Marzo 2018: Massive Attack – BLUE LINES (1991)

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Data di pubblicazione: 8 aprile 1991
Registrato a: Coach House Studios (Bristol), Eastcote Studio (Londra)
Produttore: Massive Attack, Jonny Dollar & Booga Bear
Formazione: Robert “3D” Dal Naja (voce, tastiere), Grant Marshall (voce), Andew Vowles (tastiere), Horace Andy (voce), Shara Nelson (voce), Tricky (voce), Tony Bryan (voce), Paul Johnson (basso), Will Malone (arrangiamenti archi)

 

Tracklist

 

                        Safe from harm
                        One love
                        Blue lines
                        Be thankful for what you’ve got
                        Five man army
                        Unfinishing sympathy
                        Daydreaming
                        Lately
                        Hymn of the big wheel

 

Quello che stavamo cercando di fare
era creare una musica da ballo ideale per la testa,
non per i piedi
(Grant “Daddy G” Marshall)

 

A cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90 cominciò a delinearsi una nuova consonanza nella musica dance, che prendeva in prestito dai ritmi tribali della musica nera le ossessive ritmiche, ma le coniugava con le assonanze dell’hip hop e della musica elettronica in un tessuto diverso e del tutto nuovo. Tutto questo veniva chiamato “trip-hop”, ossia un genere di musica che preferiva distendersi dilatata e soffice, atmosferica e scarna, in contrapposizione all’ossessione lussureggiante della dance. Soprattutto Bristol sarà un teatro di scena importantissimo per questo nuovo movimento artistico, che prendeva dal rock psichedelico l’aspetto fluttuante e distensivo, e dalla black music l’anima suadente. In quel di Bristol appunto vennero fuori i Massive Attack, veri e propri portabandiera di un movimento artistico che invaderà la musica degli anni ’90, e si rivelerà come uno dei più influenti del decennio.
Il loro disco d’esordio, Blue lines, uscito nell’anno di Grazia 1991 (anno di Spiderland, Loveless, Nevermind, Achtung baby, Screamadelica, Blood sugar sex magic, Out of time… tutti grandi capolavori della storia del rock) è una delle pietre miliari del genere, soprattutto per il suo eclettismo, le sue mille sfaccettature, e alcune melodie che si appiccicano addosso e ti lasciano più. Si narra che fu Neneh Cherry a sostenere questo percorso artistico ai Massive Attack obbligandoli ad andare in studio e registrare il disco. E dire che ci ha visto molto lontano è quanto meno un’operazione di routine…
Il disco si apre con le soffici armonie di Safe from harm, elettro-soul nella quale aleggia lo spirito di Isaac Hayes, e trionfa il canto libero e vigoroso di Shara Nelson. Segue il dub fumoso e bagnato di reggae di One love, dove “Bob Marley e Gil Scott-Heron si danno la mano”. A questa fa eco una title-track scandita da un hip-hop piuttosto rilassato, umori reggae e dilatazioni. Per Be thankful for what you’ve got fa capolino lo spirito di Prince, in una veste funky irresistibile e retro, mentre per Five man army si cerca di coniugare diversi generi tra di loro, dal rap all’hip hop, fino al reggae, con un tappeto elettronico in sottofondo.
La seconda parte del disco viene aperta dall’esperimento enfatico e cinematico di Unfinished sympathy, che sembra rispondere perfettamente per le rime a Don’t fight it, feel it dei Primal Scream. Il brano procede tra scratch compressi e ficcanti e un incalzante crescendo orchestrale, facendo leva su un potente groove. Daydreaming invece si rivolge decisamente verso gli stessi territori sonori di Neneh Cherry e al suo Raw like sushi, con tanto di intermezzi enfatici che fanno il loro ingresso tra le strofe rappate. Con Lately si torna nei territori soul-pop di vecchia scuola Motown, ma rallentando i ritmi a favore di un enfasi dettata dal canto, sensibile e sensuale di Shara Nelson. Il disco si chiude con i toni ibridi di Hymn of the big wheel, in cui sembrano una volta tanto andare d’accordo Prince e Michael Jackson.
Come si diceva poc’anzi, Blue lines è una pietra miliare di un genere che non sembra affatto invecchiare, anzi, sembra ancora dettare le regole per il pop a venire nel tempo. A questo grande album i Massive Attack fecero seguire altri grandi dischi, tra i quali menzione speciale va data a Mezzanine, grandissimo capolavoro, forse addirittura superiore per qualità della scrittura a questo disco d’esordio, però nello stesso tempo figlio di questo gran disco. E se è vero che i padri possono essere superati dai figli, è altrettanto vero che l’acume dei padri non può essere oscurato. Per cui a Blue lines sia sempre gloria per quello che rappresenta, per quello cui ha dato vita!

 

Dopo Blue Lines i confini che separano soul, funk, reggae, house, classica, hip-hop e space-rock saranno offuscati per sempre
(Dave Fadele)

Marzo 2018: Massive Attack – BLUE LINES (1991)ultima modifica: 2018-03-22T13:26:31+01:00da pierrovox

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