Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 34°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO

finale precedente:        

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

       

         (34° ep.)      

Particolarmente colpito nell’osservare immagini sarioriane registrate oltre trecento anni prima. Sbalordito, a dir poco, nel vedere le tre astronavi utilizzate per il trasferimento sul pianeta dove gli stessi sarioriani avrebbero in seguito intrapreso una grandiosa opera di colonizzazione. Per il resto gli abitanti di Irasor, con quella cultura radicata nei loro principi fondamentali dove ogni prototipo di vita racchiudeva in sé un altruismo incondizionato, non temevano il confronto con i terrestri: troppo alto il divario sui principi fondamentali della vita.

Che poi, tutto sommato, rispettare la vita di ogni singola persona altro non poteva essere se non la bellezza dell’onestà…!!

Alla fine, stanchi ma felici, si trasferirono in quella che sarebbe stata, provvisoriamente, la nuova camera da letto di Alex. La stessa che fu dei cari nonni di Isabel. Tanto grande la sua fortuna almeno quanto il letto matrimoniale interamente a sua disposizione.

<Prego mio principe….. A te l’onore di dormire nel lettone…!!>

<Grazieee,

mia bella “regina del cielo”…!!> le ultime parole del dormiente…..

Il crollo fisico di Alex!

Un sonno pesante come un grosso macigno gli cadde sulle spalle. Ma sospinto da un’eroica volontà raccolse le poche forze rimastegli per balzare sul letto con il salto tipico del canguro riuscendo a far volare le scarpe per un più che certo atterraggio d’emergenza…??

Simpaticissimo….. perché così come l’aveva visto Isabel, in quel preciso momento, sembrava volesse semplicemente testarne la consistenza invece di addormentarsi all’istante!

Una bella scenetta che fece emergere in Isabel il sentimento della rassegnazione….. ma forse anche no!

Perché c’era ben poco a cui pensare considerato che anche lei vinta dalla stanchezza riuscì a raggiungere la propria camera per poi zompare sul letto già prigioniera di un sonno che ben presto si sarebbe rivelato anche più profondo del previsto.

quarto”

04 settembre

Esattamente nel momento in cui, alle dodici esatte, il cellulare di Isabel iniziò a squillare la prima notte lunare di Alex apparteneva già al passato…!!

C’era qualcosa di più fastidioso che essere svegliati da un cellulare che strillava…??

Le due camere, poste una di fronte all’altra, avevano le porte spalancate e non ponevano ostacoli di sorta ai dialoghi tra Isabel e Alex. Né tantomeno all’ascolto del suono di una sveglia, un pseudo cordless, un cellulare e via dicendo…..

<Ciao Isabel sono Aleandro, ma come siete combinati..? Vi andrebbe di venire a pranzo da me?>

<Ciao Aleandro, praticamente siamo ancora distesi ognuno nel proprio letto! Ahahahah…!! Ahahahah…!! Mi devi perdonare…. ma io non volevo prenderti in giro, assolutamente no…!! La colpa è tutta di Alex….. che mi sta contagiando e non poco con la sua fottuta ironia…!!

Mannaggia a lui… mannaggia…!!

Certo che mi andrebbe..… pardon ci va! Il tempo di prepararci e siamo da te!>

     

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 33°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo    33

finale precedente:

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

                 

  (33° ep.)                

<Vedi Alex> disse Isabel, <io abiterò qui con te ma, dall’alto del tuo fenomenale intuito, avrai già capito che ognuno di noi

avrà la sua personalissima camera da letto, bagno compreso…!!

Non so se ho reso l’idea…??>

<Altroché…!! L’hai resa proprio bene, direi anche troppo…??> rispose Alex.

<Praticamente sono un’uomo rovinato…!!

Uahahah…!! Uahahah…!!

Così non potrò inventarmi scuse del tipo:

oh cara potrei venire a farmi la doccia,

mi scappa “veloce veloce”…..

Macché macché”…!!

Non ci sono speranze che possano accendere una qualsiasi fiammella…!!

Ahhhhhhhhhh….. Sono disperato…..

Ma come faremo…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahhhhhhhhh….. Che scemooooo….. Te la raccomando la tua fiammella del marziano….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uhmmmmmmmmmmmm…!!

Un’uomo disperato perché si è completamente dimenticato il suo cervello da qualche parte, dove non si sa…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<In giro per lo spazio infinito….. Uahahah…!! Diciamo che sto scherzando, ma quanto non lo so…??…!!…?? Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Ho capito che tu scherzi sempre, ahimè….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E’ proprio vero che l’allievo perfetto viene contagiato dal suo maestro più amato! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!>

<Isabel volevo chiederti un favore, un grande favore…

Purtroppo la curiosità supera di gran lunga quelle che per me sono le condizioni di una logica e corretta tempistica, mi piacerebbe tanto, ma veramente tanto, dare una sbirciatina ai tuoi filmati kalloxiani!

Sai, “quasi quasi” non avevo il coraggio di chiedertelo perché mi rendo perfettamente conto che in questo momento il tuo desiderio più grande è uno solo: andare a letto a dormire!>

<Ormai me l’hai chiesto….. eppoi sta storia che ti manca il coraggio…. valla a raccontare a qualcun’altra! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Ma la mia è pura galanteria! Io sono un gentlemen….. Uahahah…!!>

<Sarai pure un gentlemen però anche un po’ tratopicopico neh…!! Pura galanteria…? Buuuuuuuu….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Allora….. visto che sei tanto curioso eccoti la cicacamemory, così come lo chiami tu….. Sbirciatore senza pazienza..!!..??>

Invece di utilizzare dei normali vix lettori optò per una visione maxi schermo. E il televisore, non a caso piazzato di fronte al comodo divano, ne fu il migliore interprete.

Sebbene inebriato dalle piacevoli sensazioni “isabelliane”, Alex riuscì nella grande impresa, degna dell’impavido uomo qual’era, di visionare l’intero pacchetto dedicato a Kallox. Osservare immagini relative ad un pianeta completamente sconosciuto all’intero mondo terrestre gli procurò un’estasi da piacere, tale da immobilizzarlo davanti allo schermo fino alla visione dell’ultimo file. Una personalissima considerazione circa la vita sul pianetlo portò a dolci riflessioni da condividere con la vita terrestre.

Le costruzioni di Irasor esprimevano un’architettura, da quel poco che si riusciva ad intravedere, certamente molto avveniristica ma, complessivamente parlando, vivibile e bene organizzata!

Solamente energia pulita per alimentare l’intera città. Il kattropurto andava molto forte in tutte le sue forme.

L’eolico lo si notava in prossimità di fattorie agricole e, sporadicamente sparso qua e là, in altre mini strutture distribuite lungo il pianeta.

Maestosa una centrale idroelettrica ai piedi di un’area collinare chiusa da un bacino artificiale magistralmente creato per confondersi con la stessa natura che si rispecchiava in una bellezza unica. Alex non disdegnò il facile accostamento terrestre.

Ma non vennero trascurate altre fonti emergenti di energia rinnovabile intesa in tutta la sua purezza.

Le abitazioni, grandi palazzi o piccole case che fossero, producevano energia elettrica in quantità tale da riuscire a coprire l’intero loro fabbisogno. Il settore industriale utilizzava solo ed esclusivamente

energia pulita.

Due le eccezioni: legna e uranio! Anche se il consumo della legna, decisamente trascurabile, non poteva destare funerei pensieri inquinanti:

un migliaio di stufe, altrettanti caminetti e, nelle sole occasioni festaiole, il barbecue.

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

seguirà…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 32°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo    32

finale precedente:

Infine l’ossigeno, inserito in un sistema di distribuzione aerea piuttosto complesso, entrava direttamente negli appartamenti e nei corridoi delle scale attraverso la parete posteriore della palazzina.

              

 (32° ep.)  

                         L’intera rete dell’aria viaggiava lungo il soffitto della città.

Mentre l’energia elettrica, i cavi onda, l’acqua potabile, gli scarichi bianchi e neri scorrevano distintamente all’interno di un percorso, monitorato e valutato, ricavato sotto la pavimentazione della città stessa.

Una considerazione sull’importanza che rivestivano i numerosi depuratori d’aria distribuiti lungo l’intera area cittadina, fondamentali nel processo di eliminazione delle sostanze tossiche prodotte dagli esseri viventi.

Isabel e Alex, accompagnati da un più che comprensibile elevato tenore emotivo, salirono le scale fino a portare i rispettivi rilevatori olfattivi a sfiorare la porta del loro appartamento al secondo piano. Due giri di chiave precedettero quella che, di sicuro, fu un’entrata trionfale. Dove Alex, sin da subito, ebbe modo di constatare l’assoluta normalità di un appartamento

comunque”

ubicato in una palazzina di una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!

Confortevole e accogliente alloggio, dotato di ampie stanze con soffitti alti due metri e cinquanta centimetri. Nella piccola entrata una finestra virtuale appoggiata sulla parete della porta d’entrata, esattamente alla sinistra venendo da fuori. Giusto di fronte, semi appoggiato alla parete, un bel divano pareva trovarsi lì non per caso ma esclusivamente per il piacere di poter ammirare il panorama esterno attraverso la stessa finestra virtuale. Una sala con angolo cottura, soggiorno, divano e tv. Due camere con rispettivi servizi e una stanzetta ad uso lavanderia e ripostiglio, dove accanto alla lavatrice ci stava l’asciugatrice!! Giusto l’asciugatrice….. perché a Selene per asciugare i panni ci si doveva affidare all’elettrodomestico…!!

Due piccoli depuratori d’aria, sotto dimensionati se paragonati alle strutture presenti per le vie della città, entravano in funzione automaticamente dietro impulso delle sonde di rilevazione presenti nell’appartamento. Si trattava di apparecchi dedicati alla depurazione dell’aria con la prerogativa di poterla sia riscaldare che raffreddare.

Un sistema basato sull’utilizzo di piccole piastre di pietra lavica.

Una pietra lavica vecchia, figlia di un’eruzione avvenuta oltre un milione di anni prima, con le caratteristiche di straordinarietà per un uso atto a produrre calore, anche intenso, con un consumo di energia elettrica veramente esiguo.

L’alta tecnologia selenese-kalloxiana consentiva a tutte le apparecchiature elettriche esistenti in città di funzionare efficacemente utilizzando piccole quantità di energia elettrica.

Tutte le abitazioni di Selene, e la casa di Isabel certamente non rappresentava l’eccezione, possedevano delle finestre con tendine elettroniche incorporate che davano all’interno della città. Mentre per l’esterno erano tutte dotate di una propria finestra virtuale.

In sostanza si trattava di una telecamera fissa piazzata all’esterno, opportunamente mimetizzata tra le rocce, con una panoramica che spaziava dal suolo al cielo. Lo schermo interno appoggiato ad una parete ne rilevava il suo significato di finestra virtuale…!!

All’esterno vennero montate circa duecento telecamere.

Cento in esclusivo controllo del suolo e del cielo che consentivano la visione delle immagini in presa diretta con la possibilità di rivederle registrate. Tre delle quali puntavano dritte al cratere hangar delle 240 astronavi.

Mentre per le altre cento, prive di registrazione terminale ma sempre con la visione tra suolo e cielo, valeva l’uso al servizio virtuale delle finestre che guardavano il panorama lunare.

Le telecamere erano tutte a colori e dotate di led infrarossi incorporati a garanzia di una perfetta visione notturna. Opportunamente avvolte da una protezione, solida e trasparente, contro l’aggressione dei rigori dello spazio cosmico.

Solamente cento telecamere per le finestre virtuali dell’intera città significava che una singola telecamera forniva la stessa identica visone per circa duecento appartamenti.

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

seguirà……

Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 34°)

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 NUOVO EPISODIO

finale precedente:        

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

       

         (34° ep.)      

Particolarmente colpito nell’osservare immagini sarioriane registrate oltre trecento anni prima. Sbalordito, a dir poco, nel vedere le tre astronavi utilizzate per il trasferimento sul pianeta dove gli stessi sarioriani avrebbero in seguito intrapreso una grandiosa opera di colonizzazione. Per il resto gli abitanti di Irasor, con quella cultura radicata nei loro principi fondamentali dove ogni prototipo di vita racchiudeva in sé un altruismo incondizionato, non temevano il confronto con i terrestri: troppo alto il divario sui principi fondamentali della vita.

Che poi, tutto sommato, rispettare la vita di ogni singola persona altro non poteva essere se non la bellezza dell’onestà…!!

Alla fine, stanchi ma felici, si trasferirono in quella che sarebbe stata, provvisoriamente, la nuova camera da letto di Alex. La stessa che fu dei cari nonni di Isabel. Tanto grande la sua fortuna almeno quanto il letto matrimoniale interamente a sua disposizione.

<Prego mio principe….. A te l’onore di dormire nel lettone…!!>

<Grazieee,

mia bella “regina del cielo”…!!> le ultime parole del dormiente…..

Il crollo fisico di Alex!

Un sonno pesante come un grosso macigno gli cadde sulle spalle. Ma sospinto da un’eroica volontà raccolse le poche forze rimastegli per balzare sul letto con il salto tipico del canguro riuscendo a far volare le scarpe per un più che certo atterraggio d’emergenza…??

Simpaticissimo….. perché così come l’aveva visto Isabel, in quel preciso momento, sembrava volesse semplicemente testarne la consistenza invece di addormentarsi all’istante!

Una bella scenetta che fece emergere in Isabel il sentimento della rassegnazione….. ma forse anche no!

Perché c’era ben poco a cui pensare considerato che anche lei vinta dalla stanchezza riuscì a raggiungere la propria camera per poi zompare sul letto già prigioniera di un sonno che ben presto si sarebbe rivelato anche più profondo del previsto.

quarto”

04 settembre

Esattamente nel momento in cui, alle dodici esatte, il cellulare di Isabel iniziò a squillare la prima notte lunare di Alex apparteneva già al passato…!!

C’era qualcosa di più fastidioso che essere svegliati da un cellulare che strillava…??

Le due camere, poste una di fronte all’altra, avevano le porte spalancate e non ponevano ostacoli di sorta ai dialoghi tra Isabel e Alex. Né tantomeno all’ascolto del suono di una sveglia, un pseudo cordless, un cellulare e via dicendo…..

<Ciao Isabel sono Aleandro, ma come siete combinati..? Vi andrebbe di venire a pranzo da me?>

<Ciao Aleandro, praticamente siamo ancora distesi ognuno nel proprio letto! Ahahahah…!! Ahahahah…!! Mi devi perdonare…. ma io non volevo prenderti in giro, assolutamente no…!! La colpa è tutta di Alex….. che mi sta contagiando e non poco con la sua fottuta ironia…!!

Mannaggia a lui… mannaggia…!!

Certo che mi andrebbe..… pardon ci va! Il tempo di prepararci e siamo da te!>

     

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 33°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo    33

finale precedente:

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

                 

  (33° ep.)                

<Vedi Alex> disse Isabel, <io abiterò qui con te ma, dall’alto del tuo fenomenale intuito, avrai già capito che ognuno di noi

avrà la sua personalissima camera da letto, bagno compreso…!!

Non so se ho reso l’idea…??>

<Altroché…!! L’hai resa proprio bene, direi anche troppo…??> rispose Alex.

<Praticamente sono un’uomo rovinato…!!

Uahahah…!! Uahahah…!!

Così non potrò inventarmi scuse del tipo:

oh cara potrei venire a farmi la doccia,

mi scappa “veloce veloce”…..

Macché macché”…!!

Non ci sono speranze che possano accendere una qualsiasi fiammella…!!

Ahhhhhhhhhh….. Sono disperato…..

Ma come faremo…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahhhhhhhhh….. Che scemooooo….. Te la raccomando la tua fiammella del marziano….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uhmmmmmmmmmmmm…!!

Un’uomo disperato perché si è completamente dimenticato il suo cervello da qualche parte, dove non si sa…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<In giro per lo spazio infinito….. Uahahah…!! Diciamo che sto scherzando, ma quanto non lo so…??…!!…?? Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Ho capito che tu scherzi sempre, ahimè….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E’ proprio vero che l’allievo perfetto viene contagiato dal suo maestro più amato! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!>

<Isabel volevo chiederti un favore, un grande favore…

Purtroppo la curiosità supera di gran lunga quelle che per me sono le condizioni di una logica e corretta tempistica, mi piacerebbe tanto, ma veramente tanto, dare una sbirciatina ai tuoi filmati kalloxiani!

Sai, “quasi quasi” non avevo il coraggio di chiedertelo perché mi rendo perfettamente conto che in questo momento il tuo desiderio più grande è uno solo: andare a letto a dormire!>

<Ormai me l’hai chiesto….. eppoi sta storia che ti manca il coraggio…. valla a raccontare a qualcun’altra! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Ma la mia è pura galanteria! Io sono un gentlemen….. Uahahah…!!>

<Sarai pure un gentlemen però anche un po’ tratopicopico neh…!! Pura galanteria…? Buuuuuuuu….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Allora….. visto che sei tanto curioso eccoti la cicacamemory, così come lo chiami tu….. Sbirciatore senza pazienza..!!..??>

Invece di utilizzare dei normali vix lettori optò per una visione maxi schermo. E il televisore, non a caso piazzato di fronte al comodo divano, ne fu il migliore interprete.

Sebbene inebriato dalle piacevoli sensazioni “isabelliane”, Alex riuscì nella grande impresa, degna dell’impavido uomo qual’era, di visionare l’intero pacchetto dedicato a Kallox. Osservare immagini relative ad un pianeta completamente sconosciuto all’intero mondo terrestre gli procurò un’estasi da piacere, tale da immobilizzarlo davanti allo schermo fino alla visione dell’ultimo file. Una personalissima considerazione circa la vita sul pianetlo portò a dolci riflessioni da condividere con la vita terrestre.

Le costruzioni di Irasor esprimevano un’architettura, da quel poco che si riusciva ad intravedere, certamente molto avveniristica ma, complessivamente parlando, vivibile e bene organizzata!

Solamente energia pulita per alimentare l’intera città. Il kattropurto andava molto forte in tutte le sue forme.

L’eolico lo si notava in prossimità di fattorie agricole e, sporadicamente sparso qua e là, in altre mini strutture distribuite lungo il pianeta.

Maestosa una centrale idroelettrica ai piedi di un’area collinare chiusa da un bacino artificiale magistralmente creato per confondersi con la stessa natura che si rispecchiava in una bellezza unica. Alex non disdegnò il facile accostamento terrestre.

Ma non vennero trascurate altre fonti emergenti di energia rinnovabile intesa in tutta la sua purezza.

Le abitazioni, grandi palazzi o piccole case che fossero, producevano energia elettrica in quantità tale da riuscire a coprire l’intero loro fabbisogno. Il settore industriale utilizzava solo ed esclusivamente

energia pulita.

Due le eccezioni: legna e uranio! Anche se il consumo della legna, decisamente trascurabile, non poteva destare funerei pensieri inquinanti:

un migliaio di stufe, altrettanti caminetti e, nelle sole occasioni festaiole, il barbecue.

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

seguirà…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 32°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo    32

finale precedente:

Infine l’ossigeno, inserito in un sistema di distribuzione aerea piuttosto complesso, entrava direttamente negli appartamenti e nei corridoi delle scale attraverso la parete posteriore della palazzina.

              

 (32° ep.)  

                         L’intera rete dell’aria viaggiava lungo il soffitto della città.

Mentre l’energia elettrica, i cavi onda, l’acqua potabile, gli scarichi bianchi e neri scorrevano distintamente all’interno di un percorso, monitorato e valutato, ricavato sotto la pavimentazione della città stessa.

Una considerazione sull’importanza che rivestivano i numerosi depuratori d’aria distribuiti lungo l’intera area cittadina, fondamentali nel processo di eliminazione delle sostanze tossiche prodotte dagli esseri viventi.

Isabel e Alex, accompagnati da un più che comprensibile elevato tenore emotivo, salirono le scale fino a portare i rispettivi rilevatori olfattivi a sfiorare la porta del loro appartamento al secondo piano. Due giri di chiave precedettero quella che, di sicuro, fu un’entrata trionfale. Dove Alex, sin da subito, ebbe modo di constatare l’assoluta normalità di un appartamento

comunque”

ubicato in una palazzina di una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!

Confortevole e accogliente alloggio, dotato di ampie stanze con soffitti alti due metri e cinquanta centimetri. Nella piccola entrata una finestra virtuale appoggiata sulla parete della porta d’entrata, esattamente alla sinistra venendo da fuori. Giusto di fronte, semi appoggiato alla parete, un bel divano pareva trovarsi lì non per caso ma esclusivamente per il piacere di poter ammirare il panorama esterno attraverso la stessa finestra virtuale. Una sala con angolo cottura, soggiorno, divano e tv. Due camere con rispettivi servizi e una stanzetta ad uso lavanderia e ripostiglio, dove accanto alla lavatrice ci stava l’asciugatrice!! Giusto l’asciugatrice….. perché a Selene per asciugare i panni ci si doveva affidare all’elettrodomestico…!!

Due piccoli depuratori d’aria, sotto dimensionati se paragonati alle strutture presenti per le vie della città, entravano in funzione automaticamente dietro impulso delle sonde di rilevazione presenti nell’appartamento. Si trattava di apparecchi dedicati alla depurazione dell’aria con la prerogativa di poterla sia riscaldare che raffreddare.

Un sistema basato sull’utilizzo di piccole piastre di pietra lavica.

Una pietra lavica vecchia, figlia di un’eruzione avvenuta oltre un milione di anni prima, con le caratteristiche di straordinarietà per un uso atto a produrre calore, anche intenso, con un consumo di energia elettrica veramente esiguo.

L’alta tecnologia selenese-kalloxiana consentiva a tutte le apparecchiature elettriche esistenti in città di funzionare efficacemente utilizzando piccole quantità di energia elettrica.

Tutte le abitazioni di Selene, e la casa di Isabel certamente non rappresentava l’eccezione, possedevano delle finestre con tendine elettroniche incorporate che davano all’interno della città. Mentre per l’esterno erano tutte dotate di una propria finestra virtuale.

In sostanza si trattava di una telecamera fissa piazzata all’esterno, opportunamente mimetizzata tra le rocce, con una panoramica che spaziava dal suolo al cielo. Lo schermo interno appoggiato ad una parete ne rilevava il suo significato di finestra virtuale…!!

All’esterno vennero montate circa duecento telecamere.

Cento in esclusivo controllo del suolo e del cielo che consentivano la visione delle immagini in presa diretta con la possibilità di rivederle registrate. Tre delle quali puntavano dritte al cratere hangar delle 240 astronavi.

Mentre per le altre cento, prive di registrazione terminale ma sempre con la visione tra suolo e cielo, valeva l’uso al servizio virtuale delle finestre che guardavano il panorama lunare.

Le telecamere erano tutte a colori e dotate di led infrarossi incorporati a garanzia di una perfetta visione notturna. Opportunamente avvolte da una protezione, solida e trasparente, contro l’aggressione dei rigori dello spazio cosmico.

Solamente cento telecamere per le finestre virtuali dell’intera città significava che una singola telecamera forniva la stessa identica visone per circa duecento appartamenti.

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

seguirà……

Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 34°)

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Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

       

         (34° ep.)               

PROSSIMA USCITA

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 33°)

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Felice Tolfo    33

finale precedente:

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

                 

  (33° ep.)                

<Vedi Alex> disse Isabel, <io abiterò qui con te ma, dall’alto del tuo fenomenale intuito, avrai già capito che ognuno di noi

avrà la sua personalissima camera da letto, bagno compreso…!!

Non so se ho reso l’idea…??>

<Altroché…!! L’hai resa proprio bene, direi anche troppo…??> rispose Alex.

<Praticamente sono un’uomo rovinato…!!

Uahahah…!! Uahahah…!!

Così non potrò inventarmi scuse del tipo:

oh cara potrei venire a farmi la doccia,

mi scappa “veloce veloce”…..

Macché macché”…!!

Non ci sono speranze che possano accendere una qualsiasi fiammella…!!

Ahhhhhhhhhh….. Sono disperato…..

Ma come faremo…??

Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahhhhhhhhh….. Che scemooooo….. Te la raccomando la tua fiammella del marziano….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Uhmmmmmmmmmmmm…!!

Un’uomo disperato perché si è completamente dimenticato il suo cervello da qualche parte, dove non si sa…?? Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<In giro per lo spazio infinito….. Uahahah…!! Diciamo che sto scherzando, ma quanto non lo so…??…!!…?? Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Ho capito che tu scherzi sempre, ahimè….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!! E’ proprio vero che l’allievo perfetto viene contagiato dal suo maestro più amato! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!!>

<Isabel volevo chiederti un favore, un grande favore…

Purtroppo la curiosità supera di gran lunga quelle che per me sono le condizioni di una logica e corretta tempistica, mi piacerebbe tanto, ma veramente tanto, dare una sbirciatina ai tuoi filmati kalloxiani!

Sai, “quasi quasi” non avevo il coraggio di chiedertelo perché mi rendo perfettamente conto che in questo momento il tuo desiderio più grande è uno solo: andare a letto a dormire!>

<Ormai me l’hai chiesto….. eppoi sta storia che ti manca il coraggio…. valla a raccontare a qualcun’altra! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Ma la mia è pura galanteria! Io sono un gentlemen….. Uahahah…!!>

<Sarai pure un gentlemen però anche un po’ tratopicopico neh…!! Pura galanteria…? Buuuuuuuu….. Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

<Allora….. visto che sei tanto curioso eccoti la cicacamemory, così come lo chiami tu….. Sbirciatore senza pazienza..!!..??>

Invece di utilizzare dei normali vix lettori optò per una visione maxi schermo. E il televisore, non a caso piazzato di fronte al comodo divano, ne fu il migliore interprete.

Sebbene inebriato dalle piacevoli sensazioni “isabelliane”, Alex riuscì nella grande impresa, degna dell’impavido uomo qual’era, di visionare l’intero pacchetto dedicato a Kallox. Osservare immagini relative ad un pianeta completamente sconosciuto all’intero mondo terrestre gli procurò un’estasi da piacere, tale da immobilizzarlo davanti allo schermo fino alla visione dell’ultimo file. Una personalissima considerazione circa la vita sul pianetlo portò a dolci riflessioni da condividere con la vita terrestre.

Le costruzioni di Irasor esprimevano un’architettura, da quel poco che si riusciva ad intravedere, certamente molto avveniristica ma, complessivamente parlando, vivibile e bene organizzata!

Solamente energia pulita per alimentare l’intera città. Il kattropurto andava molto forte in tutte le sue forme.

L’eolico lo si notava in prossimità di fattorie agricole e, sporadicamente sparso qua e là, in altre mini strutture distribuite lungo il pianeta.

Maestosa una centrale idroelettrica ai piedi di un’area collinare chiusa da un bacino artificiale magistralmente creato per confondersi con la stessa natura che si rispecchiava in una bellezza unica. Alex non disdegnò il facile accostamento terrestre.

Ma non vennero trascurate altre fonti emergenti di energia rinnovabile intesa in tutta la sua purezza.

Le abitazioni, grandi palazzi o piccole case che fossero, producevano energia elettrica in quantità tale da riuscire a coprire l’intero loro fabbisogno. Il settore industriale utilizzava solo ed esclusivamente

energia pulita.

Due le eccezioni: legna e uranio! Anche se il consumo della legna, decisamente trascurabile, non poteva destare funerei pensieri inquinanti:

un migliaio di stufe, altrettanti caminetti e, nelle sole occasioni festaiole, il barbecue.

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

seguirà…..

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 32°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
Felice Tolfo    32

finale precedente:

Infine l’ossigeno, inserito in un sistema di distribuzione aerea piuttosto complesso, entrava direttamente negli appartamenti e nei corridoi delle scale attraverso la parete posteriore della palazzina.

              

 (32° ep.)  

                         L’intera rete dell’aria viaggiava lungo il soffitto della città.

Mentre l’energia elettrica, i cavi onda, l’acqua potabile, gli scarichi bianchi e neri scorrevano distintamente all’interno di un percorso, monitorato e valutato, ricavato sotto la pavimentazione della città stessa.

Una considerazione sull’importanza che rivestivano i numerosi depuratori d’aria distribuiti lungo l’intera area cittadina, fondamentali nel processo di eliminazione delle sostanze tossiche prodotte dagli esseri viventi.

Isabel e Alex, accompagnati da un più che comprensibile elevato tenore emotivo, salirono le scale fino a portare i rispettivi rilevatori olfattivi a sfiorare la porta del loro appartamento al secondo piano. Due giri di chiave precedettero quella che, di sicuro, fu un’entrata trionfale. Dove Alex, sin da subito, ebbe modo di constatare l’assoluta normalità di un appartamento

comunque”

ubicato in una palazzina di una città interamente ricavata nel sottosuolo lunare…!!

Confortevole e accogliente alloggio, dotato di ampie stanze con soffitti alti due metri e cinquanta centimetri. Nella piccola entrata una finestra virtuale appoggiata sulla parete della porta d’entrata, esattamente alla sinistra venendo da fuori. Giusto di fronte, semi appoggiato alla parete, un bel divano pareva trovarsi lì non per caso ma esclusivamente per il piacere di poter ammirare il panorama esterno attraverso la stessa finestra virtuale. Una sala con angolo cottura, soggiorno, divano e tv. Due camere con rispettivi servizi e una stanzetta ad uso lavanderia e ripostiglio, dove accanto alla lavatrice ci stava l’asciugatrice!! Giusto l’asciugatrice….. perché a Selene per asciugare i panni ci si doveva affidare all’elettrodomestico…!!

Due piccoli depuratori d’aria, sotto dimensionati se paragonati alle strutture presenti per le vie della città, entravano in funzione automaticamente dietro impulso delle sonde di rilevazione presenti nell’appartamento. Si trattava di apparecchi dedicati alla depurazione dell’aria con la prerogativa di poterla sia riscaldare che raffreddare.

Un sistema basato sull’utilizzo di piccole piastre di pietra lavica.

Una pietra lavica vecchia, figlia di un’eruzione avvenuta oltre un milione di anni prima, con le caratteristiche di straordinarietà per un uso atto a produrre calore, anche intenso, con un consumo di energia elettrica veramente esiguo.

L’alta tecnologia selenese-kalloxiana consentiva a tutte le apparecchiature elettriche esistenti in città di funzionare efficacemente utilizzando piccole quantità di energia elettrica.

Tutte le abitazioni di Selene, e la casa di Isabel certamente non rappresentava l’eccezione, possedevano delle finestre con tendine elettroniche incorporate che davano all’interno della città. Mentre per l’esterno erano tutte dotate di una propria finestra virtuale.

In sostanza si trattava di una telecamera fissa piazzata all’esterno, opportunamente mimetizzata tra le rocce, con una panoramica che spaziava dal suolo al cielo. Lo schermo interno appoggiato ad una parete ne rilevava il suo significato di finestra virtuale…!!

All’esterno vennero montate circa duecento telecamere.

Cento in esclusivo controllo del suolo e del cielo che consentivano la visione delle immagini in presa diretta con la possibilità di rivederle registrate. Tre delle quali puntavano dritte al cratere hangar delle 240 astronavi.

Mentre per le altre cento, prive di registrazione terminale ma sempre con la visione tra suolo e cielo, valeva l’uso al servizio virtuale delle finestre che guardavano il panorama lunare.

Le telecamere erano tutte a colori e dotate di led infrarossi incorporati a garanzia di una perfetta visione notturna. Opportunamente avvolte da una protezione, solida e trasparente, contro l’aggressione dei rigori dello spazio cosmico.

Solamente cento telecamere per le finestre virtuali dell’intera città significava che una singola telecamera forniva la stessa identica visone per circa duecento appartamenti.

Tutte le piazze principali possedevano la loro finestra virtuale. Una grande finestra formato maxi schermo. Costruirono anche un potente telescopio con il quale si potevano permettere di scrutare le diverse meraviglie dello spazio profondo. Inserito in un sistema stile osservatorio astronomico, completamente sotterraneo, dotato di un sofisticato impianto a strati composto da pannelli d’acciaio con movimenti incrociati che ne permettevano la sua fuoriuscita verso l’esterno, riuscendo così a mantenere inalterata l’abitabilità dell’osservatorio medesimo.

seguirà……

Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 34°)

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 NUOVO EPISODIO

finale precedente:        

Altra musica per l’uranio. L’averci a che fare aveva portato a considerare tutti i rischi che l’operazione stessa comportava. Così da dover adottare tutte le precauzioni indispensabili per neutralizzare ogni eventuale pericolo.

L’uranio arricchito veniva impiegato, solamente ed esclusivamente, nei reattori nucleari installati a bordo delle astronavi.

       

         (34° ep.)               

PROSSIMA USCITA