E più, decisioni oscurantiste. NON UNA DI MENO. La Manifestazione a Varsavia del 24 ottobre. In Polonia vietato l’aborto in caso di malformazioni fetali: proteste e cortei spontanei in varie città polacche. La protesta è giunta ormai al suo quarto giorno e oggi il movimento vuole bloccare il traffico in tutto il Paese a partire dalle ore 16. “Tua colpa, tua colpa, tua grandissima colpa” – le manifestanti sono entrate in molte chiese anche durante le funzioni religiose, e hanno scandido  i loro slogan accusando la Conferenza episcopale.
È dall’inizio delle Black Protest nel 2016 che le donne polacche si oppongono ai tentativi dell’estrema destra clericale del partito PiS al governo di vietare l’aborto.
Anche ad aprile, durante il lockdown, erano riuscite a respingere l’ennesimo tentativo di aprovare una legge per limitare l’aborto. Ora, in piena ripresa dell’emergenza sanitaria, il governo con l’appoggio incondizionato dei vescovi polacchi, ha cambiato strategia. 119 parlamentari della maggioranza hanno chiesto alla Corte Costituzionale di pronunciarsi sulla legittimità dell’aborto in caso di gravi malformazioni del feto.
La risposta è arrivata ieri: la Corte ha ritenuto incostituzionale l’aborto per motivi embriopatologici perchè viola il diritto alla vita dell’individuo.
Il 98% degli aborti in Polonia è per malformazioni fetali. Resta formalmente la possibilità di interrompere la gravidanza in caso di stupro o di pericolo per la salute della donna, ma di fatto l’aborto in Polonia è cancellato da questa sentenza con conseguenze devastanti sulla vita delle donne, specialmente nell’imminente nuovo lockdown che impedirà alle donne di spostarsi altrove per interrompere la gravidanza.
Ci sono state manifestazioni spontanee in diverse città della Polonia. A Varsavia ci sono state cariche e uso di gas quando il corteo ha raggiunto la casa di jarosław kaczyński, il fondatore del partito PiS. Ieri a Varsavia è stata chiamata una nuova manifestazione. Il movimento femminile, con lo slogan “to jest wojna” (“Questa è guerra”) ha annunciato cortei e blocchi stradali “in auto, in bicicletta o con ogni mezzo per bloccare il traffico ovunque” e prepara uno sciopero generale nazionale in nome delle rivendicazioni delle donne di libertà di scelta sull’aborto per mercoledì.
 “Quanto sta accadendo in Polonia è una gravissima violazione dei diritti e della libertà delle donne. Ci riguarda tutte e pone un enorme problema politico che l’Europa non può più continuare a ignorare. Forzare la gravidanza è violenza sulle donne. Solidarietà con le donne polacche” – conclude l’organizzazione politica NON UNA DI MENO.
Indietro di un’ora, indietro di 30 anniultima modifica: 2020-10-26T10:34:38+01:00da Dizzly