Migranti2
Arte nell’orto 14^ è la nuova edizione che subisce rimandi e rallentamenti per la pandemia ma matura e riaffiora questo settembre come raccolto dell’estate; accoglie i due nuovi artisti Carlo Marchetti e Raimondo Buonamici con le loro installazioni Migranti2 e The Black Essential e presenta in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Roma – sede di Velletri – un resume dell’iniziativa dal 2007, con la pubblicazione di un catalogo esaustivo delle opere e degli artisti convenuti nel tempo.

L’installazione “Migranti” della serie Memory dress di Carlo Marchetti appare la prima volta al centro di una stanza votiva in piazza San Lorenzo attigua alla Loggia dei Mercanti nell’itinerario espositivo di Eventi 2019 Sermoneta; collocata come una barca in darsena, come feretro su cui insiste un pathos di partecipazione. Nella sua dimensione provvisoria è ciò che rimane a definire la sua dimensione estetica.

Il lungo cassetto navale è il  coro tragico di ognuno che non ce la fa, restituito  attraverso l’informe degli abiti contenuti. Viventi e oggetti inanimati che inevitabilmente si affievoliscono, cui l’artista ricostruisce una memoria.

Migranti poi compare in Operadomus Casa d’artista – esposizione alle Scuderie Aldobrandini di Frascati  di e con Carlo Marchetti e altri 14 artisti – dove l’installazione  si  colloca  nella Sala virtuale con  i “Feticci d’artista” e il tributo a Oreste Casalini (artista prematuramente scomparso nel luglio 2020), per legarsi poi stabilmente al giardino d’artista di Claudio Marini, Arte nell’orto, appunto. Evento storico, datato 2007 anno in cui  Marini apre lo spazio alle installazioni d’autore rinnovando ogni anno l’appuntamento con nuovi ospiti.

Lì, Migranti, opera di 4 metri, è la barca in darsena (come l’abbiamo conosciuta), che toglie l’ancŏra si ingigantisce, spiega le vele e s’innalza come una prua che segna la via, benedetta, verso l’alto. Come un albero, come un totem. Un misuratore di presenze.

“Migranti” è intimamente legata al dentro e fuori di ogni spazio circoscritto, all’alto e basso di ogni condizione. Mar Tartaro, luogo orizzontale e verticale. È quel budello che lega ogni opposto con la scoperta dell’altro.

Nei tratti ripetuti della sua arte, Carlo Marchetti insiste e realizza sul seme o la semina l’andamento del pathos, e la più malinconica delle emozioni, l’inevitabilità di un cambiamento.

L’esperienza del giardino d’artista non è nuova, lo spazio in cui replichiamo il gioco dell’Homo ludens, o il sogno di Polifilo – dove all’offerta di profumi odoriamo il sacro e profano – altro non è che il giardino segreto delle ville rinascimentali, e come non citare Edmond De Goncourt con le sue liste di opere della casa d’artista.  In ogni caso il giardino  è il luogo fuori in cui un’opera e pertanto Migranti 2 si può collocare, come in Arte nell’orto di Claudio Marini, cui fa da controcanto l’opera di Buonamici “The Black Essential” che delimita con geometrie nette, mai rigorose, le pareti di una struttura dell’area. Partitura del futuro.

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ARTE NELL’ORTO 13a EDIZIONE con Le Belle Arti di ROMA

 

Migranti2 a Arte nell’Orto 14 edizioneultima modifica: 2021-09-26T18:13:39+02:00da Dizzly