“Petrol Mafia Spa”, orologi di lusso nelle uova di Pasqua ed esponenti dei Casalesi nel consiglio di amministrazione. Così agiva Anna Bettz

«Gli famo un uovo di Pasqua e glieli mettiamo dentro o meglio dentro una colomba? Mi servono due orologi da donna. Quei due so da uomo. Ne devo portà due, al direttore generale, al capo quello delle garanzie e a quell’altri li… gli facciamo il “Date Just” uno normale senza brillanti e l’alro coi brillanti intorno e dentro… Facciamo un uovo un po’ più grande».

È questo uno dei passaggi che proverebbero i tentativi di corruzione alle Dogane messi in atto da Anna Bettz, la cantante e showgirl di 62 anni, al secolo Anna Bettozzi, arrestata ieri dal Gico della guardia di finanza e dal Ros dei carabinieri nell’ambito dell’operazione “Petrol Mafia Spa”.

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Per gli inquirenti, che hanno sgominato un’organizzazione criminale dedita alle frodi nel settore petrolifero dove sono state arrestate 70 persone, la Bettz era il capo induscusso del gruppo criminoso, colei che dava gli ordini addirittura ai membri della Camorra.

L’anello di congiunzione tra la cantante e i clan Moccia è Alberto Coppola considerato dai detective l’uomo cerniera fra gi imprenditori legati al mondo dei carburanti e la criminalità organizzata. È proprio con quest’ultimo che si trova Anna Bettozzi il 18 aprile 2019, dopo la mezzonotte, quando il trojan capta la conversazione alla quale è presente pure Roberto Strina, il figlio della cantante finito in carcere.

Anna Bettozzi, l’aspirante popstar in manette per affari con la camorra
D’altronde che la principale indagata conoscesse lo spessore criminale dei soggetti con i quali faceva affari d’oro, lo ammette lei stessa in un’intercettazione con la sorella Piera, definita dagli investigatori autoaccusatoria. In questa circostanza, la Bettz voleva scoraggiare altri ad entrare nel giro illegale dei carburanti. «A Piè io c’ho la Camorra dietro, tu ‘ndo caz… vai», dice alla sorella.

Inoltre la ricca ereditiera non si faceva problemi ad inserire nel consigli di amministrazione dell’azienda “Made Petrol” alcuni prestanome dei Casalesi per usarli come schermo, come consigliato da Felice D’Agostino, compagno di Virginia Di Cesare, figlia della Bettozzi. «Allora lui consiglia (il casalese ndr), dice anche per dare uno slancio all’azienda, hai voglia di fare un cda potente dietro?». Al genero Anna Bettz risponde:«Certo, stiamo facendo, mettiamoci pure uno di loro se vuoi».

E Felice D’Agostino sottolinea:«Tutta gente di un certo livello e garantiscono a prescindere il lavoro che fai borderline». Ma la Bettz lo avvisa:«No Felì, se uno o due devono sta dentro lo devono fa come diciamo noi, che non sanno manco quello che stamo a fa, non devono capì più de tanto… ».

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