Maggio 2021: Napoli Centrale – NAPOLI CENTRALE (1975)

Napoli Centrale

 

Data di pubblicazione: 1975
Registrato a: Chantalain Studio (Roma)
Produttore: Paul Nunn & Napoli Centrale
Formazione: James Senese (voce, sassofono tenore), Tony Walmsley (basso), Franco Del Prete (batteria, percussioni, fischietto), Mark Harris (piano)

 

Lato A

 

                         Campagna
                        ‘A gente ‘e Bucciano
                        Pensione floridiana
 

Lato B

 

                        Viecchie, mugliere, muorte e criaturi
                        Vico Primo Parise N. 8
                        ‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella

 

Ogni brano che ho scritto fa parte della mia immagine
 e della mia vita, come vorrei che fosse per me
 e per il popolo in generale
(James Senese)

 

Gli anni ’70 sono un periodo di profonda trasformazione per tutta la società, ed in particolare per l’Italia, che stava attraversando una fase in cui lo scontro ideologico sfociava nella violenza, l’emancipazione nella lotta. C’era in giro un’aria votata al cambiamento radicale. Anche la musica italiana risentì di conseguenza di questo clima, e una delle città più antiche e movimentate, Napoli, divenne il perfetto luogo di incontro di tutte le istanze, sia esse sociali che ideologiche.
Napoli è una città bella e violenta, e il napoletano spesso è stato incastrato in uno stereotipo che unisce in un personaggio tanto la solarità di antiche tradizioni, quanto l’esuberanza del riscatto dalle problematiche di una terra che fa i conti con le sue piaghe. L’esperienza del gruppo jazz-progressive Napoli Centrale è una chiave di volta per poter venire a capo di una città straordinariamente viva, che dalle sue ceneri riesce sempre a risorgere e a far emergere, in qualunque modo riesca a farlo, la bellezza.
Un gruppo che fa riferimento soprattutto al genio del suo leader, James Senese, figlio di un soldato americano e di una donna napoletana. James Senese si è da sempre distinto per la sua grande abilità nel suono del sassofono, attraverso un virtuosismo che da voce agli echi dei quartieri napoletani e a quei “rumori” di sottofondo che animano la vita delle persone che cercano riscatto. Il gruppo messo su assieme all’amico percussionista Franco Del Prete è riconosciuto come pioniere di una sperimentazione che ha saputo fondere una gran varietà di generi, a cominciare proprio dall’antica melodia delle canzoni napoletane, per poi miscelarle attraverso le improvvisazioni del jazz e l’urgenza del rock, coniando uno stile riconoscibilissimo e noto come “Jazz Nap Sound”. Uno stile che lambiva il rock progressivo e lo calava nella straordinaria realtà partenopea, esattamente come stava già facendo un altro grande sperimentatore come Alan Sorrenti, e che verrà poi portato al successo da Pino Daniele.
L’omonimo primo album contiene alcune delle perle assolute di questo interessante e affascinante ibrido tra musicalità mediterranee e istanze rock, attraverso delle piccole suite nelle quali Senese si lanciava in straordinari assoli di sassofono.
Apre le danze l’imperiosa Campagna, dove Senese da voce in modo virile e polemico alla vita dei braccianti delle campagne napoletane, mentre nella successiva ‘A gente ‘e Bucciano si affronta in maniera diretta il tema dell’emigrazione delle persone della terra campana verso altri posti in cerca di migliore fortuna. Pensione floridiana dal canto suo contiene uno degli assoli più belli di tutto il disco.
Il secondo lato si apre con la dolente Viecchie, mugliere, muorti e criaturi. Anche qui Senese da sfogo a tutta la sua frustrazione nell’assistere al continuo abbandono, da parte delle sua gente, alla terra che ha dato loro i natali. Si chiede cosa manchi alla sua terra per poter dare una speranza, e rivendica che se ci fossero migliori opportunità, nessuno la lascerebbe mai. Vico Primo Parise N. 8 ricorda molto da vicino Black market dei Wheather Report, mentre la conclusiva ‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecorella ci fa entrare nei vicoli di Napoli, con le urla, folli e rabbiose, di una gente costretta a doversi sottomettere alle leggi del più forte, quelle della camorra, che tiene in ostaggio milioni di persone.
Senese e la Napoli Centrale incidono quindi questo dolente canto d’amore per la propria terra, attraverso uno stile compositivo e sonoro che lascia trasparire tutti gli umori di un popolo che sa sempre alzare la testa. Ed è proprio la musica, l’arte che esprime l’indicibile, a tirare fuori questi sentimenti!

 

 

Maggio 2021: Napoli Centrale – NAPOLI CENTRALE (1975)ultima modifica: 2021-05-17T13:38:55+02:00da pierrovox

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