Beeple

In discussione il ruolo dell’artista. Boetti e Beeple così distanti così “simili”.

A distanza di poco di un mese della vendita di “Everydays: the first 5000 days” dell’artista Beeple un’opera interamente digitale ed univoca (grazie ad un token NFT -Non-Fungible Token- con pagamenti nella criptovaluta Ether) e battuta per 69.346.250 dollari da Christie’s, l’incanto  del 21 e 22 aprile di MEDIARTRADE raccoglierà tra importanti opere dei Maestri italiani ed internazionali del XX e XXI secolo lo splendido trittico “Senza titolo (…un Buskashi in Afghanistan…)” 1989 di Alighiero Boetti – un susseguirsi di istantanee, frammenti di articoli di giornale, “cartoline”, intense pennellate vermiglio – con base d’asta di 150 mila euro.

Due monete, due case d’asta, soprattutto due epoche e due sistemi di operare l’arte o di considerarla tale. Opposti eppure similari, dismisure. La serialità nell’opera e l’opera seriale.

Boetti, a  dicembre 2020 avrebbe compiuto 80 anni :  interessato maggiormente al continuum tra ordine e disordine, alle dissonanze, e armonie, allo scontrarsi, all’amalgamarsi e fondersi degli opposti. Tra i primi del gruppo di Arte povera  e uno dei primi a distaccarsene – il genere fu consacrato da  When attitudes become form di Szeemann alla Kunsthalle di Berna.

Il suo lavoro ha messo in discussione il ruolo tradizionale dell’artista, interrogando i concetti di serialità, ripetitività e paternità dell’opera d’arte. Precursore del doppio digitale, Id e alter ego  vengono alla ribalta ogni volta che l’artista ritrae se stesso. 

Beeple classe 1981: un informatico Wisconsin  che non sa nulla di arte  decide di pubblicare ogni giorno qualcosa di artistico su Instagram, disegni, manipolazioni digitali, animazioni.  L’opera di cui si parla è  un’immagine di 21.069 x 21.069 Pixel, un collage di 5000 singole opere realizzate ogni giorno dall’artista tra il 2007e il 2021, esclusivamente virtuali, tranne alcuni disegni.

Boetti: manipolatore di carte, di opere senza limiti di combinazioni di  cifre e  pattern, tutti elementi che vanno a comporre una sorta di costellazione significante attraverso cui l’artista racconta il Mondo e le sue contraddizioni. Qualunque osservazione di Alighiero e Boetti diventa arte. Raddoppia dimezzando, creare  copie è “miracoloso” ( Sciamano e Showman, Sky art); le ripetizioni sono in qualche modo eterne ( Flavio Favelli).

Beeple: professionista grafico, con la ripetizione digitale crea l’opera inesistente e qualcosa di nuovo  ogni giorno che il mercato speculativo dei bitcoin elegge a capolavoro, battuto per un pubblico che non ha nulla a che fare con Christie o il mondo dell’arte, investitori. Opere Kitsch o già viste, art crap, è perché lui ha contribuito a creare un certo cliché, soprattutto digitali non fisiche, e quindi senza un grande mercato in contesti tradizionali anche se minare in blockchain ha  un grosso impatto ambientale.

Per l’esperto Michele Ficara Manganelli, Founder del Swiss Blockchain Consortium e Direttore di NFT ART CH Gallery: “il Mercato della Cryptoarte NFT rappresenta la nuova frontiera con cui tutti gli artisti contemporanei, presto o tardi dovranno accettare per rimanere nel mercato, attestandone l’immediata originalità.

Sarà una sfida reale ? È propriamente arte Il primo tweet di sempre, scritto dal fondatore di Twitter che  vale un paio di milioni di dollari, nella sua versione unica certificata attraverso gli NFT?

Intanto gustiamoci Alighiero e Boetti Sciamano Showman

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Boetti all’incanto|Non come Beepleultima modifica: 2021-04-22T09:40:10+02:00da Dizzly