Il campanile di Oroset II (episodio 36°)


felice

Felice Tolfo 

seguito:

 

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

<Ce l’abbiamo fatta!>

<Sono molto felice!

Sai….. non avevo dubbi circa l’esito delle tue ricerche. Adesso però è arrivato il momento di raccontarmi tutto…!!

 

Sto fremendo dalla curiosità e il tempo che passa

non fa altro che aumentare la mia già assurda, quasi ridicola, eccitazione!!>

 

Una ricerca baciata dalla fortuna che li portò, in breve tempo, di fronte ad un’apertura rassicurante e di bell’aspetto.  

Non si trattava di un nascondiglio,

inimmaginabile una qualsiasi sua eventuale ragione.

Sotto un banalissimo tappetino di metallo, di sicuro lì per caso, che ben si confondeva con quella parte di pavimento verso il quale avevano mal riposto le loro attenzioni.

Precisamente nella stanza dormitorio, la terza in ordine di entrata.

L’apertura, nient’altro che una normale botola…..

 

Una botola per scendere al piano inferiore….

 

Semplice l’apertura…..

Discendere i dieci gradini di roccia per trovarsi all’interno della

tanto agognata stanza dei bottoni…!!

“Finalmente”

A prima vista la sensazione di un locale sottodimensionato?

Al contrario, osservandolo con la dovuta calma e attenzione, ci si rendeva conto di tutt’altra ampiezza e vastità!

 

In realtà un discreto ambiente ricavato all’interno di una grotta la cui altezza interna non superava i tre metri.

 

La grotta con il lago propiziatore…!!

 

Risaltava il particolare del soffitto, ovvero il pavimento di casa Oroset, messo in sicurezza da solide colonne di pietra tirate su a secco.

 

L’inevitabile manciata di secondi per comprendere la genialità di un lavoro che si specchiava nella grande quantità di materiale sistemato con un ordine tale da rasentare la perfezione.

“Sfruttare il massimo della potenzialità con il minimo sforzo”.

Sicuramente si trattava dell’intero kit di sopravvivenza in dotazione dell’astronave,

per buona parte già brillantemente illustrato da Luminor, costituito da una serie di apparecchiature specifiche per recuperare l’acqua, generare l’energia elettrica e l’ossigeno.

 

Per l’energia elettrica fu utilizzato il sistema del “parafulmine”.

 

Sulla Luna i fulmini provocati dai raggi cosmici si sprecavano.

Ciò permetteva di mantenere il sae sempre carico.

 

Tra il parafulmine ed il sae avevano installato un impianto di scarico a luna dotato di alcuni dispersori distribuiti lungo il suo percorso. Ciò permetteva al grosso dell’energia della saetta di scaricare gran parte della sua potenza nel sottosuolo. Lasciando in quel modo scorrere solamente una quantità minima della stessa che poteva risultare sufficiente per caricare il sae.

Per l’acqua e l’ossigeno c’era un lago.

 

Un piccolo e profondo lago ben protetto da solidi teloni di plastica.

 Lungo il bordo, bella e ben conservata,  

una delle loro potenti e indistruttibili pompe elettriche.

Tre i tubi collegati appositamente per sfruttarne le caratteristiche.

Il primo completamente immerso nell’acqua e gli altri due, applicati alla doppia uscita, si predisponevano rispettivamente per alimentare l’acquedotto e riempire il contenitore del generatore di ossigeno.

Nel preciso momento in cui il livello dell’acqua, all’interno del contenitore, raggiungeva il minimo programmato automaticamente la pompa entrava in funzione per ristabilire quell’equilibrio calcolato per il suo utilizzo.

Per la distribuzione dell’ossigeno le tubature a soffietto salivano direttamente nella terza stanza per poi proseguire,

lungo l’angolo del soffitto, all’interno delle altre stanze fino a terminare il loro percorso esattamente sopra la prima porta in doppia uscita per essere lanciato nella galleria di transito.

Mentre l’acquedotto altro non era che un insieme di tre grosse taniche, dotate di semplici ma efficaci filtri di facile pulizia, e una serie di tubi in plastica collegati in modo tale da formare una via di trasporto verso il lavello ed il minuscolo bagno.

Una seconda pompa elettrica ne garantiva i vari flussi.

segue…..

Il campanile di Oroset II (episodio 36°)ultima modifica: 2020-07-28T16:13:31+02:00da felixthecat6

Lascia un commento