Il campanile di Oroset (episodio 50°)

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Felice Tolfo

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Splendida l’opportunità di poter sfruttare la potente luce del sole.

Ma c’era dell’altro……

 

Ma c’era dell’altro……

Anche i macchinari funzionavano con il kattropurto!

Tutti verniciati con un kattropurto altamente sensibile alla luce.

In grado di caricare, in brevissimo tempo, un piccolo e potente accumulatore incorporato nell’attrezzo stesso!

Dalle dimensioni ridotte ma con una capacità tale di accumulo in grado di far funzionare il mezzo per oltre cinque ore consecutive.

Una ventina di minuti di esposizione al sole erano più che sufficienti per una completa ricarica.

Fortuna volle che l’intera zona operativa si trovava in un determinato spazio temporale dove clima e irradiazione solare permettevano di mantenere la temperatura entro limiti accettabili.

Non si superavano i cinquanta gradi.

 La prima creazione: una centrale elettrica!!

 Uno, due, tre e….. forse quattro colpi di piccozza furono sufficienti

per aprire il lago con uno squarcio.

Semplice infilarci il lungo tubo di aspirazione collegato alla pompa

già ben piazzata lungo il bordo.

Un tubo in uscita per riempire due grandi vasche.

La prima a servizio della turbina e la seconda del generatore dell’ossigeno.

Accanto alla turbina l’attrezzatura che andava a completare la prima, piccola ma efficientissima, centrale elettrica.

L’impresa riuscì grazie a due potentissimi accumulatori in grado di cedere la loro energia kalloxiana alla nuova centrale elettrica.

Trenta minuti furono più che sufficienti per mettere in moto l’intero meccanismo.

E fu così che le due eroiche batterie si “scansarono”

dando il via alla prima centrale elettrica lunare.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

Un grande momento per la storia dei primi abitanti della Luna…!!

Con l’allargamento di un settore, a circa sedici metri sotto il suolo lunare, completo di lago e grotte, con gli impianti dell’energia elettrica, dell’acqua e dell’ossigeno,

venne realizzato il primo grande habitat lunare perfettamente isolato dall’esterno tramite una doppia porta a tenuta stagna.

Ben presto si aggiunsero altri habitat ancora più estesi!

E quando, con il progressivo avanzamento dei lavori minerari e l’inaugurazione delle prime fabbriche, riuscirono a costruire anche i primi macchinari lunari il ritmo produttivo si elevò alla massima potenza!  Riuscendo nell’impresa di ottenere, giorno dopo giorno, risultati grandiosi che li proiettarono verso un futuro ricco di soddisfazioni, fino ad arrivare alla grande città che di fatto più tardi si sarebbe chiamata

“Selene”!

La città con i suoi sessantamila abitanti si estendeva lungo una superficie sotterranea tanto vasta quanto complessa.

Un particolare per nulla marginale riguardava il numero delle tute spaziali che riuscirono a trasportare a bordo delle loro astronavi. Circa duemila! Un numero decisamente inferiore alle aspettative dei cinquantamila. Ma non fu considerato come un vero problema per il semplice motivo che venne sapientemente ovviato con una brillante applicazione di turnover della tuta spaziale…..

Da queste parti la vita procede ad una velocità supersonica,

con tanta frenesia ma anche con la lucidità necessaria per viverla serenamente.

Ci sono sempre tante cose da fare e la lista non finisce mai.

Ci troviamo tutti in un presente fattivo al cento per cento per un futuro che dovrà andare al mille per cento!

Tutto quello che veniva realizzato sulla Luna era il risultato di un lavoro sopraffino che univa la fatica all’ingegno dei lunari.

Il campanile di Oroset (episodio 50°)ultima modifica: 2019-05-14T14:35:22+02:00da felixthecat6

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