L’emerito Papa Ratzinger sostiene che la pedofilia sia colpa della rivoluzione del sessantotto. Ma sarà vero?

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Di Andrea Atzori

Papa Ratzinger afferma che la pedofilia sia frutto della rivoluzione sessantottesca, a causa dell’allentamento dei valori morali da essa predicati ed introdotti nella civiltà occidentale.

Incredibile ed assurdo, in quanto furono proprio i poteri forti, tra cui la chiesa a volere e pretendere una modifica dei costumi sociali, al fine di vanificare la scalata sociale dello “Homo Novus, ormai impadronitosi dei bagagli culturali e dei titoli accademici ottenuti in virtù del nuovo clima di libertà e democrazia instauratosi in occidente, successivamente e consecutivamente, all’esito del secondo conflitto mondiale e la sconfitta delle dittature di estrema destra. 

Era necessario distruggere quel mondo rimettendolo in discussione. Il metodo è ben conosciuto ed è sempre lo stesso: diffondere la corruzione rendendola indomabile, permeandone l’intera struttura sociale, fino a ricostruire quel sistema fondato sull’autoritarismo in cui a contare è sempre stato non il merito ma la raccomandazione, di cui i clericali sono i maestri e che costituisce la loro sola ragion d’essere.

La libertà sessuale ne era il presupposto fondamentale, se è vero che lo Jus primae noctis sia stato un segno distintivo del mondo medioevale in cui regnava la forza indissolubile dell’alleanza tra potere temporale e spirituale. Quindi le donne tutte puttane al servizio dei vescovi conti e dei loro dignitari e cortigiani.

Non era certo questo il mondo più legittimato a dettare regole morali ad un popolo da sempre dominato e schiavo dell’aristocrazia disegnata e voluta ed imposta dal ceto clericale, fondata sul diritto divino.

Il clero non è mai stato favorevole ed interessato ad un mondo evoluto in cui la conoscenza fosse distribuita ed alla portata di tutti i meritevoli senza discriminazione di censo ed estrazione sociale. Il metodo migliore per rendere il popolo ignorante e mantenerlo in questo stato era proprio il rilassamento dei costumi e della morale in genere, non solo di quella sessuale.

Così si spiega e si giustifica la corruzione infinita che pervade il paese e che rende normale la truffa da sempre organizzata ai concorsi statali, in cui i raccomandati, con il sistema del vincere facile, hanno sempre potuto, tranquillamente, risultare vincitori, vantandosi pure di essere dotati di facoltà intellettive superiori, trasmesse attraverso la discendenza diretta nientemeno che dagli antichi dei dell’Olimpo.

I presupposti reali per resuscitare le tenebre cupe della discriminazione razziale. Insomma, il sovvertimento assoluto dei rapporti, in termini di valori e capacità personali dei candidati. Non ci vuole molto a capire di chi sia la colpa se la società occidentale, si dimena e langue in una crisi infinita, di natura non solo economica, ma pure politica ed in larga misura sociale.

E’ solo in virtù di questi metodi criminosi, condannati dalla legge ma mai perseguiti dallo Stato, che si è potuta perpetuare una classe dirigente di estrazione fascista che rende ancora il paese ingessato e incompatibile al cambiamento; mantenendolo ostaggio di un passato che lo condanna ad uno stato di arretratezza estrema, in cui i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. 

La lotta scatenata dai poteri occulti contro i portati della costituzione repubblicana era diretta proprio contro il nuovo, cioè il merito che non presuppone alcuna classe sociale di appartenenza, anzi la rinnega.

Oggi questo metodo di organizzazione sociale primitivo diretto a distruggere piuttosto che a creare, è tanto avanzato che sono giunti a concepire persino la c.d. sostituzione etnica con la sponsorizzazione del fenomeno migratorio per seppellire per sempre le velleità di conquista della conoscenza e del sapere da parte di uomini non allineati ed anticonformisti.

La scienza moderna ha ormai fatto cadere i veli sull’origine della vita e dell’universo, il clero sa bene di avere perso ogni presa sulle coscienze degli uomini onesti, consapevoli ed istruiti.

Per questo motivo la parola d’ordine delle potenze oscurantiste è stata quella di ricorrere ad una nuova calata dei barbari nel suolo italico con l’invasione delle orde di masse di giovani uomini di colore provenienti dal continente africano, destinati a realizzare il piano di sostituzione etnica non solo in Italia ma nell’intero continente europeo, facendo sprofondare l’Europa nei secoli bui della storia umana.

Anche le guerre scatenate in Medio Oriente ed in Nord Africa, a questo sono servite. La perdita di valori morali da parte del clero, non è di certo da ricollegare ed attribuire alla rivoluzione del 1968, in quanto piuttosto è servita per rendere la licenziosità dei preti meno evidente e scandalosa.

Infatti, l’abbandono della tonaca da parte di costoro risale ad epoca anche precedente a questa data. La loro voglia di emanciparsi dai lacci morali troppo rigidi era assai evidente.

E, comunque, la liberalizzazione della donna ha di sicuro reso più facile la penetrazione del fattore sessuale anche nelle parrocchie, dove le donne sono diventate le principali collaboratrici dei parroci.

Però il discorso è incentrato sempre e solo sulla pedofilia, facendo finta di dimenticare che il celibato ecclesiastico vieterebbe ai preti anche il rapporto sessuale normale, con donne mature.

Tutta questa superiorità in fatto di morale da parte dei preti che si pretendono in dovere di dettare legge in questa materia al resto dell’umanità non plasmata dal fuoco divino, è, assolutamente, infondata.

Il tramonto della civiltà occidentale è ormai arrivato al suo punto estremo, con i matrimoni tra gay, l’utero in affitto, l’aborto ecc. Lo scontro tra occidente ed oriente è anche da definire come scontro di civiltà.

Infatti in Russia l’ortodossia cristiana è assai più legata ai valori tradizionali. Il fatto che la classe dirigente russa rinneghi i cambiamenti di moralità introdotti in occidente e pretesi e richiesti, come fattore di libertà e di democrazia al resto del mondo, è tra le cause più determinanti e decisive della nuova guerra tra Russia e Nato, che ci si ostina a definire fredda, ma che assomiglia sempre più ad una guerra calda.

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