Bernard Lacombe

Tanti auguri all’ex centravanti francese che compie 67 anni. Cresciuto nel Lione dove gioca 222 gare segnando 123 gol riesce a vincere due Coppe di Francia e una Supercoppa Francese. Passa al Saint Etienne dove rimane una sola stagione per poi accasarsi al Bordeaux. Con i girondini vince tre scudetti, due Coppe e una Supercoppa giocando 243 gare e segnando 118 gol. Conta 38 presenze in Nazionale e 12 gol centrando l’oro Europeo nel 1984.

Francia 1938-il bis Italiano

il 4 Giugno parte in Francia la terza edizione dei Campionati Mondiali. L’Argentina, in polemica con la Fifa, non partecipa, anche l’Uruguay marca visita, cosi come i maestri inglesi (peccato, avremmo voluito vedere il sistema contro il metodo). Ma c’e tumulto in Europa: l’Austria è costratta a ritirarsi in seguito all’inclusione con la Germania, mentre la Spagna, dilaniata dalla Guerra civile, non partecipa neanche alle qualificazione.
Nel frattempo si riaffaccia il Brasile, che diventerà grande dopo la guerra. La prima gara che va in scena è Germania-Svizzera e c’e subito la prima sorpresa: la Svizzera ferma la “corazzata” Germania, fischiata 90 minuti. Nel replay, vinceranno addirittura gli elvetici. L’altra sorpresa è Cuba: pareggia 3-3 contro la Romania e vince il replay. L’Ungheria supera comodamente l’Indie Olandesi e la Svezia non gioca contro l’Austria.
Vita facile per Francia e Cocoslovacchia (Belgio e Paesi Bassi) mentre Italia e Brasile vincono ai supplementari contro Norvegia e Polonia. Ma soffermiamoci su Italia-Norvegia: i Campioni del Mondo (fischiati 90 minuti dal pubblico di Marsiglia) segnano subito con Ferraris ma hanno difficoltà a chiudere la gara, frutto di una carente condizione fisica. Il risultato non cambia fino al sorprendente pareggio di Brustad che manda la gara ai supplementari per la gioia dei “marsigliesi”. Dopo quattro minuti il laziale Piola risolve la questione ma gli azzurri non convincono. A guardare la partita c’era anche il CT del Brasile. Ai quarti di finale l’Ungheria supera la sorprendente Svizzera mentre la Svezia ha vita facile contro Cuba. Brasile-Cecoslovacchia termina 1-1, al replay vince il Brasile 2-1. l’Ultimo quarto è Francia-Italia: gli azzurri indossano il nero e fischiatissimi passano in vantaggio grazie a Colaussi, un minuto dopo pareggia Heisserer per la gioia dei padroni di casa. Nel secondo tempo viene fuori lo strapotere azzurro e segnano due volte con Piola. Colombes è espugnata.
L’Ungheria supera agevolmente la Svezia 5-1 mentre la sorpresa è l’Italia che a Marsiglia espugna il Brasile. Il primo tempo finisce a reti bianche, mentre nella ripresa in nove minuti l’Italia va sul 2-0 grazie a Colaussi e Meazza, che si arregge i pantaloncini sul dischetto. Romeu all’87esimo rende meno amara la sconfitta. Clamoroso abbaglio del CT del Brasile che tiene a riposo Leonidas in vista della finale, sicuro di battere gli azzurri visti contro la Norvegia. Addirittura la spedizione brasiliana aveva già acquistato i biglietti aerei per Parigi, dove si gioca la finale. Pozzo proverà in tutti i modi a convincere i brasiliani, ma non riuscendoci l’Italia raggiungerà Parigi in treno. Il 19 giugno a Colombes vanno in campo due scuole di pensiero: pratica l’Italia e ultra tecnica l’Ungheria. Dopo sei minuti segna Colaussi, due minuti dopo pareggia Tikos. Il primo tempo si chiude 3-1 per l’Italia grazie alle reti di Piola e Colaussi. Sarosi accorcia le distanze, ma Piola dodici minuti dopo ristabilisce le distanze e legittima la supremazia italiana. I fischi incessanti si trasformano in timidi applausi quando capitan Meazza riceve la Coppa Rimet. Si chiude il cerchio italiano che tornera protagonista solamente 42 anni dopo.

Giorgio Chiellini

Tanti auguri a Giorgio Chiellini che compie 35 anni. Da buon pisano, cresce nelle giovanili del Livorno dove si impone come terzino sinistro. Conduce i labronici fino alla serie B prima di approdare a Torino. La Juventus lo gira in prestito alla Fiorentina, gioca sempre da terzino sinistro, ma appare dinoccolato, vista anche l’altezza (1.88). Comunque la corsa e falcata non mancano. Una specie, senza offesa, di brutto anatroccolo. Torna a Torino e complice il cambio di ruolo, il brutto anatroccolo diventa cigno. Marcatore implacabile, per assurdo ancora più determinante in una difesa a 3 accanto ad un libero come Bonucci. Gioca 383 gare (in totale sono 616) vincendo otto scudetti, quattro supercoppe e quattro Coppe Italia. Manca l’alloro europeo per dare il giusto merito al difensore più forte del nuovo millennio. In Nazionale conta 103 presenze e 8 gol.

1956-Fiorentina

Prima di raccontare il primo scudetto viola, è bene inquadrare come stava messa la serie A. Avevano vinto lo scudetto 10 squadre, 8 citta. Comandavano Genoa e Juventus con 9 allori, con una piccola differenza: il Genoa non vinceva dalla stagione 23/24 mentre la Juve dal 51/52. La metropoli Milano contava 12 scudetti, mentre la provincia, escludendo Genova, 15. Un solo scudetto è finito nella capitale. Adesso inquadriamo come era messa la società viola: reduce da due quarti posti, due quinti posti e un settimo posto. Fulvio Bernardini siede sulla panchina da due stagioni e mezzo. La stagione parte con un non esaltante pareggio, seguono due vittorie pesanti contro Padova e Juventus (a Torino). Pari casalingo contro l’Inter poi vittoria a Bologna e tre punti casalinghi contro il Torino. Seguono tre partite altalenanti: pari a Vicenza, vittoria casalinga contro il Torino e pareggio a Novara. Adesso il passo è quello giusto, serve solo regolarita. Dopo il pareggio di Novara seguono quattro vittorie consecutive, con vittime illustri. Milan (a Milano), Roma a Firenze, Triestina e Napoli (a Napoli). Due 0-0 casalinghi consecutivi rallentano un po la corsa, ma il girone d’andata termina con il pareggio a Roma (sponda Lazio) e la vittoria casalinga contro il Genoa. Il girone di ritorno si apre come si è chiuso il girone d’andata: quattro vittorie consecutive contro Pro Patria, Padova, Juventus e Inter (a Milano). Due 0-0 consecutivi seguiranno quattro vittorie: Vicenza, Torino, Novara e Milan (a firenze). é il preludio allo scudetto che si materializzerà la settimana successiva con il pareggio a Trieste. Con l’alloro già in tasca i viola pareggiano in casa contro il Napoli e vincono contro la Lazio e vincono a Ferrara, pareggiano a Genova (sponda Samp) e perdono a Genova sponda Genoa, unica sconfitta in campionato. Tutti i numeri sono dalla parte della squadra viola: prima nel girone d’andata, prima nel girone di ritorno, prima come rendimento in casa e prima come rendimento in trasferta. Scappa il miglior attacco (Milan) ma non la miglior difesa con appena 20 reti subite.

Bruno Giordano

Tanti auguri a Bruno Giordano che compie 63 anni. La sua carriera è legata a filo doppio alla maglia della Lazio dove gioca 203 gare e segna 86 gol. Separato dalla casa madre, sceglie Napoli dove vince uno scudetto e una coppa Italia. Terminata l’esperienza metropolitana, sceglie la nobile provincia: Ascoli. Con i marchegiani realizza 13 gol intervallata da un’esperienza a Bologna dove realizza 7 reti. Si contano 456 presenze e 171 gol.

Alan Shearer

Compie 49 anni il migliore centravanti inglese tra fine anni 80 e metà anni 2000. Cresciuto nelle fila del Southampton ci resta fino al 1992 riuscendo a segnare 23 gol. Dopo l’esperienza con i Saints passa al Blackburn dove fa registrare medie da capogiro: 138 presenze e 112 gol. Terminata l’epoca Rovers, torna a casa, al Newcastle dove ci rimane 10 anni. Vanta in carriera 733 presenze e 379 gol più 43 reti nella rappresentativa nazionale. L’unico alloro conquistato è lo scudetto conquistato con i Rovers nel 1994-19995.

73 anni e non sentirli

Il 12 Agosto 1946 nasceva l’Unione Calcio Sampdoria dalla fusione delle società Sampierdarenese e Andrea Doria. Partecipa subito al campionato di serie A ereditando i due titoli sportivi. Il primo allenatore risulta essere Giuseppe Galluzzi mentre il primo Presidente è Piero Sanguineti. La maglia è una sintesi delle due società, assumendo il caratteristico blucerchiato che tutti gli sportivi amano. In bacheca abbiamo uno scudetto, un campionato di B, quattro Coppe Italia, una Supercoppa e una Coppa delle Coppe.

Klass-Jan Huntelaar

è evidentemente la giornata dei bomber. Tanti auguri al “cacciatore” che compie 36 anni. A undici anni entra nelle file del De Graafschap, restandoci per sei anni. Passa al Psv, dove riesce ad esordire. A gennaio del 2003 fa ritorno al De Graaf, poi arrivano i primi gol nell’Agoov. Passa all’Heerenven e inizia a segnare anche in Eredivisie prima di andare all’Ajax due anni e mezzo dopo. In totale rimane tre stagioni ai Lancieri prima di provare l’avventura “camiseta blanca”. I gol saranno 8 in 20 presenze, stessa media tenuta al Milan (25 presenze e 7 gol). Dopo l’esperienza italiana passa allo Shalke 04 dove ci rimane sette anni. Lo score dice: 240 presenze e 126 gol. Terminata l’esperienza tedesca, torna a casa, all’Ajax, dove si rende utile con 36 gol. In carriera si contano 612 presenze e 351 gol più 70 gol in tutte le rappresentative Olandesi. In bacheca ci sono uno Scudetto, tre Coppe Olandesi, tre Supercoppe, una Coppa di Germania e una Supercoppa (di Germania).

Mario Balotelli

Compie 29 anni il Peter Pan del calcio italiano. Prima di ripercorrere la carriera di Mario, una considerazione. Se avesse un briciolo “della testa” di Rossi e Rossi un briciolo dello “strapotere fisico” di Mario, forse staremmo parlando della migliore coppia gol del calcio italiano.
Cresciuto nel settore giovanile del Lumezzane, nel 2006-2007 passa all’Inter, rimanendoci per tre anni. I gol con la bebeamata saranno 28. Dopo l’esperienza nerazzurra passa al City dove totalizza 30 reti. A Gennaio 2013 passa al Milan (77 presenze e 33 gol) intervallata dall’esperienza fallimentare al Liverpool. Dopo l’Inghilterra sceglie la Francia: Nizza (76 presenze 43 gol) e Marsiglia (8 gol). In totale si contano 346 presenze e 146 gol. Somma 5 gol in nazionale under 21 e 14 con quella maggiore. Il palmares è di quelli seri: tre scudetti, una Supercoppa italiana, una Coppa italia, un campionato inglese, una FA.cup, una Community shield e una Coppa Campioni.