Aprile 2020: Tom Verlaine – TOM VERLAINE (1979)

Tom Verlaine

 

Data di pubblicazione: 1979
Registrato a: Blue Rock Studio (New York)
Produttore: Tom Verlaine
Formazione: Tom Verlaine (voce, chitarra, organo), Fred Sonic Smith (chitarra, basso, percussioni, cori), Jay Dee Daugherty (batteria, percussioni, cori), Allan Schwartzberg (batteria, percussioni), Tom Thompson (batteria), Mark Abel (chitarra a 12 corde), Bruce Brody (piano), Ricky Wilson (chitarra), Deerfrance (voce)

 

Lato A

 

                        The grip of love
                        Souvenir of a dream 
                        Kingdome come
                        Mr. Bingo
                        Yonki time
 

Lato B

 

                        Flash lightning
                        Red leaves
                        Last night
                        Breakin’ in my heart
 

Mi piace pensare a me stesso
come ad un essere invisibile
(Tom Verlaine)

 

Dopo lo scioglimento dei Television, che in estrema sintesi sono stati una delle band cardine della profonda trasformazione del rock nell’epoca del post punk e della new wave, Tom Verlaine decide di rimettere tutto in gioco e provare a reinventarsi con una carriera da solista.
Aver inciso Marquee moon ti pone nelle condizioni di dover essere sempre all’altezza della situazione, e per forza di cose, ciò che farai dopo un capolavoro simile, non può che suonare “minore”. Ma con i suoi album da solista, Tom Verlaine si è confermato come uno dei autori più influenti della sua generazione, cercando di esprimere emozioni e sentimenti profondi attraverso un’abilità tecnica straordinaria, che gli ha permesso di continuare ad esplorare.
Il primo, omonimo, album da solista, pubblicato nel 1979, lo stesso anno di London calling, è una raccolta di canzoni ispide, pulsanti e melodiose, in perfetta linea con quanto fatto precedentemente con i Television (la cifra stilistica è proprio quella di Marquee moon), ma che nello stesso tempo fonde art pop, free jazz e folk con disinvoltura e coraggio.
Si parte col rock’n’roll nervoso di The grip of love, e si incede con le armonie morbide e sognanti di Souvenir of a dream, mettendo in luce anche una certa intensità mistica. Kingdome come fonde nelle sue trame sonore vezzi avanguardistici tipici dei Devo ma anche un canto scostante che chiaramente è figlio del cantautorato punk dell’epoca. Il boogie adrenalinico di Mr. Bingo anticipa poi quelle intuizioni che porteranno i Cramps ad unire rockabilly e new wave. Il primo lato è chiuso dalle trame free jazz di Yonki time, con Verlaine che più che cantare declama, in perfetto stile Lou Reed.
Si riparte con Flash lighting, che pare uscire pari pari da Marquee moon, e che come alcune canzoni di quel disco, incede su alcune trame, per poi velocizzare il ritmo e scatenare l’adrenalina. Red leaves si contamina di country, portandoci alla memoria i primi Dire Straits, con una chitarra in perfetto stile Knopfler. Last night è una dolcissima ballata pianistica, densa di emozione, dalle atmosfere notturne. Il disco si chiude con le dissonanze di Breakin’ in my heart.
Non sarà certo Marquee moon (quella resta una conclamata pietra miliare di tutta la storia del rock), ma in quest’album da solista Tom Verlaine ha inciso alcuni degli elementi portanti del post punk, proseguendo poi la sua carriera con dischi molto buoni, e cercando soprattutto di dare più spazio alla musica che al suo stesso personaggio.

 

Il suono della chitarra di Tom Verlaine fa pensare all’urlo di mille uccelli
(Patti Smith)

Aprile 2020: Tom Verlaine – TOM VERLAINE (1979)ultima modifica: 2020-04-06T09:36:19+02:00da pierrovox

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