L’Angelo

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La pura contemplazione, la tensione, il gemito dell’anima che si ritrova sola, ma non è sola, a ciascun giorno la sua malinconia, la vita, il sogno e il gioco.

Sognatore spirituale, dalle ali impigliate nella mia poesia e utopia, sono la tua orma, ma stai qui nella tua interezza, si tratta solo di riscoprirla, lasciando che si manifesti secondo i tuoi modi, consapevole che è sempre il cuore che vince. Lo dichiari apertamente in una partita di rispecchiamenti, che vanno e vengono e mutano entrambi.

Sei luce, io notte.

Profondo e tenero, da fare un calco del tuo cuore e reinventarlo per me, sei la grazia della mia razionalità, la buona lotta, la generosità a costo del sacrificio, fedeltà lunga e tenace, esigenza implacabile di rivelazione, sei l’angelo nascosto dentro me.

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Ombre bianche

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– Auguste Rodin, La piccola fata delle acque, Maquette, 1903 –

Le bianche ombre delle ore del miraggio non mancheranno all’appuntamento, fuggitiva illusione dei miei occhi, espressione e proiezione di mani che sporgono da una vetusta ciotola, come dalle soglie di un antico sogno.

Le sue mani, la mia ombra, figure sottili. L’altra chimera, la mia illusione, la fata silenziosa della vita, l’ombra galante dell’amore.

Fantasma cavaliere, materia con mantelli di sostanza, la mia veste bianca, chimera anche io, demone del mio sogno.

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Sullo sfondo

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Al principio una passione sembra non conoscere indagine, ma solo voluttà, abbandono assoluto, proprio come da classico manuale, poi subentra anche la volontà e il desiderio di conoscenza.

E’ l’altra faccia dell’amore?

Possiede un insieme di varianti estremamente ricche, complesse, spesso complicate, tanto più interessanti perchè non lineari.Coinvolge il soggetto mettendone a nudo il turbamento.

E’ il valore aggiunto?

La percezione dell’incanto è caricata di una connotazione insolita, sospesa in quell’atmosfera sensibile, affascinante e catturante.

E’ l’invenzione di uno stato di sogno?

E’ solo la passione che si perfeziona qualche volta nell’amore. Con altro senso e suono.

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Panorama

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Tuttora si vuole vedere e si torna a vedere “dentro”, attratti da una visione che non è sempre facile e non sempre accarezza la vista, ma che sempre commuove per l’offerta della sua gioia, per l’onesta indulgenza con cui indaga il proprio sentire.

C’è sempre l’altra verità, meno in prosa, ma più vera.

Una verità che non è riuscita a farti innamorare dentro, è qualcosa di simile alla terra senza l’azzurro del cielo. Non la sai fino a quando non fai ordine, fuori e dentro.

Il cammino non è verso l’oblio, come vorrebbero regole e principi che separano e classificano, ma ha inizio nel luogo perfetto, là dove ordine e disordine, si confidano il loro reciproco segreto.

Paradossale l’idea di viaggio, di siepe fitta, indolore con dolore, ma in questo paradosso c’è chi sei e cosa vuoi, dentro e fuori.Occorre solo coraggio per il viaggio, sempre promesso e rimandato.

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Sabbia

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La sabbia come sabbia, non c’è desolazione, non c’è solitudine. La vertigine nelle dune a precipizio, a cielo aperto, dove senza il sole, non ci sarebbe direzione. Un momento e poi silenzio, un lineamento, quello del deserto.

Solchi di luce, orizzonti buttati sempre più in là, dalle insidie del vento, che sposta la sabbia e copre le tracce.

Il bello e il quasi impalpabile.

Ci sono luoghi dove tutto è permesso, soffiano i venti, mutevoli e imprevedibili, ma non c’è un vento che faccia fiorire il deserto. Ho scavato e scavato, ma non ho trovato nessun seme, amore è assente.

Amare è nascere insieme.

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Armonia dei contrari

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Grande e piccolo. Alto e basso. Sono inseparabili.

Marciano fianco a fianco è un sentimento che li lega e crea, mostrando quello che sono diventati attraverso le tappe decisive del loro camminare insieme. Non ci sono differenze incolmabili, ma unione e armonia anche nei contrari.

Lontano o vicino, adesso lo spazio non è niente di concreto, quando è la forza del bene che mantiene un contatto.

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Immediatezza

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Avrò il suo silenzio e custodirò la sua tenerezza.

Qualcuno un giorno mi dirà che la tenerezza non si mette dentro l’anima, ma si sparge fuori perchè fa parte del volo dell’amore.

Ti cercherò per questa terra, lungo le distanze che misurano le solitudini, nel fitto della foresta, non siamo oltre il tempo, ma dentro la vita che offre anche paesaggi impareggiabili.

Questa via è il grido della salvezza, volevo andarmene sola, ora tutto il cammino è nel mio sguardo, stella su di te.

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Dal marmo alla vita

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– Auguste Rodin, La Danaide, 1885 –

Arrivi a respirare dentro il tempo, respiri fino ad addentrarti, e là dove il marmo sembra addormentato tutto respira. Qui la materia è battito puro e diviene vita.

Hai forma umana, perfetta alla legge di gravità, e insieme equilibrio perfetto. Lunghi capelli, pelle lattea, il passato come enigma, e sei viva..

Nuova è la possibilità di movimento, la luce sulla schiena non è più trattenuta, e ciò che chiami anima è amore.

Non dormi più, la luce sul volto sorge come un mattino di sole, i tuoi piedi attendono vigili i primi passi..

Puoi attraversare i secoli.

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Oltre la luna

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Non sto mai ferma.

La ragione, a volte, non basta, anche di partenze sono fatta. L’anima non ha sbarre e nel mistero vuole errare. Il cuore è l’unico riferimento, vive nell’ombra, per vizio o virtù..

Vita e favola, in un solo viaggio, oltre la luna voglio andare. Tempo primordiale, sulla via delle stelle voglio sostare..

Magico silenzio dell’ascoltare, luna, ti nutri di miti, ma anche di destini..

Luce d’oro che illumini l’ombra senza mascherarla nel riflesso, nella sapienza e clemenza del tuo volto desidero confidare. Se ancora permetterai a due creature, incontrandosi, di inchinarsi l’una all’altra, la speranza sarà salva.

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Tra l’ordito e la trama

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Sentieri solitari e incantati, echi lontani e suoni del cuore, pioggia e silenzio. Le distanze simili a solitudini, solchi e tane. Luna e fuoco in un vagare di stelle spente, in un travaglio di inquieto esistere..

Nel cavo del cuore, dentro un tempo indissolubile, pagine come torri d’avorio, e la mia anima  che cammina al passo dell’addio..

Il silenzio si fa capire, le lacrime si sono asciugate.

Sento la voce del vento, non ti perdo nel sogno, sei tra le grandi ali incerte del tempo, nell’attimo senza ritorno di un particolare che saprà di te..

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