Imprevisti D’Amore Seconda Puntata

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Imprevisti D’Amore

Di Caterina Costa

 Seconda Puntata

Altea stava ritornando a casa dopo aver incontrato il capo di Monica, una donna molto bella sulla quarantina, ma anche molto severa.

A primo impatto le aveva trasmesso un forte senso di soggezione, gli occhi azzurri di lei, infatti, la guardavano in modo duro e la scrutavano come fossero dei raggi x.

“Allora signorina Altea Domenzi, lei è stata una modella?” cominciò col chiederle dopo averla invitata a sedersi

“Sì!” rispose la ragazza fortemente intimorita

“Devo dire che le sue foto mi hanno colpito, mi piace il fatto che lei osi senza aver paura di strafare, inoltre fa risaltare l’abito giocando con le inquadrature, non tutti i fotografi lo fanno. Questo lo considero quel qualcosa in più che la pone in vantaggio rispetto agli altri”

“Grazie!” fece Altea a denti stretti

“Facciamo così, domani dobbiamo fare un sevizio fotografico per una nota casa di moda, il punto principale è quello di mettere in risalto soprattutto i costumi da bagno maschili, voglio darle l’opportunità di svilupparlo a modo suo” fece la donna, porgendole una cartellina con tutti i dettagli del marchio per cui avrebbe dovuto fare il servizio e con i nomi dei modelli scelti

“Posso fare a modo mio?” chiese lei stupita mentre con lo sguardo scorreva la lista dei sei ragazzi elencati

“Ovviamente… l’unica cosa per tutelare la rivista, è che non firmeremo il contratto e non verrà pagata se il lavoro non sarà di un certo livello, quello richiesto per i lettori di Fascinant!” chiarì la donna mentre si alzava dalla scrivania e si metteva di fronte a lei, guardandola dall’alto dei suoi tacchi dodici “Allora?”

“Va bene!” rispose Altea dopo aver firmato il compromesso dove accettava di non essere pagata nel caso in cui, la signora Roberta Liane, direttrice della rivista, non avesse approvato il lavoro da lei svolto.

La ragazza lasciò l’ufficio completamente in preda al panico, infatti, quando aveva letto il nome dell’ultimo modello della lista, con cui avrebbe dovuto avere stretti contatti per una settimana, le venne un colpo.

In quell’ istante si rese conto che il servizio fotografico da cui dipendeva la sua carriera, non sarebbe stato facile da realizzare.

Stava aspettando in coda, ferma ad un semaforo, di poter svoltare e raggiungere Serena, quando tutto d’un tratto, prese la strada che andava nella direzione opposta, quella giornata le aveva fatto tornare in mente Riccardo, il suo ex fidanzato.

La loro storia era durata due anni e da quando era finita, Altea, non aveva più avuto relazioni durature con nessuno, perché non voleva più soffrire per amore.

Arrivata davanti la porta d’ingresso di uno dei tanti locali di Milano, ovviamente chiuso vista l’ora, si rese conto che l’auto di Riccardo era lì, fece un respiro profondo, giusto per darsi coraggio, dopodiché scese dalla macchina e s’incamminò verso l’entrata.

Non lo vedeva da un anno e dentro di sé sperava che lui, fosse pronto a ricevere la sua inaspettata visita.

“Buon giorno!” disse entrando nel locale, sentendo il rumore delle bottiglie provenire da sotto il bancone del bar

“Sì!” fece il ragazzo uscendo allo scoperto “Altea!?” disse poi ritrovandosela davanti convinto di avere le allucinazioni, di sicuro non si aspettava di rivedere quella traditrice della sua ex ragazza

“Ciao!” fu solo capace di farneticare lei.

Doveva ammettere a sé stessa che averlo di fronte le faceva uno strano effetto, tanto che le parole si rifiutavano di uscire dalla sua bocca.

Il cuore le batteva all’impazzata e non appena aveva incrociato i suoi occhi verdi si era pentita di essere entrata.

Riccardo era molto più bello di quanto lei ricordasse, aveva i capelli più corti e sembrava anche cresciuto fisicamente, forse merito degli allenamenti in palestra “Come… stai?”

“Ma che diavolo ci fai qui?” le domandò lui con un tono molto distaccato e senza smettere di sistemare le bottiglie di liquore

“Ero da queste parti… ho visto la tua auto parcheggiata fuori e ho pensato di fermarmi per un saluto e vedere… se stai bene” rispose Altea molto nervosamente, cercando di giustificare la sua presenza

“Io sto bene, anzi… sto alla grande, adesso puoi andartene!” dopo aver pronunciato quella frase, prese uno dei cartoni di birra che si trovavano sul bancone e si recò in un’altra stanza.

Lei conosceva bene quel locale tanto che ad un tratto nella sua mente, cominciarono a scorrere le immagini di loro due intenti a baciarsi sul retro nel magazzino, rischiando di rompere tutte le bottiglie sistemate sugli scaffali.

Altea non aveva più pensato a quei momenti vissuti con Riccardo, anzi era addirittura convinta di averli dimenticati e superati, ma quando aveva letto il nome del modello con cui doveva lavorare, tutto era ritornato a galla, come un terribile uragano.

“Senti!” le disse Riccardo ritrovandosela alle spalle “Che cosa vuoi da me? Non ti è bastato trattarmi da imbecille e rendermi ridicolo agli occhi di tutti quelli che mi conoscono?”

“Io… vole…”

“Volevi vedere come sto e… io… ti ho risposto che sto da favola, ora… per… favore esci!” rivederla era come ritornare indietro di un anno, quando aveva scoperto che la prima ragazza di cui era mai stato veramente innamorato e con cui avrebbe voluto passare il resto della sua vita, lo aveva tradito.

Riccardo non l’aveva ancora perdonata, nonostante fosse passato tanto tempo, ma più di tutto lo demoralizzava il fatto che malgrado il tradimento subito, non era riuscito a dimenticarla.

Nell’ultimo anno aveva lottato con se stesso, non faceva che pensare a lei e a come sarebbe stato perdonarla e riportarla così nella sua vita.

Per fortuna era riuscito a desistere dal commettere un grande errore, soprattutto perché voleva evitare di farsi ferire di nuovo.

“Mi odi ancora?” disse Altea con gli occhi lucidi “Ti chiedo scusa” fece poi alla fine

“Mi dispiace ma le tue scuse sono arrivate in ritardo” rispose lui freddamente passandole accanto, ansioso di lasciare quel dannato magazzino che stava diventando sempre di più, un luogo di tortura.

La ragazza lo guardava darsi da fare mentre finiva di sistemare il bancone del bar e intanto, ripensava a quando si erano conosciuti.

Naturalmente a primo impatto l’aveva colpita la bellezza di quel barman, che non aveva niente da invidiare ai modelli che frequentava di solito, la differenza era che Riccardo era più strafottente e consapevole del suo fascino.

“Lo so che per te ormai non conto più niente, ma… io sono molto dispiaciuta di aver rovinato la nostra storia” stava per lasciare il locale perché consapevole di non riuscire più trattenere le lacrime, quando ad un tratto Riccardo le urlò “STRONZA!”.

Altea si voltò a guardare quei bellissimi occhi verdi, sicura di trovarci odio ma con sua enorme sorpresa riuscì a leggerci solo dolore e sofferenza.

“Hai idea di quanto ho sofferto!” continuò lui girando intorno al bancone e raggiungendola “Ero talmente ferito da sembrare un cane bastonato, ho rischiato anche di perdere il lavoro per colpa tua, ora… dopo tanto tempo come se niente fosse ti presenti qui a chiedermi scusa, perché?”.

Riccardo le stava così vicino da riuscire a sentirne il profumo, era sempre lo stesso, adesso che Altea era lì davanti a lui tutte le sue convinzioni cominciavano a vacillare, non gli importava di essere stato tradito, l’unica cosa che desiderava era riaverla tra le braccia e poter risentire il calore del suo corpo.

Stava per avvicinarsi a lei, quando Altea lo anticipò e mentre gli accarezzava il viso disse “Io Ti Amo!”

“Ma io non più!” ribatté Riccardo, stupito dalle parole uscite dalla sua bocca, era come se le avesse pronunciate un’altra persona “Sto con qualcuno adesso e ne sono innamorato, per questo non ho intenzione di rovinare le cose, solo perché tu hai deciso di chiedermi scusa”.

Altea avvilita abbassò lo sguardo e fece un passo indietro, sentire quella frase era come ricevere un colpo al cuore, non riusciva a guardarlo negli occhi, ormai l’aveva perso, senza dire altro, si voltò e uscì dal locale.

Nella redazione, intanto, dall’altra parte della città di Milano, la giornata scorreva frenetica e Monica non faceva che andare avanti e indietro intenta a darsi da fare per organizzare, nei minimi dettagli, il servizio affidato ad Altea.

Stava per comporre il numero dell’amica per comunicargli gli orari della partenza, quando ad un tratto qualcuno alle sue spalle l’afferrò e la trascinò in uno stanzino buio.

Le persone che affollavano la stanza sembravano non fare caso a quello che stava succedendo, lei d’altro canto, non poteva chiedere aiuto dato che una mano posta sulla sua bocca gli impediva di farlo.

Una volta soli, la stessa mano che prima l’azzittiva, era passata ad accarezzare i suoi fianchi, mentre l’altra la stringeva ancora più forte.

“Fabio!” disse Monica

“Mi sei mancata da morire” le sussurrò lui all’orecchio continuando a stringerla e cominciando a baciare il suo collo, dopo aver spostato i bellissimi e lunghi capelli biondi

“Quando sei arrivato?”

“Due ore fa! E non vedevo l’ora di incontrarmi con te” poi, girandola verso di lui e giocando con i suoi capelli le chiese “Anche tu hai sentito la mia mancanza?”

“Che te ne frega! A quanto ne so tu eri in ottima compagnia” rispose Monica staccandosi bruscamente e guardandolo diritto nei suoi magnifici occhi azzurri

“Mi piace quando fai la gelosa” le disse poi baciandole dolcemente le labbra carnose.

Monica a quel punto non oppose più resistenza e ricambiò quel bacio, dimostrandogli ampiamente quanto aveva sentito la sua mancanza.

“Purtroppo devo andare!” le disse Fabio mentre con una mano sfiorava le sue cosce perfette

“Ti devi incontrare con lei?” domandò Monica mentre delicatamente gli sfiorava il collo con le labbra, godendosi quel tocco delicato sulle sue gambe “Mi dispiace ma…” fece poi con un tono autoritario

“Cosa…”

“Non voglio… lasciarti andare via…” dopo aver pronunciato quelle parole si diede da fare ad aprirgli la camicia e poter così accarezzare il suo torso perfetto.

Non era la prima volta che i due si vedevano in quello stanzino, ormai avevano sperimentato ogni possibile appoggio per i loro fugaci incontri.

Fabio la teneva ben stretta per le cosce, per questo la pelle morbida di lei rimaneva sempre arrossata dopo il tocco delle sue mani pesanti, ma a Monica non sembrava interessare.

Erano così presi dal loro gioco da non preoccuparsi nemmeno delle persone che attraversavano il corridoio.

Quando il loro attimo fugace arrivò al culmine, i due continuarono a baciarsi prima di dividersi l’uno dall’altro, fino a quando non squillò il cellulare di Monica che li riportò alla realtà.

La ragazza ci mise un po’ a rispondere al telefono “Pronto!” fece poi a bassa voce

“Monica…” disse una voce femminile singhiozzante all’altro capo del telefono

“Altea? Ma che ti è successo?” le domandò cercando di ricomporsi sotto lo sguardo di Fabio

“Ho bisogno di parlare con te!”

“Ascolta io stavo per andare a pranzo, se vuoi ci possiamo incontrare al solito posto così ti do anche i dettagli per il servizio”

“Ok! Vado a prendere Serena, ci vediamo lì tra mezz’ora”.

Monica chiuse il telefono e poi guardando Fabio diritto negli occhi gli disse “Vai! Altrimenti fai tardi e la tua padrona potrebbe arrabbiarsi”

“Altea! Sarà lei… a fare il servizio fotografico a cui dovrò partecipare anche io?”

“Sì!” rispose Monica aprendo la porta

“Aspetta!” il ragazzo l’afferrò per un braccio costringendola a fermarsi “Lo sai vero… che tra me e lei non c’è più niente!”

“Sì! Quello che mi rattrista e dover nascondere la verità alle mie amiche, per non parlare del mio capo. Mi licenzierebbe, se venisse a sapere che me la spasso con il suo fidanzato”

“Ne abbiamo già parlato e siamo arrivati ad un compromesso… per il momento dobbiamo nasconderci… lo sai benissimo quanto tengo a te, riguardo ad Altea è stato solo… un momento”

“Che mi dici di Roberta! Quando deciderai di dirle la verità” l’ammonì Monica

“Lei è solo un mezzo per avere i lavori migliori, devo cercare di non farmi sovrastare da qualche sbarbatello più giovane di me, lo sai che ho bisogno dei suoi agganci”

“Fai come ti pare!” gli disse uscendo dallo stanzino, stando bene attenta a non essere vista da qualcuno.

Con passo svelto si avvicinò alla sua postazione afferrò velocemente la borsa e lasciò la redazione, non vedeva l’ora di respirare aria fresca.

Era una bella giornata di metà Maggio e i raggi del sole che le colpivano il viso le trasmettevano pace.

Quando aveva cominciato la relazione con lui non credeva di rimanere incastrata in una storia complicata, non aveva avuto nemmeno il coraggio di dirlo alle sue amiche, in particolar modo ad Altea, perché aveva paura di farla soffrire.

Fabio era il motivo per cui lei e Riccardo, la coppia perfetta, si erano lasciati.

Da sei mesi non faceva che mentire a tutti, quella bugia era diventata ancora di più una bomba pronta ad esplodere, quando aveva scoperto che Fabio era il nuovo ragazzo del suo capo, per poco non le veniva un colpo.

Il suo primo istinto era stato quello di mandarlo al diavolo, nonostante la forte attrazione che c’era tra loro due.

Naturalmente non voleva rischiare di compromettere la sua carriera e il lavoro che aveva ottenuto nella redazione della rivista Fascinant, che rappresentava per lei un perfetto trampolino di lancio.

D’altronde però conosceva bene le difficoltà da affrontare nel mondo della moda soprattutto quando si raggiunge una certa età, Fabio aveva solo 28 anni ma ormai per lui ottenere lavori importanti e ben pagati era difficile.

Era capitato a tutti di essere rimpiazzati con modelli più giovani, era successo anche a lei e ad Altea, una volta raggiunti i 25 anni di età i lavori cominciavano a scarseggiare, per questo avevano scelto un’altra strada da percorrere.

Solo quando aveva deciso di non vederlo più si era resa conto di quanto fosse importante per lei, ormai Fabio era diventato molto di più che una semplice avventura.

Arrivata davanti la porta d’entrata del ristorante si fermò e si stampò un sorriso sulle labbra, consapevole di dover nascondere a tutti il suo disaggio, poi con decisione entrò all’interno.

“Ciao!” le disse Serena vedendola arrivare al tavolo

“Come ti senti?” le chiese Monica premurosa

“Meglio, il problema è lei!” rispose la ragazza indicando l’amica che guardava il vuoto, con il viso tra le mani e i gomiti appoggiati al tavolo

“Ma che succede?” domandò stranita dal suo comportamento

“Ho rivisto l’unico ragazzo che io abbia mai amato in vita mia!” esordì Altea senza smettere di fissare il vuoto

“Hai rivisto Riccardo? Quando?” chiese Serena curiosa “Riccardo Alerti, adoravo quel ragazzo, mi piacevate voi due insieme!” solo dopo aver pronunciato quelle parole si rese conto di essere guardata in malo modo dalle sue amiche “Che c’è?” sbottò sostenendo i loro sguardi “E’ quello che penso”

“Grazie Serena, per aver infierito provocando ancora più dolore alle mie ferite sanguinanti” le disse Altea guardandola con avversione

“Andiamo sei stata tu a rovinare ogni cosa, non capisco per tu lo abbia fatto, quel ragazzo baciava la terra dove camminavi, vorrei averlo io un amore così!”

“Serena la vuoi piantare!” la sgridò Monica

“Lascia stare… ha ragione da vendere” fece Altea

“E allora! Hai sempre tempo, puoi ancora tentare di rimetterti con lui” cercò di consolarla l’amica

“Purtroppo non ho speranze, mi ha detto di essere innamorato di un’altra e lo ha fatto guardandomi negli occhi”

“Va bene allora vai avanti! Tieni questi sono i biglietti per il set e… sorpresa… ce n’è uno anche per Serena che verrà come tua assistente personale”

“Hai ottenuto il lavoro!” fece Serena ignara di tutto “Che bello! Non vedo l’ora di partire!”

“Già!” fece Altea con poca convinzione

“Che altro c’è? Non era quello che volevi?” le chiese la ragazza stupita da quella reazione

“Uno dei modelli con cui dovrò lavorare è Fabio Bruni! Ti ricorda qualcuno?”

“NON CI CREDO!” fece Serena rimanendo senza parole “Ecco perché hai ripensato a Riccardo, mi dispiace per te!”

“Mi dispiace un corno!” s’intromise Monica “Io mi gioco la reputazione con te e non me ne frega niente di chi devi fotografare, ricordati che tu sei lì per fare un lavoro, forse il primo importante della tua carriera, quindi… mia cara vedi di non rovinare tutto! E riguardo a te, signorina!” fece rivolgendosi a Serena, intimorita dal tono duro dell’amica “Io ti mando come supporto morale, vedi di non fare danni”

“Agli ordini!” rispose la ragazza sorridendo mentre leggeva il suo nome sul biglietto del treno.

Era così felice, sarebbe andata a Rimini e anche se Maggio non era il mese più adatto per visitare una città come quella, avrebbe comunque avuto l’occasione di staccare la spina e lasciarsi alle spalle la settimana strana che aveva vissuto.

Naturalmente non avrebbe potuto incontrare Andrea, dato che sarebbero partiti alle sette di quella stessa sera.

Forse il destino le stava mandando un chiaro segno, cercando di farle capire che era arrivato il momento di ritornare a ragionare in modo corretto, come aveva sempre fatto.

Poi aiutare Altea con le sue pene d’amore le avrebbe permesso di non pensare ad altro.

Le ragazze erano nell’appartamento indaffarate a sistemare le loro borse in attesa dell’auto che le avrebbe portate alla stazione.

Serena, sempre più felice di quell’occasione, aveva messo in borsa anche qualche libro, con la speranza di riuscire a trovare dei ritagli di tempo da dedicare allo studio, era comunque pronta a buttarsi completamente nel momentaneo lavoro.

Intanto Monica, prima di ritirarsi nell’appartamento ormai vuoto, era passata a comprare della pizza e mentre si destreggiava a tenerla con una mano intanto che con l’altra cercava le chiavi nella borsa, scorse sotto la luce del lampione Fabio che la fissava con lo sguardo divertito.

“Che cosa ci fai qui?” gli chiese stupita di ritrovarselo davanti “Non hai un treno da prendere?”

“Volevo salutarti prima di partire e… capire quanto sei arrabbiata!”

“Fabio perché non vai…”

“La lascio!” le disse lui interrompendola “Io non voglio perderti” continuò dopo averle preso il viso tra le mani

“Non voglio che tu lo faccia per me!”

“Non è per te, ma perché non ho più intenzione di continuare a passare da un letto all’altro, solo per poter lavorare”

“Io non credo sia la cosa migliore, non adesso, Roberta potrebbe arrabbiarsi e so cosa è capace di fare se si sente ferita” gli disse Monica guardandolo

“Non capisco!”

“Ascolta troveremo un modo meno doloroso, ma per adesso non fare nulla, non voglio che tu ti metta nei guai”.

Monica lo diceva in modo sincero, non voleva avere problemi con Roberta.

“Va bene… Aspetterò!” la rassicurò lui che prima di andare via la baciò con passione.

Imprevisti D’Amore Seconda Puntataultima modifica: 2017-08-25T10:05:06+02:00da katia.16

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