Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 31°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

     

fine precedente:                         

Avevano trovato un lago…!!

E la loro speranza che ce ne fossero degli altri era suffragata dalla pura disperazione…!!

Trasformare la disperazione in speranza…..

Alternative: inesistenti…!!

(31° ep.)

E così quelle che erano delle timide sensazioni iniziali si trasformarono in un’unica ed inconfutabile certezza:

la Luna poteva essere colonizzata…!!

Al punto tale che si convinsero di essere in grado di creare sotto luna ampi spazi abitabili ricavabili dall’unione delle grotte naturali con le gallerie artificiali. E in quel contesto, dove il tempo era così importante che un minuto poteva avere la stessa valenza di un’ora, venne presa la tanto agognata decisione di sbarcare sul satellite della Terra!

Sicuramente ci sarebbe stato un gran lavoro da svolgere, tra mille e più difficoltà. Ma quel nuovo percorso di vita lo si doveva improcrastinabilmente intraprendere!

Ad un certo punto Aleandro, con il respiro mozzato dall’emozione, troncò di netto il suo racconto! Notò, con un certo disappunto, che l’orologio stava facendo lo spaccone andando oltre certi limiti a lui cari…..

La mezzanotte si era già scansata per dare spazio alla prima ora del quattro settembre!

Per i ragazzi era arrivato il momento di un meritato riposo!

<Come inizio direi che può anche bastare! Sono stato sufficientemente sadico nel torturavi con le mie storie…!! Ahahahah…!! Ma state tranquilli perché domani riprenderemo con lo stesso identico tormentone….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!!>

<Per l’occasione ci si potrebbe ritrovare nel pomeriggio, magari alle sedici? Okay ragazzi?>

<Ahahahah…!! Ma certo Aleandro! La tua parola è quella che fa la differenza…!! Eh…!!

Comunque che eri un po’ sadico questo lo sapevamo già, solamente Alex ne era escluso, ma ora non più!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!> Rispose una Isabel più divertita che mai.

Aleandro lasciò i due amici liberi di raggiungere la loro abitazione…!!

Esattamente….. la loro casa…!!

Perché Isabel non si sarebbe mai sognata di prendere in giro Alex quando gli andava dicendo che avrebbero vissuto insieme sotto lo stesso tetto…!!

Si trattava dell’appartamento dove viveva in completa solitudine da ormai tre anni. Praticamente dalla scomparsa dei suoi nonni materni che tanto, ma proprio tanto l’avevano amata! Erano talmente stanchi che accolsero quell’invito quasi come una liberazione!

Felici e contenti se ne uscirono dal CTS1.

Alex il “turista terrestre” assieme a Isabel, l’amabile cicerone lunare!

In città si stava proprio bene. La temperatura naturale oscillava tra i venti e i venticinque gradi. In altri posti dove faceva più freddo si rimediava riscaldando l’aria con i depuratori.

Le strade, ben ripartite sull’intero territorio, portavano certe sfumature riscontrabili nell’arte naif….. Di colore grigio chiaro con i marciapiedi disegnati in orizzontale e colorati di un arancione che brillava di suo.

L’originalità certamente era di casa…!!

Il materiale utilizzato per la realizzazione del fondo stradale era costituito da un composto cementizio pietroso che rendeva la superficie semiopaca effetto antisdrucciolo, molto resistente alle sollecitazioni a cui venivano sottoposte le strade stesse.

Non mancavano le piccole piazze e i parcheggi.

Quei parcheggi che, sistemati all’aperto e nei garage sotterranei,

ospitavano tutti i veicoli della città!

Una scelta conseguente alla logica sulla strategia ambientale che permetteva a chiunque ne avesse avuto necessità di utilizzare il mezzo parcheggiato.

Macchine elettriche prive del tetto, per ovvie ragioni considerato del tutto inutile. Dalle dimensioni contenute: centimetri 250/280 di lunghezza, 140 di larghezza e 130 per l’altezza (calcolando anche il parabrezza). Spinte da un motore elettrico, contenuto nelle sue dimensioni ma capace di prestazioni eccellenti, con un’accelerazione da zero a cento Km/h in sei secondi…!!

Una velocità che, considerato il contesto della città, poteva anche essere pensata virtuale!

Notevoli le prestazioni delle batterie. Strutturalmente sotto dimensionate ma caratterizzate da un’elevata densità di energia grazie ad una serie di microstrutture create appositamente per moltiplicarne la carica.

Le carrozzerie venivano trattate con una vernice a base di kattropurto.

La luce presente in città andava oltre alla quantità richiesta per ricaricare le batterie stesse. Facile pensarle, considerato il parcheggio libero in città, sempre ai massimi livelli di carica. Oltretutto un certo contributo proveniva dall’originalità delle vetture selenesi, adeguate al contesto ambientale, che non incorporavano certi accessori divora corrente presenti nelle macchine terrestri.

La rapidità del kattropurto nel ricaricare le batterie era tale da superare la velocità del loro consumo.

 segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 31°)ultima modifica: 2022-01-14T23:14:06+01:00da felixthecat6

Lascia un commento