Oggi è una bella giornata!

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Oggi è una giornata di vento gelido, ma il cielo è azzurro e c’è il sole, sembra primavera.

E’ iniziata con il buongiorno dei colleghi, che passano da me a prendere il caffè, oppure entrano nell’ufficio a salutarmi.

Sarà forse perché sono più sorridente, invece che il solito muso triste.

Comunque è vero che un saluto, un piccolo gesto o pensiero, fanno sempre piacere.

Il buon pane

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Oggi in pausa pranzo il “solito panino”.

Solitamente porto in ufficio per il pranzo un panino, visti anche i costi eccessivi dei piatti preparati al bar o nei locali, per chi è costretto o preferisce mangiare fuori.

Il “solito panino” che acquisto al mattino dal panettiere, mentre vado al lavoro.

Un panino che spesso è di gomma o secco. Ma non è così solo dal panettiere vicino a casa.

Ho provato ad acquistare il pane anche in altre panetterie di diverse zone, ma è sempre lo stesso, di gomma o talmente secco che si sbriciola e si spacca tutto mentre lo si mangia.

Oggi riflettevo su questo, da diversi anni ormai è difficile riuscire a trovare il buon pane.

Il pane fresco, come era una volta. Il pane che lasciava la scia di profumo, che se anche lo mangiavi la sera a cena, era ancora buono, e l’indomani mattina ancora a colazione, senza essere “pasto per le galline”.

Ricordo ancora la colazione di quand’ero bambina, una bella scodella di latte e cacao e il pane da immergere per fare la zuppetta.

Il pane che da sempre è stato un alimento di primaria importanza e consumo sulle tavole anche nella povertà, dato che era acquistabile a prezzi modesti, e chi aveva poco companatico per accompagnare colmava lo stomaco con il pane.

Insomma, anche la cultura del pane si sta perdendo, sostituita dai prodotti confezionati.

Condividere il pane sulla tavola, era spartire qualcosa di più.

Energia positiva!

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Oggi inizio a fare un primo passo.

Per incominciare voglio propormi di essere più positiva.

Questa mattina ho iniziato al lavoro con un caffè con i colleghi, sorridendo a qualche battuta.

Niente male, ho sorriso a una battuta, anziché essere abbattuta!

Non sarà certo facile, quando si è circondati da un carico di negatività, ma provare non costa niente.

Il pensiero che uso come mantra è:  ho il 50% di possibilità negative e il 50% di possibilità positive.

Quindi perché non sperare in quel positivo, anzi…agganciarmi a quel positivo!

Non credo nei sogni e quindi non mi illudo, sono piuttosto realista, ma posso imparare a gestire meglio le situazioni e gli eventi a mio favore.

Un’altra cosa che devo imparare e chiedere aiuto agli altri, quando ne ho bisogno, senza negarmelo come faccio solitamente per orgoglio. Per far vedere che io mi arrangio da sola.

 

Il movimento è vita

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Come inizio anno non c’è male.

Mi sento scarica come il mio cellulare che non ce la fa più e devo provvedere a sostituirlo con uno nuovo.

Così questa mattina, riflettevo sul fatto che da parecchio tempo mi sento senza energie, niente riesce a scuotermi, come se la linfa vitale non scorresse più fluidamente dentro me.

Mi sono ricordata di alcune parole che spesso ho rivolto ad alcune persone, “il movimento è vita”.

Ora le ricordo a me stessa.

Devo riprendere a crearmi del movimento altrimenti continuo a stagnare in questa palude di abitudini di cui mi sono circondata.

Sembra facile…basta vincere la pigrizia, provocata anche dalla quotidianità.

Dalla delusione di sogni nel cassetto, che sono dispersi insieme alle mutande e alle calze.

Chiavi sconosciute per aprire porte, che non si sono mai aperte, treni persi per scelte giuste o sbagliate, o semplicemente perché non ero giusta al momento giusto.

Mancano le risate, i profumi legati alle emozioni che trovo solo nei ricordi di ragazza spensierata.

La realtà è grigia come l’asfalto che calpesto e lo smog che respiro.

Ecco, è questa vita che soffoca l’anima.

Quando un libro non mi piace, lo chiudo e ne inizio un altro.

Questo mi piace, almeno provare a cambiare qualcosa…è sempre un inizio.

Un inizio è movimento.

Movimento è vita!

Buon anno a tutti!

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Accogliamo il nuovo anno con allegria, festeggiando con fuochi artificiali, sperando ci porti buone speranze, serenità, salute, amore e belle esperienze.

Ma ogni nuovo anno, arriva come un ospite che indossa una maschera.
Lo accogliamo con le migliori cerimonie, ma non sappiamo quale misteri celi.

Nuove esperienze, belle o brutte. Tutto un insieme perché così è la vita.

E così dobbiamo accogliere il nuovo anno, accettando quello che lo caratterizza con le emozioni e le amarezze che ci riserverà.

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Benvenuto 2017

auguri di buon anno a tutti!

Un brindisi a voi, cin, cin

Anno di rinnovamenti

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Natale è passato. Trascorse serenamente le feste.

Tra gli strascichi di questi ultimi giorni del 2016, già inizio con quanto è necessario programmare nel 2017.

Appuntandomi sull’agenda quanto mi devo ricordare o per forza di cose programmare, ho notato che il 2017 sarà un anno che mi porterà a fare nuovi acquisti.

Sembra che sia arrivato il momento di sostituire qualcosa di vecchio che non va più bene.

E’ come se questo nuovo anno, mi preparasse a qualcosa di nuovo.

Oltre a questi nuovi acquisti necessari, ci sarà anche il cambio di sede di lavoro, la mia azienda dovrà traslocarci in altro luogo.

Mi lascio trasportare da quello che arriva, come una foglia che galleggia sull’acqua.

 

Auguri di buon Natale!

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Questa mattina sono andata in posta, e ho trovato un’impiegata in vena di chiacchiere, forse aveva solo voglia di perdere tempo, forse aveva bisogno di scambiare una parola.

Ha iniziato dicendomi che lei ha un carattere troppo rigido, è precisa e pignola nel lavoro ma anche in altri ambiti.

Nel senso che vuole fare bene il suo lavoro e pretende che gli altri si comportino adeguatamente.

Facendo anche notare quanta maleducazione c’è in molte persone, ecc. ecc.

Dopo di che ha pensato di essere lei sbagliata, dicendo forse sono io che dovrei cambiare, ed essere più elastica.

Ascoltandola mi sembrava di parlare con me stessa allo specchio. Quante volte mi sono detta che dovrei cambiare atteggiamento ed essere più elastica. Ma è difficile lasciar andare.

Le autocritiche non me le faccio mancare, non credo certo di essere perfetta, ma non è facile per me imparare a fregarmene come fanno molti.

Con l’impiegata, dopo la nostra chiacchierata ci siamo salutate come se ci conoscessimo da tempo facendoci gli auguri di buone feste.

Mi ha fatto piacere, perché ritengo che tutti abbiamo bisogno di socializzare e di solidarietà, c’è troppa indifferenza che ci circonda.

Questo mese di dicembre, sta correndo velocemente e il Natale è alle porte. Mi guardo in giro e sembra tutto nel caos, la gente che corre, che si affretta, che ha mille cose da fare, come se stesse per arrivare la fine del mondo!

Non è la fine del mondo è Natale, una festa che dovrebbe rallegrare i cuori e portare pace e serenità. Dovrebbero essere giorni di calma e riflessione. Giorni da trascorrere con le persone care, giorni di riappacificazioni. Feste che dovrebbero farci riprendere il nostro cammino, con più pazienza e bontà nel nostro animo.

Forse è tutto questo che mi circonda a farmi sentire tristezza invece che gioia. Forse è anche la mia famiglia, che non è particolarmente unita durante l’anno, e si sta insieme il giorno di Natale, ci si scambiano gli auguri.

Il giorno di Natale dovrebbe essere una promessa da mantenere tutto l’anno. Ma ognuno è preso dalla propria vita faticosa e si diventa un po’ egoisti.

Sento anche la mancanza dei miei cari che non ci sono più, e tornano i ricordi creando nostalgia.

I regali più belli che possiamo dare sono gli abbracci, quegli abbracci forti che dicono ti voglio bene.

Auguro a tutti sinceri auguri di buon Natale e buone feste!

 

Regalo di Natale

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Questa mattina mi sono incontrata con mia zia per scambiarci gli auguri di Natale e il regalino.

Lei  mi ha dato una bustina dicendomi, comprati una bella collanina che ti piace.

Mi è salita subito una tristezza che spero non abbia letto nei miei occhi.

Mi sono chiesta, la zia mi vede sempre come una ragazzina, e non vede il cambiamento che ho fatto, non vede che ogni cosa di me è cambiata, prima interiormente e di conseguenza si riflette anche esteriormente.

Non vede che sono diventata vecchia. Non comprende il vuoto della vita che sto vivendo.

Non vede che sono vestita modestamente e dell’essenziale. Che non c’è più luce nei miei occhi. Che non sento più nulla dentro.

Tutti questi pensieri che mi hanno attraversato in quel momento e contemporaneamente e mi sono sentita un verme, comprendendo che il suo dono era dettato dal cuore.

Che il suo pensiero è stato quello di ricordarmi com’ero da ragazza con tutte quelle sciocchezze che mi rendevano felice, piena di luce, energia, che mi rendeva bella.

Ecco lei ha pensato che una collanina mi avrebbe resa felice!

Questo era il suo dono, un po’ di felicità.