Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 64°)

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 EPISODIO  64°

finale precedente:      

<Questo lo so! Ebbene sì….. avevi visto giusto, quei bagliori di riflesso che timidamente illuminavano la galleria incriminata, provvisoriamente ancora priva di illuminazione,

provenivano dalle luci tremolanti delle torce dei minatori che frettolosamente stavano raggiungendo il loro posto di lavoro in una delle numerose miniere presenti nel secondo anello.

Adesso presta molta attenzione su quanto sto per dirti, e

soprattutto tieniti forte…..

64° episodio  

perché non si trattava di lunari e, ovviamente, non potevano essere nemmeno dei terrestri! Allora dimmelo tu chi erano, se ne sei capace…??Ahahahah…!!> <Ma chi erano…?? Bohhhhhhh…..!!!!!!!! Uahahah…!!>

<Orosetiani provenienti dal pianeta Oroset…!!

Come va Alex……? Sei ancora vivo……? Noto, con immenso piacere, che lo stupore e la curiosità sono riusciti, per l’ennesima volta, a far brillare i tuoi occhi…!!>

Alex non rispose, non poteva…..

Rimase con la bocca spalancata….. completamente basito…!!

Troppo grande la sua curiosità per perdersi anche un solo istante di quel magico momento.

Senza la benché minima esitazione esortò Aleandro di continuare!!

E Aleandro, ridente come raramente gli succedeva, non se lo fece ripetere due volte.

<La loro avventura selenese è iniziata nella notte del 12 marzo 2012, in una delle quattordici giornate di buio, quando la stragrande maggioranza della popolazione stava ancora viaggiando lungo il percorso disegnato dal buon Morfeo. Alcuni di noi vennero distratti da un certo fragore paragonabile ad un boato nel silenzio assoluto. Alle due e trenta del mattino dormivamo quasi tutti e quel rumore, seppur anomalo, riuscì a scalfire il sonno di pochi selenesi, compreso il sottoscritto. soliti sventurati colpiti da una personale cronica insonnia…..

I componenti di una squadra che stava operando all’esterno, fortunatamente ad una distanza di sicurezza generosamente oltre la linea del tetto di Selene, notarono una debolissima scia di luce splendere per qualche secondo in un punto relativamente distante e nulla più! Mentre altri, a dire il vero pochi eletti, la notarono attraverso le finestre virtuali. Immediatamente ci organizzammo con una squadra di soccorso! Non eravamo preoccupati per i nostri compagni che sapevamo essere al sicuro ed in perfetta salute. Dovevamo solamente verificare l’entità del cratere provocato dal meteorite che, sebbene fosse stato gentile nel suo cadere ben oltre il nostro tetto, avrebbe comunque potuto provocare qualche crepa di scortesia.>

Per l’avvenimento utilizzarono l’uscita della porta di accesso ottava, certamente la più vicina al punto d’impatto! In breve tempo raggiunsero la zona incriminata, a circa ottocento metri dall’uscita, dove si unirono con la squadra che stava operando all’esterno. Quel timore che alimentava una certa, seppur contenuta, apprensione venne subito spazzato via da un senso di grande stupore e meraviglia…!! Altro che meteorite…!!…??…!!

Qualcosa di fantastico”

quello che i loro occhi ebbero la fortuna di vedere:

un’astronave!

Maestosamente appoggiata su otto ruote centrali e quattro posteriori. Il frontale non era pervenuto ma solamente dichiarato disperso tra rocce e sabbia.

La parte rimanente appariva, in tutto il suo splendore, perfettamente integra e alla facile portata dei soccorritori.

Un profilo nettamente diverso rispetto alle solite astronavi kalloxiane.

La luce forte ed intensa sprigionata dalle torce e dai fari posizionati sui mezzi permetteva una visuale praticamente a giorno dell’intera area dedicata all’astronave.

Strutturata a triangolo dava netta la sensazione di un qualcosa di maestoso da poter ammirare. Alta poco più di otto metri, compresi i carrelli di allunaggio. Surreale l’atmosfera che si respirava al punto da sembrare magica….. La tensione emotiva schizzava forte da parte di tutti i presenti!

– Squadra di soccorso: Aleandro, otto incaricati specializzati interventi esterni e quattro fuoristrada;

– Squadra già operante all’esterno: tre incaricati specializzati interventi esterni e un fuoristrada.

Armi zero.

Mai sfiorati da un solo pensiero armato,

non era contemplato nel loro DNA.

Il termometro misurava ben sessanta gradi, in netto contrasto con il gelo notturno che abitualmente vi regnava.

Malgrado ciò vollero osservarla da vicino, anche per cercare di individuare una probabile fessura da portellone così da poter intervenire tempestivamente nell’eventualità di una prestazione di soccorso a degli ipotetici sopravvissuti. Ma non riuscirono a notare nulla che potesse, anche vagamente, assomigliare alla fessura che stavano cercando.

Quando all’improvviso furono scossi da un rumore stridulo, simile ad una sirena strozzata. D’istinto tutti gli sguardi si concentrarono verso il centro dell’astronave. Altro non era se non il portellone “invisibile” che, in lento movimento, si stava aprendo al suo interno.

Ad apertura completata seguirono una trentina di secondi per un vuoto assoluto, più che sufficienti per creare una certa dose di suspense. L’alta tensione emotiva toccò il suo picco più alto quando

dal portellone fuoriuscì una scaletta che andò presto

a toccare il suolo.

Tutti i presenti volsero i loro sguardi verso la parte interna dell’astronave dove la presenza di una flebile luce poteva anche apparire insufficiente per mantenere quell’ambiente illuminato.

Solitamente si trattava di un piccolo spazio dotato di doppia porta stagna: praticamente il confine tra l’interno e l’esterno.

Ma la curiosità collettiva fu presto appagata dall’apparizione di certe figure in movimento.

Erano i sopravvissuti!

Alcuni stavano già scendendo la scaletta mentre altri si apprestavano a farlo.

“seguirà………” 

Il campanile di Oroset I – libro primo – (episodio 64°)ultima modifica: 2023-12-07T21:01:51+01:00da felixthecat6