FACCIAMO UN GIOCO Un buon Top tra esperimenti letterari ed erotici

FACCIAMO UN GIOCO
“Voglio farti una proposta. A partire da questo momento, tu farai tutto quello che ti dico. Letteralmente. Passo passo. Se ti dico: smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominciare prima di dieci minuti, tu smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominci prima di dieci minuti.
Alla fine di questa frase smetti di leggere e dedica dieci minuti, orologio alla mano, a chiederti dove voglio andare a parare”.

Questo estratto fa parte di una lettera-racconto pubblicato su Le Monde il 20 luglio 2002 scritto da Emmanuel Carrère, una sorta di esperimento erotico di controllo, dove lo scrittore decide alcune cose e il destinatario le esegue.

Era un esempio, non vale.

La prima e migliore ragione di un racconto erotico dovrebbe essere fare sesso migliore.

La destinataria era la compagna dello scrittore stesso, che doveva leggere il racconto sul treno TGV Parigi-La Rochelle delle 14,45. Una lettera piena di intimità, ma lasciata nelle mani dei seicentomila lettori del quotidiano francese, invitati a seguire anche loro le indicazioni di Carrère.

Avrebbe potuto addestrare una schiava sessuale

“Ci sono buoni motivi per comprendere il romanticismo di dominazione e sottomissione,  la capacità di rifugiarsi nella bolla atemporale delle relazioni erotiche è inestimabile; un sistema nel quale l’eccellenza e l’impegno vengono premiati, e le correzioni e le punizioni vengono somministrate con fiducia e affetto. Come addestrare uno schiavo sessuale è solo il bonus aggiuntivo” (dagospia).

Ma Carrère non è riuscito che a far divertire una settantenne  e a farsi lasciare dalla sua fidanzata.

Detto ciò, non conoscendo che sommariamente gli ordini di ” Facciamo un gioco”  (se volessimo saperne di più il libro è tra gli introvabili), se solo lontanamente, avesse usato un vero atteggiamento da master per dare prova della propria autorità, una almeno, in un vagone con dieci viaggiatori, sarebbe divenuta sua schiava. Questa è la misura dei praticanti.

 

FACCIAMO UN GIOCO Un buon Top tra esperimenti letterari ed eroticiultima modifica: 2018-12-29T22:05:02+01:00da Dizzly

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20 Comments

  1. “Ma Carrère non è riuscito che a far divertire una settantenne e a farsi lasciare dalla sua fidanzata”.

    Potrei fare i miei complimenti alla fidanzata ma equivarrebbe a sottovalutare lei ed a sopravvalutare tutte quelle fidanzate che invece non l’avrebbero fatto.

    “se solo lontanamente, avesse usato un vero atteggiamento da master per dare prova della propria autorità, una almeno, in un vagone con dieci viaggiatori, sarebbe divenuta sua schiava.”

    Appunto, solo un gioco erotico fra le parti dove il coinvolgimento, se ci si fa prendere dal gioco, può trasformarsi in una realtà pirandelliana. Un gioco che, essendo per lo più mentale, ha un suo vissuto soprattutto letterario. Quella letteratura che, abusando sempre della propria soggettività e romanzando realtà altrui a lei sconosciute, diventa una realtà parallela.
    Quando la penna diventa un oggetto erotico, la scrittura un amplesso e l’inchiostro un orgasmo.

    • A parte l’intimità violata e a me pare che non possa essere solo questo trattandosi di intellettuali (innamorati) in fin dei conti…dove avrebbe portato il gioco e perchè nessuna magia si èinstaurata (voglio farti entrare in un sogno), forse siamo sempre troppo “attaccati” all’opinione di noi stessi e pubblica …

      • prima il gioco… poi la magìa… poi il sogno… ma dove mi vuoi portare??… comunque “intellettuali innamorati”? perché ne conosci qualcuno che non lo sia? se mi risponderai di “sì”, te lo anticipo, ti dirò che sei stata disattenta perché gli intellettuali, per default, si innamorano prima di se stessi e poi, in modo molto superficiale, degli altri.

        “siamo sempre troppo “attaccati” all’opinione di noi stessi e pubblica”, ecco questa è una grande verità che trasforma tutto in bugia perché quell’attaccamento ci trasforma in stereotipi e non siamo più reali.

        • Vedi?! non avevo messo in conto Onan^_^ quanto al resto abbandonarsi consapevolmente almeno un po’ crea spazi nuovi di godimento e non sto a rifilarne il tipo. Mi sarebbe piaciuto ricevere quella lettera, scoprire che l’articolo su Le Monde si, si riferiva proprio a me ..ma quali viaggiatori avrebbero potuto saperlo? Così mi sarei mossa (per quell’amore “top”) sperimentando a mia volta di osservare gli altri di sottecchi, in un clima narrativo-teatrale viaggiante ..

          • Certo, solo un manichino non godrebbe e ricercherebbe di abbandonarsi “almeno un po’”, quando ne ha voglia.
            Concordo anche sul piacere di sentirsi a volte l’attore e non la comparsa, l’importante è che, pur di cogliere quel piacere, non finiamo per trasformare noi stessi in personaggi. E’ quella la bugia che intendevo.

            Se non te l’ho già detto, Buon Anno Dizz 🙂

  2. Chissà cosa si è divertita a fare la 70 enne, la saggezza degli anni forse è anche curiosità. Complimenti per la fusione di argomenti e buon tutto A

    • Grazie la curiosità permette senz’altro di capire entrambi gli esperimenti …narrativi, con questo confronto …forse anche esagerato ma nell’indole dello scrittore c’è il tentativo di dominio quanto quello del top. Buon 30^_^

  3. Avevo lasciato un commento…forse ho sbagliato come inserirlo?

    • Non so Fanny non c’è altro oltre questo tuo appunto

      • dài Fannì, può succedere di perdersi un commento, ma non farla così drammatica. Portarti la mano alla fronte come chissà quale danno hai combinato…
        (se non ci metto la faccina si capisce uguale che sto scherzando?).

        • Domandarlo è nella discussione della fiducia ( sarò compreso a prescindere?) …quanto però ad un legittimo intervento perso, non so, non possiamo sempre immaginare né possiamo esigere né che la cosa sia di vitale importanza ma solo piacevole; ascoltare un parere.
          N a M: io non metto limiti a nessuna formula privata o dotata di emoticon, ma se pongo una domanda per esempio e non ho risposta per me inizia a smontarsi la fiducia (o l’ entusiasmo) comunicativa:)

      • in effetti, dizz, qualcos’altro c’è: il suo dis-appunto (e non è poco)
        🙂

        • Guarda arien con tutto il rispetto per le tue considerazioni e quel confuso di stile di fanny che piace anche a me, non mi dilungo sul disappunto del trovare caselle chiuse o commenti moderati per un anticipo di buon anno nuovo e altre riflessioni; tra allegrie così contagiose che devo trattenermi e il diktat dei blog che mi terrorizza. Volevo farne un post, ma penso che sia più opportuno (per me) ordinarmi di non muovermi, ci si può sempre esprimere, il tempo pare fuggire invece si deve dilatare ^_^

  4. “se pongo una domanda per esempio e non ho risposta”, se dovesse capitare con me (sicuramente è capitato e ricapiterà) non farne un problema di fiducia o di entusiasmo ma “perdonami” per default e, se non ho risposto, ho comunque sorriso. Ti autorizzo a considerarmi un maleducato “involontario” 🙂

    • ok! non era specifico a te ma con e senza emoticon di fronte a un sorriso si può sempre dimenticare ^_^

  5. Vi leggo solo ora…riguardo il mio commento andato perso, nessun disappunto, ci mancherebbe…forse ho capito in cosa ho sbagliato nell’invio…Auguri Diz 🙂

    • Grazie tante cara Fanny… allora non ripetere l’errore. Buon principio**0*9

    • …Fanny forse ci hai pensato troppo su e ti sei ritrovata sloggata quando hai pubblicato…e ma a sapere quello che avevi scritto, no? :-)…il caso lo meritava.

      • Infatti, era un commento ben articolato…pazienza, ormai è andato

        • Quando mi capita mi domando se è necessario ripetere, in quel caso mi sforzo, colina permettendo, di ricreare il senso…comunque nessun problema, i concetti in genere emergono tra più post, nel tempo. Buon 3 🙂

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