Giugno 2021: Paul McCartney – FLAMING PIE (1997)

Flaming pie

 

Data di pubblicazione: 5 maggio 1997

Registrato a: Abbey Road Studios, Air Studios (Londra), Sun Valley (Idaho), The Mill (Sussex)

Produttore: Paul McCartney, Jeff Lynne & George Martin

Formazione: Paul McCartney (voce, chitarra elettrica, chitarra acustica, basso, harmonium, piano, percussioni, chitarra a dodici corde, chitarra classica, organo, vibrafono, mellotron, piano elettrico), Jeff Lynne (chitarre, tastiere, cori), Steve Miller (chitarre, cori), George Martin (orchestrazioni), Gary Kettel (percussioni), Skaila Kanga (arpa), Roy Carter (oboe, corno inglese), James McCartney (chitarra), Chris Davis (sassofono), Ringo Starr (batteria, percussioni, cori), Martin Parry, Susan Milan, Andy Findon, Michael Cox, Susan Milan (flauto), David Theodore (oboe), Keith Pascoe, Jackie Hartley, Rita Manning, Peter Manning, Marcia Crayford, Adrian Levin, Belinda Bunt, Bernard Patridge, Jackie Hartley, Keith Pascoe, David Woodcock, Roger Garland, Julian Tear, Briony Shaw, Rita Manning, Jeremy Williams, David Ogden, Bogustav Kostecki, Maciej Rakowski, Jonathan Rees (violino), Christian Kampen, Martin Loveday, Anthony Pleeth, Stephen Orton, Martin Loveday, Robert Bailey (violoncello), Peter Lale, Levine Andrade, Robert Smissen, Stephen Tess, Levine Andrade, Philip Dukes, Ivo Van Der Werff, Graeme Scott (viola), Linda McCartney (cori)

Tracklist

The song we weve singing

The world tonight

If you wanna

Somedays

Young boy

Calico skies

Flaming pie

Heaven on a sunday

Used to be bad

Sounvenir

Little willow

Really love you

Beautiful night

Great day

Sii fedele a te stesso. Penso che questa frase si adattasse bene ai Beatles.

Eravamo sempre molto fedeli a noi stessi, e penso che

la nostra brutale onestà fosse importante.

Continuare per la nostra strada,

e dire davvero quello che pensavamo,

in un certo senso ha dato ad altre persone nel mondo

l’idea che anche loro potessero essere sinceri e cavarsela,

ed è stata davvero una buona cosa

(Paul McCartney)

La storia della chiusura dei Beatles (ossia la band più importante di tutto il Novecento) avvenuta nei modi più burrascosi, in un certo senso ha posto Paul McCarteny in una posizione di svantaggio. L’amore/odio con John Lennon ha prodotto meraviglie vere e proprie, ma le forti personalità a confronto hanno scatenato scintille che sono più finite tra le fiamme. Certo non hanno aiutato i dissidi tra Yoko Ono e Linda, o la scelta scellerata da parte di John di affidare la supervisione di Let it be a Phil Spector. Mettici pure una serie di frecciatine reciproche scambiate tramite le musica. Sta di fatto che se Yoko è la “bitch”, Paul è colui che non ha avuto il coraggio per continuare un dialogo sereno con i compagni di sempre. Non hanno aiutato nemmeno una serie di dischi sinceri, ma un tantino ampollosi con i Wings, subito dopo lo scioglimento dei Fab Four, proprio mentre John Lennon dava alle stampe Imagine. E mentre quest’ultimo raggiungeva l’eternità, dopo il suo oscuro assassinio (che ancora oggi conserva i suoi aloni di mistero), Paul ha cercato di proseguire la sua carriera da solista, nel tentativo di recuperare l’ispirazione di un tempo.

Si sa però che il tempo è galantuomo, e Paul non si da per vinto. Ha la forza di mettere insieme un nuovo lavoro, racimolare canzoni scritte in un altro periodo della propria vita, tornarci su e rivederle. Cerca conforto nel proprio passato, passa qualche giornata con due vecchi amici, quasi fratelli, a ricordare i tempi in cui si era favolosi. Flaming pie nasce così, tra la sofferenza per il male che lentamente si porta via Linda e la piacevole avventura con Ringo e George per le Anthology, dove recuperano le vecchie chicche dei Beatles.

Dopo il tour mondiale del ’93-’94 si prende una lunga pausa, e nei momenti liberi mette giù qualche idea nuova, ma nel 1995 viene diagnosticato un tumore al seno a Linda e le prospettive della sua vita cambiano radicalmente. Se Off the ground era stato un disco inciso da una band affiatata, il nuovo album si preannunciava decisamente diverso. Così Paul recupera brani composti anni prima, dai Wings ritrova Calico skies e la melodia ancora incerta di Great day, dal naufragio di Return to Pepperland riesce a dare una nuova vita a Beatiful night, trasformandola in una ballata splendida, e in più aggiunge qualche nuova composizione: The song we were singing in cui ricorda l’amicizia profonda che lo legava a John, If you wanna, un blues texano registrato con l’amico Steve Miller, Young boy, dedicata al suo unico figlio maschio, James (che collabora alla realizzazione del disco).

Flaming pie è un viaggio che presenta subito i suoi connotati emotivi molto forti, un contrasto tra musica gioiosa e rarefatta e i brani acustici che segnano il lavoro. Canzoni struggenti come Little willow, gioielli di una poesia musicale ineguagliabile come Heaven on a sunday, piccoli ricami familiari come Great day (cui partecipa per l’ultima volta la moglie Linda).

In questo disco è racchiuso il talento infinito di un grandissimo compositore, scritto in solitudine con qualche contributo di vecchi compagni di viaggio (Ringo Starr e George Martin) e nuovi (Jeff Lynne e Steve Miller), è uno dei suoi migliori album da solista. Il tempo è galantuomo, si diceva, e questo disco (arrivato a quasi trent’anni dallo scioglimento dei Beatles) ha dimostrato che nel passato e nel presente di Paul c’è molto di cui essere eternamente grati!

Giugno 2021: Paul McCartney – FLAMING PIE (1997)ultima modifica: 2021-06-10T12:08:16+02:00da pierrovox

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