Che mondo sarebbe senza Treccani e Wikipedia

E pur qualcuno avrà notato che Wikipedia si è oscurata per protesta contro le decisioni della Ue di regimentare il copyright in rete. In particolare con gli articoli 11 -13 della proposta di direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale il cui voto è  fissato per il 5 luglio, si vorrebbe garantire equo compenso ai produttori di notizie e di altri lavori dell’ingegno. Ma tracciare i link con un algoritmo che “tassa” le informazioni circolanti mette a rischio la diffusione e l’aggregazione stessa delle notizie. Insomma GUAI A LINKARE gran parte dei  bottoni di share salterebbero, alcune notizie potrebbero non essere più reperibili: Immagini, video, meme. Google stesso potrebbe ritirarsi.

Qualcuno esulta per il ritorno delle  Enciclopedie.

Sono cresciuta con la lettura cartacea, in tempi i cui non era di facile accesso. Trovavi qualche libro nelle bibliotechine di classe, nelle librerie di amici, in casa però regnava sovrana l’Enciclopedia.

Consultare  un’ enciclopedia, frequentare una biblioteca, equivale a ricercare il patrimonio di informazioni in rete. In ogni caso l’informazione va approfondita poi con ogni strumento: libri, recensioni, contatti personali eccetera, secondo le proprie inclinazioni.

Un’ulteriore alfabetizzazione digitale è asupicabile, perchè va compreso che le nuove generazioni probabilmente non hanno “motta e treccani” a casa e la rete resta lo strumento primario di interrogazione, senza considerare che i volumi cartacei hanno bisogno di continui aggiornamenti, il cui costo in carta e produzione può essere limitante.

Probabilmente la rete non ha bisogno di esuberi di informazioni su cui speculano piattaforme zeppe di pubblicità che potrebbero eventualmente assumersi l’onore, con parte degli introiti, della tutela dei copyright, senza far calare alcuna scure nomen nomen sugli utenti (anzi persino pagarli del tempo impegnato per arricchire pagine, come prodotti di un reddito digitale) :  le notizie  replicate  tramite i canali preferiti raggiungono più facilmente stakeholders e lettori.

 E poi che mondo sarebbe senza Treccani e Wikipedia?

Ma wikipedia è solo un aspetto della gestione dell’ informazione in rete. Non si può deliberatamente invocare un arricchimento culturale sui libri, quando l’istruzione stessa, spesso, non riesce nella sua missione. O che gli “istruiti” detengano il controllo dell’informazione, come oligarchia culturale. Digitale e non.

 

Che mondo sarebbe senza Treccani e Wikipediaultima modifica: 2018-07-04T13:45:37+02:00da Dizzly

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4 Comments

  1. L’idea del reddito digitale non è così assurda, complimenti per l’articolo tanti navigatori della rete sono coinvolti loro malgrado con dati, cookie, preferenze e danno vita alla rete e all’immenso patrimonio di dati e l’Ue che fa ? ci proibisce di usare le info della rete…non si fa, no.

    • Si però dato che ci vuole un attimo a dire due cavolate chiamando in causa testimonial sgarbati spero davvero che qualcuno torni a carta e penna e alle enciclopedie… aggiornate.

  2. “Sono cresciuta con la lettura cartacea, in tempi i cui non era di facile accesso. Trovavi qualche libro nelle bibliotechine di classe, nelle librerie di amici, in casa però regnava sovrana l’Enciclopedia” come mi riconosco in queste parole, cara Dizzly 😉
    Per i motivi che hai giustamente già indicato tu, l’alfabetizzazione digitale è assolutamente auspicabile, ma è anche vero che wikipedia è solo un aspetto della gestione dell’ informazione online. Da sempre, Wiki ha diviso il web tra fautori – e fruitori – incondizionatamente riconoscenti e detrattori accaniti; ma tra i primi link forniti da Google compare sempre la sua pagina, con quasi 300 edizioni e più di 10 milioni di voci… Comoda, veloce, facile e gratuita lo è di sicuro; ma il punto dolente riguarda la sua attendibilità oltre che la sua completezza d’informazioni. Pare che l’80% dei lettori presi a campione la consulti e che, fra questi, una buona percentuale ne faccia anche un utilizzo piuttosto frequente, mentre addirittura la metà si reputa molto soddisfatto del servizio, considerandola – tra l’altro – neutrale e indipendente. D’altro canto, però, non sono affatto pochi quelli che ne rilevano l’inattendibilità di quelle fonti che dovrebbero, invece, garantire l’autorevolezza dei testi e questo è sicuramente un rovescio di medaglia non proprio da poco se si pensa che non è necessario nessun tipo di qualificazione/esperienza/titolo o qualifica per accedere e collaborare, creando con estrema facilità nuove voci o apportando modifiche a quelle già esistenti. E, come dici bene tu, ci vuole un attimo a dire due cavolate…Ci sono numeri da far paura in questo senso…ricordiamo, infatti, che la comunità di Wikipedia in sola lingua italiana è composta da 1.685.224 utenti registrati e che Wiki non è regolata da alcun comitato di redazione centrale, le voci sono scritte spontaneamente solo dai volontari – non remunerati né iscritti ad associazioni – che si organizzano autonomamente ed è la stessa enciclopedia libera a specificare di poter avere solo un approccio ottimistico sulla bontà delle modifiche proposte, dal momento che tutti coloro che visitano il sito hanno la possibilità di creare o modificare e, ricordiamoci, anche di vedere pubblicate all’istante le loro modifiche. C’è da dire, che a titolo di garanzia, Wikipedia specifica che gli autori delle voci, anche se privi di qualsiasi specifica esperienza o titolo, devono però basare le loro pubblicazioni su fonti autorevoli e che sono inoltre avvertiti sul fatto che i loro contributi possono essere cancellati oltre che, a loro volta, modificati e redistribuiti da chiunque, nei termini della licenza e delle linee guida interne. Le voci sono sottoposte ad un controllo, ma ovviamente è un controllo svolto dagli utenti stessi interni alla comunità, con il supporto di un gruppo di amministratori che svolgono alcune azioni tecniche. Le decisioni da prendere sul contenuto e sulle politiche editoriali di Wikipedia, poi, sono ottenute di norma per consenso e in alcuni casi per votazione; ma tutto questo, ovviamente, non garantisce una qualità assoluta. Ho parlato di Wikipedia ma il discorso, naturalmente va esteso a tutte le pubblicazioni digitali (ed aggiungerei, comunque, non solo digitali). Personalmente, almeno basandomi su quella che è stata finora la mia esperienza, devo dire che sono stata più avvantaggiata che non penalizzata, ma può anche essere stata solo semplice fortuna. Più della metà delle volte che ho ricercato qualcosa, confrontandolo poi con altre fonti e facendo verifiche, devo ammettere che il materiale è risultato affidabile. Ma, ripeto, i rischi di poca attendibilità non si possono azzerare neppure con il cartaceo. Si possono, però, aggirare o dimezzare attraverso le comparazioni, in un caso e nell’altro.
    Che dire? Qualcuno che dovrebbe tornare a carta e penna ed alle enciclopedie, si trova sempre, è naturale…ma io aggiungerei che c’è addirittura qualcun altro per cui non basterebbe neppure ritornare in biblioteca… P.S. Volevo dirti brava! Hai fatto davvero un ottimo lavoro con questo blo, è una sorpresa. E sono fiera di dividere con lui la data del mio compleanno…;-)

  3. Cara Elettrika mi torna in mente la disputa tra il Daily Wiky e Wikipedia dello scorso anno, testualmente:
    Daily Wiky ai redattori di Wikipedia : non sono affidabili le fonti degli articoli del Daily.
    Il Daily replica : non attenevevi a Wikipedia, fonte non sicura.
    Per il resto il tuo ragionamento è esaustivo e corretto, c’è un margine di errore nella replica di dati , dalle fonti a chi ne usufruisce e che trasferisce a sua volta.
    In alcuni momenti penso che corriamo il rischio di riscrivere storie totalmente inesistenti e l’ignoranza funzionale poi fa il resto. Il caso wiki auto oscuratasi per protesta alle direttive europee risponde solo ad alcune problematiche della regolamentazione ma sarà il caso di restare informati per settembre quando ci sarà la nuova discussione. La rete e gli interessi che le ruotano attorno sono inoltre vastissimi.
    E grazie allora festeggeremo insieme 🙂

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