Fatto l’Artista bisogna fare l’uomo Fatto il cantante bisogna fare la Stampa

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Penso che non ci sia molto altro da aggiungere in merito a ciò che è accaduto  nel dopo Festival San Remo, da Ficarra  a Staffelli di Striscia e Salvini. Su Achille Lauro, Ultimo e Mahmood, il vincitore della 69a. E visto che si tratta del futuro sonoro d’Italia si scomoda anche Don Mazzi sul rock  il rap e la trap, o il futuro.

Fazio sdoganava il rap di Rocco Hunt  Vincitore del Festival di Sanremo  nella sezione “Nuove proposte” con il singolo Nu juorno buono, nel  2014.

(Forse c’è ancora qualche rapper che ha qualcosa da dire. F.Guccini)
Oggi vince un rapper.

Apertura a generi musicali che smuovono il classico melodico e popolare San Remo che nella sua aurea tradizionale di festival di musica leggera riesce comunque  a mantenere la sua nomina di fabbrica sonora con i  brani che canteranno un po’ tutti a memoria. L’inasprimento delle critiche di questa  69a edizione però è impressionante. E i capricci da Star svelano che  manca,  dietro l’artista, la struttura del carattere. Così  perdono le staffe assieme a Stampa che perde di classe e   popolino, che  pane al pane, alle gaffe, risponde a tono.

Ho riascoltato Lauro e in fondo lo si canticchia già, “Soldi soldi” – dice Mauro Pagani della Giuria Scelta su Rolling Stones – invece era il vero pezzo di novità per  l’arrangiamento musicale, su un testo complesso (da capire). “Ultimo” purtroppo resta ingessato,  deluso e  bizzoso, nelle proprie abilità. Per i Volo Divo non può che esplodere l’ovazione alla potenza degli accordi vocali …

Col resto della kermesse, 100 cantanti 100 e più storie, ognuno col proprio preferito e Televoto e Giuria, si o no.  Se Sanremo possa dirsi costruttivo o meno le cavillose bufere mediatiche distruggono tutto sommato apprezzabili performance, passate quelle, resta il lavoro del cantante. E per riuscire a fare luce  bisognerebbe ricominciare dalla produzione musicale, di contenuto e ridimensionare l’atmosfera di baccanale orgiastico che precede San Valentino e I’incoronazione del Re del Carnevale che finisce sacrificato.

Così immagino milioni di tapiri consegnati …e i primi proprio a quelli che l’hanno ideato, da ironico trofeo a emblema della notizia gossip in odore di diffamazione, ma l’abilità dei tempi, si sa, è non dare  mai a vedere di prendersela: qualcuno la chiama educazione,  poi ci sarà Sanremo 70 (dizzly).

 

Fatto l’Artista bisogna fare l’uomo Fatto il cantante bisogna fare la Stampaultima modifica: 2019-02-12T10:23:48+01:00da Dizzly

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4 Comments

  1. quando il tapiro comincia a diventare un’ossessione 🙂

  2. Mi hai incuriosito sull’oggetto e pensando ad uno in particolare, ho consultato l’esperta di tapiri Michele Stancer dell’Hogle Zoo di Salt Lake City: http://www.nationalgeographic.it/dal-giornale/2016/10/04/news/la_dote_del_tapiro-3259224/
    Credo di aver pensato male 🙂

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