti gravi “, ha detto Bennett in una conferenza stampa. ” Il nostro obiettivo è raddoppiare la capacità del Sistema sanitario”.

I soldi saranno utilizzati per finanziare 770 nuovi posti letto ospedalieri, 800 nuove posizioni ( medici, infermieri e personale paramedico ) e 3.000 studenti che saranno formati nel campo sanitario.
Inoltre, gli ospedali geriatrici riceveranno 1.000 nuovi posti letto e 600 posti in più.
Infine, altri 1.400 posti letto verranno aggiunti alla rete di ospedalizzazione domiciliare in collaborazione con le HMO e con il supporto dell’IDF ( Esercito ).
Con questi cambiamenti, si prevede che il sistema sanitario israeliano sarà in grado di gestire 2.400 pazienti gravi, il doppio del numero più alto gestito dagli ospedali durante la terza ondata.

PFIZER HA ANTICIPATO DI 1 MESE LE CONSEGNE DEI VACCINI. CONTINUA INCESSANTE LA SOMMINISTRAZIONE DELLA TERZA DOSE ( LE DUE DOSI CANONICHE NON SONO RITENUTE SUFFICIENTI )

Più di 650.000 cittadini di età superiore ai 60 anni o immunodepressi hanno ricevuto una terza iniezione del vaccino.

400 CASI GRAVI RICOVERATI NEGLI OSPEDALI ISRAELIANI

Il Ministero della Salute ha riferito che 694 persone erano in cura negli ospedali israeliani per il virus, tra cui 400 in condizioni gravi, con il 64% di quei pazienti definiti come casi gravi completamente vaccinati, rispetto al 32% che non lo era. Un altro 2% era in procinto di essere vaccinato e il 2% ha riguardato pazienti guariti dal COVID.

Fonte: The Jerusalem Post; LINK: https://lnkd.in/ddnPs9Zc


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Ilaria Capua: La variante Delta preoccupa

Capua Ilaria

ILARIA CAPUA: “ ABBIAMO 6 SETTIMANE DI TEMPO, LA VARIANTE DELTA PREOCCUPA” – IN CRESCITA LE INFEZIONI BREAKTHROUGH CHE COLPISCONO LE PERSONE VACCINATE

Ilaria Capua della University of Florida ha affermato: « La variante Delta si comporta come un’anguilla e tende a sfuggire alla rete tesa dal vaccino. È come se le maglie della rete da cattura che abbiamo ottenuto vaccinandoci con il Sars-CoV-2 della prima ora, fossero diventate adesso troppo larghe per catturare efficacemente anche la variante Delta ».

In Florida si sta registrando un incremento dei contagi e si parla di breakthrough, ovvero di ‘rottura’ che si verifica quando il vaccino non-funziona perché tante persone sostengono di essersi vaccinate ma di avere ugualmente contratto il virus.

L’esperta ha spiegato che le rotture avvengono nel momento in cui il virus che si trova in circolazione è mutato ed è in grado di sfuggire agli anticorpi generati dal vaccino.

Il muro di anticorpi indotti dai vaccini oggi in commercio era stato costruito per proteggerci da un virus che non c’è più. I virus maturano, evolvono, si trasformano. La variante Delta si sta rivelando un grattacapo non da poco. ( Fonte: Corriere )

APPROFONDIMENTI SULLA VARIANTE DELTA

A livello di sintomi la variante Delta appare essere più impattante sull’organismo. Tosse, raffreddore, mal di testa e mal di gola, febbre, dolori muscolari, diarrea, stanchezza e spossatezza, ovvero i primi segnali della presenza del coronavirus nelle persone, sono di solito più forti. E di conseguenza anche i tempi di guarigione ne risentono.

Il periodo medio di incubazione del ceppo variante Delta è stato calcolato pari a 4.4 giorni, inferiore ai 5.2 giorni di Wuhan.

La variante Delta del Covid-19 è contagiosa quanto la varicella, secondo un dossier dei Centers for Disease Prevention and Control ( CDC ).

L’effetto protettivo dei vaccini sulla variante Delta richiede un lasso di tempo per esprimersi, quindi il vaccino non può funzionare come terapia nell’immediato. Nel sospetto di contagio recente, occorre rivolgersi al medico, che valuterà se e quando eseguire un tampone, e se ricorrere agli antivirali, anticorpi monoclonali, che per esprimere tutta la loro efficacia devono essere somministrati nelle fasi iniziali dell’infezione.


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Riflessioni di Franco Bechis: Pfizer che cosa sa che noi non sappiamo ?

COVID Variante Delta

CHE COSA SA PFIZER CHE NOI NON SAPPIAMO ? RIFLESSIONI DI FRANCO BECHIS ( IL TEMPO )

Ci sono solo tre posti al mondo dove qualcuno sa o saprà in tempi brevi quale protezione dal COVID-19 e dalle sue varianti ha la vaccinazione completa dopo 9 o 12 mesi dalla seconda dose. Sono i quartieri generali di Pfizer, di Moderna e di AstraZeneca.

Pfizer ha svelato il 1 aprile scorso che a 6 mesi di distanza la protezione ancora esiste, ma si riduce e che più o meno scende del 6% ogni 2 mesi. Lo studio è stato messo a disposizione solo il 28 luglio con la pubblicazione sintetica su Medrixv, quasi in contemporanea con l’annuncio di Pfizer della necessità di aggiungere una terza dose di vaccino dopo il 6° mese dalla seconda.

Può essere che Pfizer spinga sull’acceleratore per ragioni commerciali: i vaccini COVID rappresentano oggi quasi un terzo del fatturato dell’azienda, ma è possibile anche che i dati in loro possesso evidenzino una caduta sensibile della protezione dal virus con il tempo.

La cosa che non si capisce è perché EMA, FDA e le Autorità regolatorie indipendenti non chiedano quei dati anche in forma grezza, perché da loro dipendono tutte le politiche sanitarie dei vari Paesi. Anche quelle italiane.

Pfizer e le altre aziende che hanno prodotto i vaccini COVID hanno iniziato le loro sperimentazioni sui volontari che si erano offerti in tutto il mondo circa 1 anno fa. Pfizer iniziò il trial che ha consentito poi l’autorizzazione provvisoria al vaccino Comirnaty il 29 aprile 2020, e davanti alle Autorità regolatorie di tutto il mondo si è impegnata a seguire clinicamente il campione per almeno un biennio dopo l’inoculazione della seconda dose di vaccino.

La protezione dal virus su quel gruppo è un dato fondamentale per capire come proseguire la campagna di vaccinazione italiana come quella degli altri Paesi del mondo e ovviamente anche per capire come modulare gli acquisti fatti oggi a livello europeo.

In Italia oggi sono esplose polemiche sulla vaccinazione degli adolescenti e dei bambini, visto che Pfizer è ormai autorizzato anche al di sopra dei 12 anni. Ma è possibile e addirittura probabile che le dosi servano di più a rimettere in sicurezza la parte della popolazione più fragile con cui il virus ha letalità molto alta. ( Fonte: Il Tempo )


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Il Tempo: ” Il Governo insegue bambini e ragazzi con la siringa: vaccini anche a scuola “

 

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Il governo insegue giovani e giovanissimi per avvicinarsi il più possibile all’immunità di gregge ed evitare il boom dei contagi di COVID alla riapertura delle scuole. Per questo si sta pensando a portare il vaccino all’interno degli istituti

“Credo che dobbiamo portare i vaccini a scuola, abbiamo fatto una proposta ieri: si possono prevedere dei punti di vaccinazione nelle scuole dal 30 di agosto al 15 di settembre, con una vera e propria campagna di vaccinazione all’interno delle scuole. Credo che sia anche un messaggio bello, positivo. La vaccinazione dei giovani è importante, significa non permettere al virus di circolare”, ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, intervistato da Rtl 102.5. ( Fonte: Il Tempo: https://www.iltempo.it/attualita/2021/07/30/news/vaccini-anche-a-scuola-governo-insegue-bambini-ragazzi-proposta-sottosegretario-andrea-costa-28154659/ )

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Il rivestimento a base di PEG del vaccino anti-COVID di Pfizer-BioNTech potrebbe causare reazioni allergiche

COVID.2

 

Vaccino anti-COVID di Pfizer – BioNTech: le nanoparticelle lipidiche con Polietilenglicole possono causare reazioni allergiche

Il PEG ( Polietilenglicole ) è un componente dei vaccini per COVID-19 basati sull’RNA messaggero ( mRNA ) e sembra essere in grado di scatenare reazioni allergiche dopo immunizzazione con vaccino di Pfizer – BioNTech.

E’ la prima volta che viene impiegato PEG in un vaccino; il PEG è presente in alcuni farmaci che annoverano l’anafilassi tra i potenziali effetti collaterali.

L’anafilassi si manifesta con eruzioni cutanee, calo marcato della pressione arteriosa, mancanza di respiro e battito cardiaco accelerato.
Alcuni pazienti precedentemente esposti alla sostanza potrebbero avere alti livelli di anticorpi contro il PEG, il che si traduce nel rischio di una reazione anafilattica quando i vaccini di Pfizer-BioNTech e di Moderna vengono somministrati.

Il NIAID ( National Institute of Allergy and Infectious Diseases ), facente parte del National Institutes of Health ( NIH ), ha indetto una serie di incontri e ha avviato uno studio in collaborazione con l’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti, FDA ( Food and Drug Administration ) per analizzare la risposta al vaccino in persone affette da allergie.

Le reazioni anafilattiche possono verificarsi con qualunque vaccino, ma sono estremamente rare, solitamente riguardano circa 1 caso su un milione.
Negli Stati Uniti sono stati documentati 6 casi di anafilassi tra le 272.001 persone che hanno ricevuto il vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech; nel Regno Unito sono stati osservati 2 casi. CONTINUA:

http://vaccini.xagena.it/8a2615b001a598aff6001e09a5f20221.html

 

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Vaccinazione anti-COVID: elevato rischio allergico con il vaccino di Pfizer – BioNTech

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“ IL VACCINO PFIZER – BIONTECH INDUCE REAZIONI AVVERSE DI MAGGIORE INTENSITA’ RISPETTO AI SOLITI VACCINI: METÀ DELLE PERSONE MANIFESTERA’ MAL DI TESTA, FEBBRE E BRIVIDI, CHE SI RISOLVERANNO IN 1-2 GIORNI ”

L’IMMUNOLOGO GUIDO FORNI: “NEL CASO DI PERSONE ALLERGICHE LE REAZIONI POSSONO ESSERE PIÙ INTENSE: ABBASSAMENTO DI PRESSIONE, SVENIMENTO, FORTE DOLORE ALLA SEDE DI INIEZIONE – UN’EFFICACIA DEL 95% ? TEORICAMENTE SÌ, MA BISOGNERÀ VEDERE QUELLA REALE E QUANTO DURERÀ NEL TEMPO…”

« Il vaccino Pfizer – BioNTech è molto reattogenico, cioè induce reazioni più forti dei comuni vaccini: la metà delle persone, in particolare giovani, svilupperà mal di testa, febbre e brividi, che si risolveranno in 24-48 ore ».

Per Guido Forni, Accademico dei Lincei e già professore ordinario di Immunologia all’Università di Torino « è importante raccontare questi dettagli per preparare la popolazione ed evitare sorprese al momento della vaccinazione ».

Fonte: La Stampa ( https://lnkd.in/dEbkpWr )

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Reazioni avverse del vaccino

« Disturbi leggeri e passeggeri, che indicano che il vaccino induce una reazione particolare. La reattogenicità dipende dal tipo di vaccino. Il vaccino Pfizer – BioNTech è fatto di nanoparticelle lipidiche che possono irritare».

Persone allergiche

« Nel caso di persone allergiche le reazioni possono essere più intense ». Allergiche a cosa ?

« A tutto. Gli allergici in rari casi possono provare dei fastidi maggiori. Va detto che reazioni del genere si sviluppano entro pochi minuti e i luoghi di vaccinazione sono molto attrezzati per questo ». Una specie di shock anafilattico ? « Sì, un abbassamento di pressione, uno svenimento, disturbi controllabili nella sede adatta e con alcuni farmaci ».

Il limite della temperatura

«Va scongelato da meno 80 gradi e diluito, dunque richiede una certa manualità. Per questo si potrà fare solo negli ospedali e in luoghi dedicati, mentre vaccinare in posti meno medici aiuterebbe a rendere più gradevole il tutto».

Efficacia del 95%

«Teoricamente sì, ma bisognerà vedere quella reale e quanto durerà nel tempo. E poi come quasi tutti i vaccini va fatto in due dosi». ( Fonte: La Stampa )

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Gli effetti a medio termine della malattia da nuovo coronavirus ( COVID-19 ) sulla salute di più organi, capacità allo sforzo, attività cognitiva, qualità di vita e salute mentale sono poco noti. U …


 

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COVID-19: caratteristiche cliniche e potenziale trasmissione verticale intrauterina dell’infezione in nove donne in gravidanza

Precedenti studi sull’epidemia di polmonite causata dalla malattia da nuovo coronavirus del 2019 ( COVID-19 ) si basavano su informazioni fornite dalla popolazione generale. Sono disponibili dati li …


 

Infezione da SARS-CoV-2: anormalità della funzionalità epatica associata a più lunga degenza ospedaliera

Oltre un terzo dei pazienti ricoverati in ospedale a causa di infezione da SARS-CoV-2 ha presentato una funzionalità epatica anormale correlata a una degenza ospedaliera più lunga, rispetto ai pazient …


 

Trattamento delle coagulopatie nei pazienti affetti da COVID-19

Sebbene la maggior parte dei pazienti affetti da COVID-19 presenti una infezione del tratto respiratorio, alcuni pazienti con forma grave di COVID-19 presentano anomalie della coagulazione che imitano …


 

Pazienti diabetici con COVID-19, caratteristiche ed esito: uno studio caso-controllo a due Centri, retrospettivo

Da dicembre 2019 si è manifestata una polmonite causata dal virus SARS-CoV-2, che in seguito è stata denominata COVID-19, e molte persone hanno perso la vita a Wuhan, in Cina. Il diabete è risultata …


 

Caratteristiche cliniche di 113 pazienti deceduti con Covid-19: studio retrospettivo

Uno studio ha cercato di delineare le caratteristiche cliniche dei pazienti deceduti con malattia da virus SARS-CoV-2 ( Covid-19 ). In una coorte di 799 pazienti, sono stati analizzati 113 deceduti …


 

Possibile trasmissione verticale di SARS-CoV-2 in Cina

Un neonato nato da una madre infetta da SARS-CoV-2 in un ospedale di Wuhan ( Cina ) ha presentato elevati livelli di immunoglobuina M ( IgM ) e immunoglobulina G ( IgG ) e risultati anomali dei test d …


 

Trattamento di 5 pazienti in condizioni critiche con COVID-19 con plasma di convalescenza

La malattia da Coronavirus 2019 ( COVID-19 ) è una pandemia senza specifici agenti terapeutici e con considerevole mortalità. È fondamentale disporre di nuovi trattamenti. L’obiettivo di uno stud …


 

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L’epidemia di SARS-CoV-2 è iniziata alla fine di dicembre 2019 a Wuhan, in Cina, e da allora ha avuto un impatto su gran parte della Cina, e ha sollevato importanti preoccupazioni a livello globale. …


 

Risultati radiologici di 81 pazienti con polmonite COVID-19 a Wuhan, Cina

Lo scopo di uno studio è stato quello di descrivere i risultati della tomografia computerizzata ( CT ) attraverso diversi punti temporali durante il decorso della infezione con il coronavirus SARS-CoV …


 

Caratteristiche cliniche della malattia da Coronavirus 2019 in Cina

Da dicembre 2019, quando la malattia da Coronavirus 2019 ( Covid-19 ) è emersa nella città di Wuhan e si è diffusa rapidamente in Cina, si sono resi necessari dati sulle caratteristiche cliniche dei p …


 

Caratterizzazione del genoma di due nuove specie di alfa-coronavirus da pipistrelli italiani

I coronavirus ( CoV ) sono stati rilevati in tutto il mondo in diverse specie di pipistrelli, che sono considerati il serbatoi

 

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