puttana

LA PUTTANA

La donna giaceva nuda sul letto, lo sguardo inespressivo fisso al soffitto. L’uomo si dimenava su di lei con moto crescente, affannandole l’alito puzzolente sul viso. Con un ultimo, violento sussulto, le riversò nel ventre il proprio piacere. Quindi, spossato e sudato, le cadde addosso a peso morto.

Senza fiatare, con un violento strattone lei si liberò di lui, si alzò e rivestì.

“Tieni” disse l’uomo dandole quattro soldi.

“Ne mancano due” rispose, fissando le monete nel palmo della sua mano.

“Quattro soldi sono più che sufficienti vista la brevità dell’atto!”

“La durata striminzita non è dipesa da me…” disse con ironia. Da sotto la veste trasse il piccolo pugnale puntandoglielo contro.

Con rabbia l’uomo prese dalla borsa legata alla cintola altre due monete.

“Puttana!” mormorò sprezzante, gettandole le monete sul pavimento ai suoi piedi.

Lei fece spallucce e si chinò a prenderle: quel sostantivo non la offendeva, era una seconda pelle.

Aveva iniziato il mestiere all’età di undici anni, non appena le erano venute le prime regole. Nonostante fosse poco più che bambina, già da tempo il suo corpo aveva assunto i tratti distinti e provocanti della femminilità. Ai suoi genitori, una misera coppia di contadini nubiani migrati da Migdul, in Egitto, in Galilea, non era sfuggito il modo lussurioso con cui gli uomini la guardavano. Tra questi vi era un mercante che, non appena poteva, cercava un pretesto per passare da loro solo per ammirarla, attratto dalla sua pelle nera come l’ebano. Quando il sangue si arrestò, la madre la truccò, le pettinò i lunghi capelli corvini che le ricadevano sulle spalle a mo’ di scialle e la vestì da donna, invitando il mercante a pranzo. Quando questi la vide, la sua lussuria diventò incontenibile. Senza mezzi termini offrì loro cinquanta denari perché gli fosse concesso il privilegio di schiudere per primo quel fiore del mistero. Da allora gli uomini un’infinità di avvicendarono nel suo letto come api su un fiore profumato. Perfino gli stranieri vi giungevano apposta per regalarsi un momento di piacere con “la puttana nera”, come la chiamavano in paese. […]

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maria maddalena

CHI ERA MARIA MADDALENA?

Di seguito l’articolo pubblicato su QuiCampiflegrei.it

Tra i tanti santi celebrati dal calendario cristiano una delle figure più controverse, se non in assoluto la più ambigua, è certamente Maria Maddalena che si celebra il 22 di luglio.

Di lei non si sa nulla, né chi fosse né da dove provenisse. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, nel loro saggio LA RIVELAZIONE DEI TEMPLARI, Sperling & Kupfer Editore, gli studiosi Lynn Picknett e Clive Prince sostengono che, contrariamente a quanto afferma la tradizione, la Maddalena non proveniva dalla città di Magdala ubicata sulle rive del lago di Tiberiade in quanto, all’epoca dei fatti narrati dai vangeli, nei documenti romani relativi ai censimenti nelle città delle provincie dell’Impero, a quel tempo in Palestina non compariva nessuna città con questo nome. Sembra invece che in Egitto ne esistesse una con un nome assonante. Per cui gli autori non escludono che Maria Maddalena fosse egiziana, azzardando che possa essere stata una sacerdotessa di Iside visto che in molti luoghi dove sorgevano templi dedicata alla dea egiziana successivamente furono edificate chiese in suo onore… […]

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PARADOSSI

La figura di Giuda Iscariota istintivamente suscita ripugnanza, riflettendo il traditore per eccellenza. Eppure egli è fondamentale perché si affermasse la natura divina di Gesù, a prescindere si fosse o no credenti. In questo racconto ho cercato di immaginarmi un dialogo tra i due in cui si mettesse in evidenza tale sua funzione…

Svuotato d’ogni sostanza, il tempo ristagnava come nebbia nella stanza arredata con due sole sedie di legno, disposte l’una di fronte all’altra, rispettivamente occupate da un uomo sereno e da uno triste, entrambi vestiti di niente.

Svuotato d’ogni sostanza, il tempo ristagnava come nebbia nella stanza arredata con due sole sedie di legno, disposte l’una di fronte all’altra, rispettivamente occupate da un uomo sereno e da uno triste, entrambi vestiti di niente.

Fasci di luce, cadenti dal soffitto, avvolgevano le loro figure in opache fluorescenze, esaltandone i contrastanti stati d’animo trasparenti sui loro volti.

 “Rabbi, potrai mai perdonarmi?” – chiese l’uomo triste, fissando la scacchiera di marmo del pavimento.

“Perdonarti di cosa?” – replicò serenamente l’altro.

“Di averti venduto agli uomini come bestia al mercato.”

“Nelle azioni degli uomini dimora la volontà di Dio!”

“Mia madre, povera donna, sarà maledetta in eterno per avermi dato alla luce” – piagnucolò l’uomo triste. Dai suoi occhi il dolore stillava in gocce dense al suolo.

“Eppure il ricordo del figlio ne allevierà la sofferenza dal cuore ogniqualvolta la solitudine busserà alla porta dell’anima” – replicò l’uomo sereno. […]

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IL MISTERO DI RENNES LE CHATEAU E IL PRESUNTO LEGAME AMOROSO TRA GESÙ E MARIA MADDALENA

Per cercare di comprendere quello che da oltre cinquant’anni è unanimemente riconosciuto come IL MISTERO DI RENNES LE CHATEAU bisogna partire dall’assioma secondo cui ogni leggenda si fonda su un briciolo di verità.

Rennes le Chateau è un paesino della Francia meridionale, situato nella regione della Linguadoca, ai confini con i Pirenei, dove nel 1888, durante dei lavori di restauro della chiesa del paese dedicata a Maria Maddalena, il parroco Bérenge Saunière avrebbe rinvenuto in uno dei basamenti concavi su cui poggiava la lastra di pietra dell’altare delle pergamene molto antiche su cui sarebbero trascritti rispettivamente i nomi dei re Merovingi che si sono succeduti dall’inizio della dinastia e delle frasi in latino scritte in un codice segreto che svelerebbero il segreto che avrebbe poi consentito all’abate Saunière di arricchirsi così tanto al punto non soltanto di restaurare la chiesa, ma addirittura di edificare una vera e propria struttura abitativa denominata Villa Betania con torre annessa battezzata Torre Magdala in onore di Maria Maddalena in cui allestire una ricca biblioteca. Come però abbia fatto l’abate a decriptare il codice per interpretare le frasi resta a sua volta un mistero…

Cosa avesse esattamente scoperto Saunière di così misterioso non è dato saperlo. Tuttavia è dal 1967 che si parla ufficialmente de IL MISTERO DI RENNES LE CHATEAU. A farne menzione per la prima volta fu il giornalista Gerarde de Sede ne L’OR DE RENNES, un saggio scritto a “quattro” mani con Pierre Plantard fantomatico personaggio che sarebbe appartenuto al misterioso Priorato di Sion, fondato nel 1099 da Goffredo di Buglione a sua volta diretto discendente dei Merovingi, il cui scopo sarebbe quello di riportare sul trono di Francia i discendenti della dinastia Merovingia di cui Plantard sarebbe stato discendente.Nel L’OR DE RENNES si ipotizza la presenza nella zona di Rennes le Chateau di un ricco tesoro rinvenuto da Saunière. Si tratterebbe o del tesoro di Gerusalemme trafugato dall’Imperatore Tito agli ebrei durante il sacco di Gerusalemme del 70 DC e successivamente depredato ai romani dai visigoti di Alarico durante il saccheggio di Roma del 410 DC che lo avrebbero sepolto nei pressi di Rennes le Chateau; oppure del tesoro di Bianca di Castiglia.

Secondo altri – tra cui Michael Baigent, Richard Leigh, Herny Lincoln autori del best-seller IL SANTO GRAAL – le presunte pergamene rinvenute da Saunière non si riferivano a un tesoro “materiale” bensì a un tesoro spirituale. Ovvero Saunière avrebbe rinvenuto le prove inconfutabili che la dinastia dei re Merovingi derivava direttamente da Gesù di Nazareth. Così come non si può escludere che il sacerdote avesse scoperto addirittura la tomba del Messia o quanto meno ritrovato quella di Maria Maddalena che, come avrebbero attestato le pergamene in suo possesso, sarebbe stata la sposa di Gesù e madre dei suoi figli dai quali sarebbe originata la stirpe Merovingia.  […]

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