Settembre 2020: Einstürzende Neubauten – KOLLAPS (1981)

Kollaps

 

Data di pubblicazione: 5 ottobre 1981
Registrato a: Berlino
Produttore: Einstürzende Neubauten
Formazione: Blixa Bargeld (voce, chitarre, rumori), N.U. Unruh (percussioni, voce), F.M. Einheit (percussioni, voce)

 

Lato A

 

                        Tanz debil
                        Steh auf Berlin
                        Negativ nein
                        U-Haft muzak
                        Draussen ist Feindlich
                        Hören mit Schmerzen
                        Jet’m
 

Lato B

 

                        Kollaps
                        Sehnsucht
                        Vorm Krieg
                        Hirnsäge
                        Abstieg & Zefall
                        Helga
 

Apro porte di cui
nessuno conosce l’esistenza
(Blixa Bargeld)

 

Ѐ possibile ottenere musica dal rumore? Di certo era a questo quesito che volevano rispondere i tedeschi Einstürzende Neubauten agli inizi degli anni ’80, cercando di andare maggiormente a fondo in quel fermento creativo, nato dai solchi della musica elettronica e dalla new wave, che molti già chiamavano genere industrial.
La musica di questo genere è altamente sperimentale, e di sua natura attinge alle tematiche trasgressive e provocatorie. Ѐ per definizione “antiestetica”, poiché non cerca l’armonia melodica, né tantomeno riflette sulla natura degli strumenti “tradizionali”, semmai poggia la sua proposta attingendo a tutta una serie di strumentazione improvvisata (metalli vari, martelli pneumatici, seghe circolari, trapani, ecc…), andando dal rumorismo vero e proprio, alla cacofonia più conclamata. Ѐ anche per questo che pochi volevano scritturare i concerti della band, perché c’era il serio rischio che questi potessero letteralmente devastare il luogo dell’esibizione.
Ma non si può negare che gli Einstürzende Neubauten hanno portato con questo una ventata di novità devastante all’interno della storia del rock, ispirandosi alle avanguardie storiche del ‘900, ed elevando il rumore allo stato d’arte. Ci aveva già provato Lou Reed col celeberrimo Metal music machine, ed invece di fuggire da quel concetto, il trio tedesco vi ci si addentrava.
Kollaps è il loro primo album, ed è un assalto sonoro devastante e disorientante in tutti i sensi. Si viene colpiti dal rumore dei martelli pneumatici e seghe circolari, che si uniscono alle trame sonore, e diventano corpo delle canzoni, e il cantato è sgraziato, disperato, cupo. Un concetto di musica portato abilmente all’estremo.
Il disco si apre con la danza techno-tribale di Tanz debil, e subito si viene travolti da tutta una serie di rumori metallici stordenti sui quali Blixa improvvisa le sue disperate litanie. Un martello pneumatico apre le danze di Sten auf Berlin, che si dimena con la sua celebrazione del rumore vero e proprio. La liquida Negativ nein invece alterna momenti silenziosi scanditi alle urla cacofoniche di Blixa Bargeld. La spettrale U-Haft Muzak procede a tentoni, come una sorta di viaggio in luoghi oscuri, inquietanti, solitari, e di tanto in tanto si viene colti da rumori minacciosi ed echi lontani. Se si vuole la colonna sonora di un incubo, eccola qua. Draussen ist Feindlich si collega alla minacciosa Hören mit Schmerzen per atmosfere rumorose, solo che nella seconda è viva una tensione elettrica spaventosa. Chiude il primo lato l’organo distorto di Jet’m, chiara rivisitazione del classico Je t’aime, moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin.
Il lato B si apre con l’estenuante title-track, attraversata da rumori che paiono tanto quello del vento naturale, quanto quello di un aereo in decollo. La canzone prosegue cadenzata e decadente, ed è facile scorgere tra questi solchi alcuni degli elementi che Blixa porterà nei Bad Seeds a servizio di Nick Cave. La pianistica Sehnsucht spezza un po’ la tensione nervosa del brano precedente, ma non ne perde l’inquietudine. Lo schizzo radiofonico anni ’30 Vorm Krieg ci proietta dentro le scariche elettriche di Hirnsäge, con tanto di tubi metallici a scandirne la ritmica. Abstieg & Zefall invece ci permette di fluttuare in mondi lontani. Il disco si chiude con un altro schizzo radiofonico, Helga.
Kollaps è un album di una stana ed inquietante bellezza. Ѐ stato un disco che tanto ha portato in termini di ispirazione a molti artisti del rock gotico e industriale (dai Virgin Prunes ai Sonic Youth) ma anche agli autori (come il già citato Nick Cave). Ed è anche il primo di una serie di dischi sempre pronti ad aprire porte che nessuno vuole aprire.

 

Rigoroso e geniale, un paio di dischi capolavoro spediti in archivio, Bargeld sfugge a ogni catalogazione sonora, mescola nella sua musica rumorismo e Offenbach, Lenin e il dadaismo, Marinetti e il futurismo, tutto frullato dentro un’idea di arte che non ha confine o limite
(Andrea Morandi)

Settembre 2020: Einstürzende Neubauten – KOLLAPS (1981)ultima modifica: 2020-09-21T12:32:54+02:00da pierrovox

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