Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

 Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 22°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

(22° ep.)

<Ritornando alla pseudo mamma Camilla, altro non è se non una carissima amica che si è prestata volontariamente ad un gioco di squadra studiato appositamente per “accalappiarti”. In verità una signora di settantotto anni, dai modi garbati, gentili e affabili, che comunque aveva un’importante missione da compiere: raggirarti…. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uauuuuuuuuu…..

E c’è riuscita alla grande…!!

Povero il nostro caro e ingenuo uomo terrestre….. Ahahahah…!!

E’ una kalloxiana e faceva parte di un gruppo di trenta kalloxiani che circa trentacinque anni fa presero una decisione, tanto audace quanto affascinante, che li portò ad imboccare la strada per uno stile di vita completamente nuovo:

trasferirsi sulla Terra.>

<Eeeeee…….. Ma ci sono i kalloxiani sulla Terra…??>

<E già….. pochi ma ce ne sono…!!

La nostra cara Camilla vive esattamente dalle tue parti, e se ci pensi un’attimo…..?>

<A Favaro Veneto…!!>

<Bravo….. esattamente in quella casa dove è avvenuto il magico incontro con l’incredibileeeee…… “Isabel”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E il vecchio?>

<Un suo carissimo amico….. Un veneziano trapiantato a Mestre. Personaggio di spessore che ha dimostrato di essere anche un attore recitando, alla grande, la parte del marito malato…!!>

<Splendido, vorrei abbracciarlo! Ma tu guarda l’astuzia di queste due grandi donne….. Una è pure l‘amica cara di un veneziano…??…!!…??>

<Ti ringrazio per le grandi, ma ritornando all’operazione terrestre volevo farti comprendere il messaggio che ne viene fuori: grandezza di un’impresa rispecchiata nella sua semplicità realizzativa. Più di quanto tu possa immaginare……

Esattamente trentacinque anni fa una nostra astronave partì da Kallox per compiere una missione sulla Terra:

sbarcare trenta kalloxiani a Mestre e rientrare immediatamente alla base con l’intero equipaggio!”>

I kalloxiani erano uomini con caratteristiche somatiche paragonabili ai terrestri occidentali, solamente il colore della pelle non era uguale per tutti.

All’epoca: il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni. Tutti i prescelti erano di carnagione chiara. Simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

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Felice Tolfo

     

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 Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 22°)

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Felice Tolfo

     

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<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

(22° ep.)

<Ritornando alla pseudo mamma Camilla, altro non è se non una carissima amica che si è prestata volontariamente ad un gioco di squadra studiato appositamente per “accalappiarti”. In verità una signora di settantotto anni, dai modi garbati, gentili e affabili, che comunque aveva un’importante missione da compiere: raggirarti…. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uauuuuuuuuu…..

E c’è riuscita alla grande…!!

Povero il nostro caro e ingenuo uomo terrestre….. Ahahahah…!!

E’ una kalloxiana e faceva parte di un gruppo di trenta kalloxiani che circa trentacinque anni fa presero una decisione, tanto audace quanto affascinante, che li portò ad imboccare la strada per uno stile di vita completamente nuovo:

trasferirsi sulla Terra.>

<Eeeeee…….. Ma ci sono i kalloxiani sulla Terra…??>

<E già….. pochi ma ce ne sono…!!

La nostra cara Camilla vive esattamente dalle tue parti, e se ci pensi un’attimo…..?>

<A Favaro Veneto…!!>

<Bravo….. esattamente in quella casa dove è avvenuto il magico incontro con l’incredibileeeee…… “Isabel”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E il vecchio?>

<Un suo carissimo amico….. Un veneziano trapiantato a Mestre. Personaggio di spessore che ha dimostrato di essere anche un attore recitando, alla grande, la parte del marito malato…!!>

<Splendido, vorrei abbracciarlo! Ma tu guarda l’astuzia di queste due grandi donne….. Una è pure l‘amica cara di un veneziano…??…!!…??>

<Ti ringrazio per le grandi, ma ritornando all’operazione terrestre volevo farti comprendere il messaggio che ne viene fuori: grandezza di un’impresa rispecchiata nella sua semplicità realizzativa. Più di quanto tu possa immaginare……

Esattamente trentacinque anni fa una nostra astronave partì da Kallox per compiere una missione sulla Terra:

sbarcare trenta kalloxiani a Mestre e rientrare immediatamente alla base con l’intero equipaggio!”>

I kalloxiani erano uomini con caratteristiche somatiche paragonabili ai terrestri occidentali, solamente il colore della pelle non era uguale per tutti.

All’epoca: il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni. Tutti i prescelti erano di carnagione chiara. Simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 21°)

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Felice Tolfo

     

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<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

(22° ep.)

<Ritornando alla pseudo mamma Camilla, altro non è se non una carissima amica che si è prestata volontariamente ad un gioco di squadra studiato appositamente per “accalappiarti”. In verità una signora di settantotto anni, dai modi garbati, gentili e affabili, che comunque aveva un’importante missione da compiere: raggirarti…. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uauuuuuuuuu…..

E c’è riuscita alla grande…!!

Povero il nostro caro e ingenuo uomo terrestre….. Ahahahah…!!

E’ una kalloxiana e faceva parte di un gruppo di trenta kalloxiani che circa trentacinque anni fa presero una decisione, tanto audace quanto affascinante, che li portò ad imboccare la strada per uno stile di vita completamente nuovo:

trasferirsi sulla Terra.>

<Eeeeee…….. Ma ci sono i kalloxiani sulla Terra…??>

<E già….. pochi ma ce ne sono…!!

La nostra cara Camilla vive esattamente dalle tue parti, e se ci pensi un’attimo…..?>

<A Favaro Veneto…!!>

<Bravo….. esattamente in quella casa dove è avvenuto il magico incontro con l’incredibileeeee…… “Isabel”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E il vecchio?>

<Un suo carissimo amico….. Un veneziano trapiantato a Mestre. Personaggio di spessore che ha dimostrato di essere anche un attore recitando, alla grande, la parte del marito malato…!!>

<Splendido, vorrei abbracciarlo! Ma tu guarda l’astuzia di queste due grandi donne….. Una è pure l‘amica cara di un veneziano…??…!!…??>

<Ti ringrazio per le grandi, ma ritornando all’operazione terrestre volevo farti comprendere il messaggio che ne viene fuori: grandezza di un’impresa rispecchiata nella sua semplicità realizzativa. Più di quanto tu possa immaginare……

Esattamente trentacinque anni fa una nostra astronave partì da Kallox per compiere una missione sulla Terra:

sbarcare trenta kalloxiani a Mestre e rientrare immediatamente alla base con l’intero equipaggio!”>

I kalloxiani erano uomini con caratteristiche somatiche paragonabili ai terrestri occidentali, solamente il colore della pelle non era uguale per tutti.

All’epoca: il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni. Tutti i prescelti erano di carnagione chiara. Simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

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 Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 22°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

(22° ep.)

<Ritornando alla pseudo mamma Camilla, altro non è se non una carissima amica che si è prestata volontariamente ad un gioco di squadra studiato appositamente per “accalappiarti”. In verità una signora di settantotto anni, dai modi garbati, gentili e affabili, che comunque aveva un’importante missione da compiere: raggirarti…. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uauuuuuuuuu…..

E c’è riuscita alla grande…!!

Povero il nostro caro e ingenuo uomo terrestre….. Ahahahah…!!

E’ una kalloxiana e faceva parte di un gruppo di trenta kalloxiani che circa trentacinque anni fa presero una decisione, tanto audace quanto affascinante, che li portò ad imboccare la strada per uno stile di vita completamente nuovo:

trasferirsi sulla Terra.>

<Eeeeee…….. Ma ci sono i kalloxiani sulla Terra…??>

<E già….. pochi ma ce ne sono…!!

La nostra cara Camilla vive esattamente dalle tue parti, e se ci pensi un’attimo…..?>

<A Favaro Veneto…!!>

<Bravo….. esattamente in quella casa dove è avvenuto il magico incontro con l’incredibileeeee…… “Isabel”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E il vecchio?>

<Un suo carissimo amico….. Un veneziano trapiantato a Mestre. Personaggio di spessore che ha dimostrato di essere anche un attore recitando, alla grande, la parte del marito malato…!!>

<Splendido, vorrei abbracciarlo! Ma tu guarda l’astuzia di queste due grandi donne….. Una è pure l‘amica cara di un veneziano…??…!!…??>

<Ti ringrazio per le grandi, ma ritornando all’operazione terrestre volevo farti comprendere il messaggio che ne viene fuori: grandezza di un’impresa rispecchiata nella sua semplicità realizzativa. Più di quanto tu possa immaginare……

Esattamente trentacinque anni fa una nostra astronave partì da Kallox per compiere una missione sulla Terra:

sbarcare trenta kalloxiani a Mestre e rientrare immediatamente alla base con l’intero equipaggio!”>

I kalloxiani erano uomini con caratteristiche somatiche paragonabili ai terrestri occidentali, solamente il colore della pelle non era uguale per tutti.

All’epoca: il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni. Tutti i prescelti erano di carnagione chiara. Simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 21°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

 E quando si svegliarono erano già le sedici e trenta! La Terra diventava lontana, sempre più lontana e la Luna vicina, sempre più vicina…..

Il cellulare rosa fucsia di Isabel per chiamare la zia e tre dei suoi amici più cari. Alex ne uscì particolarmente soddisfatto per essere riuscito a giustificare la sua improvvisa irreperibilità…!!

Un break per bere un po’ di tè con dei biscotti, praticamente la cena, e si fece sera.

(21° ep.)

A quel punto Alex venne sfiorato dal pensiero di una donna: la signora Camilla, la mamma di Isabel..??..!!..??

<Senti Isabel stavo pensando alla tua cara mamma Camilla, quella grande donna dal fiuto infallibile…??>

<A proposito di Camilla mi hai anticipata su quanto volevo rivelarti. Visto che di fatto abbiamo lasciato la Terra per raggiungere la Luna mi sento obbligata a raccontarti tutta la verità! Tanto per cominciare mettiamo subito in chiaro una cosa, io sono orfana di tutti e due i genitori che ho perso all’età di due anni, esattamente otto anni dopo il nostro trasferimento sulla Luna. Morirono, ahimè, in un incidente sul lavoro, entrambi schiacciati da una grossa parete d’acciaio che all’improvviso si staccò dai sostegni ai quali era male ancorata!>

<Oh! Povera Isabel, mi dispiace tanto per i tuoi genitori! Comunque, senza uscire dal filone triste e malinconico, ti devo confessare che anch’io sono rimasto orfano dei genitori!! E sarà stata una fatalità, oppure chiamala come meglio ti pare, ma li ho persi alla tua stessa identica età! Solamente che non sono morti sul lavoro ma a seguito di un grave incidente stradale.>

Inevitabile per entrambi una crisi istantanea di debolezza affettiva. E quello che ne seguì fu un sincero ed affettuoso abbraccio…!!

<Che emozione…. dai su…..riprendiamoci.> disse Isabel.

<Che bell’orologio che hai?

Bello grande proprio come piace a me…!!> esclamò Alex.

<Veramente? Guarda ci sono due pollici di schermo e ha tante di quelle funzioni che te le spiegherò un po’ alla volta Ahahahah!

Però una te la faccio vedere subito perché secondo me è la più interessante…!! Assomiglia ad un navigatore satellitare ma non lo è…..>

<Avete anche il navigatore satellitare…??>

<No, assolutamente no! Se così fosse sai dove andrebbe a finire la nostra presenza clandestina? Noto con dispiacere che hai delle voragini di memoria….. Non dirmi che ti sei già scordato del nostro anonimato?

Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Tengo proprio una capoccia minc…. Uahahah…!!>

<Come ti stavo per dire abbiamo di meglio…..

Il sistema funziona per merito di una scheda csu, praticamente la stessa che si trova nei cellulari, grazie alla quale ci si collega in diretta con le migliaia di telecamere piazzate sulle strade della città.

Questo permette di avere una visione personalizzata sull’intero territorio.>

<Bello, però se ce l’hai anche sul cellulare sarebbe un po’ inutile?>

<Già, ma mentre stai parlando al telefono e…..?>

<”Certo certo”, in quel caso serve per davvero.

Eppoi è sufficiente avercelo al polso per vedere quanto è figo…!!>

Lo schermo interamente fotovoltaico permetteva una ricarica veloce e completa in pochi minuti, dieci al massimo! Ciò garantiva il suo utilizzo per almeno dieci giorni di fila senza la presenza di un filo di luce.

Dire fotovoltaico rispecchiava il parlare italiano, altrimenti nella lingua kalloxiana: kattropurto…!! Entrimos kraloe (energia solare)!

Comunque il kattropurto in uso a Selene produceva risultati eccezionali anche con la sola luce artificiale.

Già forte in quel di Kallox, dove sfruttava la luce del sole, sulla Luna venne opportunamente modificato e potenziato per rispondere alla vita presente nel suo sottosuolo.

Studiato per utilizzare i cristalli di tronovarina, presenti in grosse quantità tra le rocce lunari ma anche in superficie tra la regolite, che permettevano di assorbire tutte le lunghezze d’onda dell’energia sia solare che artificiale. Una garanzia per le ricariche veloci che gonfiavano di energia quegli incredibili accumulatori inventati su Kallox e successivamente perfezionati in quel di Selene.

<Magnifico, quell’orologio mi piace proprio tanto……>

<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 22°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

(22° ep.)

<Ritornando alla pseudo mamma Camilla, altro non è se non una carissima amica che si è prestata volontariamente ad un gioco di squadra studiato appositamente per “accalappiarti”. In verità una signora di settantotto anni, dai modi garbati, gentili e affabili, che comunque aveva un’importante missione da compiere: raggirarti…. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uauuuuuuuuu…..

E c’è riuscita alla grande…!!

Povero il nostro caro e ingenuo uomo terrestre….. Ahahahah…!!

E’ una kalloxiana e faceva parte di un gruppo di trenta kalloxiani che circa trentacinque anni fa presero una decisione, tanto audace quanto affascinante, che li portò ad imboccare la strada per uno stile di vita completamente nuovo:

trasferirsi sulla Terra.>

<Eeeeee…….. Ma ci sono i kalloxiani sulla Terra…??>

<E già….. pochi ma ce ne sono…!!

La nostra cara Camilla vive esattamente dalle tue parti, e se ci pensi un’attimo…..?>

<A Favaro Veneto…!!>

<Bravo….. esattamente in quella casa dove è avvenuto il magico incontro con l’incredibileeeee…… “Isabel”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E il vecchio?>

<Un suo carissimo amico….. Un veneziano trapiantato a Mestre. Personaggio di spessore che ha dimostrato di essere anche un attore recitando, alla grande, la parte del marito malato…!!>

<Splendido, vorrei abbracciarlo! Ma tu guarda l’astuzia di queste due grandi donne….. Una è pure l‘amica cara di un veneziano…??…!!…??>

<Ti ringrazio per le grandi, ma ritornando all’operazione terrestre volevo farti comprendere il messaggio che ne viene fuori: grandezza di un’impresa rispecchiata nella sua semplicità realizzativa. Più di quanto tu possa immaginare……

Esattamente trentacinque anni fa una nostra astronave partì da Kallox per compiere una missione sulla Terra:

sbarcare trenta kalloxiani a Mestre e rientrare immediatamente alla base con l’intero equipaggio!”>

I kalloxiani erano uomini con caratteristiche somatiche paragonabili ai terrestri occidentali, solamente il colore della pelle non era uguale per tutti.

All’epoca: il settantacinque per cento di carnagione chiara e

il rimanente venticinque per cento di carnagione scura.

L’inserimento nel contesto italiano fu assolutamente naturale e privo di complicazioni. Tutti i prescelti erano di carnagione chiara. Simili nei tratti somatici ai terrestri occidentali possedevano una disinvolta padronanza della lingua e della cultura italiana. Così decisero di intraprendere un nuovo personale percorso di vita che li portò a metter su casa nei punti più svariati dell’Italia.

Quei trenta Irasoriani (Irasor la città di Kallox) che avevano lasciato volontariamente il loro pianeta per trasferirsi definitivamente sulla Terra si portarono dietro un peso che aveva l’importanza di un segreto eterno:

le loro origini.

Erano tutti volontari e facevano parte integrante di un progetto ambizioso:

salvare un piccolo gruppo di kalloxiani da un’eventuale distruzione del loro pianeta…!!

In seguito alcuni di loro, circa un terzo, preferì staccare in modo deciso e netto con la madrepatria riuscendo nell’intento di far perdere definitivamente le loro tracce.

Pur tuttavia senza mai venire meno all’atto di fedeltà a suo tempo prestato!

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 21°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

 E quando si svegliarono erano già le sedici e trenta! La Terra diventava lontana, sempre più lontana e la Luna vicina, sempre più vicina…..

Il cellulare rosa fucsia di Isabel per chiamare la zia e tre dei suoi amici più cari. Alex ne uscì particolarmente soddisfatto per essere riuscito a giustificare la sua improvvisa irreperibilità…!!

Un break per bere un po’ di tè con dei biscotti, praticamente la cena, e si fece sera.

(21° ep.)

A quel punto Alex venne sfiorato dal pensiero di una donna: la signora Camilla, la mamma di Isabel..??..!!..??

<Senti Isabel stavo pensando alla tua cara mamma Camilla, quella grande donna dal fiuto infallibile…??>

<A proposito di Camilla mi hai anticipata su quanto volevo rivelarti. Visto che di fatto abbiamo lasciato la Terra per raggiungere la Luna mi sento obbligata a raccontarti tutta la verità! Tanto per cominciare mettiamo subito in chiaro una cosa, io sono orfana di tutti e due i genitori che ho perso all’età di due anni, esattamente otto anni dopo il nostro trasferimento sulla Luna. Morirono, ahimè, in un incidente sul lavoro, entrambi schiacciati da una grossa parete d’acciaio che all’improvviso si staccò dai sostegni ai quali era male ancorata!>

<Oh! Povera Isabel, mi dispiace tanto per i tuoi genitori! Comunque, senza uscire dal filone triste e malinconico, ti devo confessare che anch’io sono rimasto orfano dei genitori!! E sarà stata una fatalità, oppure chiamala come meglio ti pare, ma li ho persi alla tua stessa identica età! Solamente che non sono morti sul lavoro ma a seguito di un grave incidente stradale.>

Inevitabile per entrambi una crisi istantanea di debolezza affettiva. E quello che ne seguì fu un sincero ed affettuoso abbraccio…!!

<Che emozione…. dai su…..riprendiamoci.> disse Isabel.

<Che bell’orologio che hai?

Bello grande proprio come piace a me…!!> esclamò Alex.

<Veramente? Guarda ci sono due pollici di schermo e ha tante di quelle funzioni che te le spiegherò un po’ alla volta Ahahahah!

Però una te la faccio vedere subito perché secondo me è la più interessante…!! Assomiglia ad un navigatore satellitare ma non lo è…..>

<Avete anche il navigatore satellitare…??>

<No, assolutamente no! Se così fosse sai dove andrebbe a finire la nostra presenza clandestina? Noto con dispiacere che hai delle voragini di memoria….. Non dirmi che ti sei già scordato del nostro anonimato?

Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Tengo proprio una capoccia minc…. Uahahah…!!>

<Come ti stavo per dire abbiamo di meglio…..

Il sistema funziona per merito di una scheda csu, praticamente la stessa che si trova nei cellulari, grazie alla quale ci si collega in diretta con le migliaia di telecamere piazzate sulle strade della città.

Questo permette di avere una visione personalizzata sull’intero territorio.>

<Bello, però se ce l’hai anche sul cellulare sarebbe un po’ inutile?>

<Già, ma mentre stai parlando al telefono e…..?>

<”Certo certo”, in quel caso serve per davvero.

Eppoi è sufficiente avercelo al polso per vedere quanto è figo…!!>

Lo schermo interamente fotovoltaico permetteva una ricarica veloce e completa in pochi minuti, dieci al massimo! Ciò garantiva il suo utilizzo per almeno dieci giorni di fila senza la presenza di un filo di luce.

Dire fotovoltaico rispecchiava il parlare italiano, altrimenti nella lingua kalloxiana: kattropurto…!! Entrimos kraloe (energia solare)!

Comunque il kattropurto in uso a Selene produceva risultati eccezionali anche con la sola luce artificiale.

Già forte in quel di Kallox, dove sfruttava la luce del sole, sulla Luna venne opportunamente modificato e potenziato per rispondere alla vita presente nel suo sottosuolo.

Studiato per utilizzare i cristalli di tronovarina, presenti in grosse quantità tra le rocce lunari ma anche in superficie tra la regolite, che permettevano di assorbire tutte le lunghezze d’onda dell’energia sia solare che artificiale. Una garanzia per le ricariche veloci che gonfiavano di energia quegli incredibili accumulatori inventati su Kallox e successivamente perfezionati in quel di Selene.

<Magnifico, quell’orologio mi piace proprio tanto……>

<Eheheheh…!! Lo sapevo….. Ma stai tranquillo che appena arriverai in città ti verrà regalato sia l’orologio che il cellulare>

<Ostrega….. che lusso…!!>

segue…..