Maggio 2021: Ed O’Brien – EARTH (2020)

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Data di pubblicazione: 17 aprile 2020
Registrato a: Assault & Battery Studios (Londra), Plas Dinam (Powys), Courtyard Studio (Oxford)
Produttore: Flood & Catherine Marks
Formazione: Ed O’Brien (voce, chitarre, basso, programmazioni, tastiere, percussioni), Flood (sintetizzatore, chitarra), Catherine Marks (programmazioni), David Okumu (chitarra), Nathan East (basso), Omar Hakim (batteria), Laura Marling (voce), Colin Greenwood (basso), Adrian Utley (chitarra), Glenn Kotche (batteria), Richie Kennedy (sintetizzatore, batteria, percussioni, programmazioni)

 

Tracklist

 

                        Shangri-La
                        Brasil
                        Deep days
                        Long time coming
                        Mass
                        Banksters
                        Sail on
                        Olympik
                        Cloak of the night
 

Lo spirito del Brasile: cuore aperto, ritmo e colore
(Ed O’Brien)

 

I Radiohead non erano certo nuovi all’incontro con nuove influenze provenienti dalle più svariate culture, ed in effetti nella loro musica spesso è ravvisabile l’incrocio tra l’impeto della musica anglosassone con le ritmiche sudamericane, gli afflati jazz e altro ancora. Nel periodo intercorso dal termine del tour a sostegno di A moon shaped pool i vari membri del gruppo hanno deciso di dare spazio alle proprie ambizioni personali, e così di aprirsi alla contaminazione. Non ha fatto certo eccezione l’alto chitarrista Ed O’Brien, che ha deciso di realizzare dunque un suo vecchio progetto nato da un viaggio in Brasile, e dal quale ne fu particolarmente suggestionato a tal punto da voler tradurre in musica tutta quella serie di suoni e colori provenienti da un altro mondo. Lui stesso poi ammise di essere stato particolarmente ispirato dall’ascolto di Screamadelica, il capolavoro dei Primal Scream, e sotto lo pseudonimo EOB ha dunque realizzato il suo primo album da solista.
Il disco prorompe colori e suggestioni etniche, e per certi aspetti ricorda alcune cose scaturite dall’incontro tra David Byrne e Brian Eno. E così i ritmi quasi caraibici di Shangri-La aprono un disco destinato a spaziare tra le varie dimensioni culturali, permettendo alla saudade di Brasil di emettere tutto il suo calore, o al soul di Deep days di funkeggiare con maestria. Long time coming è una ballata folk lo-fi densa e struggente e Mass è bellissima tanto da rievocare Give up the ghost del repertorio della band madre. Banksters ripropone ritmi legati alla samba, mentre Sail on si dipana su atmosfere sospese. Olympik alza il tasso adrenalinico del disco legandosi alla cultura rave, mentre la chiusura è affidata alla chitarra e voce di Cloak of the night.
Probabilmente non riuscirà a competere con alcuni album dei Radiohead, ma non si può rimproverare ad Earth la sua mancanza di una dignità artistica, come si può negare che Ed O’Brien sia un signor artista e non un semplice comprimario di una grande band  

Maggio 2021: Ed O’Brien – EARTH (2020)ultima modifica: 2021-05-06T08:00:10+02:00da pierrovox

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