sibilla-cumana-michelangelo

LA SIGNORA COL CAPPELLO

Da quando il lockdown imposto dal governo per arginare l’epidemia di covid era terminato e si poteva nuovamente uscire di casa, per smaltire i chili di troppo presi durante la reclusione casalinga, aveva coltivato l’abitudine di recarsi a piedi al lago d’Averno, fare un paio di giri dell’intero perimetro dello specchio d’acqua e poi ritornare a casa.

Durante quelle lunghe passeggiate aveva imparato ad apprezzare non solo la frescura del luogo ma anche l’importanza storica e archeologica che lo caratterizzavano. Documentandosi su internet aveva appreso che il bacino era di origine vulcanica; che l’etimo del nome “averno” era greco e significava “senza uccelli” per indicare la mancanza di volatili nel luogo conseguente alle esalazioni venefiche che anticamente si levavano dall’acqua, uccidendo ogni creatura che avesse la sventura di sorvolarne la superficie.

Questo fu il motivo per cui sia Omero nell’Odissea che Virgilio nell’Eneide vi avevano localizzato l’ingresso all’Ade. Sempre lì nel 37 a.C. il generale romano Marco Vespasiano Agrippa, richiamato a Roma da Ottaviano in lotta contro Sesto Pompeo, decise di costruire un canale tra il mare e il laghi di Lucrino e d’Averno perché vi stazionasse la flotta romana, dando origine al Porto Julius così chiamato in onore di Ottaviano.

Tra le tante grotte scavate dai romani sulla collina che cingeva il bacino  – la più famosa era la grotta di Cocceio, opera dell’architetto Lucio Cocceio Aucto, lunga quasi un chilometro che congiungeva il lago con Cuma – quella che lo affascinava era la pseudo grotta della Sibilla, da anni abbandonata nel degrado più assoluto: per decenni fu considerata la residenza della Sibilla cumana, fino a quando Amedeo Maiuri non scoprì l’antro dell’acropoli di Cuma, affermando dall’alto della propria autorità che quella era la vera grotta della Sibilla mentre l’altra era una delle tante cisterne costruite per rifornire d’acqua la flotta romana. […]

PER LEGGERE LA VERSIONE INTEGRALE DEL RACCONTO CLICCARE SU www.vincenzogiarritiello.it

LA SIGNORA COL CAPPELLOultima modifica: 2020-09-15T13:01:23+02:00da kayfakayfa

Lascia un commento