I babbei della guerra

Ultimamente sto seguendo meno le “mie” fonti: semplicemente sono stufo di avere cattive notizie, sono stanco di sentire le scemenze che combinano i cialtroni incompetenti che ci guidano in Europa e negli USA (Trump, cioè il Cazzaro Arancione).
Sfortunatamente notizie mi arrivano e non sono mai buone.

Sembra che l’improbabile tregua fra USA e Iran stia per terminare: è durata molto più di quanto pensassi e questo dà la misura della debolezza di Washington non che si cerchi davvero una pace duratura. Del resto Israele vuole la guerra e la distruzione dell’Iran e il Cazzaro Arancione obbedisce.

Peccato che in questo mese l’Iran si sia rafforzato: adesso ha il sostegno ufficiale di Russia e Cina. Non mi stupirei se avesse più lancia missili adesso rispetto all’inizio della guerra. E chissà quanto altro materiale bellico avrà ricevuto. Poi ovviamente c’è tutto il supporto dei servizi segreti di Cina e Russia: del resto Mosca deve avere una gran voglia di aiutare l’Iran a colpire obiettivi statunitensi proprio come Washington ha fatto e sta facendo con l’Ucraina.

Passando all’Ucraina si dice, da più parti, che l’Europa si sta preparando alla guerra con la Russia!!
E io mi chiedo: e chi la combatterebbe questa guerra? chi sarebbe disposto a sacrificare la vita per la Baronessa Tedesca? Per l’Europa della burocrazia, della censura, dei guerrafondai, delle banche?
Io credo che sarebbero pochi, molto pochi gli idioti che credono alle stupidaggini che ci raccontano i media. Si certo i vecchietti seguono ancora il telegiornale: ma i vecchietti non combattano. E gli adulti non sono cosi fessi…
Rimangano i giovani: loro non seguono la tivvù ma in (s)compenso si fanno infinocchiare dalle reti sociali. Ma, come ho ipotizzato anni fa, la manipolazione spudorata della tivvù dovrebbe aver in parte vaccinato anche i più giovani a fidarsi meno anche dei nuovi media. Insomma, in caso di vera guerra, la capacità persuasiva delle reti sociali dovrebbe evaporare molto rapidamente.
Ah, ho capito: i geni dal cervello piccino piccino che guidano l’UE forse puntano sugli immigrati!
Ma figuriamoci se questi: che in teoria scappano da guerre immaginarie hanno voglia di combatterne (e perderne) una reale!

Sì, perché l’Europa perderebbe rapidamente: non riuscirebbe minimamente a resistere una frazione del tempo che l’Ucraina sta resistendo: in Ucraina abbiamo infatti il fanatismo antirusso che, evidentemente è talmente forte da convincere una parte sostanziale degli ucraini a farsi massacrare. In Europa di certo qualche grullo, convinto di combattere il male, ci sarebbe di sicuro ma si tratterebbe di una sparuta minoranza…

Che altro? Volevo scrivere anche di altri argomenti ma al momento non ricordo più di cosa. Ne approfitto per chiudere prima del solito questo pezzo…

Cicciobello ungherese

Non ho sentito cosa ha da dire il nuovo primo ministro ungherese eletto al posto di Orban: aspetto che le mie fonti me ne forniscano una sintesi.

Ho però visto qualche foto e ho riconosciuto il “modello”: il prodotto costruito a tavolino per piacere alla popolazione. Giovane e bello che i media però avranno spacciato anche per super preparato e qualificato. L’idea è che piace alle donne ma anche gli uomini, comunque, lo giudicano più facilmente competente se è di bell’aspetto. In realtà la sua unica qualifica sarà quella di saper farsi bello agli occhi della popolazione e di obbedire puntualmente agli ordini di Bruxelles.

Sì, ho anche letto il titolo di un articolo in cui fa la voce grossa contro la Von Der Leyen: niente di che, è solo per mantenere l’apparenza di indipendenza e non scontentare una parte della popolazione che dà per scontato che l’Ungheria faccia il proprio interesse e non quello della UE. Ma vedrete che, nelle decisioni importanti, si schiererà senza incertezze (se non a parole) dalla parte di Bruxelles.

Poi, se si brucerà rapidamente con scelte tanto europeiste quanto scellerate, verrà “ritirato” dai suoi produttori e sostituito: stavolta magari da una politica, giovane e bella, spacciata anch’essa dai media per preparatissima e competentissima. L’idea sarà quella che piacerà agli uomini ma anche la donna la voteranno in quanto “è tempo che una donna guidi il paese”.

Meccanismi già visti altrove e che hanno un insospettabile successo dato che i media sono estremamente efficaci nell’esaltare le immagini senza però far “toccare con mano” la loro impalpabile nullità…

Wilde e Sopolsky

Oscar Wilde diceva che se si riesce a resistere alle tentazioni è solo perché queste non sono abbastanza forti.

Wilde scherzava ma ovviamente non basta considerare la volontà individuale ma anche l’intensità dell’impulso: come direbbe Sapolsky la lotta è fra la corteccia frontale e il sistema limbico del cervello.

Qualcosa di analogo mi sembra si possa dire dell’influenza dei media e dell’intelligenza dell’opinione pubblica: non possono essere considerate separatamente ma in contrapposizione fra loro.

Poi, più che di intelligenza, sarebbe corretto parlare di infodinamica [E 3.10] ovvero di conoscenza applicabile e utile alle proprie scelte.

L’intelligenza di per sé dovrebbe solo servire a capire che quanto raccontano i media, in senso lato (compresi quindi, per esempio, le reti sociali, YouTube e altri siti Internet), è disinformazione e, più precisamente, il tentativo di manipolare in specifiche direzioni l’opinione pubblica.

Se l’intelligenza è sufficiente si va alla ricerca di altre fonti di informazioni non tradizionali (operazioni comunque non facile vista la difficoltà di trovare fonti affidabili) che, effettivamente, possono aumentare l’infodinamica della popolazione.

La guerra in Ucraina, dove la popolazione continua imperterrita a combattere una guerra inutile, da cui non ha niente da guadagnare e tutto da rimetterci, una guerra voluta dall’Occidente e combattuta col sangue della popolazione locale, già da sola dimostra quanto sia divenuta grande la forza dei media. Per qualche anno è stato coltivato l’odio contro la Russia e i russi e questo sembra ancora bastare e avanzare per mandare gli uomini a farsi massacrare al fronte.

Chiaro che in Ucraina non vi è solo una propaganda fortissima ma vi devono anche essere dei servizi segreti/reparti di polizia che da tempo devono scovare con grande abilità il dissenso ed estirparlo prima che si diffonda e diventi maggioritario.

È chiaro però che le nuove tecnologie, sia di comunicazione che di controllo, evidentemente rafforzano in maniera abnorme la capacità della propaganda dei media di manipolare la popolazione.

Partendo da questo dato era ovvio che in Ungheria un Orban isolato, con tutti i media contro, con l’UE guerrafondaia contro, con il “filantropo” Soros (e i suoi amici) contro, abbandonato dai presunti “amici” (Trump ma anche altre personalità politiche europee) perdesse le elezioni.

Non importa cosa ha fatto o perché: la sua vera colpa è stata quella di mettersi di traverso alla volontà di Bruxelles che non tollera che uno stato cerchi di rimanere sovrano facendo l’interesse della propria popolazione.

Da quello che ho saputo la sconfitta è stata schiacciante: questo significa solo che l’infodinamica della popolazione ungherese era bassissima.

Questo spiega anche il comportamento della Meloni che, obtorto collo, si piega ai ricatti di Bruxelles: sa benissimo che se l’UE le scatena contro i media, gli taglia i fondi e le mette di continuo il bastone fra le ruote (come del resto sta in parte già facendo) ecco che gli italiani la rimanderebbero subito a casa…

Signori, siamo in una dittatura democratica: [E 15.6]

PS: I riferimenti [E X.X] indicano i capitoli della mia Epitome (scaricabile gratuitamente QUI) dove approfondisco il relativo argomento.

Dal Venezuela in giù (su)

Pensieri sparsi…

A. Partiamo dal Venezuela che è l’argomento più caldo.

1. Una delle nuove strategie geopolitiche degli USA è quella di arroccarsi sull’emisfero americano aumentando la propria influenza diretta e indiretta sui vari paesi dei due continenti.

2. Come scrissi a suo tempo la Groenlandia è un vero obiettivo e non si tratta di minacce “alla Trump”, parole in libertà dimenticate pochi giorni dopo.

3. Ancora sappiamo poco per esserne sicuri ma sembra che un accordo fra Maduro e gli USA, con esilio dorato, sia saltato e Washington abbia preferito appoggiarsi ad altre figure del suo governo.

4. Questo spiegherebbe come mai le forze speciali americane non abbiano incontrato resistenza militare nell’operazione che ha portato al rapimento di Maduro. In altre parole il vice-presidente del Venezuela, la Rodriguez, sarebbe d’accordo con gli USA.

5. La scusa di bloccare il flusso di droga verso gli USA è patetica: il Fentanyl, che causa la maggioranza delle morti, è prodotto in Messico; la cocaina in Perù, Colombia e Bolivia (la cocaina ha bisogno di un clima andino/tropicale per essere prodotta). In altre parole il Venezuela era FORSE solo uno snodo di passaggio della cocaina che adesso, semplicemente, passerà altrove.

6. Il vero motivo dell’intervento USA è quindi l’appropriarsi del petrolio e delle risorse minerarie del paese. E in effetti l’amministrazione USA neppure si preoccupa di negarlo.

7. Da come la situazione è presentata da Washington, il Venezuela diverrà una specie di colonia statunitense che verrà sfruttata dalle grandi multinazionali a stelle e strisce.

8. Venezuelani, ma anche tutto il resto del Sudamerica, si rende conto dell’ingerenza statunitense visto che non ci si è preoccupati troppo di fingere che si sia trattato di un’operazione per portare “libertà e democrazia” nel paese.

9. Questo significa che se anche nel breve periodo l’operazione si rivelasse un successo, nel medio/lungo termine il crollo della credibilità politica degli USA, che al momento operano come dei mafiosi, è totale. Di questo crollo approfitterà la Cina.

10. Se al contrario gli USA lavoreranno realmente nel tentativo arricchire i normali cittadini venezuelani ridistribuendo, almeno in parte, la ricchezza prodotta sfruttando le loro risorse, allora l’intervento in Venezuela potrebbe indubbiamente trasformarsi in una grande vittoria geopolitica. Ma visto che oggi, neppure negli USA le multinazionali distribuiscono ricchezza, ma anzi la sottraggono al cittadino medio, è semplicemente inconcepibile che il Venezuela non venga sfruttato nella maniera più assoluta facendo così crescere il malcontento popolare.

11. Nelle prossime settimane vedremo poi se la Rodriguez è dalla parte di Washington, come credo, o se verrà rapidamente sostituita da qualche generale evidentemente al soldo degli USA.

12. Un altro obiettivo è colpire Cuba, che tira avanti grazie al petrolio venezuelano, dato che il neoconservatore Marco Rubio è di origine cubana è ha quindi il dente avvelenato verso la classe politica di tale paese.

B. Trump.

1. Io inizio a temere che sia rincoglionito: se si confrontano i video della sua precedente presidenza con quelli dell’attuale non si può non osservare il calo di energie e la difficoltà a parlare. Biden ha dimostrato che un presidente incapace di intendere è una manna per chi gli sta intorno e ha la possibilità di manipolarlo quotidianamente: sembra che a Trump stia avvenendo la stessa cosa.

C. Attacco a Putin.

1. È stato indubbiamente effettuato grazie all’assistenza dei servizi segreti statunitensi.

2. Quindi Trump ha tradito “l’amicone” Putin? Quindi Trump è dalla parte della UE? La mia teoria al riguardo la conoscete: Putin e Trump d’accordo per eliminare politicamente/economicamente i loro nemici in Europa e per farlo devono fingere di essere in contrasto in maniera che l’Europa continui inutilmente a svenarsi. Certo che un tentativo di uccidere Putin dovrebbe dimostrare chiaramente da che parte sta Trump, no? Beh, se Putin fosse stato informato in anticipo dell’attacco allora non sarebbe stato realmente un attentato alla sua vita, no? Insomma dal mio punto di vista ancora questo episodio non è decisivo per chiarire il reale rapporto fra i due presidenti.

3. Anche l’argomento della pressione politica in Russia contro Putin che sta crescendo perché lo si accusa di essere troppo remissivo e prudente nei confronti degli USA, del suo continuare a dialogare con Witcoff, mi sembra incerto: cioè bisognerebbe sapere quanto saldo è il controllo di Putin sulla propria poltrona, quanto cioè si possa permettere di fare di testa propria andando contro le aspettative della popolazione e/o dei suoi massimi dirigenti. Non ne so abbastanza per esserne sicuro ma io credo che da questo punto di vista abbia tutto sotto controllo: lo vediamo in Europa come il controllo dei mezzi di comunicazione permetta di convincere una popolazione ebete che le misure più liberticide servono, per esempio, ad aumentare la libertà. Perché la situazione dovrebbe essere diversa in Russia?

D. Europa

1. Mi diverte notare come alcune “mie fonti” seppure non specializzate/interessate nell’Europa si siano rese conto di chi siano i massimi esponenti politici europei: Asmongold riguardo la Baronessa Tedesca → “La burocrate non eletta”. E WillyOAM (australiano) riguardo ai politici europei in generale → “useless incompetent, fu##ing idiots”. Così, chi ha un minimo di cervello, pur senza seguire con attenzione l’Europa, ha ben capito la deriva democratica in cui si trova il Vecchio Continente.

2. A suo tempo ne volevo scrivere poi non ne ebbi voglia perché mi viene il voltastomaco quando scrivo dei nostri politici europei ma che ne dite dei 90 miliardi di euro buttati nel nuovo prestito all’Ucraina? Sapete chi li ripagherà? Pensate che la Russia, che ormai ha vinto sul fronte militare, accetterà di pagare i danni di guerra all’Ucraina? Ovviamente no: questo debito sarà pagato dai soliti fessi, i cittadini europei. Orsetta e gli altri geni “al massimo” ci guadagneranno qualcosa…

E. Guerra in Ucraina

1. Procede al rallentatore ma come sa chi mi segue la mia teoria è ormai che Putin NON voglia concludere rapidamente la guerra dato che una pace con i veri nemici europei non sarebbe possibile: devono cambiare i governi in Europa per aver una pace duratura in Ucraina.

2. Poi sul fatto che militarmente abbia già vinto mi pare che sia ovvio per tutti, no? Sì, ci raccontano che la Russia stia subendo perdite colossali ma ciò è incompatibile con i dati che abbiamo, soprattutto sulla sempre più ampia potenza di fuoco russa sotto tutti i punti di vista. La Russia ha 10 volte più artiglieria, 10 volte (anche 100) più droni, 10 volte più missili etc… come mai dovrebbe perdere 10 volte più uomini dell’Ucraina? Questo è possibile sono nei microcefali dei nostri politici e di chi crede alla propaganda più sfacciatamente bugiarda (quella che poi, cercando le fonti, si basa su informazioni dei servizi segreti ucraini!).

F. Iran

1. La guerra in Iran si avvicina. Io anzi pensavo che sarebbe scoppiata in autunno a causa dei problemi politici/giuridici di Netanyahu: invece sembra che i primi non fossero così gravi come pensavo mentre che i secondi vengano perdonati.

2. Già delle dichiarazioni fanno pensare che si stia preparando l’imbeccata per i media, per fargli giustificare una nuova guerra come necessaria e giusta: adesso non si parla più solo del pericolo nucleare (ma tale pericolo non era stato eliminato dalle potentissime bombe USA?) ma del pericolo dato dai missili balistici che l’Iran ha già.

3. Sulle proteste in Iran non saprei dire: non ho idea di quanto siano diffuse e significative. Chiaro che l’obiettivo di Israele (a cui gli USA sono subordinati) sarebbe avere un Iran in una situazione siriana, ovvero nell’anarchia e diviso. Ma gli attacchi esterni tendono comunque a compattare un popolo.

Varie dall’Ucraina

Dall’Ucraina la notizia principale che arriva è che sempre più numerose sono le fonti “autorevoli” (che significa “di solito allineate con la narrativa dominante”) che ammettono la sconfitta totale di Kiev.

Sì, lo so: già da un paio di anni scrivevo che l’Ucraina aveva perso e che nel prossimo inverno/primavera/estate sarebbe arrivata una nuova grande offensiva russa che avrebbe dato il definitivo colpo di grazia all’esercito ucraino mettendo così fine alla guerra.

Poi questa offensiva non si è mai verificata e, a dire il vero, io avevo già da anni ipotizzato che la ragione era che la Russia non aveva ragione di affrettare i tempi: meglio vincere dopo un anno o due in più che vincere subito ma perdendo molti più uomini. Gli unici parametri di incertezza erano: 1. quanto avrebbe potuto rinforzarsi l’esercito ucraino nel frattempo: per questo non avevo né dati né conoscenze affidabili per valutarlo; 2. la situazione economica russa che alle mie fonti appariva florida ma che i soliti media definivano “disperata”.

Poi ci fu il periodo di attesa per le elezioni USA, con la possibilità irrealistica ma speranzosa, che vincendo Trump avrebbe portato la pace in “tre giorni”. Saltiamo all’incontro a quattrocchi fra Trump e Putin in Alaska (estate 2025) organizzato non da Rubio, il ministro degli esteri (segretario di Stato) USA guerrafondaio e neoconservatore, ma da Witkoff, “inviato speciale” di Trump e soprattutto suo amico.

Un po’ dopo quell’incontro arrivai a una nuova colonna della mia teoria: i governi europei controllati dai parapoteri economici sono nemici dichiarati sia di Putin che di Trump. Se la guerra fosse finita un anno o due fa questi sarebbero ancora in carica a tramare contro Trump e Putin (dato che la finta democrazia europea non permette di cambiare l’attuale regime eurocentrico). Perché quindi non cercare di farli saltare? E come sarebbe possibile riuscirci?

Con il loro totale fallimento economico e militare. Secondo me il punto di non ritorno per questi governi sarebbe l’invio di truppe in Ucraina e il ritorno di bare.

Ecco, secondo me, a cosa mirano, Trump e Putin: a uno scontro limitato fra UE e Russia senza il coinvolgimento degli USA. Chiaro che Bruxelles dovrebbe essere convinta a tirare la prima pietra in maniera che Washington possa subito dire “noi non c’entriamo niente” facendo un passo indietro e dando carta bianca alla reazione russa.

Chiaro che i microcefali europei non sono così stupidi da attaccare la Russia a testa bassa osservando quello che stanno facendo gli USA e il buon rapporto, almeno umano, fra Putin e Trump: sono sicuro che Trump starà dicendo ai suoi infidi alleati europei “faccio finta di essere amicone di Putin, ma sono dalla vostra parte: però dovrete fare voi la prima possa perché altrimenti XXX” dove XXX è una scusa che non conosco e comunque non ha senso tentare di immaginare.

Le vere notizie quindi giungono da Bruxelles, dal covo di burocrati eurinomani guerrafondai al soldo delle lobbi. Tutti i maggiori governi (Francia, Germania e UK) traballano e stanno in piedi solo perché non vi sono elezioni. In giro per l’Europa poi si sabotano come si può le elezioni per non far vincere chi vorrebbe la pace (vedi Romania). Si ricattano gli altri governi per costringerli all’obbedienza. Si censura chi è contro la guerra.

Sì, proprio bella la vostra democrazia e libertà.

Al momento gli USA hanno chiuso i rubinetti del denaro a Kiev (e questo la dice lunga sui reali interessi di Washington) e i fessi europei hanno deciso che pagheranno loro (cioè noi cittadini europei). Chiaramente una guerra costa cara e i soldi non ci sono. Gli USA possono inventarseli dal nulla, l’Europa no. Quindi o si aumentano le tasse e parecchio (facendo però incazzare i propri cittadini) oppure si rubano. Ecco quindi tutta la polemica intorno ai soldi russi congelati in Europa.

La UE li vorrebbe rubare per finanziare (per un anno, non durerebbero di più e poi si sarebbe punto e a capo) il regime di Kiev ma Bruxelles (stavolta inteso come Belgio, dove la maggior parte del denaro è depositato) è ben consapevole che se una banca ruba i soldi a un cliente con una scusa evidentemente fasulla allora gli altri clienti se ne vanno e la banca/Belgio (ma Europa in generale) fallisce. La “democratica” UE è quindi passata alla sua usuale strategia mafiosa di ricattare il governo di Bruxelles/Belgio e contemporaneamente di inventarsi nuove regole per aggirare il veto dell’Ungheria e della Slovacchia (mi sembra).

L’altra riflessione maturata non troppe settimane fa è che se i politici europei non sono troppo svegli per capire i disastri che stanno combinando, per non capire che l’Ucraina ha perso la guerra, che non si sa solo quando i soldati getteranno le armi per scappare via dal fronte, che quindi rubare i soldi russi non serve assolutamente a niente, se sono troppo ignoranti per rendersi conto di queste elementari verità c’è però da dire che le lobbi che li comandano sanno come andrà a finire questa vicenda. E allora perché insistono?

Perché evidentemente hanno un modo, sfruttando i meccanismi della grande finanza, per arricchirsi notevolmente dal fallimento economico dell’Europa: non dovremmo stupirci quindi quando questa bolla di pus marcio, che sta crescendo sul corpo putrefatto dell’UE, esploderà i media ci verranno a raccontare quanto siano stati intelligenti e previdenti alcuni grandi finanzieri globalisti ad aver investito in XXX ad approfittarsi della legge YYY per aver guadagnato centinaia di miliardi mentre noi (cittadini comuni, avremo perso tutto).

Insomma l’esercito ucraino adesso è sull’orlo del tracollo e, secondo me, la Russia invece di chiudere la guerra sta bene attenta a non spingere troppo per non farlo crollare: si vuole appunto che l’Europa dei governi nemici a Putin e Trump affondi con Kiev.

Le “provocazioni” russe

Stasera il TG7 è isterico perché dei MIG russi hanno sconfinato nello spazio aereo estone e un paio di F35 italiani li hanno “intercettati”.

Beh, non credo sia un caso: voglio dire che la provocazione era effettivamente voluta, dubito si sia trattato di un errore…

La domanda quindi diviene: perché? Qual è l’obiettivo di Putin?

Personalmente rimango della mia idea: la Russia vuole provocare i non capenti europei affinché nel loro disperato tentativo di sostenere Kiev si svenino e si autodistruggano: il processo è già ben avviato nel Regno Unito e in Germania, forse anche in Francia, e se saltano questi paesi salta l’intera UE.

I non capenti europei fanno la voce grossa, felici di poter giustificare nuove spese militari al posto di servizi, pensioni, sviluppo etc.

Questi “statisti” credono/sperano che ora Trump rompa con Putin ma, come ho già scritto, sono piuttosto sicuro che Trump e Putin siano d’accordo per far fuori (politicamente) i disagiati mentali alla guida dell’Europa che, del resto, sono nemici di entrambi.

Il risultato? L’Europa avrà la scusa per spendere di più, per indebitarsi e magari fallire. Ma, in verità, credo che la Russia speri in un qualche passo falso di altro tipo, ancora non saprei quale.

Proprio azzardando potrei ipotizzare l’invio di truppe europee in Ucraina che, al momento opportuno, sarebbero prontamente eliminate: la ragione di questa mia ipotesi è che la morte totalmente inutile di soldati occidentali darebbe probabilmente il colpo di grazia finale ai governi europei pseudo-democratici ma, in realtà, al servizio delle lobbi. Ma, come detto, è la prima ipotesi che mi è venuta in mente, non so quanto realistica.

E gli USA? Se le cose stanno come penso io allora Trump farà la voce grossa per invogliare gli europei a sbilanciarsi e fare il passo più lungo della gamba (qualunque esso sia) ma in realtà non ha intenzione di far nulla: insomma si tratta di un gioco fra Putin e Trump per fregare i pollastri europei.

Oppure non ho capito niente io e fra qualche giorno Trump imporrà sanzioni a destra e manca contro Mosca, gli attuali governi europei ne usciranno rafforzati, l’Ucraina vincerà la guerra, Putin verrà defenestrato, l’Occidente si impadronirà delle risorse energetiche russe e poi manderà a gambe all’aria l’economia cinese…

Gli aeroplanini telecomandati

Normalmente non avrei scritto dei droni russi che hanno “invaso” la Polonia ma sono da mio padre e quindi vengo rimbecillito da telegiornali che invece di informare cercano di causare allarme ingiustificato con un episodio di scarsa o nulla rilevanza militare.

Non è neppure chiaro infatti se si sia trattato di un errore, di un malfunzionamento (dovuto alla guerra elettronica) o una “falsa bandiera”. Ma in verità anche l’ipotesi di una provocazione russa è plausibile.

Qui è forse interessante sottolineare come per i media occidentali le continue provocazioni, quando non vere e proprie escalation, siano normali e giustificate quando compiute contro Mosca però quando qualcosa di analogo ma in scala molto minore, forse addirittura un semplice errore, colpisce l’Occidente ecco che allora diviene un caso montato come panna che va a guarnire riempiendoli tutti i telegiornali. Ecco che se gli aeroplanini radiocomandati russi, di quelli senza esplosivo ma usati solo come bersagli per attirare il fuoco della contraerea, svolazzano oltre il confine polacco allora è giustificata la folle corsa al riarmo della UE e rilanciata la narrativa sgangherata di Putin che vuole conquistare l’intera Europa.

Proprio la risposta isterica dei nostri media, ovviamente voluta e sostenuta dal potere politico, mi fa pensare che si sia effettivamente trattata di una provocazione russa: se fosse corretta la mia teoria (v. Riflessioni estemporanee, Addendum e Piccolo mistero o indizio?) che Mosca voglia usare la guerra in Ucraina, magari anche prolungandola artificialmente, per far svenare e fallire gli stati europei che sostengono Kiev, allora questa provocazione avrebbe proprio lo scopo di spingere Francia, UK e Germania a compiere altri passi falsi che, quando inevitabilmente falliranno, renderanno ancora più probabile un crollo dei rispettivi governi guerrafondai. Intanto Trump, che sempre secondo la mia ipotesi, è d’accordo con Putin e favorevole a cambi di regime in tutta Europa (che del resto sono suoi nemici), se la ride e, ovviamente, da una parte incita i pollastri europei a correre in su e giù per il pollaio e a chiocciare minacciosi ma dall’altra lui si guarda bene da impegnarsi in azioni concrete verso la Russia.

Piccolo mistero o indizio?

Praticamente dall’inizio della guerra c’è un piccolo mistero: ogni tanto se ne accenna ma poi viene dimenticato e/o passa in secondo o terzo piano.

Se si guarda una mappa dell’Ucraina si nota subito l’importanza del fiume Dnepr che rappresenta un confine naturale fra il Donbass e il resto del paese.

Chiaramente tutti i rifornimenti per il fronte devono attraversare i suoi ponti che non sono numerosissimi.

Ecco quindi il mistero di cui da almeno un paio di anni sento parlare: perché la Russia non li distrugge rendendo così molto più difficoltoso il rifornimento delle truppe ucraine sul fronte?

La capacità militare ci sarebbe: probabilmente già i missili kinzal potrebbero farcela ma, in caso contrario, potrebbe essere usato il missile oreshnik…

Quindi?

La “spiegazione” tradizionale è che i russi non vogliono distruggerli perché vogliono usarli loro per invadere il resto dell’Ucraina. Il problema è che in casi analoghi, quando l’esercito ucraino è stato costretto a ritirarsi, ha sempre minato e fatto saltare i ponti alle proprie spalle: difficile quindi pensare che, in caso di necessità, non farebbero lo stesso con i ponti sul Dnepr.

Ma ecco le MIE ipotesi.

La prima è militare: l’obiettivo della Russia non è solo quello di occupare il territorio delle nuove repubbliche unitesi alla federazione ma anche quello di demilitarizzare l’Ucraina. Probabilmente il distruggere questi ponti strategici avrebbe facilitato la conquista militare ma reso più ardua la demilitarizzazione: se infatti il fronte fosse spostato sul Dnepr i problemi logistici sarebbero tutti dei russi: difficile infatti avanzare senza il rischio che le teste di ponte sull’altra riva del fiume non vengano accerchiate e ricacciate indietro con grandi perdite.

Non so, non essendo un militare non so quanto questa mia ipotesi sia credibile: a me pare comunque ragionevole e migliore di quella “ufficiale” (dei russi che vogliono conservare i ponti per usarli loro in futuro).

La seconda ipotesi potrebbe invece essere un indizio alla mia teoria dell’interesse di Mosca a prolungare la guerra in maniera che i governi europei fortemente ostili si autodistruggano economicamente/finanziariamente (v. ) con il loro scellerato sostegno all’Ucraina. Il fenomeno è già evidente in Germania e nel Regno Unito e in misura minore in Francia (ciò che accade negli altri paesi è molto meno importante).

In questa ipotesi la Russia non avrebbe distrutto i ponti perché non ha interesse a terminare la guerra in tempi rapidi.

Se così fosse allora bisognerebbe ammettere che la visione strategica/geopolitica di Putin sarebbe stata estremamente lungimirante perché avrebbe capito con un paio di anni di anticipo cosa sta avvenendo adesso in Europa.

La virgola della situazione

La novità di queste ore/giorni è l’“ultimatum” dell’Europa alla Russia che richiede a Mosca una tregua incondizionata di 30 giorni. Perché proprio ora? Perché Trump, dopo il breve colloquio con Zelensky ai funerali di Francesco, sembra orientato sulla linea dura contro Putin.

Però, stranamente, nell’“ultimatum” gli USA non sono coinvolti direttamente. C’è, sembra, il loro assenso al piano ma senza la partecipazione diretta di Washington.

Scrivo poi “ultimatum” fra virgolette perché è curioso che sia la parte perdente a lanciarlo: se infatti avesse la forza per imporre la propria volontà non sarebbe la parte perdente. Vabbè ma dalla banda dei rallentati europei che ci guidano non mi stupisco più di niente.

In uno dei pezzi precedenti avevo ipotizzato (propriamente mia ipotesi, non basata sulle ipotesi/teorie delle mie fonti) che Trump avesse fatto uno scambio con i neo-con del partito repubblicano: niente guerra con l’Iran (che dopo la fallimentare prova contro lo Yemen è ancora meno attraente di prima) ma, per saziare l’avidità di chi ci guadagna con la guerra, sia politici che finanziatori dei politici, si continuerà a buttare denaro nella guerra in Ucraina.

Mi sembrava una spiegazione ragionevole e negli ultimi giorni sono uscite più voci di come Trump abbia improvvisamente preso le distanze da Netanyahu ma anche dallo stesso Israele: per esempio oggi circola la notizia che che gli USA sarebbero pronti a riconoscere lo stato palestinese.

Io, per prudenza, fino a quando non ho una bella dichiarazione inequivocabile di Trump (non un cinguettio ma almeno un’intervista) non prenderò per vera, definitiva e assodata la cosa.

Intendiamoci: già nella versione dell’Epitome di marzo avevo scritto che per quanto Trump sembrasse vicino a Israele e pronto a scatenare la guerra contro l’Iran io nutrivo ancora speranze e che si trattasse di una sua manovra per confondere le acque (soprattutto contro gli uomini del suo partito).

Concludevo infatti la mia analisi sulla politica di Trump nel Medio Oriente con queste parole: «Comunque in questo ambito, sebbene le parole [a favore di Israele/Netanyahu] siano state piuttosto inequivocabili, ancora è prematuro dare un giudizio definitivo sulla politica di Trump: per quanto improbabili non me la sento di escludere del tutto sorprese anche nei futuri rapporti fra USA e Israele.»

Basta questa idea dello “scambio” fra mancata guerra contro l’Iran e il proseguimento della guerra contro l’Ucraina a spiegare l’improvviso cambiamento di strategia geopolitica di Trump?

Inizio ad avere dei dubbi: certo i media ci presentano Trump come un mezzo matto, innamorato di se stesso, che dice una cosa al mattino e cambia idea alla sera. Questa rappresentazione di Trump, chiaramente falsata per ragioni ideologiche, non deve però alterare la nostra oggettività nell’analizzare la situazione. Trump non è matto, come ho spiegato altrove (v. La logica dell’accordo che scontenta tutti), ama depistare i suoi avversari e stupire con clamorosi colpi di scena: certo a volte ha preso degli abbagli e altri ne prenderà in futuro ma c’erano sempre delle ragioni logiche ai suoi errori.

Sapete quindi che cosa sospetto? Di nuovo una “mia” idea, non delle “mie” fonti…

Penso che stia preparando una trappola agli alleati europei che del resto, tranne poche eccezioni, sono suoi avversari politici e alleati dei globalisti democratici e trasversali. Vance ha detto chiaramente quello che pensa dell’Europa ed è difficile credere che anche Trump non sia sulla stessa linea di pensiero.

E allora che fare? Collaborare con questi rallentati o cercare di metterli in difficoltà per favorire le opposizioni nei rispettivi paesi?

Io credo che l’amministrazione Trump possa aver optato per questa trappola: ha convinto l’Europa ad andare avanti con il loro ultimatum, che ovviamente Putin ha già respinto al mittente, e adesso le minacce implicite in esso andranno messe in atto. I rallentati europei probabilmente credono di avere le spalle protette dagli USA: ma cosa succede se cercheranno di fare il passo più lungo della gamba e, contemporaneamente, Washington si tirasse indietro sul più bello?

Io credo che farebbero una bella figura da idioti: figuraccia che penalizzerà i rispettivi governi europei che si sono così baldanzosamente esposti guidati dal galletto Macron. Non escludo poi, come scrissi tempo fa, che ci siano già degli accordi segreti fra Mosca e Washington (Witkoff, l’inviato di Trump a Mosca per gestire la crisi, non è un politico di professione ma è amico del presidente: secondo me è possibilissimo che si sia accordato con Putin)

Sui dettagli di come gli USA possano fregare l’Europa non ho dettagli sufficienti: mi aspetto o minacce che non possano mantenere, decisioni autolesionistiche e controproducenti fino, magari, all’invio di truppe sul suolo ucraino e che Mosca farà prontamente tornare indietro: sì quest’ultima possibilità credo che metterebbe davvero in crisi i governi europei coinvolti.

Il risultato sarebbe comunque quello di far rimanere l’Europa col cerino in mano mentre Russia e USA siglano accordi e fanno affari insieme…

Da questo punto di vista un piccolo plauso alla Meloni che non si è accodata (come avvenuto in passato con Draghi) a questa scampagnata a Kiev di rallentati. Come ho scritto in passato il più furbo degli imbecilli è sempre un imbecille.

Avrebbe potuto (sarebbe stato politicamente possibile cioè) prendere una posizione più netta: io, che sono una persona di principi e che sarei un pessimo politico, l’avrei fatto. Capisco però anche che politicamente (v. Il mio “loro” punto sulla tregua etc.) forse non aveva sufficiente autonomia per denunciare la demenza delle decisioni dei colleghi europei…

Come sempre: vedremo. Io, oggi come oggi, la mano sul fuoco non la metterei su niente…

Aggiunta 13-5: Poche ore dopo vi è stata la controproposta di Putin di un incontro in Turchia e Trump mi sembra abbia preso la palla al balzo dicendo di volervi prendere parte: potrebbe essere questo il pretesto con cui Trump lascerà i rallentati europei con la pagliuzza corta in mano? Tipo “La proposta di Putin era ottima, ora noi USA ce ne tiriamo fuori, voi europei fate quello che volete…”

 

Il mio “loro” punto sulla tregua etc.

Con il “loro” punto intendo quello delle “mie” fonti che, ovviamente, influenza nettamente il mio.

Ormai più di due settimane fa scrissi il pezzo Proposta di tregua il cui concetto saliente era che i termini della tregua avrebbero chiarito definitivamente, al di là della propaganda occidentale e russa, come stavano effettivamente le cose al fronte.

Se i termini fossero stati favorevoli ai russi allora significava che stavano vincendo loro, se fossero stati favorevoli all’Ucraina allora avrebbe indicato che Kiev era in vantaggio.

Personalmente credo che Trump, prima di essere eletto e nelle prime settimane d’incarico, credesse sostanzialmente alla propaganda occidentale. Pensava che se avesse concesso una via onorevole per accettare la pace Putin si sarebbe affrettato ad accettarla. Via via che passavano le settimane, e che evidentemente gli arrivavano le informazioni dai servizi, ho notato invece un netto cambiamento di atteggiamento. Adesso Trump si è convinto che la Russia abbia vinto e che non è possibile aumentare la pressione contro Mosca. Ucraina ed Europa praticamente escluse dai negoziati: questo dimostra la nullità della UE e che si trattava di una guerra per procura fra USA e Russia.

Nel 2022 scrissi un pezzo (che al momento non ho ritrovato, magari lo cercherò poi con più calma) molto importante. In praticava ipotizzavo quale sarebbe stata la soluzione migliore per l’Europa e, quindi, l’Italia del conflitto in Ucraina (dando per scontato, in pratica dall’estate 2022, che la Russia avesse già vinto): a una prima riflessione epidermica pensai che se la guerra si chiudeva in fretta tutto sarebbe tornato “come prima” ovvero energia a basso costo dalla Russia e simili; facendo due più due mi resi però conto di un problema di fondo: la Russia e Putin non avrebbe potuto più fidarsi dell’Europa infatti chi tradisce una volta tradisce ancora; l’unica possibilità sarebbe stato un rinnovamento politico vero negli stati chiave d’Europa (Francia e Germania), allora sì Mosca avrebbe potuto tornare a collaborare costruttivamente con Bruxelles.

Curiosamente non feci lo stesso ragionamento per gli USA: all’epoca infatti pensavo che la volontà di guerra fosse della politica strategica (al di là di democratici o repubblicani) di Washington. Non pensavo neppure che Trump potesse venire rieletto pur scrivendo, già allora, che solo negli USA restava una parvenza di democrazia.

Speravo che gli europei vedessero oltre le cortine della propaganda e riuscissero a ottenere un cambiamento politico.

Invece gli europei hanno capito sì che la guerra in Ucraina non è nell’interesse dell’Europa ma non a distinguere i partiti sistemici fra loro: ecco allora che in UK sono passati dai conservatori ai laburisti (o il contrario, tanto non fa differenza) e non è cambiato niente. Macron in Francia è ai minimi di consenso rispetto a qualsiasi presidente francese, ma non è cambiato niente. In Germania sono passati dai socialisti ai democristiani e non è cambiato niente…

Putin quindi non può fidarsi di questa UE e, anche se la guerra finisse domani, non gli conviene collaborarci se può evitarlo.

Al contrario negli USA ha vinto Trump e in pochi mesi ha già fatto un cambiamento strategico di politica nei confronti della Russia di 180 gradi: non più guerra ma amicizia in funzione anticinese.

Chiaro che ormai gli USA hanno perso molta credibilità: è infatti ovvio che, pur avendo fiducia in Trump, se alle prossime elezioni vincessero i democratici sarebbe di nuovo punto e a capo.

Come ho scritto altrove (e come hanno scritto altri migliori di me) la credibilità si costruisce in decenni ma la si distrugge in un attimo.

E Putin, che non è folle ma molto più intelligente della marmaglia politica al comando in Europa, l’ha capito: ha già detto chiaramente, nonostante le profferte di Washington, che il futuro della Russia è nei BRICs e che non ci pensa neppure di tornare, per esempio, a partecipare alle riunioni del G7. Poi, proprio perché Putin è intelligente, non ha sbattuto la porta in faccia agli USA ma cercherà di approfittare del corteggiamento di Washington per trarne tutti i vantaggi politici. In pratica adotterà la strategia che io avevo auspicato (prima della guerra in Ucraina) per l’Europa: farsi corteggiare da USA da una parte e Cina e/o Russia dall’altra. La Russia farà lo stesso con USA e Cina (l’UE dei “bravi”, invece, starà a guardare alla finestra).

Tornando alla proposta di tregua.

La Russia sta vincendo e non ha intenzione di accettare una tregua che non dia assolute garanzie di essere seguita da una pace alle proprie condizioni: Ucraina fuori dalla NATO, annessione delle nuove repubbliche del Donbass, garanzie di libertà e sicurezza per russi in Ucraina e denazificazione. E Putin si sta limitando: molti russi vorrebbero infatti che anche la regione di Odessa tornasse sotto il controllo di Mosca…

Putin infatti non è folle ma, anzi, molto moderato e paziente: se per qualsiasi motivo venisse sostituito da un altro presidente probabilmente vedremmo una Russia molto più aggressiva di quanto non sia adesso.

E l’Italia? E la riunione dei somari… chiedo venia, volevo dire dei “volenterosi”?

Paradossalmente la democrazia italiano così bistrattata, anche da me, si è rivelata migliore di quella francese e tedesca. Il governo Meloni non è controllato dai parapoteri economici europei (come, per esempio, lo sarebbe stato con la Schlein. Per capirsi: Schlein peggio di Conte e peggio/uguale di Renzi) ma, contemporaneamente, non ha una maggioranza abbastanza forte da poter fare il migliore interesse dell’Italia mettendosi contro Bruxelles.

In particolare non mi fido per niente di Forza Italia: un partito i cui membri hanno regolarmente tradito lo stesso Berlusconi non si faranno problemi a tradire la Meloni. Forza Italia è un cadavere politico che cammina senza il suo fondatore e i suoi politici lo sanno. Chiaro che cercheranno in tutte le maniere di rifarsi una vita politica con prospettive di futuro: e la maniera migliore per farlo è allearsi col PD. Ora non so come sarebbero i numeri in Parlamento, chiaramente anche Conte, per il bene dell’Italia, sarebbe pronto a far parte della nuova coalizione in caso di bisogno altrimenti continuerebbe a fare una falsa opposizione dell’esterno… altri parlamentari si potrebbero comprare qua e là…

Il punto insomma è che la Meloni è obbligata a obbedire a Bruxelles: tutto quello che riesce a fare è strizzare l’occhio a Trump e prendere un minimo di distanze dalle follie guerrafondaie di Stammer/Macron/von der Leyen…

Nel complesso è la migliore della classe… ma è una classe di somari: quindi le basta poco per far meglio! Vedi anche i pezzi La Modella Svedese si svegli! e Finalmente l’Italia dà segni di vita in Europa

Il comportamento dell’Europa (+ UK) è folle. Si fanno queste riunioni di “guerra” completamente inutili. L’Europa non partecipa ai negoziati e la Russia non accetterà mai una tregua che preveda soldati occidentali in Ucraina in qualsiasi forma e/o numero. E nemmeno gli USA li vogliono: il giochino dell’Europa non è solo stupido ma pure evidente: le truppe europee servirebbero solo a trascinare gli USA nel conflitto che l’Europa non ha la forza di combattere. Non per niente gli incontri si svolgono in Arabia e non in Europa.

Quindi tutte queste riunioni europee a che servono? Non servono a niente: sono delle complete perdite di tempo a esclusivo uso e consumo dei media europei (e solo dei media europei: nel resto del mondo la loro irrilevanza è ovvia).

Forse serviranno alla propaganda europea per cercare di far passare l’idea che l’Ucraina stava per vincere, che grazie all’aiuto dell’Europa e degli USA stava per vincere ma che però Trump, proprio a un passo dalla vittoria, ha tradito Kiev e consegnato l’Ucraina al “folle” Putin.

Bo… questa è l’unica spiegazione vagamente razionale che riesco a dare al comportamento altrimenti inspiegabile dell’Europa.

Ah! Un’altra “utilità” di queste riunioni europee è dare una sponda (mediatica) al partito democratico, e comunque a chi vuole la guerra, negli USA, agli oppositori di Trump insomma. Ma al momento non credo che ci siano grosse probabilità che il prossimo presidente sia democratico. Vance piace moltissimo (e giustamente!) e dopo di lui vedo bene la Gabbard…

Riassumendo:

– L’utilità di Zelensky è terminata per gli USA: non mi stupirei se presto venisse “sostituito” in qualsiasi modo.

– L’Europa (+UK) si dà importanza con grandi riunioni ma, al di fuori dei media europei, nessuno sta a sentire ciò che viene discusso.

– La Russia cercherà di ottenere più che può dagli USA e dalla Cina: ormai la questione Ucraina è praticamente superata e secondaria.

– Gli USA con Trump stanno cercando di riallacciare i rapporti con la Russia che però, giustamente, non si farà sedurre facilmente. Il resto del mondo ha perso fiducia nella credibilità degli USA.

Sarà poi molto importante il comportamento di Trump in Medio Oriente.

Al momento sembra che si prepari alla guerra contro l’Iran (voluta da e utile solo a Israele). Io non ne sono sicuro: ho notato che a Trump piace bleffare e credo (spero) che quando mostra i muscoli non abbia poi veramente intenzione di usarli. Per il bombardamento (inutile secondo le “mie” fonti) non ci sono stati preavvisi mentre contro l’Iran si lascia filtrare l’accumulo di forse statunitensi nella regione…

Ovviamente una guerra in Medio Oriente sarebbe disastrosa per l’Europa e, forse, una doccia fredda per USA e Israele. Speriamo di non doverlo verificare…

Ah! vedo che non ho poi distinto il “mio” pensiero da quello delle “mie” fonti: oramai non ho voglia di cambiare l’introduzione ne di correggere quanto già scritto. Quantitativamente direi che di “mio” vi è un 20% (di più nelle previsioni dato che a me piace speculare).