– L’istante e l’eternità (Leone & Fausto in un frangente kafkiano) – tratto dalla raccolta “storielle”

felice
Felice Tolfo – aspirante scrittore –

L’istante e l’eternità
(Leone & Fausto in un frangente kafkiano)

Un’istante ripetuto nel tempo diventa eternità
Un’istante che si ripete diventa eterno

Leone belle frasi per un concetto comune
No Fausto direi alquanto divergenti
Però l’stante che si ripete fa pari con l’stante ripetuto nel tempo
Questo lo dici tu
Nulla di personale circa il tuo pensiero ma se entri nello specifico potrei sentirmi più a mio agio
Ascoltami Fausto solo ciò che è vivente può essere immortale quindi eterno

mentre
ciò che non è vivente può diventare eternità

Potrei risponderti con un

“Aàppppeeròòooo”

se solamente avessi avuto anche una minima percezione del significato di questo stato d’animo
per quello che potrebbe essere il tuo pensiero
Faustooooo Ahahahah Ahahahah Ahahahah
tutto ciò deve essere interpretato in un certo modo e forse l’hai detta giusta

con uno stato d’animo predisposto allo scopo

Caro Leone siamo alle tue solite

tu parli bene
ma così bene che riesci a confondermi in modo netto e clamoroso
Però
persino più clamorosamente
confondi pure te stesso

Dipende dai punti di vista
Leoneeeee
Dimmi Fausto

Ma vai a cagare

Felice Tolfo

Il campanile di Oroset (episodio 15°)

felice
seguito:
Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma dove le avete messe…??

E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che più tardi si sarebbe rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

Ma le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no!
Furono tutte parcheggiate in un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta.

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma andando oltre alle più rosee prospettive garantistiche si optò per una ulteriore copertura a base di teli di plastica imbottiti con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di
comprometterne la tenuta…!!
Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posta sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.
“L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti
ci consideriamo dei veri lunari.
I cinquantamila provenienti da Kallox e
tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco sulla Luna avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,
da conteggiare con i tredicimila decessi.
Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.

Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure impossibili!
Però a pensarci bene quel pianeta lì….. Kallox!! doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti.
Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??
Non era affatto piccolo: due volte e mezza la Luna e un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile e, senza esagerazione alcuna, paragonabile alla Terra!
Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior.

Un pianeta grande tanto quanto lo stesso Kallox,
dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare, in una situazione d’incredibile emergenza, pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, ebbero la freddezza ed anche la fortuna di poter comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità inerenti il colore della pelle.
Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini.
Cinquanta di carnagione chiara.

segue…….

Libro I e Libro II
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Libro I gratuito 
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Il campanile di Oroset (episodio 14°)

felice
seguito:
portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli in caso di necessità di una spinta maggiore,
oppure semplicemente per un cambio di rotta.
Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.
Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera.
Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

Questa è l’esatta velocità…!! Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??
Esattamente….. un’oretta e qualche minuto!
Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!
Però! Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..
Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, che potesse esistere un’astronave così grande e potente! sottolineò Alex. Sicuramente non l’avete costruita qui sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?
Kallox…!!
Già Kallox, per l’appunto.
Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che io mi permetto di considerare un’apocalittica e mirabolante migrazione?

Bravissimo sei stato praticamente perfetto,
hai fatto centro…!!
Tutte le nostre astronavi sono state costruite a Kallox…!!
Un pianeta relativamente vicino a Marte.
Niente male….. Eh!

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che tutto era

fantasticamente reale!

Già i kalloxiani, un grande popolo!! affermò Isabel.

In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!
Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo.
Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi!
Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi drammatici segnali premonitori (terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta) apparsi sin dai primissimi giorni del 1978 semplicemente per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta sarebbe andato incontro.
Segnali che consentirono all’intera popolazione di evacuare Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!
Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione così esagerata…??
Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!
Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete messe…??

segue…….

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Il campanile di Oroset (episodio 13°)

felice
seguito:

Qualche “litigatina” ci può stare, ma niente che non appartenga alla “normalità”!

Certo Alex, sicuramente sarà così…!! Mannaggia a te!
Il tuo bicchiere che è sempre mezzo pieno mi piace un sacco!
Si però attenta a non ubriacarti neh..…!! Uahahah…!! Uahahah…!!

Uahahah…!! Ahahahah…!!

Dai Isabel…… lo sai che per tutto quello che mi sta accadendo sto provando una strana sensazione di “incomprensibile realtà”!!
Ma come ti vengono:

“una strana sensazione di incomprensibile realtà”?

Come parli? Mi sembra di stare accanto ad un marziano….. Ahahahah…!!
Uahahah…!!
Maaaa…….. comunque, per farla un po’ più semplice, io direi che stai per vivere

“un’avventura straordinariamente vera”!

E finalmente, nel momento in cui l’astronave corresse la sua traiettoria per seguire la rotta prestabilita,
poterono slacciarsi le cinture…!!
Erano tutti immersi in un’atmosfera a dir poco idilliaca,
fatta di cose semplici ma che davano la felicità,
dove la gioia di Alex aveva un sapore del tutto speciale…!!

L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare, Aikaterine e il bel tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

“Viaggiatori non paganti”.

Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!
Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando.
Due piccole ali sbucavano nella parte centrale della stessa fusoliera per andare a disegnare la pinna dorsale del pesce cane fino a chiudersi quattro metri più indietro con un’estensione esterna di due metri.
Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore.
Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta.
Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti.
Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

segue…….

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Il campanile di Oroset (episodio 10°)

felice
seguito:

Isabel, volevo dirti che prima scherzavo quando ti avevo paragonata alla maga Circe che sebbene molto bella,

e sin qui nulla di strano,

aveva una magia malvagia con la quale avrebbe potuto farmi cadere vittima di un maledetto incantesimo…!! Uahahah…!! Uahahah…!!
Ahahahah…!! Semplicemente ridicolo…!!
Uahahah…!! Però ritiro tutto e chiedo umilmente venia. Casomai per questa tua virtù di sapere tutto ciò che mi riguarda, potrei riconoscere in te

dei poteri psichici da chiaroveggente…!! Ihihihih…!!

Buuuuuuuuuuuuu………….

Trascorsero la serata come auspicato, passeggiando per la città di Mestre, riuscendo nell’intento di appagare i loro appetiti rispettando il semplice ma prelibato programma brillantemente disegnato da Alex.

Alle ventidue esatte si portarono al centro dei grandi boschi.

Un’esteso polmone di verde alla periferia della città, in zona Carpenedo, costituito principalmente da boschi particolarmente estesi.

Isabel, Alex e
l’astronave…!!
E fu in quel preciso istante che Alex vide materializzarsi le fantastiche teorie di Isabel…!!!…!!!

Allora è tutto vero?
“Sogno o son desto?”
“Sono sotto l’effetto della birra doppio malto oppure no?”>
Si domandò un’Alex stupefatto come mai gli era capitato di essere…!!

Mio caro Alex, ti posso garantire che questa astronave è vera, viva e gode di buona salute…!! Ahahahah…!!
Semplicemente prodigioso…!!

Così, fugate le ultime perplessità alexiane, salirono a bordo dell’astronave dove il primo pilota diede il via

al countdown

per poi lanciarsi alla conquista dello spazio.
Motori super silenziosi e luci spente!
Fondamentale per una strategia dell’invisibile…!!

L’astronave orizzontale decollò in verticale per poi alzare la testa e, dopo aver fatto rientrare i quattro carrelli, volare verso il cielo fino a raggiungere la traiettoria che l’avrebbe proiettata sulla giusta rotta…!!

Uaoooooooooo si parteeeeeeeeeeeeee!! esclamò Alex, con l’entusiasmo tipico dei bambini.

Le cinture di sicurezza, ancora allacciate, in realtà non erano che delle imbracature a metà corpo appositamente studiate per ovviare ai rischi causati dalle forti inclinazioni a cui era sottoposta l’astronave!

Mamma mia…!! Oh! Ma stiamo volando per davvero! Esclamò Alex,

non senza stupore e meraviglia

Adesso però mi devi raccontare di Selene, perché mi piacerebbe sapere dove si trova questa città dal sapore vagamente fiabesco…??

Mi sembra più che giusto!
Sai Alex….. stiamo andando sulla Luna…..!!
Ah ecco….. volevo ben dire…..!!
Comeeee……… stiamo andandooooo…. sulla Lunaaaa………?? Daiiii….. cerca di raccontarmela giusta…!!
Ma ti diverti così tanto a prendermi per il culo…??

Mai stata così seria come in questo momento!! Ihihihih…!!!

Ma allora….. questa mattina…??
Facevi sul serio quando mi parlavi di una
“straordinaria avventura”…..

Perché effettivamente ci troviamo all’interno di un’astronave e stiamo volando “alti alti”, lanciati nello spazio…!!

“Incredibile….. incredibile”……..…!!
Lunaaaaaa, ohhhhh!……… Lunaaaa, arriviamoooo…..!!
Quindi sulla Luna esiste una città che si chiama Selene…??
Certo che sì!!!
Selene è una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!
Una città così grande e tutta sotto terra…??
Prego, sotto luna…. Ahahahah…!!
E già, hai perfettamente ragione, sulla Terra scavi la terra mentre sulla Luna scavi la luna!
Uahahah…!!

segue…….

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– Scrivere per un segno lasciato – tratto dalla raccolta “storielle”

felice
Felice Tolfo – aspirante scrittore –

Scrivere per un segno lasciato

E’ un desiderio che sento forte

quello di scrivere

forse da incosciente sprovveduto
ma quel tanto che basta per scandire certe mie

personalissime riflessioni

Troppo a lungo è durato quel tempo in cui

ignoravo poterlo fare

Speranzoso pensarle meritevoli di menzione
Rosea visione
probabilmente esagerata

Ma chi sono io per deciderlo

Due righe
Dieci righe
Cento righe
Mille righe

Agli altri libero pensiero

Anche se
in cuor mio
sento forte il significato di una traccia

se di traccia ne avrà l’aspetto

lasciata semplicemente scrivendo

Sicuramente una scrittura semplice
per certi tratti esplosiva di tanta e tale ingenuità

ma
forse forse
non banale
Come non lo sono tutte quelle cose che hanno il sapore dell’onesta sincerità

Eccolo il segnale
chiaro e inequivocabile

del mio passaggio

Felice Tolfo

Il campanile di Oroset (episodio 10°)

felice
seguito:

Isabel, volevo dirti che prima scherzavo quando ti avevo paragonata alla maga Circe che sebbene molto bella,

e sin qui nulla di strano,

aveva una magia malvagia con la quale avrebbe potuto farmi cadere vittima di un maledetto incantesimo…!! Uahahah…!! Uahahah…!!
Ahahahah…!! Semplicemente ridicolo…!!
Uahahah…!! Però ritiro tutto e chiedo umilmente venia. Casomai per questa tua virtù di sapere tutto ciò che mi riguarda, potrei riconoscere in te

dei poteri psichici da chiaroveggente…!! Ihihihih…!!

Buuuuuuuuuuuuu………….

Trascorsero la serata come auspicato, passeggiando per la città di Mestre, riuscendo nell’intento di appagare i loro appetiti rispettando il semplice ma prelibato programma brillantemente disegnato da Alex.

Alle ventidue esatte si portarono al centro dei grandi boschi.

Un’esteso polmone di verde alla periferia della città, in zona Carpenedo, costituito principalmente da boschi particolarmente estesi.

Isabel, Alex e
l’astronave…!!
E fu in quel preciso istante che Alex vide materializzarsi le fantastiche teorie di Isabel…!!!…!!!

Allora è tutto vero?
“Sogno o son desto?”
“Sono sotto l’effetto della birra doppio malto oppure no?”>
Si domandò un’Alex stupefatto come mai gli era capitato di essere…!!

Mio caro Alex, ti posso garantire che questa astronave è vera, viva e gode di buona salute…!! Ahahahah…!!
Semplicemente prodigioso…!!

Così, fugate le ultime perplessità alexiane, salirono a bordo dell’astronave dove il primo pilota diede il via

al countdown

per poi lanciarsi alla conquista dello spazio.
Motori super silenziosi e luci spente!
Fondamentale per una strategia dell’invisibile…!!

L’astronave orizzontale decollò in verticale per poi alzare la testa e, dopo aver fatto rientrare i quattro carrelli, volare verso il cielo fino a raggiungere la traiettoria che l’avrebbe proiettata sulla giusta rotta…!!

Uaoooooooooo si parteeeeeeeeeeeeee!! esclamò Alex, con l’entusiasmo tipico dei bambini.

Le cinture di sicurezza, ancora allacciate, in realtà non erano che delle imbracature a metà corpo appositamente studiate per ovviare ai rischi causati dalle forti inclinazioni a cui era sottoposta l’astronave!

Mamma mia…!! Oh! Ma stiamo volando per davvero! Esclamò Alex,

non senza stupore e meraviglia

Adesso però mi devi raccontare di Selene, perché mi piacerebbe sapere dove si trova questa città dal sapore vagamente fiabesco…??

Mi sembra più che giusto!
Sai Alex….. stiamo andando sulla Luna…..!!
Ah ecco….. volevo ben dire…..!!
Comeeee……… stiamo andandooooo…. sulla Lunaaaa………?? Daiiii….. cerca di raccontarmela giusta…!!
Ma ti diverti così tanto a prendermi per il culo…??

Mai stata così seria come in questo momento!! Ihihihih…!!!

Ma allora….. questa mattina…??
Facevi sul serio quando mi parlavi di una
“straordinaria avventura”…..

Perché effettivamente ci troviamo all’interno di un’astronave e stiamo volando “alti alti”, lanciati nello spazio…!!

“Incredibile….. incredibile”……..…!!
Lunaaaaaa, ohhhhh!……… Lunaaaa, arriviamoooo…..!!
Quindi sulla Luna esiste una città che si chiama Selene…??
Certo che sì!!!
Selene è una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!
Una città così grande e tutta sotto terra…??
Prego, sotto luna…. Ahahahah…!!
E già, hai perfettamente ragione, sulla Terra scavi la terra mentre sulla Luna scavi la luna!
Uahahah…!!

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Il campanile di Oroset (episodio 11°)

felice
seguito:

Quindi sulla Luna esiste una città che si chiama Selene…??
Certo che sì!!!
Selene è una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!
Una città così grande e tutta sotto terra…??
E già, hai perfettamente ragione, sulla Terra scavi la terra mentre sulla Luna scavi la luna!
Uahahah…!!
Ma si può sapere chi siete…??
Siamo degli esseri umani,
ne più ne meno come te,
che nell’anno 1980 si sono trasferiti sulla Luna.
Non per il piacere di farlo,
impossibile una preferenza su tanta asprezza ambientale,
ma semplicemente per l’improvvisa rovinosa mutazione del nostro pianeta che ci stava ospitando da centinaia di anni.
Se proprio vuoi conoscere le nostre origini allora ti devo
dire che proveniamo da molto lontano.
Noi ce le ricordiamo in essere sul pianeta Kallox che,
per nostro grande e incredibile sgomento,
non esiste più!

Accidenti…!! Praticamente una catastrofe!
Il mio pensiero non può non andare a tutti quelli che si saranno trovati a vivere un momento della loro vita in una realtà di grande tragedia, tale da lasciarli sgomenti. Ma non sopraffatti, almeno per come posso immaginare siano andate le cose…??
Dai Isabel….. che poi me la racconti questa incredibile storia migratoria!
Certo che l’italiano l’hai imparato molto bene! Lo parli con una tale disinvoltura che un tuo inserimento nel pieno di un contesto tra italiani veri non susciterebbe nemmeno il più timoroso dei sospetti.
Ma come mai sei così brava?
Grazie, questo è proprio un gran bel complimento…..

Regalato direttamente da un italiano doc!

Comunque devi sapere che tutti i selenesi conoscono molto bene l’italiano per una semplice ragione di vita:

è la nostra lingua principale…!!
E il kalloxiano…??
Oramai la seconda lingua!
Incredibile, ma vero!
Questa prerogativa è per noi storia recente!

Dobbiamo andare indietro di circa venticinque anni! Giusto con l’avvento del vostro internet grazie al quale ci è stata data la possibilità dell’esplorazione sulla vita dei terrestri che noi abbiamo imparato ad amare senza riserve alcune.

Ma i nostri prediletti sono sempre stati gli italiani per i quali,
sin da subito,
abbiamo provato un’attrazione particolare che si è consolidata nel tempo fino a condividerne abitudini e costumi al punto in cui tutti noi ci sentiamo,
sinceramente e senza insidiosi sospetti,
un po’ italiani.

Pensa che qualcosa si era già intravisto negli anni settanta quando, con la venuta del satellitare, riuscivamo a vedere le vostre trasmissioni televisive.
Sono sempre più sbalordito! Praticamente Selene è anche un po’ italiana…??
Direi proprio di sì! Ci siamo autocandidati per entrare a far parte della vostra grande famiglia, come dei veri fratelli. Ahahahah…!!
Uauuuuu..… che meraviglia…!! Uahahah…!!

Per mantenere la navigazione in incognito l’astronave, oltre alla superficie esterna interamente rivestita da un materiale anti calore e anti radar, fu generosamente dotata di sistemi elettronici particolarmente sofisticati che la rendevano quasi invisibile.

Ma quasi invisibile non voleva dire trasparente.

Ecco allora spiegato l’arcano delle partenze notturne.

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