Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 39)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO 

finale precedente:        

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

39° ep.  

Da non sottovalutare il contributo in ossigeno che, considerata la non indifferente estensione, veniva prodotto in quantità più che ragguardevoli.

Locali dotati di strutture diversificate per gli allevamenti di polli, tacchini, faraone, conigli, capre e altri piccoli animali da cortile. La produzione di latte e uova era una garanzia. Il mangime prodotto nelle serre lo si poteva considerare come una vera eccellenza!

Esisteva anche un progetto molto ambizioso, ancora in fase di studio, circa l’allevamento dei pesci d’acqua dolce…??…!!…??

Naturalmente per la materia prima c’era da affidarsi alla generosità dei terrestri…..

Per una buona strategia già sperimentata con pieno successo su altri generi come il nobile vitigno del prosecco.

Magari aiutati dalla oramai mitica Camilla o anche da altri kalloxiani terrestri!

Nel primo anello le industrie alimentari, le serre e l’intero settore alimentare stesso disponevano di ampi spazi interamente a loro dedicati.

Con la presenza dell’ossigeno nell’habitat lunare andavano a stabilizzarsi sia l’attrazione gravitazionale che la pressione atmosferica.

Realizzato e perfezionato un valido sistema per lo smaltimento dei rifiuti in perfetta sintonia con le loro esigenze di vita. Il materiale che poteva ritornare utile veniva raccolto dalle differenziate per poi essere introdotto nei rispettivi cicli di riciclaggio. Mentre l’umido, dopo gli opportuni trattamenti, veniva trasformato in un additivo per la formazione del composto lunare.

Tutto quel grande lavoro per vivere una vita

sufficientemente normale”

ricca di grandi valori umani e morali.

Essenziali per mantenere alto sia l’entusiasmo che lo slancio vitale.

<Però una domanda mi sorge spontanea:

ma perché proprio io…??

Non potevate fare a meno di coinvolgermi evitando così quei rischi inutili e pericolosi come, ad esempio, far trapelare la vostra esistenza ai terrestri? Ma tutto questo non vi preoccupa? Non vi mette paura…??>

<Assolutamente no!> risposero in coro Alfonso, Socrate, Desiderio e Candido, fino a quel momento presenti in un attento e ponderato silenzio.

<Giusto così!> confermò Aleandro. <Perché in questo momento noi tutti ci troviamo a dover affrontare un problema particolarmente difficile che, altrimenti, potrebbe trasformarsi in un disastro colossale per tutti gli abitanti di Selene…!! Ed è proprio per scongiurare questo pericolo che ho pensato ad un aiuto veramente speciale.

Da qui mi è nata l’idea, subito condivisa da tutti, di far venire sulla Luna

nientepopodimeno che un terrestre!

Scelta ritenuta di fondamentale importanza in quanto solamente un abitante della Terra sarebbe stato in grado di illustrarci la vita dei terrestri stessi nelle loro molteplici sfaccettature.>

<Una specie di tabella contenente pregi e difetti.> aggiunse Socrate

<Ma ovviamente c’era il rischio di inciampare in un uomo dal profilo medio scarso che svelando il nostro segreto avrebbe potuto trascinarci tutti alla rovina…..> proseguì Aleandro.

<E questo pericolo era evitabile solamente trovando la persona ad hoc!

Onesta e giusta, dotata di una grande intelligenza ma anche legata a certi ideali che solamente un uomo “leale” ti può garantire!

Ed ecco che entri in campo tu, mio caro Alex!

Il nostro particolare incontro, come già ben saprai, non è il frutto di una fortunata coincidenza bensì di un progetto ben mirato sull’obiettivo finale.>

<Per il quale vi siete avvalsi dell’aiuto di una vostra cara amica kalloxiana che vive sulla Terra!>

<Bravo….. Una signora che ti conosce molto bene visto che anche lei abita a Stremeg.>

<Camilla…!! La mamma dal fiuto infallibile…!!>

<Noto con piacere che trascorrere le giornate accanto alla bella Isabel il giovamento è pressoché totale!

Quella grande donna che di nome fa Camilla è stata in grado di fornirci ampie garanzie circa la sua consapevole e ponderata scelta.

In lei nessun dubbio sull’uomo in grado di trovare la soluzione del problema che mi sta angustiando, e non poco, da un po’ di tempo a questa parte…!!

Il resto è storia recente…..

Ci troviamo di fronte ad una persona veramente speciale, un raro esempio di coerenza, onestà e sane aspirazioni. Requisiti fondamentali per la nostra causa!>

<Praticamente sarei una specie di mostro!!!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Esattamente…. Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 38°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 EPISODIO 38° 

finale precedente:        

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

38° ep.  

Dalle linee elettriche al sistema idraulico, dalla interconnessione globale tra reti informatiche e telefoniche all’illuminazione pubblica e naturalmente l’elemento primario e fondamentale per la vita: l’ossigeno.

La città,

un clamoroso inno alla vita in tutte le sue infinite sfumature…!!

Mentre i giovani ancora studiavano tutti gli adulti lavoravano.

Le scuole duravano sedici anni.

A tre anni si partiva con la prima sino ad arrivare alla tredicesima, ultima delle obbligatorie.

Poi altri tre anni volontari per chi aspirava ad una specializzazione professionale che fosse di utilità alla città e ai suoi abitanti.

Pertanto non erano contemplate certe materie che a Selene sarebbero risultate clamorosamente inutili, ma anche ridicole,

come economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e via dicendo…!!

Presenti numerosi bedico

(beni di consumo):

bedico alimentari, bedico abbigliamento, bedico elettronica, bedico informatica, bedico medicinali,

eccetera eccetera!

Scuole, palestre, un ospedale, tre cinema, ristoranti, bar, discoteche, centri di preghiera, una sala della pioggia, un giardino immerso in un verde ricco di piante, un museo dedicato a Kallox, eccetera eccetera…!!

Centri di preghiera dove il loro Dio non era kalloxiano né tantomeno marziano ma, com’era ovvio pensarlo, aveva a che fare con Sarior.

Quei sessanta sarioriani, eroi colonizzatori di Kallox, raccontarono di una presenza virtuale avvenuta non si sa quando ma che riuscì a trasmettere un’importante segnale d’amore…!!

Città dotata di parecchi confort per una vita quotidiana più che gradevole.

<Sembra un sogno e invece è tutto incredibilmente vero!!

La sala della pioggia… un’idea favolosa…!! Con ombrelli oppure senza…??

Uahahah…!!> affermò Alex con tutto il suo entusiasmo.

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<L’hai detta giusta mio caro Alex! Ci sono esattamente trenta ombrelli per chi vuole passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Anche se molti preferiscono l’impermeabile tascabile, quello con il cappuccio. Dicono che la pioggia, proprio perché rara, deve essere vissuta in tutte le sue più gradite sfumature.>

<Per l’acqua immagino venga utilizzata sempre la stessa per diverso tempo, come nelle nostre fontane?>

<Esatto, e per mantenerla nella sua purezza cristallina utilizziamo un piccolo ed efficientissimo depuratore.>

<Ma anche il giardino è un’altra opera fantasticafrutto del genio selenese!>

<Certo che sì!

Un piccolo parco di millecinquecento metri quadrati dove si possono percepire le meravigliose sensazioni di piacere presenti in tutti i parchi che si rispettino.

Un giardino fiorito, rigoglioso e ben curato. La varietà di alberi e una vasta gamma di piante di varie dimensioni lo rendono rigoglioso e ridente. Colori a volontà per un posto pieno di brio. E, incredibile ma vero, grazie ad un sentiero si possono raggiungere tutte le zone dell’oasi di verde.>

Le miniere, sfruttate per l’estrazione dei minerali presenti nel sottosuolo,

fornivano di materie prime tutte le industrie create appositamente per la produzione di ogni bene necessario a conservare alta la loro garanzia di vita.

Cose utili ma anche dilettevoli che consentivano la serenità in uno stato di perenne agiatezza.

Al momento si era raggiunto un livello di produzione industriale tale da garantire una completa fornitura per l’intera popolazione. In certi ambiti, ma soprattutto nell’elettrodomestico, i magazzini erano talmente ben forniti che le produzioni furono provvisoriamente sospese.

Sia le miniere che le fabbriche si trovavano lungo circonferenze esterne alla città in una logica esclusiva dai connotati ben noti. Non fu assolutamente un caso se la città stessa si sviluppò seguendo un tracciato circolare. Alla fine ne poteva venir fuori un cerchio perfetto se non ci fossero stati i presupposti che portavano al naturale ampliamento dello spazio abitativo proporzionato alla vita in piena crescita.

La popolazione aumentava e la città si doveva adeguare con uno sviluppo appropriato alle proprie particolari esigenze abitative.

L’intervento in un suo tratto ben definito, tra le lporte di accesso quarta e quinta, largo duecento metri e lungo, provvisoriamente, trecento metri, in estensione esterna al cerchio stesso. Per le sue caratteristiche peculiari non erano previsti collegamenti con l’esterno.

Uscendo dalla città la prima zona perimetrale allargata al suo esterno (il primo anello) era occupata dalle industrie;

nella seconda (secondo anello) si trovavano le miniere, i laghi, gli acquedotti, i generatori di ossigeno e le centrali elettriche;

la terza zona perimetrale (terzo anello) creata esclusivamente come area cuscinetto a salvaguardia della città.

Le larghezze interne del primo e del secondo anello variavano, in base al numero delle strutture presenti, da un minimo di cinque metri ad un massimo di cinquanta. Mentre la larghezza del terzo anello non superava i quattro metri. Infine lo spessore di roccia interessato dalle pareti intermedie tra gli stessi anelli era di due metri comodi.

Otto le porte di accesso, distanziate l’una dall’altra di 2,200 km, per una circonferenza di 17,600 km.

La superficie totale, compresi i tre anelli ed il tratto in estensione, era di circa 25 km quadrati.

Tutti i laghi sotterranei presi a giusta considerazione si slanciavano in profondità anche piuttosto considerevoli. Alcuni si presentavano con la superficie ghiacciata. Inconveniente ovviato grazie all’utilizzo di tecniche appropriate che ne annullavano l’effetto e consentivano il prelievo dell’acqua anche con una certa facilità. Nell’ambito alimentare vennero costruite delle maxi serre appositamente progettate per la realizzazione e lo sviluppo dei più svariati sistemi agricoli. I risultati non mancarono e andarono ben oltre alle più rosee aspettative…!!

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (EPISODIO 39°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO 

finale precedente:        

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

39° ep.  

Da non sottovalutare il contributo in ossigeno che, considerata la non indifferente estensione, veniva prodotto in quantità più che ragguardevoli.

Locali dotati di strutture diversificate per gli allevamenti di polli, tacchini, faraone, conigli, capre e altri piccoli animali da cortile. La produzione di latte e uova era una garanzia. Il mangime prodotto nelle serre lo si poteva considerare come una vera eccellenza!

Esisteva anche un progetto molto ambizioso, ancora in fase di studio, circa l’allevamento dei pesci d’acqua dolce…??…!!…??

Naturalmente per la materia prima c’era da affidarsi alla generosità dei terrestri…..

Per una buona strategia già sperimentata con pieno successo su altri generi come il nobile vitigno del prosecco.

Magari aiutati dalla oramai mitica Camilla o anche da altri kalloxiani terrestri!

Nel primo anello le industrie alimentari, le serre e l’intero settore alimentare stesso disponevano di ampi spazi interamente a loro dedicati.

Con la presenza dell’ossigeno nell’habitat lunare andavano a stabilizzarsi sia l’attrazione gravitazionale che la pressione atmosferica.

Realizzato e perfezionato un valido sistema per lo smaltimento dei rifiuti in perfetta sintonia con le loro esigenze di vita. Il materiale che poteva ritornare utile veniva raccolto dalle differenziate per poi essere introdotto nei rispettivi cicli di riciclaggio. Mentre l’umido, dopo gli opportuni trattamenti, veniva trasformato in un additivo per la formazione del composto lunare.

Tutto quel grande lavoro per vivere una vita

sufficientemente normale”

ricca di grandi valori umani e morali.

Essenziali per mantenere alto sia l’entusiasmo che lo slancio vitale.

<Però una domanda mi sorge spontanea:

ma perché proprio io…??

Non potevate fare a meno di coinvolgermi evitando così quei rischi inutili e pericolosi come, ad esempio, far trapelare la vostra esistenza ai terrestri? Ma tutto questo non vi preoccupa? Non vi mette paura…??>

<Assolutamente no!> risposero in coro Alfonso, Socrate, Desiderio e Candido, fino a quel momento presenti in un attento e ponderato silenzio.

<Giusto così!> confermò Aleandro. <Perché in questo momento noi tutti ci troviamo a dover affrontare un problema particolarmente difficile che, altrimenti, potrebbe trasformarsi in un disastro colossale per tutti gli abitanti di Selene…!! Ed è proprio per scongiurare questo pericolo che ho pensato ad un aiuto veramente speciale.

Da qui mi è nata l’idea, subito condivisa da tutti, di far venire sulla Luna

nientepopodimeno che un terrestre!

Scelta ritenuta di fondamentale importanza in quanto solamente un abitante della Terra sarebbe stato in grado di illustrarci la vita dei terrestri stessi nelle loro molteplici sfaccettature.>

<Una specie di tabella contenente pregi e difetti.> aggiunse Socrate

<Ma ovviamente c’era il rischio di inciampare in un uomo dal profilo medio scarso che svelando il nostro segreto avrebbe potuto trascinarci tutti alla rovina…..> proseguì Aleandro.

<E questo pericolo era evitabile solamente trovando la persona ad hoc!

Onesta e giusta, dotata di una grande intelligenza ma anche legata a certi ideali che solamente un uomo “leale” ti può garantire!

Ed ecco che entri in campo tu, mio caro Alex!

Il nostro particolare incontro, come già ben saprai, non è il frutto di una fortunata coincidenza bensì di un progetto ben mirato sull’obiettivo finale.>

<Per il quale vi siete avvalsi dell’aiuto di una vostra cara amica kalloxiana che vive sulla Terra!>

<Bravo….. Una signora che ti conosce molto bene visto che anche lei abita a Stremeg.>

<Camilla…!! La mamma dal fiuto infallibile…!!>

<Noto con piacere che trascorrere le giornate accanto alla bella Isabel il giovamento è pressoché totale!

Quella grande donna che di nome fa Camilla è stata in grado di fornirci ampie garanzie circa la sua consapevole e ponderata scelta.

In lei nessun dubbio sull’uomo in grado di trovare la soluzione del problema che mi sta angustiando, e non poco, da un po’ di tempo a questa parte…!!

Il resto è storia recente…..

Ci troviamo di fronte ad una persona veramente speciale, un raro esempio di coerenza, onestà e sane aspirazioni. Requisiti fondamentali per la nostra causa!>

<Praticamente sarei una specie di mostro!!!! Uahahah…!!>

<Ahahahah…!! Ahahahah…!!

Esattamente…. Ahahahah…!!>

Uahahah…!! Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 38°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 EPISODIO 38° 

finale precedente:        

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

38° ep.  

Dalle linee elettriche al sistema idraulico, dalla interconnessione globale tra reti informatiche e telefoniche all’illuminazione pubblica e naturalmente l’elemento primario e fondamentale per la vita: l’ossigeno.

La città,

un clamoroso inno alla vita in tutte le sue infinite sfumature…!!

Mentre i giovani ancora studiavano tutti gli adulti lavoravano.

Le scuole duravano sedici anni.

A tre anni si partiva con la prima sino ad arrivare alla tredicesima, ultima delle obbligatorie.

Poi altri tre anni volontari per chi aspirava ad una specializzazione professionale che fosse di utilità alla città e ai suoi abitanti.

Pertanto non erano contemplate certe materie che a Selene sarebbero risultate clamorosamente inutili, ma anche ridicole,

come economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e via dicendo…!!

Presenti numerosi bedico

(beni di consumo):

bedico alimentari, bedico abbigliamento, bedico elettronica, bedico informatica, bedico medicinali,

eccetera eccetera!

Scuole, palestre, un ospedale, tre cinema, ristoranti, bar, discoteche, centri di preghiera, una sala della pioggia, un giardino immerso in un verde ricco di piante, un museo dedicato a Kallox, eccetera eccetera…!!

Centri di preghiera dove il loro Dio non era kalloxiano né tantomeno marziano ma, com’era ovvio pensarlo, aveva a che fare con Sarior.

Quei sessanta sarioriani, eroi colonizzatori di Kallox, raccontarono di una presenza virtuale avvenuta non si sa quando ma che riuscì a trasmettere un’importante segnale d’amore…!!

Città dotata di parecchi confort per una vita quotidiana più che gradevole.

<Sembra un sogno e invece è tutto incredibilmente vero!!

La sala della pioggia… un’idea favolosa…!! Con ombrelli oppure senza…??

Uahahah…!!> affermò Alex con tutto il suo entusiasmo.

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<L’hai detta giusta mio caro Alex! Ci sono esattamente trenta ombrelli per chi vuole passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Anche se molti preferiscono l’impermeabile tascabile, quello con il cappuccio. Dicono che la pioggia, proprio perché rara, deve essere vissuta in tutte le sue più gradite sfumature.>

<Per l’acqua immagino venga utilizzata sempre la stessa per diverso tempo, come nelle nostre fontane?>

<Esatto, e per mantenerla nella sua purezza cristallina utilizziamo un piccolo ed efficientissimo depuratore.>

<Ma anche il giardino è un’altra opera fantasticafrutto del genio selenese!>

<Certo che sì!

Un piccolo parco di millecinquecento metri quadrati dove si possono percepire le meravigliose sensazioni di piacere presenti in tutti i parchi che si rispettino.

Un giardino fiorito, rigoglioso e ben curato. La varietà di alberi e una vasta gamma di piante di varie dimensioni lo rendono rigoglioso e ridente. Colori a volontà per un posto pieno di brio. E, incredibile ma vero, grazie ad un sentiero si possono raggiungere tutte le zone dell’oasi di verde.>

Le miniere, sfruttate per l’estrazione dei minerali presenti nel sottosuolo,

fornivano di materie prime tutte le industrie create appositamente per la produzione di ogni bene necessario a conservare alta la loro garanzia di vita.

Cose utili ma anche dilettevoli che consentivano la serenità in uno stato di perenne agiatezza.

Al momento si era raggiunto un livello di produzione industriale tale da garantire una completa fornitura per l’intera popolazione. In certi ambiti, ma soprattutto nell’elettrodomestico, i magazzini erano talmente ben forniti che le produzioni furono provvisoriamente sospese.

Sia le miniere che le fabbriche si trovavano lungo circonferenze esterne alla città in una logica esclusiva dai connotati ben noti. Non fu assolutamente un caso se la città stessa si sviluppò seguendo un tracciato circolare. Alla fine ne poteva venir fuori un cerchio perfetto se non ci fossero stati i presupposti che portavano al naturale ampliamento dello spazio abitativo proporzionato alla vita in piena crescita.

La popolazione aumentava e la città si doveva adeguare con uno sviluppo appropriato alle proprie particolari esigenze abitative.

L’intervento in un suo tratto ben definito, tra le lporte di accesso quarta e quinta, largo duecento metri e lungo, provvisoriamente, trecento metri, in estensione esterna al cerchio stesso. Per le sue caratteristiche peculiari non erano previsti collegamenti con l’esterno.

Uscendo dalla città la prima zona perimetrale allargata al suo esterno (il primo anello) era occupata dalle industrie;

nella seconda (secondo anello) si trovavano le miniere, i laghi, gli acquedotti, i generatori di ossigeno e le centrali elettriche;

la terza zona perimetrale (terzo anello) creata esclusivamente come area cuscinetto a salvaguardia della città.

Le larghezze interne del primo e del secondo anello variavano, in base al numero delle strutture presenti, da un minimo di cinque metri ad un massimo di cinquanta. Mentre la larghezza del terzo anello non superava i quattro metri. Infine lo spessore di roccia interessato dalle pareti intermedie tra gli stessi anelli era di due metri comodi.

Otto le porte di accesso, distanziate l’una dall’altra di 2,200 km, per una circonferenza di 17,600 km.

La superficie totale, compresi i tre anelli ed il tratto in estensione, era di circa 25 km quadrati.

Tutti i laghi sotterranei presi a giusta considerazione si slanciavano in profondità anche piuttosto considerevoli. Alcuni si presentavano con la superficie ghiacciata. Inconveniente ovviato grazie all’utilizzo di tecniche appropriate che ne annullavano l’effetto e consentivano il prelievo dell’acqua anche con una certa facilità. Nell’ambito alimentare vennero costruite delle maxi serre appositamente progettate per la realizzazione e lo sviluppo dei più svariati sistemi agricoli. I risultati non mancarono e andarono ben oltre alle più rosee aspettative…!!

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 38°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO 

finale precedente:        

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

38° ep.  

Dalle linee elettriche al sistema idraulico, dalla interconnessione globale tra reti informatiche e telefoniche all’illuminazione pubblica e naturalmente l’elemento primario e fondamentale per la vita: l’ossigeno.

La città,

un clamoroso inno alla vita in tutte le sue infinite sfumature…!!

Mentre i giovani ancora studiavano tutti gli adulti lavoravano.

Le scuole duravano sedici anni.

A tre anni si partiva con la prima sino ad arrivare alla tredicesima, ultima delle obbligatorie.

Poi altri tre anni volontari per chi aspirava ad una specializzazione professionale che fosse di utilità alla città e ai suoi abitanti.

Pertanto non erano contemplate certe materie che a Selene sarebbero risultate clamorosamente inutili, ma anche ridicole,

come economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e via dicendo…!!

Presenti numerosi bedico

(beni di consumo):

bedico alimentari, bedico abbigliamento, bedico elettronica, bedico informatica, bedico medicinali,

eccetera eccetera!

Scuole, palestre, un ospedale, tre cinema, ristoranti, bar, discoteche, centri di preghiera, una sala della pioggia, un giardino immerso in un verde ricco di piante, un museo dedicato a Kallox, eccetera eccetera…!!

Centri di preghiera dove il loro Dio non era kalloxiano né tantomeno marziano ma, com’era ovvio pensarlo, aveva a che fare con Sarior.

Quei sessanta sarioriani, eroi colonizzatori di Kallox, raccontarono di una presenza virtuale avvenuta non si sa quando ma che riuscì a trasmettere un’importante segnale d’amore…!!

Città dotata di parecchi confort per una vita quotidiana più che gradevole.

<Sembra un sogno e invece è tutto incredibilmente vero!!

La sala della pioggia… un’idea favolosa…!! Con ombrelli oppure senza…??

Uahahah…!!> affermò Alex con tutto il suo entusiasmo.

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<L’hai detta giusta mio caro Alex! Ci sono esattamente trenta ombrelli per chi vuole passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Anche se molti preferiscono l’impermeabile tascabile, quello con il cappuccio. Dicono che la pioggia, proprio perché rara, deve essere vissuta in tutte le sue più gradite sfumature.>

<Per l’acqua immagino venga utilizzata sempre la stessa per diverso tempo, come nelle nostre fontane?>

<Esatto, e per mantenerla nella sua purezza cristallina utilizziamo un piccolo ed efficientissimo depuratore.>

<Ma anche il giardino è un’altra opera fantasticafrutto del genio selenese!>

<Certo che sì!

Un piccolo parco di millecinquecento metri quadrati dove si possono percepire le meravigliose sensazioni di piacere presenti in tutti i parchi che si rispettino.

Un giardino fiorito, rigoglioso e ben curato. La varietà di alberi e una vasta gamma di piante di varie dimensioni lo rendono rigoglioso e ridente. Colori a volontà per un posto pieno di brio. E, incredibile ma vero, grazie ad un sentiero si possono raggiungere tutte le zone dell’oasi di verde.>

Le miniere, sfruttate per l’estrazione dei minerali presenti nel sottosuolo,

fornivano di materie prime tutte le industrie create appositamente per la produzione di ogni bene necessario a conservare alta la loro garanzia di vita.

Cose utili ma anche dilettevoli che consentivano la serenità in uno stato di perenne agiatezza.

Al momento si era raggiunto un livello di produzione industriale tale da garantire una completa fornitura per l’intera popolazione. In certi ambiti, ma soprattutto nell’elettrodomestico, i magazzini erano talmente ben forniti che le produzioni furono provvisoriamente sospese.

Sia le miniere che le fabbriche si trovavano lungo circonferenze esterne alla città in una logica esclusiva dai connotati ben noti. Non fu assolutamente un caso se la città stessa si sviluppò seguendo un tracciato circolare. Alla fine ne poteva venir fuori un cerchio perfetto se non ci fossero stati i presupposti che portavano al naturale ampliamento dello spazio abitativo proporzionato alla vita in piena crescita.

La popolazione aumentava e la città si doveva adeguare con uno sviluppo appropriato alle proprie particolari esigenze abitative.

L’intervento in un suo tratto ben definito, tra le lporte di accesso quarta e quinta, largo duecento metri e lungo, provvisoriamente, trecento metri, in estensione esterna al cerchio stesso. Per le sue caratteristiche peculiari non erano previsti collegamenti con l’esterno.

Uscendo dalla città la prima zona perimetrale allargata al suo esterno (il primo anello) era occupata dalle industrie;

nella seconda (secondo anello) si trovavano le miniere, i laghi, gli acquedotti, i generatori di ossigeno e le centrali elettriche;

la terza zona perimetrale (terzo anello) creata esclusivamente come area cuscinetto a salvaguardia della città.

Le larghezze interne del primo e del secondo anello variavano, in base al numero delle strutture presenti, da un minimo di cinque metri ad un massimo di cinquanta. Mentre la larghezza del terzo anello non superava i quattro metri. Infine lo spessore di roccia interessato dalle pareti intermedie tra gli stessi anelli era di due metri comodi.

Otto le porte di accesso, distanziate l’una dall’altra di 2,200 km, per una circonferenza di 17,600 km.

La superficie totale, compresi i tre anelli ed il tratto in estensione, era di circa 25 km quadrati.

Tutti i laghi sotterranei presi a giusta considerazione si slanciavano in profondità anche piuttosto considerevoli. Alcuni si presentavano con la superficie ghiacciata. Inconveniente ovviato grazie all’utilizzo di tecniche appropriate che ne annullavano l’effetto e consentivano il prelievo dell’acqua anche con una certa facilità. Nell’ambito alimentare vennero costruite delle maxi serre appositamente progettate per la realizzazione e lo sviluppo dei più svariati sistemi agricoli. I risultati non mancarono e andarono ben oltre alle più rosee aspettative…!!

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 37°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 episodio 37° 

finale precedente:       

 

L’impresa riuscì grazie a due potentissimi accumulatori in grado di cedere la loro energia kalloxiana alla nuova centrale elettrica.

Trenta minuti furono più che sufficienti per mettere in moto l’intero meccanismo. A quel punto le due eroiche batterie si “scansarono”

dando il via alla prima centrale elettrica lunare.

Un fondamentale grande momento per la storia dei primi abitanti della Luna…!!

37° ep.  

Con l’allargamento di quesettore completo di lago, grotte, gallerie artificiali, impianti dell’energia elettrica, dell’acqua e dell’ossigeno,

venne realizzato il primo grande habitat lunare perfettamente isolato dall’esterno grazie ad una doppia porta a tenuta stagna.

Più tardi altri laghi si sarebbero aggiunti allo storico primo, l’apri pista di una grande incredibile avventura. E quando, con il progressivo avanzamento dei lavori minerari e l’inaugurazione delle prime fabbriche, riuscirono a costruire anche i primi macchinari lunari il ritmo produttivo si elevò alla massima potenza. Riuscendo nell’impresa di ottenere, giorno dopo giorno, risultati grandiosi che li proiettarono verso un futuro ricco di soddisfazioni, fino ad arrivare alla grande città che di  più tardi si sarebbe chiamata

Selene”!

La città con i suoi sessantamila abitanti si estendeva lungo una superficie sotterranea tanto vasta quanto complessa. Un particolare per nulla marginale riguardava il numero delle tute spaziali che riuscirono a trasportare a bordo delle loro astronavi, circa duemila! Una quantità decisamente inferiore alle aspettative dei cinquantamila. Ma non fu considerato come un vero problema per il semplice motivo che venne sapientemente ovviato con una brillante applicazione di turnover della tuta spaziale…..

<Da queste parti la vita procede ad una velocità supersonica,

con tanta frenesia ma anche con la lucidità necessaria per viverla serenamente.

Ci sono sempre tante cose da fare e la lista non finisce mai.

Ci troviamo tutti in un presente fattivo al cento per cento per un futuro che dovrà andare al mille per cento!>

Tutto quello che veniva realizzato sulla Luna era il risultato di un lavoro sopraffino che univa la fatica all’ingegno dei lunari.

<Respira Aleandro, mi raccomando ogni tanto devi anche farlo, altrimenti…!! Uahahah…!!> intervenne Alex.

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Hai perfettamente ragione Alex,

sei proprio un grande simpaticone..!!..??..!!

Adesso che ho ripreso fiato posso anche proseguire…. Tu che ne dici, Alessandro Ruggero Boson detto “Alex il grande”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

Cercarono in tutti i modi di semplificarsi la vita stabilendo delle regole estremamente semplici e tutte con un denominatore comune:

utilità sociale”!!

La più eclatante, perché segnava in modo marcato il loro stile di vita:

sulla Luna non esisteva il denaro

Non c’era nulla che si potesse comprare perché

niente era posto in vendita!

Mai utilizzati i verbi vendere e comprare!

Risultato:

nessuno”

era privato dal possedere una cosa perché

per “tutti”

c’era l’opportunità di averla.

Nessuno era ricco e nessuno era povero”

<Di questa genialata me ne aveva già accennato Isabel! Comunque sono estasiato nel sentire anche la tua descrizione. Una felice realtà lunare. Perfino nell’impossibile siete dei grandi….. magnifici…!!> affermò Alex.

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

seguirà……

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 38°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO 

finale precedente:        

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

38° ep.  

Dalle linee elettriche al sistema idraulico, dalla interconnessione globale tra reti informatiche e telefoniche all’illuminazione pubblica e naturalmente l’elemento primario e fondamentale per la vita: l’ossigeno.

La città,

un clamoroso inno alla vita in tutte le sue infinite sfumature…!!

Mentre i giovani ancora studiavano tutti gli adulti lavoravano.

Le scuole duravano sedici anni.

A tre anni si partiva con la prima sino ad arrivare alla tredicesima, ultima delle obbligatorie.

Poi altri tre anni volontari per chi aspirava ad una specializzazione professionale che fosse di utilità alla città e ai suoi abitanti.

Pertanto non erano contemplate certe materie che a Selene sarebbero risultate clamorosamente inutili, ma anche ridicole,

come economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e via dicendo…!!

Presenti numerosi bedico

(beni di consumo):

bedico alimentari, bedico abbigliamento, bedico elettronica, bedico informatica, bedico medicinali,

eccetera eccetera!

Scuole, palestre, un ospedale, tre cinema, ristoranti, bar, discoteche, centri di preghiera, una sala della pioggia, un giardino immerso in un verde ricco di piante, un museo dedicato a Kallox, eccetera eccetera…!!

Centri di preghiera dove il loro Dio non era kalloxiano né tantomeno marziano ma, com’era ovvio pensarlo, aveva a che fare con Sarior.

Quei sessanta sarioriani, eroi colonizzatori di Kallox, raccontarono di una presenza virtuale avvenuta non si sa quando ma che riuscì a trasmettere un’importante segnale d’amore…!!

Città dotata di parecchi confort per una vita quotidiana più che gradevole.

<Sembra un sogno e invece è tutto incredibilmente vero!!

La sala della pioggia… un’idea favolosa…!! Con ombrelli oppure senza…??

Uahahah…!!> affermò Alex con tutto il suo entusiasmo.

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<L’hai detta giusta mio caro Alex! Ci sono esattamente trenta ombrelli per chi vuole passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Anche se molti preferiscono l’impermeabile tascabile, quello con il cappuccio. Dicono che la pioggia, proprio perché rara, deve essere vissuta in tutte le sue più gradite sfumature.>

<Per l’acqua immagino venga utilizzata sempre la stessa per diverso tempo, come nelle nostre fontane?>

<Esatto, e per mantenerla nella sua purezza cristallina utilizziamo un piccolo ed efficientissimo depuratore.>

<Ma anche il giardino è un’altra opera fantasticafrutto del genio selenese!>

<Certo che sì!

Un piccolo parco di millecinquecento metri quadrati dove si possono percepire le meravigliose sensazioni di piacere presenti in tutti i parchi che si rispettino.

Un giardino fiorito, rigoglioso e ben curato. La varietà di alberi e una vasta gamma di piante di varie dimensioni lo rendono rigoglioso e ridente. Colori a volontà per un posto pieno di brio. E, incredibile ma vero, grazie ad un sentiero si possono raggiungere tutte le zone dell’oasi di verde.>

Le miniere, sfruttate per l’estrazione dei minerali presenti nel sottosuolo,

fornivano di materie prime tutte le industrie create appositamente per la produzione di ogni bene necessario a conservare alta la loro garanzia di vita.

Cose utili ma anche dilettevoli che consentivano la serenità in uno stato di perenne agiatezza.

Al momento si era raggiunto un livello di produzione industriale tale da garantire una completa fornitura per l’intera popolazione. In certi ambiti, ma soprattutto nell’elettrodomestico, i magazzini erano talmente ben forniti che le produzioni furono provvisoriamente sospese.

Sia le miniere che le fabbriche si trovavano lungo circonferenze esterne alla città in una logica esclusiva dai connotati ben noti. Non fu assolutamente un caso se la città stessa si sviluppò seguendo un tracciato circolare. Alla fine ne poteva venir fuori un cerchio perfetto se non ci fossero stati i presupposti che portavano al naturale ampliamento dello spazio abitativo proporzionato alla vita in piena crescita.

La popolazione aumentava e la città si doveva adeguare con uno sviluppo appropriato alle proprie particolari esigenze abitative.

L’intervento in un suo tratto ben definito, tra le lporte di accesso quarta e quinta, largo duecento metri e lungo, provvisoriamente, trecento metri, in estensione esterna al cerchio stesso. Per le sue caratteristiche peculiari non erano previsti collegamenti con l’esterno.

Uscendo dalla città la prima zona perimetrale allargata al suo esterno (il primo anello) era occupata dalle industrie;

nella seconda (secondo anello) si trovavano le miniere, i laghi, gli acquedotti, i generatori di ossigeno e le centrali elettriche;

la terza zona perimetrale (terzo anello) creata esclusivamente come area cuscinetto a salvaguardia della città.

Le larghezze interne del primo e del secondo anello variavano, in base al numero delle strutture presenti, da un minimo di cinque metri ad un massimo di cinquanta. Mentre la larghezza del terzo anello non superava i quattro metri. Infine lo spessore di roccia interessato dalle pareti intermedie tra gli stessi anelli era di due metri comodi.

Otto le porte di accesso, distanziate l’una dall’altra di 2,200 km, per una circonferenza di 17,600 km.

La superficie totale, compresi i tre anelli ed il tratto in estensione, era di circa 25 km quadrati.

Tutti i laghi sotterranei presi a giusta considerazione si slanciavano in profondità anche piuttosto considerevoli. Alcuni si presentavano con la superficie ghiacciata. Inconveniente ovviato grazie all’utilizzo di tecniche appropriate che ne annullavano l’effetto e consentivano il prelievo dell’acqua anche con una certa facilità. Nell’ambito alimentare vennero costruite delle maxi serre appositamente progettate per la realizzazione e lo sviluppo dei più svariati sistemi agricoli. I risultati non mancarono e andarono ben oltre alle più rosee aspettative…!!

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 37°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 episodio 37° 

finale precedente:       

 

L’impresa riuscì grazie a due potentissimi accumulatori in grado di cedere la loro energia kalloxiana alla nuova centrale elettrica.

Trenta minuti furono più che sufficienti per mettere in moto l’intero meccanismo. A quel punto le due eroiche batterie si “scansarono”

dando il via alla prima centrale elettrica lunare.

Un fondamentale grande momento per la storia dei primi abitanti della Luna…!!

37° ep.  

Con l’allargamento di quesettore completo di lago, grotte, gallerie artificiali, impianti dell’energia elettrica, dell’acqua e dell’ossigeno,

venne realizzato il primo grande habitat lunare perfettamente isolato dall’esterno grazie ad una doppia porta a tenuta stagna.

Più tardi altri laghi si sarebbero aggiunti allo storico primo, l’apri pista di una grande incredibile avventura. E quando, con il progressivo avanzamento dei lavori minerari e l’inaugurazione delle prime fabbriche, riuscirono a costruire anche i primi macchinari lunari il ritmo produttivo si elevò alla massima potenza. Riuscendo nell’impresa di ottenere, giorno dopo giorno, risultati grandiosi che li proiettarono verso un futuro ricco di soddisfazioni, fino ad arrivare alla grande città che di  più tardi si sarebbe chiamata

Selene”!

La città con i suoi sessantamila abitanti si estendeva lungo una superficie sotterranea tanto vasta quanto complessa. Un particolare per nulla marginale riguardava il numero delle tute spaziali che riuscirono a trasportare a bordo delle loro astronavi, circa duemila! Una quantità decisamente inferiore alle aspettative dei cinquantamila. Ma non fu considerato come un vero problema per il semplice motivo che venne sapientemente ovviato con una brillante applicazione di turnover della tuta spaziale…..

<Da queste parti la vita procede ad una velocità supersonica,

con tanta frenesia ma anche con la lucidità necessaria per viverla serenamente.

Ci sono sempre tante cose da fare e la lista non finisce mai.

Ci troviamo tutti in un presente fattivo al cento per cento per un futuro che dovrà andare al mille per cento!>

Tutto quello che veniva realizzato sulla Luna era il risultato di un lavoro sopraffino che univa la fatica all’ingegno dei lunari.

<Respira Aleandro, mi raccomando ogni tanto devi anche farlo, altrimenti…!! Uahahah…!!> intervenne Alex.

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Hai perfettamente ragione Alex,

sei proprio un grande simpaticone..!!..??..!!

Adesso che ho ripreso fiato posso anche proseguire…. Tu che ne dici, Alessandro Ruggero Boson detto “Alex il grande”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

Cercarono in tutti i modi di semplificarsi la vita stabilendo delle regole estremamente semplici e tutte con un denominatore comune:

utilità sociale”!!

La più eclatante, perché segnava in modo marcato il loro stile di vita:

sulla Luna non esisteva il denaro

Non c’era nulla che si potesse comprare perché

niente era posto in vendita!

Mai utilizzati i verbi vendere e comprare!

Risultato:

nessuno”

era privato dal possedere una cosa perché

per “tutti”

c’era l’opportunità di averla.

Nessuno era ricco e nessuno era povero”

<Di questa genialata me ne aveva già accennato Isabel! Comunque sono estasiato nel sentire anche la tua descrizione. Una felice realtà lunare. Perfino nell’impossibile siete dei grandi….. magnifici…!!> affermò Alex.

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

seguirà……

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 38°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 NUOVO EPISODIO 

finale precedente:        

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

38° ep.  

Dalle linee elettriche al sistema idraulico, dalla interconnessione globale tra reti informatiche e telefoniche all’illuminazione pubblica e naturalmente l’elemento primario e fondamentale per la vita: l’ossigeno.

La città,

un clamoroso inno alla vita in tutte le sue infinite sfumature…!!

Mentre i giovani ancora studiavano tutti gli adulti lavoravano.

Le scuole duravano sedici anni.

A tre anni si partiva con la prima sino ad arrivare alla tredicesima, ultima delle obbligatorie.

Poi altri tre anni volontari per chi aspirava ad una specializzazione professionale che fosse di utilità alla città e ai suoi abitanti.

Pertanto non erano contemplate certe materie che a Selene sarebbero risultate clamorosamente inutili, ma anche ridicole,

come economia e commercio, giurisprudenza, scienze politiche e via dicendo…!!

Presenti numerosi bedico

(beni di consumo):

bedico alimentari, bedico abbigliamento, bedico elettronica, bedico informatica, bedico medicinali,

eccetera eccetera!

Scuole, palestre, un ospedale, tre cinema, ristoranti, bar, discoteche, centri di preghiera, una sala della pioggia, un giardino immerso in un verde ricco di piante, un museo dedicato a Kallox, eccetera eccetera…!!

Centri di preghiera dove il loro Dio non era kalloxiano né tantomeno marziano ma, com’era ovvio pensarlo, aveva a che fare con Sarior.

Quei sessanta sarioriani, eroi colonizzatori di Kallox, raccontarono di una presenza virtuale avvenuta non si sa quando ma che riuscì a trasmettere un’importante segnale d’amore…!!

Città dotata di parecchi confort per una vita quotidiana più che gradevole.

<Sembra un sogno e invece è tutto incredibilmente vero!!

La sala della pioggia… un’idea favolosa…!! Con ombrelli oppure senza…??

Uahahah…!!> affermò Alex con tutto il suo entusiasmo.

Ahahahah…!! Uahahah…!! Ahahahah…!!

<L’hai detta giusta mio caro Alex! Ci sono esattamente trenta ombrelli per chi vuole passeggiare sotto la pioggia senza bagnarsi.

Anche se molti preferiscono l’impermeabile tascabile, quello con il cappuccio. Dicono che la pioggia, proprio perché rara, deve essere vissuta in tutte le sue più gradite sfumature.>

<Per l’acqua immagino venga utilizzata sempre la stessa per diverso tempo, come nelle nostre fontane?>

<Esatto, e per mantenerla nella sua purezza cristallina utilizziamo un piccolo ed efficientissimo depuratore.>

<Ma anche il giardino è un’altra opera fantasticafrutto del genio selenese!>

<Certo che sì!

Un piccolo parco di millecinquecento metri quadrati dove si possono percepire le meravigliose sensazioni di piacere presenti in tutti i parchi che si rispettino.

Un giardino fiorito, rigoglioso e ben curato. La varietà di alberi e una vasta gamma di piante di varie dimensioni lo rendono rigoglioso e ridente. Colori a volontà per un posto pieno di brio. E, incredibile ma vero, grazie ad un sentiero si possono raggiungere tutte le zone dell’oasi di verde.>

Le miniere, sfruttate per l’estrazione dei minerali presenti nel sottosuolo,

fornivano di materie prime tutte le industrie create appositamente per la produzione di ogni bene necessario a conservare alta la loro garanzia di vita.

Cose utili ma anche dilettevoli che consentivano la serenità in uno stato di perenne agiatezza.

Al momento si era raggiunto un livello di produzione industriale tale da garantire una completa fornitura per l’intera popolazione. In certi ambiti, ma soprattutto nell’elettrodomestico, i magazzini erano talmente ben forniti che le produzioni furono provvisoriamente sospese.

Sia le miniere che le fabbriche si trovavano lungo circonferenze esterne alla città in una logica esclusiva dai connotati ben noti. Non fu assolutamente un caso se la città stessa si sviluppò seguendo un tracciato circolare. Alla fine ne poteva venir fuori un cerchio perfetto se non ci fossero stati i presupposti che portavano al naturale ampliamento dello spazio abitativo proporzionato alla vita in piena crescita.

La popolazione aumentava e la città si doveva adeguare con uno sviluppo appropriato alle proprie particolari esigenze abitative.

L’intervento in un suo tratto ben definito, tra le lporte di accesso quarta e quinta, largo duecento metri e lungo, provvisoriamente, trecento metri, in estensione esterna al cerchio stesso. Per le sue caratteristiche peculiari non erano previsti collegamenti con l’esterno.

Uscendo dalla città la prima zona perimetrale allargata al suo esterno (il primo anello) era occupata dalle industrie;

nella seconda (secondo anello) si trovavano le miniere, i laghi, gli acquedotti, i generatori di ossigeno e le centrali elettriche;

la terza zona perimetrale (terzo anello) creata esclusivamente come area cuscinetto a salvaguardia della città.

Le larghezze interne del primo e del secondo anello variavano, in base al numero delle strutture presenti, da un minimo di cinque metri ad un massimo di cinquanta. Mentre la larghezza del terzo anello non superava i quattro metri. Infine lo spessore di roccia interessato dalle pareti intermedie tra gli stessi anelli era di due metri comodi.

Otto le porte di accesso, distanziate l’una dall’altra di 2,200 km, per una circonferenza di 17,600 km.

La superficie totale, compresi i tre anelli ed il tratto in estensione, era di circa 25 km quadrati.

Tutti i laghi sotterranei presi a giusta considerazione si slanciavano in profondità anche piuttosto considerevoli. Alcuni si presentavano con la superficie ghiacciata. Inconveniente ovviato grazie all’utilizzo di tecniche appropriate che ne annullavano l’effetto e consentivano il prelievo dell’acqua anche con una certa facilità. Nell’ambito alimentare vennero costruite delle maxi serre appositamente progettate per la realizzazione e lo sviluppo dei più svariati sistemi agricoli. I risultati non mancarono e andarono ben oltre alle più rosee aspettative…!!

Ottimi raccolti ritenuti più che sufficienti a soddisfare il fabbisogno dell’intera città…!!

seguirà:

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 37°)

http://www.lulu.com/shop/felice-tolfo/il-campanile-di-oroset-libro-i/ebook/product-23785046.html
 episodio 37° 

finale precedente:       

 

L’impresa riuscì grazie a due potentissimi accumulatori in grado di cedere la loro energia kalloxiana alla nuova centrale elettrica.

Trenta minuti furono più che sufficienti per mettere in moto l’intero meccanismo. A quel punto le due eroiche batterie si “scansarono”

dando il via alla prima centrale elettrica lunare.

Un fondamentale grande momento per la storia dei primi abitanti della Luna…!!

37° ep.  

Con l’allargamento di quesettore completo di lago, grotte, gallerie artificiali, impianti dell’energia elettrica, dell’acqua e dell’ossigeno,

venne realizzato il primo grande habitat lunare perfettamente isolato dall’esterno grazie ad una doppia porta a tenuta stagna.

Più tardi altri laghi si sarebbero aggiunti allo storico primo, l’apri pista di una grande incredibile avventura. E quando, con il progressivo avanzamento dei lavori minerari e l’inaugurazione delle prime fabbriche, riuscirono a costruire anche i primi macchinari lunari il ritmo produttivo si elevò alla massima potenza. Riuscendo nell’impresa di ottenere, giorno dopo giorno, risultati grandiosi che li proiettarono verso un futuro ricco di soddisfazioni, fino ad arrivare alla grande città che di  più tardi si sarebbe chiamata

Selene”!

La città con i suoi sessantamila abitanti si estendeva lungo una superficie sotterranea tanto vasta quanto complessa. Un particolare per nulla marginale riguardava il numero delle tute spaziali che riuscirono a trasportare a bordo delle loro astronavi, circa duemila! Una quantità decisamente inferiore alle aspettative dei cinquantamila. Ma non fu considerato come un vero problema per il semplice motivo che venne sapientemente ovviato con una brillante applicazione di turnover della tuta spaziale…..

<Da queste parti la vita procede ad una velocità supersonica,

con tanta frenesia ma anche con la lucidità necessaria per viverla serenamente.

Ci sono sempre tante cose da fare e la lista non finisce mai.

Ci troviamo tutti in un presente fattivo al cento per cento per un futuro che dovrà andare al mille per cento!>

Tutto quello che veniva realizzato sulla Luna era il risultato di un lavoro sopraffino che univa la fatica all’ingegno dei lunari.

<Respira Aleandro, mi raccomando ogni tanto devi anche farlo, altrimenti…!! Uahahah…!!> intervenne Alex.

<Ahahahah…!! Ahahahah…!! Hai perfettamente ragione Alex,

sei proprio un grande simpaticone..!!..??..!!

Adesso che ho ripreso fiato posso anche proseguire…. Tu che ne dici, Alessandro Ruggero Boson detto “Alex il grande”….. Ahahahah…!! Ahahahah…!!>

<Uahahah…!! Uahahah…!!>

Cercarono in tutti i modi di semplificarsi la vita stabilendo delle regole estremamente semplici e tutte con un denominatore comune:

utilità sociale”!!

La più eclatante, perché segnava in modo marcato il loro stile di vita:

sulla Luna non esisteva il denaro

Non c’era nulla che si potesse comprare perché

niente era posto in vendita!

Mai utilizzati i verbi vendere e comprare!

Risultato:

nessuno”

era privato dal possedere una cosa perché

per “tutti”

c’era l’opportunità di averla.

Nessuno era ricco e nessuno era povero”

<Di questa genialata me ne aveva già accennato Isabel! Comunque sono estasiato nel sentire anche la tua descrizione. Una felice realtà lunare. Perfino nell’impossibile siete dei grandi….. magnifici…!!> affermò Alex.

<Devi sapere, mio caro amico terrestre, che quando parlo della nostra città mi lascio trasportare dall’enfasi dell’entusiasmo perché la mia soddisfazione per quanto realizzato sin d’ora va oltre ogni logica previsione…..

dove la magia si fonde con la realtà!>

seguirà……