Settembre 2017: Bo Diddley – GO BO DIDDLEY (1959)

Bo Diddley - Go

 

Data di pubblicazione: Luglio 1959

Registrato a: Chicago

Produttore: Leonard Chess, Phil Chess & Bo Diddley

Formazione: Bo Diddley (voce, chitarra, violino), Peggy Jones (chitarra, cori), Jerome Green (maracas, voce), Willie Dixon (basso), Clifton James (batteria), Frank Kirkland (batteria), Billy Boy Arnold (armonica), Lafayette Leake (piano), Otis Spann (piano)

Lato A

                                        Crackin’ up

                                        Diddy wah Diddy

                                        I’m sorry

                                        Bo’s guitar

                                        You don’t love me (You don’t care)

                                        Say man

Lato B

                                       The great grandfather

                                       Oh yeah

                                       Don’t let it go

                                       Little girl

                                       Dearest darling

                                      The clock strikes twelve 

Vi ringrazio in anticipo per il grande

applauso che sto per ottenere

(Bo Diddley)

Semplicemente uno dei più grandi artisti di tutta la storia del rock. Uno di quelli che se non ci fosse stato, sicuramente la storia del rock avrebbe preso tutt’altra piega. Si pensi a quanti artisti hanno beneficiato dell’ispirazione derivata dalla musica di questo geniale artista: dai Doors ai Rolling Stones, dai Quicksilver Messenger Service ad Eric Clapton… E tanti altri esempi si possono portare!

Ѐ stato praticamente l’uomo che ha portato il blues nella sua nuova fase, ossia quella del rock’n’roll, facendo nascere difatti una nuova corrente musicale nella storia del ‘900. Questo gli valse l’appellativo di “The Originator of Rock & Roll”. Il suo vero nome è Ellas Bater McDaniel, ma tutti lo conoscono col suo nome d’arte, Bo Diddley. Si forma musicalmente nella Chicago degli anni ’40-’50, inventando un ritmo boogie ossessivo, che difatti pone le basi per il nuovo rock’n’roll. Si fa conoscere per alcuni singoli di grande successo, pubblicati nella metà degli anni ’50. Quella musica nuova, irresistibile, calda e ardente era il preludio di qualcosa di nuovo e sconvolgente che stava per accadere. Esattamente come l’ancheggiare di Elvis o le oscene ritmiche di Little Richard, o il nuovissimo rock’n’roll derivativo dal blues di Muddy Waters, Bo Diddley rappresentava ciò che di nuovo e straordinario la storia americana e non stava per incontrare. Fu anche uno dei primissimi artisti di colore ad apparire all’Ed Sullivan Show.

Nel 1959 fu pubblicato il suo secondo lp, intitolato Go Bo Diddley, ma proseguiva il percorso straordinario del disco d’esordio pubblicato l’anno precedente. In particolare si può apprezzare l’eclettismo, la genialità e la straordinaria fusione dei vari generi operata da questo grande artista. Si parte con un’esotica Crackin’ up, fresca di melodie alla Elvis e ammiccante a quel genere di film che interpretava Marylin Monroe, e si prosegue col blues d’annata di Diddy wah Diddy, ammantato da alcune chitarre rock’n’roll e un’armonica a bocca suggestiva, che ben presto diventeranno patrimonio di Mick Jagger e Keith Richards. I’m sorry invece è una ballata romantica basata su un lento boogie e atmosfere al chiaro di luna. Segue lo strumentale caraibico Bo’s guitar, con le chitarre suadenti e il tappeto sonoro fatto di piano e maracas. Giunge poi il blues hard di You don’t love me (You don’t care), e non è difficile intravedere nei ritmi ossessivi e nell’armonica indemoniata ancora una volta lo spirito dei prossimi Rolling Stones, ma anche quello di un crossover blues infiammato. Say man chiude il primo lato in un alternarsi di versi declamati in duetto, e un arrangiamento a metà tra blues e atmosfere esotiche.

The great grandfather apre il secondo lato con un blues cadenzato, cantato con un afflato soul intenso. Segue il rockabilly blues di Oh yeah, per poi essere avvolti dalla frenesia rock’n’roll di Don’t let it go. Little girl viene particolarmente attraversata dal suono stridente dell’armonica a bocca, mentre Dearest darling incalza ancora su ritmi ossessivi. Il disco viene chiuso dal blues di Clock strikes twelve, dove si aggiunge il suono del violino.

Bo Diddley divenne così uno dei precursori del rock’n’roll, con uno stile tutto suo, che non poté non affascinare le future generazioni che si avvicinavano a questo grande fiume sonoro. Uno dei migliori artisti di sempre!

Settembre 2017: Bo Diddley – GO BO DIDDLEY (1959)ultima modifica: 2017-09-04T08:29:46+02:00da pierrovox

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