Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)

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Felice Tolfo

precedente:

 Ma ciononostante l’apocalisse tutti i cinquantamila abitanti riuscirono a mettersi in salvo. Un evento di tale portata lo si faceva uscire dalla casa dei miracoli. Anche se a dire il vero ai miracoli non ci credeva nessuno, o quasi! Però alla fortuna sì, ci credevano tutti!

Pure nella disgrazia la fortuna riesce a farsi un po’ di spazio!

(10° ep.)

Altrimenti non si sarebbero spiegati certi segnali, particolarmente drammatici, come terremoti intermedi e profondi nell’intera area del pianeta, apparsi sin dai primissimi giorni del 1978. Segnali premonitori per metterci sull’avviso, anche se io non ero ancora nata, del triste destino a cui inevitabilmente il nostro pianeta stava andando incontro. Segnali che autorizzarono l’intera popolazione a pianificare l’evacuazione di Kallox per uno sbalorditivo trasferimento sulla Luna!>

<Stupefacente!! Ma non mi hai ancora detto quante astronavi sono state impiegate per un’operazione certamente esagerata…??>

<Duecentocinquanta e tutte stipate all’inverosimile!>

<Incredibile, duecentocinquanta astronavi! Ma adesso dove le avete nascoste…??>

<E’ stato costruito un hangar all’interno della città per dieci di quelle astronavi. Un numero che con il trascorrere del tempo si è rivelato sin troppo generoso per soddisfare le necessità ordinarie che abitualmente si presentano.>

Un’opera grandiosa a quarantatré metri sotto luna.

<Le altre duecentoquaranta non vennero abbandonate al loro destino, assolutamente no! Parcheggiate all’interno di un enorme cratere meteoritico distante circa mille metri dal terzo anello, in linea d’aria a metà strada tra le porte di accesso terza e quarta. Sono tutte mantenute in perfetto stato di funzionamento, pronte per un loro eventuale impiego nell’evento catastrofico che speriamo non debba verificarsi mai…!!>

Un cratere del diametro di un chilometro con una profondità di cinquanta di metri.

Posizionate su file parallele in un ordine tale da rasentare la perfezione. Tutte rigorosamente protette da un manto di tettoie di plastica kriatra. Una plastica semirigida particolarmente resistente all’urto. Ma, andando oltre alle più rosee aspettative garantistiche, si optò per una ulteriore copertura imbottita con del materiale antiurto.

Solamente la caduta di un grosso meteorite avrebbe rischiato di

comprometterne la tenuta…!!

Un leggero strato di regolite (sabbia e frammenti di roccia) posto sopra l’intera struttura la faceva ritornare agli antichi splendori del cratere meteoritico.

L’anonimato: una garanzia assoluta…!!”

<Comunque oggi ci sentiamo parte integrante di questo pianeta che ci sta ospitando da oltre trentatré anni tenendoci in vita con le sue risorse.

Ed è con grande fierezza e orgoglio che noi tutti ci consideriamo lunari a tutti gli effetti.

I cinquantamila provenienti da Kallox e tutti gli altri nati sulla Luna, compresa la sottoscritta!

Nati successivamente allo sbarco avvenuto il sei febbraio del 1980:

oltre ventitremila,

da conteggiare con i tredicimila decessi.

Per un totale aggiornato ad oggi di circa sessantamila.>

<Che storia incredibile….! Rimango sempre più ammaliato dai tuoi racconti che per me hanno il sapore delle grandi avventure, quelle impossibili! Però a pensarci bene il pianeta….. Kallox, doveva essere piuttosto piccolino per avere una popolazione di soli cinquantamila abitanti. Effettivamente mi sembrano proprio “pochi pochi”…??>

<Non era affatto piccolo! Grande due volte e mezza la Luna, vale a dire un quinto della Terra. Con la prerogativa di essere un pianeta perfettamente abitabile tanto quanto lo è la Terra stessa! Devi sapere che i suoi primi abitanti arrivarono esattamente 333 anni fa!>

Furono sessanta sarioriani che sbarcarono da tre astronavi provenienti da Sarior. Un pianeta grande come lo stesso Kallox, dal quale distava settanta milioni di chilometri,

che si videro costretti ad abbandonare in un clima assurdo dominato dal terrore di una fine imminente. Esattamente pochi attimi prima della sua improvvisa e rapida distruzione avvenuta in una totale “allucinante” mancanza di segnali premonitori. Anche in quel caso fu il nocciolo ad esplodere devastando il cuore del pianeta per poi distruggerlo completamente fino a farlo scomparire nel vuoto infinito portandosi dietro tutti i suoi duecento milioni di abitanti.

Eccezione fatta per quei sessanta…!!

Quei gloriosi che, malgrado la drammaticità dei momenti precedenti la fuga da Sarior, riuscirono a mantenere una freddezza tale da riuscire a comporre quasi scientificamente il gruppo da salvare caricando sulle astronavi trenta uomini e trenta donne.

Sessanta persone con evidenti diversità circa il colore della pelle.

Dieci di carnagione scura: cinque donne e cinque uomini. Cinquanta di carnagione chiara.

<Di loro abbiamo memoria scritta e anche fotografica…!!>

<Caspitina…!!

Sono a secco, non ho parole…!!

Posso solo constatare che già nel lontano 1680 i tuoi antenati se andavano in giro per l’universo con le loro belle astronavi.!.!.!>

<E d’altronde se uno non ha parole è meglio che taccia…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

segue…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 10°)ultima modifica: 2022-05-22T15:34:13+02:00da felixthecat6