Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 12°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Sempre più scemo! Ma come si fa a parlare con un uomo come te…?? Ahahahah…!! Comunque la ciaka memory è un piccolo apparecchio, di due centimetri per due e spesso cinque millimetri, in grado di registrare immagini per dodici interi mesi con una qualità decisamente superlativa…..>

(12° ep.)

<Esagerata…!!>

Tutt’altro che esagerata, decisamente contenuta nella sua attenta analisi…..

Altre ciaka memory, certamente più efficaci, potevano contenere immagini per dieci anni di fila…!!

<Hai ragione a meravigliarti ma questo è il progresso avanzato che ancora non conosci! La ciaka la si può leggere attraverso un normalissimo apparecchio digitale. I soliti strumenti, più o meno come i vostri anche se sostanzialmente diversi nelle loro caratteristiche. Bene, chiuso l’argomento relativo alla tecnologiflash passiamo subito a cose decisamente più interessanti, magari anche “luna luna” ma che mi riguardano più da vicino….. Esempio: svelare un segreto ad un amico! Devi sapere che quando mi reco sul desktop, come lo chiamate voi terrestri, c’è sempre un’icona che brilla su tutte le altre.

Un’icona speciale:

Kallox”

Praticamente una cartella personalmente dedicata alla storia di Kallox.

E ti devo confessare una mia debolezza perché di tanto in tanto apro, guardo, riguardo e poi piango….. Ma subito dopo mi sento pervasa da un senso di benessere che mi mantiene, per un tempo che non so dirti quanto, con l’animo sollevato.

E’ inevitabile far volare il pensiero verso quei kalloxiani che, pur vivendo un’immane tragedia, riuscirono a salvarsi tutti…..

Salvi per vivere la loro vita sulla Luna…!!

Ti prometto che quando saremo a casa mia, perché è esattamente lì che verrai a vivere, potrai guardarti l’intero pacchetto kalloxiano fino a stancartene…!!>

<Cheeeeeeee……. bella sorpresa…..!!! Per caso sto sognando…?? Forse no, noooo….. è tutto vero…!! Anche se ci conosciamo da così poco tempo, giuste quattordici/quindici ore, mi sembra comunque effettivamente incredibile:

io verrò ad abitare a casa tua….. per stare con te…??

Eccoooooo…… perché mi parlavi del fattore convivenza….. sapevi già tutto…!! Uahahah…!! Ma che bella furbacchiona che sei…!! Uahahah…!!

Allora è tutto vero quando dicono che se sei ottimista potrai trovare il tuo paradiso!>

<Che belle parole sembrano figlie di un poeta, magari anche principiante ma….. sempre poeta.

Forse sarebbe stato più simpatico definirti un vate….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Nel senso del water…!!

Così tutte le mie ispirazioni avrebbero un sapore di merda…?? Uahahah…!! Uahahah..!!>

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!!

<Comunque in ogni caso….. secondo me stai esagerando…!! Ahahahah…!! Devi cercare di non montarti troppo la testa, bello mio! Tu mi fai sorridere e anche tanto, ma ricordati che ognuno di noi avrà a disposizione la propria camera con relativo bagno!!

Non vedo alternative altrettanto valide per garantirci quella che dovrebbe essere la nostra “privacy”!

Ahahahah…!!

Anche se, dopotutto, nella più cara e dolce di tutte le verità,

hai perfettamente ragione tu.

Vivremo sotto lo stesso tetto….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ma che scema che sono…!! Ahahahah…!!

Con la scusa del tetto mi stavo scordando che abbiamo anche un piccolo ma prezioso museo dedicato a Kallox, ai sarioriani e alla breve storia di Selene.

Prezioso perché, malgrado la scarsità della materia prima a nostra disposizione, è il frutto di un attento lavoro di ricostruzione “storico-ambientale” del pianeta e suoi abitanti. Di questo risultato ne andiamo tutti orgogliosi e fieri!

Sei contento…??>

<Eccezionale, non c’è che dire.

Siete grandi perché riuscite a dare sempre il meglio di voi stessi…!!

Però però mi hai messo addosso una certa curiosità che non ti dico quanta! Dai fammi vedere qualcosa di quel pacchetto kalloxiano,

pochi minuti mi saranno più che sufficienti…..>

<Vorrei accontentarti, ma veramente! Però non è possibile perché a bordo delle astronavi i collegamenti internet sono stati rigorosamente banditi.

Esclusivamente per il bene di Selene, a garanzia di quella sicurezza che ci permette di vivere la nostra vita nell’anonimato più assoluto.

Formula: rischi zero…!!

I super tecnici hanno deciso così…!!>

<E per le telefonate…??>

<Per le telefonate non ci sono problemi.

Il veto è circoscritto all’eventuale utilizzo di internet…!!

Tutt’altra storia per la mia ciaka memory, quella sì che te la potresti tranquillamente e beatamente visionare a bordo….. se solamente me ne fossi portata una copia con me? Ma nulla di tutto ciò! Non può aiutarti nemmeno il mio cellulare perché non ho l’abitudine di conservare dati kalloxiani. Presto sbarcherai sulla Luna e allora ti si spalancheranno tutte le porte, che poi vedrai quante! Devi solamente avere un po’ di pazienza.>

<Ci mancherebbe altro, guai a non averla la pazienza! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 11°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

(11° ep.)

<Comunque si trattava di un pianeta a loro ben noto con un nome che gli apparteneva da tempo immemorabile:

Kallox!

Mentre adesso qui a Selene la gente di colore rappresenta circa il quaranta per cento dell’intera popolazione.>

<Capito! Ma se Kallox si trovava a duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Terra com’è che non ci siamo mai accorti della sua esistenza…?? Va bene Sarior scomparso nel 1680, capirai…??>

<Per il semplice motivo che Kallox si nascondeva dietro un’enorme nebulosa planetaria inserita in una delle sue orbite più lontane!>

<Eccolo dissolto il mistero sulla sua invisibilità! Sembra incredibile invece è tutto lavoro di madre natura…. La privacy era per tutti voi una garanzia…!! Anche se, a dire il vero, si trattava di una condizione che avrebbe potuto comprometterne l’irraggiamento solare?>

<Assolutamente no! Tutto ciò può sembrare difficile da comprendere ma il sole proseguì imperterrito a scaldare il pianeta senza dimostrare flessioni meritevoli di attenzione…!!>

<Scusami, ma i sarioriani come facevano a sapere di Kallox con quella nebulosa…??>

<Vista dal pianeta Sarior la nebulosa di Kallox perdeva buona parte della sua efficacia.>

<Fortunati, altrimenti dove sarebbero andati a finire quei sessanta eroi…??>

<Una domanda senza risposta che ha tormentato buona parte della popolazione di Selene…!!>

<Incredibile!! Potrò mai vedere anch’io qualcosa di quelle preziose testimonianze…?? Cara Isabel mi hai messo addosso una tale voglia di conoscere cose di voi e della vostra vita kalloxiana che, come puoi ben immaginare, fino a poco fa nemmeno nell’immaginario di un mio folle pensiero…!!>

<Per dirla più esplicitamente: sei un bel ficcanaso…!!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Comunque tranquillo perché abbiamo video e foto che fanno al caso tuo. Tempo e modo per le opportune verifiche personali circa il mio racconto. Anche se, a dire il vero, di materiale non c’è né così tanto come verrebbe da pensare! E questo semplicemente perché nella fretta della fuga per la vita, anche se in parte programmata, furono obbligati a caricare le astronavi con quanto di più utile e necessario alla comunità, animali compresi…!! Certamente non potevano trascurare l’indispensabile per affrontare la vita in chissà quale altro pianeta dell’universo….. Che nell’immaginario poteva anche essere la Terra…? Alla fine, sereni nella convinzione che solamente mantenendo il loro anonimato avrebbero potuto conservare quell’incredibile stile di vita, puntarono “dritti sulla Luna”…!!>

<Animali…??>

<Hai capito perfettamente….. anche gli animali…!!

Dobbiamo riconoscere che sono stati tutti molto bravi nel riproporceli.

Animali da cortile: galline, conigli, faraone, tacchini, fagiani, quaglie, eccetera eccetera….. Fondamentali per l’alimentazione! Abbiamo anche le capre che ci permettono di consumare l’alimento più importante: il latte!! E comunque sono tutti, nessuno escluso, allevati in uno stato di completo benessere nel pieno rispetto della loro più che onorata esistenza. Naturalmente, com’era ovvio pensarlo, le più fortunate sono proprio le capre perché sono le sole a morire di vecchiaia.

Ma c’è dell’altro, perché furono salvati anche diversi cani e gatti! E adesso una famiglia su cinque possiede un cane o un gatto!>

<Praticamente gli stessi animali che abbiamo noi….. com’é possibile? Ma voi provenite da un’altro pianeta….. scusami Isabel, mi sorge spontaneo un tragicomico sospetto…?? Uahahah…!!>

<Il sospetto di trovarti di fronte ad una grande bufala…?? Che scemo che sei! Ahahahah…!! Fatti una bella risata perché voglio ridere anch’io….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!!

<Comunque ognuno di noi conserva le proprie memorie come un ricordo che dovrà rimanere indelebile nel tempo. Oltretutto abbiamo diversi siti dedicati a Kallox dove i reduci hanno potuto inserire le loro personalissime testimonianze. Le immagini che ho ereditato dai miei genitori non sono un granché così ho pensato bene di integrarle con altre che ho scaricato. Naturalmente ho inserito anche i pochi filmati degli antenati sarioriani a testimonianza della nostra storiaseppur breve ma per nulla insignificante. Custodisco tutto in una tradizionale ciaka memory riproposta in più copie.>

<Ciak si giraUna cicaccamemory? Uahahah…!! Uahahah…!!>

<”Ridi ridi”….. pagliaccio…!! Ahahahah…!! Una cicaccamemory.!.!.! scemo che non sei altro….. Ahahahah…!! Comunque voi utilizzate una moltitudine di schede abilitate alla registrazione delle immagini per ottenere risultati che vengono misurati in miliardi di byte….. giusto?? Diciamo che una scheda di una certa importanza ti potrà contenere immagini per una decina di giorni o poco più?

Ecco da noi questa tecnologia veniva usata circa duecento anni fa!>

<Minchiaaaaa……….>

<Come sarebbe…??>

<Azzooooo……..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Sempre più scemo! Ma come si fa a parlare con un uomo come te…?? Ahahahah…!! Comunque la ciaka memory è un piccolo apparecchio, di due centimetri per due e spesso cinque millimetri, in grado di registrare immagini per dodici interi mesi con una qualità decisamente superlativa…..>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 12°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Sempre più scemo! Ma come si fa a parlare con un uomo come te…?? Ahahahah…!! Comunque la ciaka memory è un piccolo apparecchio, di due centimetri per due e spesso cinque millimetri, in grado di registrare immagini per dodici interi mesi con una qualità decisamente superlativa…..>

(12° ep.)

<Esagerata…!!>

Tutt’altro che esagerata, decisamente contenuta nella sua attenta analisi…..

Altre ciaka memory, certamente più efficaci, potevano contenere immagini per dieci anni di fila…!!

<Hai ragione a meravigliarti ma questo è il progresso avanzato che ancora non conosci! La ciaka la si può leggere attraverso un normalissimo apparecchio digitale. I soliti strumenti, più o meno come i vostri anche se sostanzialmente diversi nelle loro caratteristiche. Bene, chiuso l’argomento relativo alla tecnologia flash passiamo subito a cose decisamente più interessanti, magari anche “luna luna” ma che mi riguardano più da vicino….. Esempio: svelare un segreto ad un amico! Devi sapere che quando mi reco sul desktop, come lo chiamate voi terrestri, c’è sempre un’icona che brilla su tutte le altre.

Un’icona speciale:

Kallox”

Praticamente una cartella personalmente dedicata alla storia di Kallox.

E ti devo confessare una mia debolezza perché di tanto in tanto apro, guardo, riguardo e poi piango….. Ma subito dopo mi sento pervasa da un senso di benessere che mi mantiene, per un tempo che non so dirti quanto, con l’animo sollevato.

E’ inevitabile far volare il pensiero verso quei kalloxiani che, pur vivendo un’immane tragedia, riuscirono a salvarsi tutti…..

Salvi per vivere la loro vita sulla Luna…!!

Ti prometto che quando saremo a casa mia, perché è esattamente lì che verrai a vivere, potrai guardarti l’intero pacchetto kalloxiano fino a stancartene…!!>

<Cheeeeeeee……. bella sorpresa…..!!! Per caso sto sognando…?? Forse no, noooo….. è tutto vero…!! Anche se ci conosciamo da così poco tempo, giuste quattordici/quindici ore, mi sembra comunque effettivamente incredibile:

io verrò ad abitare a casa tua….. per stare con te…??

Eccoooooo…… perché mi parlavi del fattore convivenza….. sapevi già tutto…!! Uahahah…!! Ma che bella furbacchiona che sei…!! Uahahah…!!

Allora è tutto vero quando dicono che se sei ottimista potrai trovare il tuo paradiso!>

<Che belle parole sembrano figlie di un poeta, magari anche principiante ma….. sempre poeta.

Forse sarebbe stato più simpatico definirti un vate….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Nel senso del water…!!

Così tutte le mie ispirazioni avrebbero un sapore di merda…?? Uahahah…!! Uahahah..!!>

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!!

<Comunque in ogni caso….. secondo me stai esagerando…!! Ahahahah…!! Devi cercare di non montarti troppo la testa, bello mio! Tu mi fai sorridere e anche tanto, ma ricordati che ognuno di noi avrà a disposizione la propria camera con relativo bagno!!

Non vedo alternative altrettanto valide per garantirci quella che dovrebbe essere la nostra “privacy”!

Ahahahah…!!

Anche se, dopotutto, nella più cara e dolce di tutte le verità,

hai perfettamente ragione tu.

Vivremo sotto lo stesso tetto….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ma che scema che sono…!! Ahahahah…!!

Con la scusa del tetto mi stavo scordando che abbiamo anche un piccolo ma prezioso museo dedicato a Kallox, ai sarioriani e alla breve storia di Selene.

Prezioso perché, malgrado la scarsità della materia prima a nostra disposizione, è il frutto di un attento lavoro di ricostruzione “storico-ambientale” del pianeta e i suoi abitanti. Di questo risultato ne andiamo tutti orgogliosi e fieri!

Sei contento…??>

<Eccezionale, non c’è che dire.

Siete grandi perché riuscite a dare sempre il meglio di voi stessi…!!

Però però mi hai messo addosso una certa curiosità che non ti dico quanta! Dai fammi vedere qualcosa di quel pacchetto kalloxiano,

pochi minuti mi saranno più che sufficienti…..>

<Vorrei accontentarti, ma veramente! Però non è possibile perché a bordo delle astronavi i collegamenti internet sono stati rigorosamente banditi.

Esclusivamente per il bene di Selene, a garanzia di quella sicurezza che ci permette di vivere la nostra vita nell’anonimato più assoluto.

Formula: rischi zero…!!

I super tecnici hanno deciso così…!!>

<E per le telefonate…??>

<Per le telefonate non ci sono problemi.

Il veto è circoscritto all’eventuale utilizzo di internet…!!

Tutt’altra storia per la mia ciaka memory, quella sì che te la potresti tranquillamente e beatamente visionare a bordo….. se solamente me ne fossi portata una copia con me? Ma nulla di tutto ciò! Non può aiutarti nemmeno il mio cellulare perché non ho l’abitudine di conservare dati kalloxiani. Presto sbarcherai sulla Luna e allora ti si spalancheranno tutte le porte, che poi vedrai quante! Devi solamente avere un po’ di pazienza.>

<Ci mancherebbe altro, guai a non averla la pazienza! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 11°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 <Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

(11° ep.)

<Comunque si trattava di un pianeta a loro ben noto con un nome che gli apparteneva da tempo immemorabile:

Kallox!

Mentre adesso qui a Selene la gente di colore rappresenta circa il quaranta per cento dell’intera popolazione.>

<Capito! Ma se Kallox si trovava a duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Terra com’è che non ci siamo mai accorti della sua esistenza…?? Va bene Sarior scomparso nel 1680, capirai…??>

<Per il semplice motivo che Kallox si nascondeva dietro un’enorme nebulosa planetaria inserita in una delle sue orbite più lontane!>

<Eccolo dissolto il mistero sulla sua invisibilità! Sembra incredibile invece è tutto lavoro di madre natura…. La privacy era per tutti voi una garanzia…!! Anche se, a dire il vero, si trattava di una condizione che avrebbe potuto comprometterne l’irraggiamento solare?>

<Assolutamente no! Tutto ciò può sembrare difficile da comprendere ma il sole proseguì imperterrito a scaldare il pianeta senza dimostrare flessioni meritevoli di attenzione…!!>

<Scusami, ma i sarioriani come facevano a sapere di Kallox con quella nebulosa…??>

<Vista dal pianeta Sarior la nebulosa di Kallox perdeva buona parte della sua efficacia.>

<Fortunati, altrimenti dove sarebbero andati a finire quei sessanta eroi…??>

<Una domanda senza risposta che ha tormentato buona parte della popolazione di Selene…!!>

<Incredibile!! Potrò mai vedere anch’io qualcosa di quelle preziose testimonianze…?? Cara Isabel mi hai messo addosso una tale voglia di conoscere cose di voi e della vostra vita kalloxiana che, come puoi ben immaginare, fino a poco fa nemmeno nell’immaginario di un mio folle pensiero…!!>

<Per dirla più esplicitamente: sei un bel ficcanaso…!!

Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Comunque tranquillo perché abbiamo video e foto che fanno al caso tuo. Tempo e modo per le opportune verifiche personali circa il mio racconto. Anche se, a dire il vero, di materiale non c’è né così tanto come verrebbe da pensare! E questo semplicemente perché nella fretta della fuga per la vita, anche se in parte programmata, furono obbligati a caricare le astronavi con quanto di più utile e necessario alla comunità, animali compresi…!! Certamente non potevano trascurare l’indispensabile per affrontare la vita in chissà quale altro pianeta dell’universo….. Che nell’immaginario poteva anche essere la Terra…? Alla fine, sereni nella convinzione che solamente mantenendo il loro anonimato avrebbero potuto conservare quell’incredibile stile di vita, puntarono “dritti sulla Luna”…!!>

<Animali…??>

<Hai capito perfettamente….. anche gli animali…!!

Dobbiamo riconoscere che sono stati tutti molto bravi nel riproporceli.

Animali da cortile: galline, conigli, faraone, tacchini, fagiani, quaglie, eccetera eccetera….. Fondamentali per l’alimentazione! Abbiamo anche le capre che ci permettono di consumare l’alimento più importante: il latte!! E comunque sono tutti, nessuno escluso, allevati in uno stato di completo benessere nel pieno rispetto della loro più che onorata esistenza. Naturalmente, com’era ovvio pensarlo, le più fortunate sono proprio le capre perché sono le sole a morire di vecchiaia.

Ma c’è dell’altro, perché furono salvati anche diversi cani e gatti! E adesso una famiglia su cinque possiede un cane o un gatto!>

<Praticamente gli stessi animali che abbiamo noi….. com’é possibile? Ma voi provenite da un’altro pianeta….. scusami Isabel, mi sorge spontaneo un tragicomico sospetto…?? Uahahah…!!>

<Il sospetto di trovarti di fronte ad una grande bufala…?? Che scemo che sei! Ahahahah…!! Fatti una bella risata perché voglio ridere anch’io….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!!

<Comunque ognuno di noi conserva le proprie memorie come un ricordo che dovrà rimanere indelebile nel tempo. Oltretutto abbiamo diversi siti dedicati a Kallox dove i reduci hanno potuto inserire le loro personalissime testimonianze. Le immagini che ho ereditato dai miei genitori non sono un granché così ho pensato bene di integrarle con altre che ho scaricato. Naturalmente ho inserito anche i pochi filmati degli antenati sarioriani a testimonianza della nostra storia, seppur breve ma per nulla insignificante. Custodisco tutto in una tradizionale ciaka memory riproposta in più copie.>

<Ciak si gira? Una cicaccamemory? Uahahah…!! Uahahah…!!>

<”Ridi ridi”….. pagliaccio…!! Ahahahah…!! Una cicaccamemory.!.!.! scemo che non sei altro….. Ahahahah…!! Comunque voi utilizzate una moltitudine di schede abilitate alla registrazione delle immagini per ottenere risultati che vengono misurati in miliardi di byte….. giusto?? Diciamo che una scheda di una certa importanza ti potrà contenere immagini per una decina di giorni o poco più?

Ecco da noi questa tecnologia veniva usata circa duecento anni fa!>

<Minchiaaaaa……….>

<Come sarebbe…??>

<Azzooooo……..

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Sempre più scemo! Ma come si fa a parlare con un uomo come te…?? Ahahahah…!! Comunque la ciaka memory è un piccolo apparecchio, di due centimetri per due e spesso cinque millimetri, in grado di registrare immagini per dodici interi mesi con una qualità decisamente superlativa…..>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

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Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

 

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 9°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo

precedente:

 L’equipaggio: primo pilota il comandante Erasmo, secondo pilota l’ingegnere Libero che fungeva da esperto di bordo e due assistenti di volo: l’affascinante, sorridente e solare Aikaterine e il tenebroso, di bell’aspetto ma cupo e sdegnoso, Lodovico!

Un team all’altezza della situazione che stava dando rassicurante dimostrazione di grande professionalità!

Isabel e Alex erano solamente dei viaggiatori:

Viaggiatori non paganti”.

(9° ep.)

<Vedi Alex come ti dicevo poco fa il nostro viaggio durerà esattamente ventiquattro ore…!!

Ma attenzione perché stiamo affrontando questa navigazione ad una velocità notevolmente ridotta rispetto alle reali possibilità dell’astronave…!!>

Si trattava di un’astronave lunga trentacinque metri con una fusoliera a tubo del diametro di sette metri. Configurata a doppio ponte con il muso slanciato che andava timidamente a schiacciare la cabina di comando. Nella parte centrale due piccole ali, a forma di pinna dorsale del pesce cane, si estendevano per due metri fino a chiudersi quattro metri più indietro. Cinque cannoni di scarico e quattro piloni esterni per l’atterraggio verticale dell’astronave in verticale completavano il posteriore. Il suo cuore batteva grazie ad un propulsore nucleare in grado di produrre energia elettrica per oltre cinquant’anni di fila senza interruzioni di sorta. Dotata di cinque motori termo elettrici sistemati in coda nel cilindro di contenimento con i comandi indipendenti che ne permettevano una piena autonomia di manovra, sia nell’accensione che nello spegnimento, garantendo così un’uso quasi smodato in una grande libertà di movimenti. Provvista di un sistema in grado di aspirare alcuni dei gas presenti nello spazio come l’idrogeno e l’elio che andavano a riempire degli appositi serbatoi predisposti per il loro utilizzo. I gas venivano impiegati nel cilindro rotante di ogni singolo motore in modo tale da generare una forza esplosiva di esorbitante potenza che, propagandosi verso l’uscita, determinava una spinta tale da portare l’astronave alla velocità di 385.000 Km/h (chilometro più chilometro meno).

Navigando nello spazio spinti da altre gravità potevano tranquillamente spegnere i motori per poi riaccenderli nella necessità di una spinta maggiore, oppure semplicemente per un cambio di rotta.

Allo scopo si poteva giocare sulla potenza di ogni singolo motore.

Dinamico l’intero apparato relativo al reattore e alla piccola centrale elettrica che spiccava per il suo concentrato di ingegno scientifico, ma anche per le ridotte dimensioni che regalavano un po’ di spazio all’abitabilità della fusoliera. Una fusoliera a doppio ponte dedicata ai passeggeri, alla cambusa e al magazzino.

<E’ questa l’esatta velocità? Ma allora andando a 385.000 Km/h il nostro viaggio potrebbe durare poco più di un’oretta invece delle ventiquattro previste??>

<Vero….. un’ora e qualche minuto! Ma ci sono delle problematiche inerenti il nostro modo di essere invisibili. In parole povere con una grande velocità aumentano i rischi dell’intercettazione terrestre…!! Ecco tutto qui…!!>

<Pensavo fosse esattamente l’opposto…?? Ma gli esperti siete voi…..Comunque non mi sarei mai immaginato, nemmeno in uno dei miei più folli pensieri, l’esistenza di un’astronave così grande e così potente!> sottolineò Alex. <Sicuramente non l’avete costruita sulla Luna altrimenti da quel pianeta lì….. ma come si chiamava?>

<Kallox…!!>

<Già Kallox, per l’appunto! Traslocare sulla Luna senza le astronavi sarebbe stata un’impresa da teletrasporto….. più o meno l’equivalente di un brutto sogno…!! Solamente una grande e possente flotta di astronavi avrebbe potuto appoggiarvi in quella che deve essere stata un’apocalittica e mirabolante migrazione?>

<Bravissimo sei stato praticamente perfetto, hai fatto centro…!!

Tutte le nostre astronavi sono state costruite su Kallox…!!

Un pianeta relativamente vicino a Marte.

Niente male….. Eh!>

Kallox un pianeta distante mediamente cinquanta milioni di chilometri da Marte e duecentocinquanta milioni di chilometri dalla Luna e dalla Terra!

A quel punto Alex, per l’emozione, non fu più in grado di fare dei commenti sensati.

Si rese perfettamente conto che la sua era una storia vera in una realtà fantastica!

<Già i kalloxiani, un grande popolo!!> affermò Isabel. In quell’istante leggermente adombrata da una cupa e dolce tristezza!

<Adesso su Kallox non ci abita più nessuno:

il pianeta non esiste più…!!

Esattamente il dieci gennaio di trentatré anni fa venne distrutto dall’esplosione del suo nocciolo che lo disintegrò polverizzandolo.

Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

                         

segue…..