Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 29°)

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Felice Tolfo

     

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 <Quante cose potrò imparare standovi accanto! Mi auguro di non abbandonarvi troppo presto…??>

<Guarda che la tua speranza è anche la nostra. Ci siamo impegnati per questo e mica di poco! Ahahahah…!! Ahahahah…!! “Bene bene”….. Allora….. io sono Aleandro, ho la bellezza di sessant’anni e purtroppo, o fortuna mia, vivo da solo! Ahahahah…!!>

(29° ep.)

 Quel nome, d’origine greca, non gli apparteneva dalla nascita ma dal preciso istante in cui la sua volontà lo portò ad una scelta che fu conseguente all’amore sbocciato tra Selene e l’Italia. Esattamente nel momento in cui scoprì il suo vero significato:

uomo che appartiene al suo popolo”.

A quel punto non esitò un solo istante nel far suo un sentimento che lo avrebbe legato alla gente.

<Qui accanto a me, i miei più stretti collaboratori: Alfonso, Candido, Desiderio e Socrate.>

Alfonso,

un uomo di 45 anni, carnagione scura e statura medio alta con un fisico da atleta.

Buona predisposizione all’azione con attitudini al comando. Insegnante di educazione fisica.

Sposato e padre di due figli;

Candido,

anni 38, carnagione chiara, statura alta e fisico da atleta.

Allenatore di pallavolo.

Sposato e padre di tre figli;

Desiderio,

anni 41, carnagione scura, statura medio bassa e occhi azzurri.

Operaio in una vetreria.

Uno scapolo da sposare;

Socrate,

anni 62, carnagione chiara e statura media.

Similitudini con il grande filosofo greco.

Uomo virtuoso e morigerato.

Cittadino modello portato al dialogo con concetti filosofici morali.

Psicologo presso il centro ospedaliero.

Sposato e padre di un figlio.

<Il piacere è tutto mio.> simpaticamente rispose Alex.

<Sono molto contento di conoscerti di persona, amico terrestre…!!> disse Alfonso mentre gli stava porgendo un orologio, dello stesso modello notato sul polso di Isabel, e un cellulare classico stile selenese.

Made in Selene dove tutti gli abitanti, nessuno escluso, ne facevano largo uso.

<Io non so come ringraziarvi….. siete molto attenti nell’essere cortesi che mi sembra tutto così incredibile…..>

<Figurati! Grazie a te per essere qui con noi, mio caro Alex!!> rispose Aleandro.

<Ti va se ti racconto un po’ della nostra storia?>

<Certo che sì! Però ti devo avvisare che un po’ vi conosco….. Sai com’è, il viaggio con Isabel è stato estremamente interessante! In particolare Kallox e alcune delle vostre straordinarie avventure…..>

<Okay….. allora m’impegnerò per essere breve e coinciso, solamente così avrete l’opportunità di raggiungere casa vostra per un riposo più che meritato.>

<Ah! ma non avevi già terminato??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Okay, mio caro Alex, simpaticone che non sei altro..!

Bene bene”…. allora, come tu già sai, c’era una volta….. un…??…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Pure tu però..! Uahahah…!!>

Ahahahah…!! Uahahah…!!

Senso dell’umorismo e gioia di vivere contagiosi!

<In un tempo non troppo lontano a cinquanta milioni di chilometri da Marte e a duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra c’era un pianeta che si chiamava Kallox…!! Ho detto c’era perché ora non esiste più…!! Tragicamente per noi si è disintegrato dopo l’esplosione del suo nocciolo. Caso abbastanza raro perché solitamente la distruzione di un pianeta è conseguente alla collisione con dei grossi meteoriti. Comunque la nostra salvezza, per come si è svolta, la si potrebbe anche definire una salvezza programmata,

figlia di eventi in corso di peggioramento.>

Kallox era un pianeta grande due volte e mezza la Luna, come voler dire circa un quinto della Terra, adatto a sostenere la vita esattamente come sulla Terra stessa!

<Tutto ebbe inizio nel gennaio del 1978 quando improvvisamente il pianeta mostrò il suo volto ferito per la presenza delle prime alterazioni strutturali causate dalla fragilità del suo nocciolo che si stava rapidamente deteriorando.

Dovevamo studiare un’azione strategica che fosse di conforto per l’intera comunità. Indispensabile programmare fin nei minimi particolari un piano di evacuazione. L’evento fu monitorato in tutte le sue drammatiche fasi evolutive. Preparati al peggio siamo rimasti su Kallox fino al limite della nostra garanzia di sicurezza.

Le numerose astronavi parcheggiate lungo i bordi delle grandi piste di atterraggio vivevano quei giorni in uno stato di totale allerta pronte per non farsi cogliere impreparate!!

Nel frattempo realizzammo un’impresa che solamente nell’immaginario di un folle pensiero poteva esistere: trasferire sulla Terra, in assoluta segretezza, trenta irasoriani.

Così, nella triste eventualità di una nostra tragica estinzione, almeno trenta di noi si sarebbero salvati!

Il tempo tiranno volò via come un battito d’ali! Due lunghi ed intensi anni sembrarono pochi e vuoti giorni.

Ecco che quel pericolo si trasformò in una crudele e drammatica realtà!

Fu allora che ci vedemmo costretti a mettere in atto l’incredibile piano, virtualmente super collaudato, che avevamo meticolosamente progettato per abbandonare il pianeta…!!>

Giovedì dieci gennaio 1980 ore 5,15:

una flotta di duecentocinquanta astronavi con a bordo

l’intera popolazione di Kallox abbandonò il pianeta!

<La tristezza che sin da subito si impossessò di tutti noi ben presto si trasformò in tragedia…..Dopo due ore e qualche minuto dalla nostra partenza, ad una distanza da Kallox di circa ottocentomila chilometri,

un’esplosione accecante, sconvolgente e interminabile, ci pose di fronte ad una terrificante nuova realtà: il nostro pianeta non esisteva più…!!>

Alex e Isabel, con la bocca spalancata, seguivano incantati il racconto di Aleandro. Si anche Isabel rimase attonita! La storia la conosceva bene, eccome…!! E ogni qualvolta se ne parlava veniva sopraffatta dall’emozione del momento.

 

 segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 29°)ultima modifica: 2021-11-25T21:40:04+01:00da felixthecat6

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