Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 24°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

(24° ep.)

<Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra distribuita a comodo raggio dove l’intento di rimanere uniti per sempre non sarebbe mai venuto meno. Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò raggiungendo un numero tale da consentire la formazione di un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??>

<No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe suggerirmi il nome di una città kalloxiana…??>

<E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa potrebbe venirti in mente….. bello mio?>

<Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!>

<Bravo!

Per non scordare mai le loro origini…!!>

<L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!>

<Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto?? Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Aahahahah…!!

<La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata, di generazione in generazione, semplicemente per “non dimenticare mai”…!!

Un bene ricordarsi la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!>

Gli stessi, avveduti come meglio non avrebbero potuto, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta. Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo. Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso. Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici caratterizzati da ampi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni. Strategicamente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere. Mentre trenta chilometri oltre le stesse miniere vivevano, in fattorie altamente tecnologiche, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità. In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava sulle coltivazioni di frutta caratterizzate da esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano. Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni. Si doveva sfruttare ogni opportunità per poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva loro, fiori compresi. Allo scopo, per vivere con il buonumore della felicità quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono con delle piccole fattorie dove potevano soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla. Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli che potesse in qualche modo rafforzare una certa garanzia di sicurezza preventiva verso ogni eventuale rischio distruttivo.

Si organizzarono istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto, che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila, cadde sulle immense piste di atterraggio. Affascinante lo spettacolo delle duecentocinquanta astronavi strategicamente parcheggiate, pronte per uno sgradito “immane” evento!

<Evento che sopraggiunse esattamente due anni dopo i primi segnali premonitori rilevati nel 1978. Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!>

<Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Formidabile, drammaticamente formidabile…!!>

<Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 24°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

(24° ep.)

<Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra distribuita a comodo raggio dove l’intento di rimanere uniti per sempre non sarebbe mai venuto meno. Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò raggiungendo un numero tale da consentire la formazione di un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??>

<No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe suggerirmi il nome di una città kalloxiana…??>

<E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa potrebbe venirti in mente….. bello mio?>

<Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!>

<Bravo!

Per non scordare mai le loro origini…!!>

<L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!>

<Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto?? Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Aahahahah…!!

<La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata, di generazione in generazione, semplicemente per “non dimenticare mai”…!!

Un bene ricordarsi la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!>

Gli stessi, avveduti come meglio non avrebbero potuto, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta. Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo. Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso. Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici caratterizzati da ampi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni. Strategicamente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere. Mentre trenta chilometri oltre le stesse miniere vivevano, in fattorie altamente tecnologiche, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità. In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava sulle coltivazioni di frutta caratterizzate da esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano. Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni. Si doveva sfruttare ogni opportunità per poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva loro, fiori compresi. Allo scopo, per vivere con il buonumore della felicità quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono con delle piccole fattorie dove potevano soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla. Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli che potesse in qualche modo rafforzare una certa garanzia di sicurezza preventiva verso ogni eventuale rischio distruttivo.

Si organizzarono istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto, che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila, cadde sulle immense piste di atterraggio. Affascinante lo spettacolo delle duecentocinquanta astronavi strategicamente parcheggiate, pronte per uno sgradito “immane” evento!

<Evento che sopraggiunse esattamente due anni dopo i primi segnali premonitori rilevati nel 1978. Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!>

<Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Formidabile, drammaticamente formidabile…!!>

<Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 24°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

(24° ep.)

<Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra distribuita a comodo raggio dove l’intento di rimanere uniti per sempre non sarebbe mai venuto meno. Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò raggiungendo un numero tale da consentire la formazione di un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??>

<No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe suggerirmi il nome di una città kalloxiana…??>

<E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa potrebbe venirti in mente….. bello mio?>

<Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!>

<Bravo!

Per non scordare mai le loro origini…!!>

<L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!>

<Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto?? Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Aahahahah…!!

<La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata, di generazione in generazione, semplicemente per “non dimenticare mai”…!!

Un bene ricordarsi la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!>

Gli stessi, avveduti come meglio non avrebbero potuto, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta. Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo. Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso. Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici caratterizzati da ampi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni. Strategicamente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere. Mentre trenta chilometri oltre le stesse miniere vivevano, in fattorie altamente tecnologiche, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità. In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava sulle coltivazioni di frutta caratterizzate da esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano. Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni. Si doveva sfruttare ogni opportunità per poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva loro, fiori compresi. Allo scopo, per vivere con il buonumore della felicità quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono con delle piccole fattorie dove potevano soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla. Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli che potesse in qualche modo rafforzare una certa garanzia di sicurezza preventiva verso ogni eventuale rischio distruttivo.

Si organizzarono istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto, che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila, cadde sulle immense piste di atterraggio. Affascinante lo spettacolo delle duecentocinquanta astronavi strategicamente parcheggiate, pronte per uno sgradito “immane” evento!

<Evento che sopraggiunse esattamente due anni dopo i primi segnali premonitori rilevati nel 1978. Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!>

<Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Formidabile, drammaticamente formidabile…!!>

<Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 24°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

(24° ep.)

<Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra distribuita a comodo raggio dove l’intento di rimanere uniti per sempre non sarebbe mai venuto meno. Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò raggiungendo un numero tale da consentire la formazione di un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??>

<No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe suggerirmi il nome di una città kalloxiana…??>

<E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa potrebbe venirti in mente….. bello mio?>

<Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!>

<Bravo!

Per non scordare mai le loro origini…!!>

<L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!>

<Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto?? Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Aahahahah…!!

<La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata, di generazione in generazione, semplicemente per “non dimenticare mai”…!!

Un bene ricordarsi la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!>

Gli stessi, avveduti come meglio non avrebbero potuto, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta. Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo. Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso. Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici caratterizzati da ampi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni. Strategicamente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere. Mentre trenta chilometri oltre le stesse miniere vivevano, in fattorie altamente tecnologiche, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità. In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava sulle coltivazioni di frutta caratterizzate da esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano. Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni. Si doveva sfruttare ogni opportunità per poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva loro, fiori compresi. Allo scopo, per vivere con il buonumore della felicità quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono con delle piccole fattorie dove potevano soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla. Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli che potesse in qualche modo rafforzare una certa garanzia di sicurezza preventiva verso ogni eventuale rischio distruttivo.

Si organizzarono istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto, che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila, cadde sulle immense piste di atterraggio. Affascinante lo spettacolo delle duecentocinquanta astronavi strategicamente parcheggiate, pronte per uno sgradito “immane” evento!

<Evento che sopraggiunse esattamente due anni dopo i primi segnali premonitori rilevati nel 1978. Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!>

<Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Formidabile, drammaticamente formidabile…!!>

<Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 23°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Mentre per gli incaponiti kalloxiani l’unico vero distacco fu quello fisico che nulla aveva a che fare con i rapporti mantenuti forti e gioiosi.

Per i primi due anni con Kallox e successivamente

con la Luna…..

(23° ep.)

Contatti realizzati grazie alla tecnologia applicata ai loro cellulari satellitari. Allo scopo già utilizzavano la scheda csu che permetteva, tramite collegamento centrale, il personale inserimento nelle linee di trasmissione dei satelliti artificiali terrestri senza rischiare l’intercettazione! I primi satelliti artificiali terrestri furono lanciati in orbita negli anni sessanta, ma solamente negli anni settanta ci fu una loro più diffusa e concreta presenza nello spazio!

<E così guardavate le trasmissioni televisive dei terrestri?? Per divertimento ma soprattutto per la cultura terrestre che stava diventando anche la vostra! Certamente una bella e interessante novità per tutti voi…..>

<Bravo, il tuo pensiero si avvicina di molto alla nostra strategia del cambiamento ottimamente studiata in quel di Kallox…!!>

Unifre,

un sistema d’inserimento linee già utilizzato su Kallox e opportunamente perfezionato sulla Luna…!!

Creato appositamente per ricevere i segnali dai satelliti terrestri

captati con le antenne paraboliche lunari, copiarli in un pacchetto di istantanea recepito dal sistema lunare di telecomunicazioni e restituire, sempre attraverso le stesse antenne, gli originali al mittente.

Garanzia certa di una totale estraneità nei movimenti!

Per i terrestri nulla di diverso o d’insolito in quella che era la tecnologia applicata alla ricezione dei segnali sia satellitari che non…!!

L’intero apparato ricettivo era composto da uno schieramento compatto di dieci antenne paraboliche sottodimensionate ma dalla potenza straordinaria. Mimetizzate con gli stessi colori della regolite e piazzate a poche decine di centimetri dal suolo a diversi chilometri di distanza dalla città. Esattamente in un punto compreso nel 59% della superficie lunare di visibilità dalla Terra…!!

Basilare per captare i segnali dei satelliti terrestri.

I chilometri di cavi utilizzati nel collegamento con le parabole vennero conficcati a cinquanta centimetri sotto luna, al riparo dai rigori dello spazio cosmico e da eventuali occhi telescopici indiscreti…!! Infine era il sistema unifre stesso a garantire una ricezione costante nel tempo e senza interruzioni di sorta. Un’opera importantissima per la città di Selene che veniva risaltata dall’alta velocità con la quale la stessa rete di telecomunicazioni correva, considerato che la struttura utilizzava cavi onda all’interno dei quali viaggiavano internet, le immagini televisive e le conversazioni telefoniche.

<La nostra Camilla è rimasta sempre in contatto con noi perché non le è mai venuto meno quel valore affettivo che l’ha tenuta saldamente legata alle sue origini.

Un legame inossidabile sin da prima dell’avventura terrestre che con il passare del tempo si è ulteriormente rafforzato…!!>

<Incredibile! Sicuramente ognuno di loro avrà avuto un proprio percorso di vita: chi sposato con o senza figli e chi single. Mi auguro sia stato e lo sia tuttora ricco di valori e di temi a cui credere…!!

Ma speriamo tutti felici…!! Speriamo…??

Però non posso sottrarmi dal pensare alla mia cara zia Licia, neo settantenne, che non esitò un solo istante nell’adottarmi per poi amarmi come un vero figlio. Un figlio che, considerato il suo stato di donna single, avrebbe anche potuto desiderare…??…??>

<Invece io sono stata adottata dai nonni materni che mi hanno accolta e amata fin da subito. Purtroppo all’epoca erano già piuttosto anziani e tre anni fa, quando si sono ammalati, nell’arco di una settimana sono deceduti…!! Prima il nonno e a seguire, esattamente dopo sette giorni, la nonna! Però se ne sono andati lasciandomi un’eredità morale di un valore inestimabile che io personalmente solo vivendo potrò dimostrare di esserne all’altezza!!>

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 24°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

<Scusami Isabel, ma mi dovresti togliere una curiosità per quella che era stata la vita su Kallox? Però dobbiamo partire da Selene perché gli abitanti della Luna vivono, per ovvie ragioni di sottosuolo, tutti insieme in una sola città.

Mentre su Kallox, dove ci si poteva muovere liberamente come sulla Terra, quei cinquantamila in che modo si erano organizzati? Sparsi qua e là per il pianeta oppure tutti uniti…??>

(24° ep.)

<Bella domanda mio caro Alex…! I gloriosi pionieri che colonizzarono quel pianeta, non dimentichi di quanto accaduto al loro vecchio e caro Sarior, presero la ponderata e saggia decisione di formare un’unica squadra distribuita a comodo raggio dove l’intento di rimanere uniti per sempre non sarebbe mai venuto meno. Con il trascorrere del tempo la popolazione aumentò raggiungendo un numero tale da consentire la formazione di un gruppo compatto in una grande e comoda città chiamata Irasor…!! Ti dice nulla questo nome…??>

<No! Ma non riesco nemmeno ad immaginare cosa mai potrebbe suggerirmi il nome di una città kalloxiana…??>

<E invece per quelle che sono le tue ultime conoscenze se ti concentri un’attimo su Irasor qualcosa potrebbe venirti in mente….. bello mio?>

<Le sei lettere…!! Sono le stesse di Sarior!>

<Bravo!

Per non scordare mai le loro origini…!!>

<L’essere grati per non dimenticare è segno di grande intelligenza…!!>

<Ah, ma allora non sei proprio scemo del tutto?? Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Aahahahah…!!

<La testimonianza di quella drammatica realtà vissuta dai fondatori della colonia kalloxiana venne tramandata, di generazione in generazione, semplicemente per “non dimenticare mai”…!!

Un bene ricordarsi la ragione che costrinse quegli intrepidi sessanta sarioriani ad emigrare sul pianeta Kallox…!!>

Gli stessi, avveduti come meglio non avrebbero potuto, scartarono l’ipotesi di vivere sparpagliati per l’intero pianeta. Una vita da affrontare tutti insieme in un solo e grande nucleo. Uniti per non farsi cogliere impreparati nell’eventualità di un tragico e repentino abbandono del pianeta stesso. Ciò non impedì alla bella città di ritrovarsi con certi connotati periferici caratterizzati da ampi spazi dedicati principalmente alle industrie ed in parte alle piccole coltivazioni. Strategicamente distanziati i vari siti estrattivi: due dedicati alle cave per l’edilizia e una decina alle miniere. Mentre trenta chilometri oltre le stesse miniere vivevano, in fattorie altamente tecnologiche, alcune centinaia di persone dedite al settore alimentare in tutte le sue forme e quantità. In altri luoghi situati nei punti più disparati di Kallox ci si concentrava sulle coltivazioni di frutta caratterizzate da esigenze climatiche e ambientali non riscontrabili nel suolo irasoriano. Cercavano in qualche modo di ridurre al minimo quelle che inevitabilmente sarebbero state le loro privazioni. Si doveva sfruttare ogni opportunità per poter usufruire dei prodotti che la natura generosamente offriva loro, fiori compresi. Allo scopo, per vivere con il buonumore della felicità quei bellissimi momenti a stretto contatto con una natura splendida e meravigliosamente incontaminata, si organizzarono con delle piccole fattorie dove potevano soggiornare per un certo numero di giorni senza farsi mancare nulla. Per la continuità in prosecuzione di tali eventi, dove la partecipazione veniva considerata come un premio extra lusso, si procedeva con le velocissime astronavi cargo.

La loro storia li portò a non dover trascurare neanche il più piccolo dei dettagli che potesse in qualche modo rafforzare una certa garanzia di sicurezza preventiva verso ogni eventuale rischio distruttivo.

Si organizzarono istituendo un grande centro di raccolta per un’eventuale indesiderata evacuazione.

La scelta del posto, che potesse in qualche modo soddisfare le diverse esigenze dei cinquantamila, cadde sulle immense piste di atterraggio. Affascinante lo spettacolo delle duecentocinquanta astronavi strategicamente parcheggiate, pronte per uno sgradito “immane” evento!

<Evento che sopraggiunse esattamente due anni dopo i primi segnali premonitori rilevati nel 1978. Sembra incredibile ma fu grazie a quella genialata che i cinquantamila di Irasor, nonostante i gravi disagi patiti, si salvarono tutti!>

<Molto intelligenti ma anche fortunati…!! Formidabile, drammaticamente formidabile…!!>

<Alex, ci siamoooo…!!

Eccoci oramai prossimi allo sbarco sulla Luna…..!!

Eh… ti è piaciuto l’annuncio…??>

segue…..