Aprile 2021: Cat Power – YOU ARE FREE (2003)

You are free

 

Data di pubblicazione: 18 febbraio 2003

Registrato a: Boat Studios (Los Angeles)

Produttore: Adam Kasper & Cat Power

Formazione: Cat Power (voce, chitarre, piano), Warren Ellis (violino), Dave Grohl (basso, batteria), Eddie Vedder (voce), Maggie & Ema (voce), David Campbell (arrangiamenti archi)

Tracklist

I don’t blame you

Free

Good woman

Speak for me

Werewolf

Fool

He war

Shaking paper

Baby doll

Maybe not

Names

Half of you

Keep on runnin’

Evolution

Tutti noi possiamo essere liberi

(Cat Power)

Prendete un giorno di pioggia ed immaginate una minuta ragazza americana, dai lunghi capelli castani e dallo sguardo sfuggente, nella vostra stanza, con in braccio una chitarra ed accompagnata da un piano. Immaginate che questo quadretto sia completato da un insolito Dave Grohl che appare e scompare tra un brano e l’altro; metteteci pure un Warren Ellis al violino e aggiungeteci i sussurri di Eddie Vedder che fanno da contorno alla voce felina di Cat Power, mentre un certo Adam Kasper (Pearl Jam, Queen Of The Stone Age, Foo Fighters) produce e supervisiona il tutto.

Mixate il tutto, trasponetelo in note e preparatevi a premere play e ad essere sorpresi da quella pioggia, che (ricordate?) lì fuori sta coprendo tutto, mentre voi state a fissarla alla finestra, gustando l’andamento dei suoni.

Tutto appare lento, calmo e sommesso, la voce di Cat Power suona delicata e intima già dai primi versi del disco. L’artista accompagna chi s’appresta ad ascoltarla nel suo mondo, raccontando la fragilità, i desideri, il passato, servendosi di ballate folk-rock esili e sommesse, senza cadere mai nel banale o nel monotono o nel patetico.

L’occhio dell’ascoltatore scorge paesaggi sconfinati, guardando da quella piccola finestra, senza mai vedere direttamente la pioggia. Le dolci note di I don’t blame you lasciano immaginare il clima primaverile, e l’accostamento della voce alle gocce di rugiada suona a dir poco azzeccato.

Dopo la nervosa Free torna la pacatezza, stavolta immersa nelle sconfinate brughiere d’Irlanda, per poi passare ad un paesaggio più cupo e minimale in Werewolf, caratterizzato da angosciose viole.

L’album procede con la cantilenante Fool, associabile ai pezzi di Leonard Cohen e He war, pezzo ardente, in cui l’accattivante riff ci riporta alle strade sconfinate degli States.

L’atmosfera resta accesa per poco, giusto il tempo di arrivare a Shaking paper, piccolo gioiellino che ci ricorda l’inquietudine dei Radiohead e Maybe not, lenta e malinconica.

L’album si chiude mite e mesto, come a voler dipingere il lento cadere delle foglie in autunno e il loro adagiarsi tranquillo, senza rancori o risentimenti.

È il gioiellino Evolution a chiudere la pioggia di foglie, tra i sussurri soavi della dolce menestrella accompagnata da Eddie Vedder dei Pearl Jam, quasi come a sottolineare l’evoluzione e il distacco dal passato, il passaggio: dal sentire la pioggia sulla pelle al vederla scendere, stando all’asciutto.

Da crisalide a farfalla, in punta di piedi

 

Aprile 2021: Cat Power – YOU ARE FREE (2003)ultima modifica: 2021-04-22T07:03:25+02:00da pierrovox

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