Anima Fiammeggiante

Novembre 2022: Aerosmith - AEROSMITH (1973)


  Data di pubblicazione: 5 gennaio 1973 Registrato a: Intermedia Studios (Boston) Produttore: Adrian Barber Formazione: Steven Tyler (voce, piano, armonica, piano elettrico, mellotron), Joe Perry (chitarre, cori), Brad Whitford (chitarre), Tom Hamilton (basso), Joey Kramer (batteria), David Woodford (sassofono)   Lato A                          Make it                         Somebody                         Dream on                         One way street   Lato B                           Mama Kin                         Write me a letter                         Movin’ out                         Walkin’ the dog  

La vita è un viaggio, non una destinazione” (Steven Tyler)

 

Una delle espressioni più energetiche del rock’n’roll degli anni ’70, con tutta una serie di influenze che lambiscono il blues, il rock psichedelico e l’hard rock, che nel tempo ha ottenuto un successo strepitoso, anche grazie ad una particolare somiglianza del leader, Steven Tyler, con Mick Jagger. Mescolando elementi provenienti da realtà come Beatles, Rolling Stones, Yardbirds o Fleetwood Mac, gli Aerosmith si muovono su territori sonori dai tratti decisamente robusti, con un impatto fortemente sostenuto. Il primo album venne registrato nell’estate del 1972, dopo che il gruppo fu scoperto da Clive Davis, presidente della Columbia Records. Si compone di otto canzoni, di cui una cover, sulle quali emerge in maniera particolare la straordinaria Dream on, introdotta da alcune chitarre “acide”, per poi progredire in una scala sonora decisamente intensa. Nonostante la band concordi nel ritenere questo disco d’esordio ancora grezzo e piuttosto acerbo, preferendo il più vigoroso Toys in the attic, non si può misconoscere a questo disco il valore e l’importanza storica nell’evoluzione dell’hard rock. Col tempo il gruppo perderà un po’ la bussola in progetti che saranno salutati con grande favore da parte del pubblico, ma che si smarriranno in una ricerca da hit radiofonica, in particolare con la loro partecipazione alla colonna sonora del film Armageddon e la ballatona I don’t want to a miss thing, degna del Bon Jovi più diabetico