Non ci si abitua mai

L’inesauribile voglia che si protrae mi conduce verso te, e si esaurisce quando tutto si riduce a un ricordo passato carico di un presente ancora vivo.

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Non era mai abbastanza stringermi forte a te. Sentivo innumerevoli sensazioni che si susseguivano mentre ad occhi chiusi infrangevo regole oramai in disuso, perchè tutto era possibile e, tutto dominava tutto, e la crescente passione che ci univa, e che ci appagava predominava quel poco di sensatezza che era rimasta.
Si sa che non esiste la logica dove c’è la passione e, di conseguenza la si lascia librare nei corpi e nelle menti in un contesto senza remore, senza limiti, vivendo a pieno.
Sorridi. E lo fai in un modo tenero,e la cosa mi sorprende perchè si sussegue spesso.
E io mi riempio di te e, del modo in cui sai trafiggere la mia volontà di accondiscendere a ogni gesto che le tue mani si adoperano sul mio viso, e sorrido mentre avverto la dolcezza delle tue intenzioni che mostrano la volontà di sapermi dire della tua voglia di me appena non ci sarò.
Non è mai facile il distacco seppur momentaneo fatto di giorni nei quali non vedo i tuoi occhi a guardarmi, e la mia voglia crescere al pensiero che arriva quando ti penso.
Non ci si abitua a certe cose, a quelle cose che oramai hanno il sapore della sregolatezza di avide emozioni.

Accadeva un giorno …

Un pomeriggio

Il gesto fu uno dei più attesi, e la conseguenza che ne derivò fu determinante.
Appresi quanto ero coinvolta dato che i miei sensi si accendevano al richiamo del suo sguardo simile a carezze intense lungo il mio corpo, il quale vibrava imperterrito nell’attesa di conclamare ogni prodigio che lui era capace di perpetrare con i suoi baci.

b7bad5083a30b21c54220e8de5005c2fLe condizioni c’erano tutte ad incrementare  i nostri incontri, e il suo modo galante e nel contempo passionale rendeva la nostra intesa sempre più compatibile. Di fatto mi sentivo desiderata, e lui dal canto suo avvertiva la mia propensione nei suoi riguardi.
Era sempre molto bello vederlo. Mi piaceva stare insieme a lui. Mi illuminavo sotto il suo sguardo attento. Sapeva ascoltarmi e alimentava conversazioni infinite ed era compiaciuto nel prestare attenzione.  C’erano volte in cui mi chiedeva di guidare la sua auto quando facevamo dei tragitti per raggiungere luoghi in cui trascorrere del tempo insieme. E mi guardava, quasi a fissarmi, e io continuavo a guidare tenendo le mani sul volante e lo sguardo dritto sulla strada. Le sue parole erano cariche del suo desiderio, e mi diceva senza mezzi termini quello che lo eccitava guardandomi. Non era molto pudico, ma attraversava barriere di decenza e approdava deciso a solcare i miei sensi. Sentivo crescere la mia eccitazione  senza poter fare altro che continuare a guidare. Le parole in quelle occasioni diventavano simili ad armi affilate atte a decretare intensi desideri. Era una sofferenza non poterlo baciare, e lui lo sapeva e continuava a instillare in me la spudorata voglia di volerlo,  liberando prima  il membro proteso in attesa di poterlo cavalcare sino a sfinirmi di piacere. E glielo dicevo, con l’istinto  di volerlo guardare sebbene lui mi dicesse di non farlo. Avrei voluto accostare l’auto e sfilarmi le mutandine, aprire le gambe e guardandolo dritto negli occhi  con l’invito tacito di assaporarmi sino allo spasmo del piacere. E nella mia mente soggiornava quella immagine, con la conseguente eccitazione nel mio corpo. E guidavo quando inaspettatamente mi disse di fermarci. Mi baciò. Scendemmo dall’auto e si avvicinò continuando a baciarmi. Poi mi spinse contro l’auto, mi sollevo la gonna e mi abbassò le mutandine. Sentii il rumore della sua zip e il suo membro premere e poi penetrarmi. Lo fece con modo deciso, una sola volta e rimase fermo mentre mi baciava il collo. E dopo cominciò a muoversi dentro di me e io gemevo e lui sembrava intuire il ritmo del suo incedere  che desideravo, e sembrava fosse una armonia fatta di desiderio e compimento di quella  pienezza e compiacimento che ci soddisfaceva. Era ardimentoso e persino selvaggio e mi rendeva spudoratamente lasciva, e questo lo eccitava maggiormente.
L’istinto prevalse e l’appagamento si compì.
Fu uno dei pomeriggi trascorsi …

La volta che vidi lui

Era quasi mezzanotte ed ero online presso quel sito nel quale è possibile trovare amicizie, e l’amore con l’intenzione di non ritornarci più.

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Avevo già conosciuto un uomo dalle caratteristiche che si abbinavano alle mie. Le sue descrizioni dettagliate a determinarne sia la sua indole che la sua fisicità mi hanno indotta a volerci interagire. E da cosa è nata cosa sino a che siamo passati al contatto telefonico.
La sua voce appariva propensa a individuare le sue intenzioni, che miravano a una conoscenza e,  io mi sentivo del tutto spontanea a parlarci, come del resto lui lo era con me.
Raccontarsi impiega tempo, e di tempo ne trascorrevamo parecchio insieme, e sembrava che nascesse man mano una sintonia tale da indurci a incontrarci.
Accadde una sera dopo che erano trascorsi giorni da quella prima volta in cui avevamo scambiato i primi contatti, e sentivo l’entusiasmo e persino un pizzico di emozione tipica del primo incontro.
Giunsi al parcheggio del locale nel quale lui mi aspettava, e lo vidi proprio li in piedi fuori dalla sua auto ad attendermi. Il suo sorriso compiaciuto colmò ancora di più le mie aspettative. Lui era davvero affascinante. Lo sguardo sorridente nasceva da occhi neri profondi. I capelli bianchi prevalevano sui neri, donandogli un’aria vissuta insieme alle pieghe del viso che generavano il suo sorriso.
Scesi dalla mia auto e lui si avvicinò senza smettere di guardarmi, mi tese le sue mani che strinsero le mie, e fissandomi mi disse che ero bella aggiungendo quanto gli piacessi già.
Ero entusiasta e mi sentivo attratta da lui, e gli sorrisi.
Trascorremmo il tempo all’interno del locale alquanto elegante, dove sorseggiammo un vino con le bollicine e con la voglia esplicita di scoprire cose di noi che ci riguardavano. Tutto era perfetto. I suoi modi attenti e dediti a conquistarmi facevano crollare in me gli  iniziali momenti di emozione e timori. Ora mi sentivo del tutto a mio agio ed ero disposta a continuare a rivederlo ancora.
La serata si concluse quando mi accompagnò alla mia auto, e con un suo bacio che dapprima tocco le mie labbra, e che poi si insinuò nella mia bocca. Mi scosse. Volevo che non finisse mai. E fu lungo e senza dubbio appassionato.
Ne seguirono altri nei giorni successivi, e tutto lasciava propendere a qualcosa di speciale …