Dall’Ucraina la notizia principale che arriva è che sempre più numerose sono le fonti “autorevoli” (che significa “di solito allineate con la narrativa dominante”) che ammettono la sconfitta totale di Kiev.
Sì, lo so: già da un paio di anni scrivevo che l’Ucraina aveva perso e che nel prossimo inverno/primavera/estate sarebbe arrivata una nuova grande offensiva russa che avrebbe dato il definitivo colpo di grazia all’esercito ucraino mettendo così fine alla guerra.
Poi questa offensiva non si è mai verificata e, a dire il vero, io avevo già da anni ipotizzato che la ragione era che la Russia non aveva ragione di affrettare i tempi: meglio vincere dopo un anno o due in più che vincere subito ma perdendo molti più uomini. Gli unici parametri di incertezza erano: 1. quanto avrebbe potuto rinforzarsi l’esercito ucraino nel frattempo: per questo non avevo né dati né conoscenze affidabili per valutarlo; 2. la situazione economica russa che alle mie fonti appariva florida ma che i soliti media definivano “disperata”.
Poi ci fu il periodo di attesa per le elezioni USA, con la possibilità irrealistica ma speranzosa, che vincendo Trump avrebbe portato la pace in “tre giorni”. Saltiamo all’incontro a quattrocchi fra Trump e Putin in Alaska (estate 2025) organizzato non da Rubio, il ministro degli esteri (segretario di Stato) USA guerrafondaio e neoconservatore, ma da Witkoff, “inviato speciale” di Trump e soprattutto suo amico.
Un po’ dopo quell’incontro arrivai a una nuova colonna della mia teoria: i governi europei controllati dai parapoteri economici sono nemici dichiarati sia di Putin che di Trump. Se la guerra fosse finita un anno o due fa questi sarebbero ancora in carica a tramare contro Trump e Putin (dato che la finta democrazia europea non permette di cambiare l’attuale regime eurocentrico). Perché quindi non cercare di farli saltare? E come sarebbe possibile riuscirci?
Con il loro totale fallimento economico e militare. Secondo me il punto di non ritorno per questi governi sarebbe l’invio di truppe in Ucraina e il ritorno di bare.
Ecco, secondo me, a cosa mirano, Trump e Putin: a uno scontro limitato fra UE e Russia senza il coinvolgimento degli USA. Chiaro che Bruxelles dovrebbe essere convinta a tirare la prima pietra in maniera che Washington possa subito dire “noi non c’entriamo niente” facendo un passo indietro e dando carta bianca alla reazione russa.
Chiaro che i microcefali europei non sono così stupidi da attaccare la Russia a testa bassa osservando quello che stanno facendo gli USA e il buon rapporto, almeno umano, fra Putin e Trump: sono sicuro che Trump starà dicendo ai suoi infidi alleati europei “faccio finta di essere amicone di Putin, ma sono dalla vostra parte: però dovrete fare voi la prima possa perché altrimenti XXX” dove XXX è una scusa che non conosco e comunque non ha senso tentare di immaginare.
Le vere notizie quindi giungono da Bruxelles, dal covo di burocrati eurinomani guerrafondai al soldo delle lobbi. Tutti i maggiori governi (Francia, Germania e UK) traballano e stanno in piedi solo perché non vi sono elezioni. In giro per l’Europa poi si sabotano come si può le elezioni per non far vincere chi vorrebbe la pace (vedi Romania). Si ricattano gli altri governi per costringerli all’obbedienza. Si censura chi è contro la guerra.
Sì, proprio bella la vostra democrazia e libertà.
Al momento gli USA hanno chiuso i rubinetti del denaro a Kiev (e questo la dice lunga sui reali interessi di Washington) e i fessi europei hanno deciso che pagheranno loro (cioè noi cittadini europei). Chiaramente una guerra costa cara e i soldi non ci sono. Gli USA possono inventarseli dal nulla, l’Europa no. Quindi o si aumentano le tasse e parecchio (facendo però incazzare i propri cittadini) oppure si rubano. Ecco quindi tutta la polemica intorno ai soldi russi congelati in Europa.
La UE li vorrebbe rubare per finanziare (per un anno, non durerebbero di più e poi si sarebbe punto e a capo) il regime di Kiev ma Bruxelles (stavolta inteso come Belgio, dove la maggior parte del denaro è depositato) è ben consapevole che se una banca ruba i soldi a un cliente con una scusa evidentemente fasulla allora gli altri clienti se ne vanno e la banca/Belgio (ma Europa in generale) fallisce. La “democratica” UE è quindi passata alla sua usuale strategia mafiosa di ricattare il governo di Bruxelles/Belgio e contemporaneamente di inventarsi nuove regole per aggirare il veto dell’Ungheria e della Slovacchia (mi sembra).
L’altra riflessione maturata non troppe settimane fa è che se i politici europei non sono troppo svegli per capire i disastri che stanno combinando, per non capire che l’Ucraina ha perso la guerra, che non si sa solo quando i soldati getteranno le armi per scappare via dal fronte, che quindi rubare i soldi russi non serve assolutamente a niente, se sono troppo ignoranti per rendersi conto di queste elementari verità c’è però da dire che le lobbi che li comandano sanno come andrà a finire questa vicenda. E allora perché insistono?
Perché evidentemente hanno un modo, sfruttando i meccanismi della grande finanza, per arricchirsi notevolmente dal fallimento economico dell’Europa: non dovremmo stupirci quindi quando questa bolla di pus marcio, che sta crescendo sul corpo putrefatto dell’UE, esploderà i media ci verranno a raccontare quanto siano stati intelligenti e previdenti alcuni grandi finanzieri globalisti ad aver investito in XXX ad approfittarsi della legge YYY per aver guadagnato centinaia di miliardi mentre noi (cittadini comuni, avremo perso tutto).
Insomma l’esercito ucraino adesso è sull’orlo del tracollo e, secondo me, la Russia invece di chiudere la guerra sta bene attenta a non spingere troppo per non farlo crollare: si vuole appunto che l’Europa dei governi nemici a Putin e Trump affondi con Kiev.