Maggio 2020: Donald Fagen – THE NIGHTFLY (1982)

The nightfly

 

Data di pubblicazione: 29 ottobre 1982
Registrato a: Soundwork Digital Audio/Video Recording Studio, Automated Sound (New Yor), Village Recorders (Los Angeles)
Produttore: Gary Katz
Formazione: Donald Fagen (voce, organo, sintetizzatori, synth arp, piano elettrico, pianoforte, cori), Dave Bargeron (trombone, euphonium), Michael Brecker (sassofono tenore), Randy Brecker (tromba), Larry Carlton (chitarra), Ronnie Cuber (sassofono baritono), Rick Derringer (chitarra), James Gadson (batteria, percussioni), Ed Greene (batteria), Anthony Jackson (basso), Steve Jordan (batteria), Abraham Laboriel (basso), Will Lee (basso), Hugh McCracken (chitarra, armonica), Marcus Miller (basso), Rob Mounsey (sintetizzatori), Roger Nichols (percussioni, effetti speciali), Michael Omartian (piano elettrico, pianoforte), Dean Parks (chitarra), Greg Phillinganes (sintetizzatori, piano, piano elettrico, clarinetto), Jeff Porcaro (batteria), Chuck Rainey (basso), David Tofani (sassofono)

 

Lato A

 

                        I.G.Y.
                        Green flower street
                        Ruby baby
                        Maxine
 

Lato B

 

                        New frontier
                        The nightfly
                        The goodbye look
                        Walk between raindrops

 

Le canzoni di quest’album rappresentano
alcune fantasie che potrebbero essere state
trattenute da un giovane cresciuto in una periferia
nord-orientale durante la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60
(Donald Fagen)

 

Atmosfere notturne e propensione al cantautorato maturo: furono queste le caratteristiche che Donald Fagen seppe mettere a fuoco per il suo esordio da solista all’inizio degli anni ’80, soprattutto dopo aver chiuso per un po’ di tempo il suo periodo di sperimentazione con gli Steely Dan, la band di fusione con la quale si costruì il successo nel decennio precedente.
The nightfly è un disco d’altri tempi, già a cominciare dalla leggendaria copertina che ritrae un dj radiofonico alle prese con una trasmissione alle quattro del mattino. Epica e sostanzialmente fuori dal tempo. E nello stesso tempo Donald Fagen vuole costituire le basi per una musica che guardi al tempo trascorso, lo fermi, e in qualche modo lo rievochi, senza pensare alla frenesia delle mode. The nightfly in questo è un album maniacale, tanto nella cura dei dettagli, quanto in un’estetica sonora che lambisce il jazz e lo sposa con le attitudini della musica pop.
Apre la danze l’esperimento reggae e soul di I.G.Y. (chiaro riferimento all’International Geophysical Year, evento scientifico tenutosi nel 1957, nel quale furono ipotizzati sviluppi tecnologici a breve termine), con tutto il suo carico di ottimismo verso lo sviluppo scientifico. Si prosegue con il funky black di Green flower street, sposando elementi soul cari a Sly Stone e alla scuola della Motown, mentre la riproposizione della cover di Ruby baby di Jerry Lieber e Mike Stoller gigioneggia in una salsa soul d’altri tempi. Maxine chiude il primo lato attraverso le sue tonalità da ballata notturna e metropolitana, incantando con il suo suadente e struggente afflato alla Tom Waits dei primi anni.
Il secondo lato si apre con funky rotolante di New frontier, per poi proseguire con una title-track jazz-cool, ricercata e imprevedibile. The goodbye look si concede improvvisazioni a metà tra il jazz sperimentale e le divagazioni etniche, e si chiude con la ritmata Walk beetween raindrops.
Otto canzoni che sono anche otto movimenti in direzione di una musica che non invecchia e che in ogni epoca sa ancora affascinare e ammaliare con suadente bellezza. Nel corso del tempo Donald Fagen darà i natali ad altri dischi, ma ad intervalli molto lunghi l’uno dell’altro, dimostrando di non perdersi dietro a melodie ruffiane ed esperimenti fuori fuoco. The nightfly voleva essere un album fuori dal tempo. Lo è!

 

Maggio 2020: Donald Fagen – THE NIGHTFLY (1982)ultima modifica: 2020-05-28T08:28:16+02:00da pierrovox

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