Febbraio 2019: Nada – TUTTO L’AMORE CHE MI MANCA (2004)

Tutto l'amore che mi manca

 

Data di pubblicazione: 30 aprile 2004
Registrato a: Lead Recording Studios (Roma)
Produttore: John Parish
Formazione: Nada (voce), Lorenzo Corti (chitarra acustica, flauto), Giorgia Poli (basso), Marcello Sorge (batteria), Cesare Basile (chitarra elettrica, chitarra acusitica, banjo), Marcello Caudullo (chitarra elettrica), John Parish (chitarra elettrica, piano elettrico, pianoforte), Howe Gelb (chitarra elettrica)

 

Tracklist

                        Chiedimi quello che vuoi
                        Asciuga le mie lacrime
                        Proprio tu
                        E ti aspettavo
                        Senza un perché
                        Piangere o no
                        Ti troverò
                        Tutto l’amore che mi manca
                        Quello che ho
                        Classico

 

Io non ho paura di affrontare le sperimentazioni
e di vedere come le canzoni possono cambiare dimensione
(Nada)

 

Una delle rivoluzioni più sorprendenti e inaspettate che il rock italiano abbia mai potuto contemplare è quella che ha visto Nada Malanima passare dal ruolo di cantante di motivi semplici e orecchiabili, al ruolo di chanteuse maledetta, scostante, decisamente attratta da trame spigolose e sonorità robuste.
Divenuta famosa a quindici anni, grazie alla sua partecipazione al Festival di Saremo del 1969 con Ma che freddo fa, nella seconda metà degli anni ’70 la cantante toscana, ha tentato di approcciare un cantautorato impegnato, facendo leva sulla poetica politica del conterraneo Piero Ciampi, oltre ad una serie di collaborazioni con gente come Antonello Venditti, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni. Ma questo tentativo si rivelerà un buco nell’acqua: non porterà successo, e alcuni discografici addirittura han tenuto diversi nastri nei cassetti, poiché non vi ravvisavano elementi di successo. Così agli inizi degli anni ’80, Nada torna al pop più commerciale, di cui il singolo Amore disperato, pubblicato nel 1983, ne rappresenterà il punto più elevato, facendole ottenere diversi riconoscimenti. Dopo vari tentativi di approcciare l’elettronica, e altri dischi passati inosservati, Nada decide che è tempo di dare un deciso taglio netto con quanto non la rappresenta, ed ecco che gli anni ’90 sono il trampolino di lancio verso la sua definitiva maturità artistica.
Ed è così che nel 1999 partecipa nuovamente al Festival di Sanremo (ben trent’anni dopo la sua prima partecipazione) proponendo un brano da lei scritto e composto: Guardami negli occhi. Il brano, con un testo simbolicamente improntato sull’amore violento, si stagliava su sonorità ben più robuste, ammiccando ad un cantautorato rock di spessore. Questo sarà appunto il singolo apripista del disco Dove sei sei, composto e registrato con la collaborazione di Mauro Pagani.
Due anni più tardi verrà pubblicato L’amore è fortissimo, il corpo no, che segnerà il suo ingresso definitivo nell’area dell’indie rock italiano, rendendola una delle protagoniste più importanti. Ma come spesso succede, è col “difficile terzo disco”, che si può saggiare il talento di un artista, e in questa nuova veste, Nada non manca l’appuntamento con Tutto l’amore che mi manca, per realizzare il quale chiama gente come John Parish (già all’attivo con PJ Harvey), il cantautore indipendente Cesare Basile, e Howe Gelb. Una perfetta scelta di campo, quella del rock indipendente, che vuole vederla in piena dimestichezza, piena libertà artistica. E i risultati sono eccellenti.
Il disco si apre con il tormentato canto d’amore di Chiedimi quello che vuoi, robusta nelle trame sonore, con un canto lamentoso e cadenzato. Si prosegue con il muro di suono elevato dalle chitarre di Asciuga le mie lacrime, anche questa improntata su un rapporto d’amore tormentato e funesto. Proprio tu invece guarda alla realtà del cantautorato jazz o swing, arricchito dai suoni metallici che fanno da sfondo. E ti aspettavo invece si propone come una lenta ballata elettrica, con un crescendo nervoso e febbrile. Spezza la tensione del disco il fresco bolero di Senza un perché, nichilista nei testi, fantasiosa nelle trame sonore. Piangere o no riprende l’assalto rock, sposando particolarmente lo spirito aggressivo della prima PJ Harvey, mentre Ti troverò si esprime con un tocco di vellutata dolcezza. Nella stralunata title-track viene però fuori tutto lo spirito maudit della chanteuse, esprimendosi in testo nichilista, con un canto tormentato e biascicato, che deflagra in un’esplosione sonora devastante. Quello che ho è un’altra ballata rock che si esprime in un senso di inquietudine amorosa, e il disco si chiude con l’acquerello di Classico, anche se bisognerebbe citare la tormentata ghost track Le mie madri, urlata, disperata, oltre ad un’acustica Senza un perché.
Tutto l’amore che mi manca è un disco sublime, una delle opere maggiori del rock italiano, che purtroppo non ottenne il successo meritato, anche per via di un pubblico distratto e distante. Ma ciò non toglie che Nada ha saputo veicolare la propria vena artistica verso qualcosa di straordinario e senza tempo, divincolandosi dall’immagine della ragazzina di Sanremo, e restando comunque eternamente giovane.

 

È una donna senza età, Nada
(Federico Guglielmi)

Febbraio 2019: Nada – TUTTO L’AMORE CHE MI MANCA (2004)ultima modifica: 2019-02-14T16:15:33+01:00da pierrovox

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